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MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

VIVIAMO TEMPI INTERESSANTI

Ieri ho incontrato molti imprenditori del Nord Est  in un meeting dedicato all’Internazionalizzazione ospite di un’azienda, l’Arper, simbolo emergente dell’arredamento di design in Italia e nel mondo,  che esporta il 90% dei suoi prodotti nelle geo mappe globali. Il tema per quanto affrontato da tempo ed apparentemente dibattuto in tutti i suoi aspetti, conserva il fascino della conquista per gli imprenditori. Soprattutto, dopo la conquista, pone le problematiche del consolidamento dei primi successi ottenuti per rimanere e penetrare ulteriormente i mercati guadagnati.  La finanza, intesa come linfa vitale per sostenere i progetti d’impresa, costituisce uno degli strumenti che  consentono di rafforzare il posizionamento strategico e tattico di ogni impresa-migrante. In questi termini la gestione del posizionamento competitivo ed il successo delle azioni commerciali passa anche attraverso la gestione ottimale delle strategie in cambi. In tal modo il rischio di cambio diventa anche opportunità dove il primo goal è rappresentato dalla preservazione della marginalità, il secondo dalla competitività.

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IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Seminario organizzato grazie alla collaborazione di

AITI  WB ADVISORS e  ARPER 

Bisogna muovere da una gestione del rischio orientata a rispondere alle sole emergenze, verso una gestione orientata alla elasticità al rischio, ovvero ad una maggiore reattività e adattabilità delle strutture al cambiamento dei contesti, anche in situazioni non di emergenza diretta

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Il documento World Economic Forum’s Global Risk  propone alcune riflessioni, valide anche a livello aziendale:

Ai principali rischi globali evidenziati nel passato si aggiungono rischi emergenti:
I decision maker  devono affrontare la  complessità e la velocità dei cambiamenti, in un mondo fortemente interdipendente.

Fattori comuni a tutti i rischi evidenziati nel rapporto sono velocità e interconnessione; pertanto la principale sfida è il governo della complessità. Quanto più complessi sono i sistemi, tanto più grande è il rischio da governare ma, parimenti, tanto maggiore è il potenziale per cogliere opportunità anche nel business.

Strumenti di comunicazione che agevolino la condivisione delle informazioni e meccanismi collaborativi decisionali diventano fattori critici di successo per la gestione delle complessità nella gerarchia aziendale.

I. RISK ASSESSMENT DI BUSINESS

  Analisi di scenario e contesto competitivo
Mappatura dei rischi di business finalizzato agli andamenti di mercato
Definizione di un modello di Governance organizzativo
Identificazione dei presidi e delle deleghe operative

 

II. RISK ASSESSMENT OPERATIVO

  Posizionamento competitivo del listino cambi
Costruzione del budget e mappatura  dei rischi e delle opportunità
Valutazione quantitativa dei rischi
Analisi  worst/ best case scenario

 

III. RISK MANAGEMENT

  Piano finalizzato al controllo ed alla gestione del rischio di cambio
Gestione Dinamica versus Gestione Statica: le ragioni di una scelata
Gestione ex-ante ed ex-post dei rischi
Strumenti operativi: identificazione degli strumenti di copertura e mitigazione del rischio

 

IV. RISK MANAGEMENT REPORT

  Definizione del piano di RM e presentazione al CDA

 

L’ENTERPRISE RISK MANAGEMENT  E’ IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE,  MISURAZIONE, CONTROLLO E GESTIONE DEL RISCHIO
L’ATTIVITA’ DI RISK MANAGEMENT E’ PARTE INDISPENSABILE DEL SISTEMA DI GESTIONE E COMPONENTE INTEGRALE DEL PROCESSO DECISIONALE DELL’AZIENDA.

L’ incontro avrà luogo mercoledì, 27 giugno 2018 a Monastier di Treviso presso la sede di ARPER, in via Lombardia, 19 La partecipazione è gratuita e le adesioni dovranno essere effettuate online al seguente link

MARKET MOVER 4 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 4 MAGGIO 2018

FOREX – RISCHIO CAMBIO –  RISK MANAGEMENT – Dollaro stabile contro un paniere di valute, avendo lasciato il massimo dei quattro mesi su prese di profitto e in attesa di vedere se il dato sull’occupazione costituirà un’altra occasione per un’altra spinta al rialzo. Attorno alle 7,40 l’euro vale 1,1986/87 dollari da 1,1987 dell’ultima chiusura; e 130,73/75 yen da 130,89. Il dollaro/yen vale 109,05/07 mentre l’indice del dollaro è a 92,433 con un rialzo dello 0,02%.

 GREGGIO – I prezzi del petrolio si sono mantenuti stabili sulle piazze asiatiche, dopo aver ceduto il precedente rialzo, mentre il nervosismo del mercato ha preso il sopravvento sulla prospettiva di rischi geopolitici da possibili nuove sanzioni statunitensi contro l’Iran. Attorno alle 7,40 il future sul Bren avanza di 2 centesimi a 73,64 dollari al barile, mentre il contratto di riferimento sul greggio Nymex è invariato a 68,43 dollari al barile.
PMI SERVIZI – Dopo una crescita della manifattura che in aprile ha toccato il minimo da gennaio 2017, si attendono le cifre del Pmi relativo al comparto servizi, sempre in aprile. Le attese per il terziario sono di un lieve rialzo dell’indice a 53 dal 52,5 di marzo, che aveva segnato il secondo mese consecutivo di sensibile rallentamento. Attesi gli indici sul comparto servizi anche da Francia, Spagna, Germania e zona euro. Per quest’ultima le cifre preliminari segnavano un indice a 55,0 da 54,9 di marzo. Il Pmi manifattura della zona euro pubblicato mercoledì ha evidenziato che la crescita del settore ha rallentato ulteriormente ad aprile rispetto ai massimi record toccati alla fine dell’anno, con un indice ancora in espansione ma sceso per il quarto mese ai minimi da 13 mesi a 56,2 dalla lettura di 56,6 di marzo.
PMI CINA – Il Pmi servizi cinese relativo ad aprile a cura di Caixin mostra un’accelerazione a 52,9 dal 52,3 di marzo, mettendo in evidenza la robustezza di un comparto su cui Pechino conta per mantenere la crescita economica. Il settore servizi ha già un peso di oltre la metà nell’economia cinese. L’indice composto fra i settori manifattura e servizi si è attestato a 52,3 da 51,8 di marzo.
POLITICA ITALIA – Dalla direzione del Pd arriva la conferma unanime alla fiducia a Martina che, nonostante i toni duri verso Renzi, ha preso atto della chiusura al M5s, escludendo anche un governo col centrodestra. Le divisioni nel partito non sembrano composte, nonostante la richiesta di unità e di un sostegno “non di facciata” da parte del reggente. Mattarella ha fatto sapere che considera fallita la possibile trattativa tra Pd e M5s, dopo l’uscita di domenica scorsa di Renzi e la richiesta del M5s di voto anticipato a giugno e che terrà nuove consultazioni nella giornata di lunedì per verificare a nove settimane dal voto del 4 marzo se esistono prospettive per una maggioranza di governo. Il Colle vuole far approvare la manovra finanziaria per il 2019 prima di tornare alle urne. Secondo il ‘Corriere della sera’, tuttavia, al Nazareno circolano già due date per il voto anticipato: 23 e 30 settembre.

OCCUPAZIONE USA – Arriva l’attesa statistica chiave sull’occupazione Usa del settore non agricolo in aprile, con una previsione della creazione di 192.000 nuovi posti di lavoro. Il rapporto Adp, pubblicato mercoledì e considerato un prodromo del dato sui ‘non-farm payroll’, ha mostrato che nel settore privato Usa sono stati creati 204.000 posti di lavoro ad aprile, il minore incremento mensile registrato dallo scorso novembre. Il dato è comunque risultato superiore alle attese degli analisti per un aumento di 200.000 posti di lavoro privati, ma la rilevazione di marzo ha subito una revisione al ribasso.

BTP – Il secondario italiano ha chiuso in rialzo una seduta caratterizzata da un discreto grado di volatilità ascrivibile al ritorno di attività dopo le varie giornate festive. Lo spread con la Germania ha chiuso in ampliamento dai minimi di seduta su una migliore performance del Bund: 121 punti base, pari ai livelli di chiusura della seduta di mercoledì. Il rendimento del decennale di riferimento ha archiviato la seduta a 1,737%.
INFLAZIONE – Generale discesa dei rendimenti dei titoli Stato della zona euro dopo il dato sull’inflazione, inaspettatamente scesa in aprile per via di un rallentamento della crescita dei prezzi nel settore servizi, sollevando interrogativi sul piano della Bce di ritirare gradualmente gli stimoli monetari. Secondo Eurostat l’inflazione dell’area euro era pari all’1,2% il mese scorso, mentre gli economisti che hanno preso parte ad un sondaggio Reuters si aspettavano un dato stabile rispetto a marzo all’1,3%.
RATING – Attesi a mercati chiusi i pronunciamenti delle agenzie di rating sul merito di credito di diversi Paesi della zona euro. In particolare Moody’s si pronuncia sulla Francia, attualmente valutata con ‘Aa2’ e outlook stabile, e DBRS sulla Grecia, attualmente giudicata con CCC (high) con outlook positivo.
TREASURIES – I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa sono scivolati ieri, sotto la pressione del calo dei tassi europei dopo un sorprendente calo dell’inflazione della zona euro che potrebbe frenare gli sforzi della Banca centrale europea per sbloccare il suo stimolo monetario quest’anno. Il decennale di riferimento ha chiuso con un tasso a 2,947% da 2,964% della precedente chiusura.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit/Adaci, Pmi servizi aprile (9,45) – attesa 53,0.
FRANCIA
Partite correnti marzo (8,45).
Bilancia commerciale marzo (8,45) – attesa -4,90 miliardi.
Markit, Pmi servizi finale aprile (9,50) – attesa 57,4.
Markit, Pmi composito finale aprile (9,50) – attesa 56,9.
GERMANIA
Markit, Pmi servizi finale aprile (9,55) – attesa 54,1.
Markit, Pmi composito finale aprile (9,55) – attesa 55,3.
SPAGNA
Pmi servizi aprile (9,15) – attesa 56,1.
ZONA EURO
Markit, Pmi servizi finale aprile (10,00) – attesa 55,0.
Markit, Pmi composito finale aprile (10,00) – attesa 55,2.
Vendite dettaglio marzo (11,00) – attesa 0,5% m/m; 1,9% a/a.
USA
Nuovi occupati aprile (14,30) – attesa 194.000.
Costo lavoro settore privato aprile (14,30).
Tasso disoccupazione aprile (14,30) – attesa 4,0%.
Media salari aprile (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,7% a/a.
Media ore lavorate aprile (14,30) – attesa 34,5 ore.
GIAPPONE
Mercati chiusi 3 e 4 maggio (Constitution Memorial Day/Greenery Day).
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Norvegia, audizione governatore banca centrale Olsen davanti a Commissione Affari Economico Finanziri del Parlamento a Oslo (9,00).
Svezia, conferenza stampa governatore Riksbank Ingves su riserve auree (10,30); segue riunione Consiglio Generale Riksbank (13,00).
Zona euro, intervento Constancio (Bce) a convegno su banche centrali dopo la crisi finanziaria a Malta (9,45).
USA
New York, intervento presidente Fed New York (18,45).
Stanford, presidente Fed San Francisco Williams intervistato da Cnbc (19,30); interventi presidente Fed San Francisco Williams (21,00) e vicepresidente supervisione Quarles (23,30) a convegno su valute, capitali e bilanci banche centrali.
APPUNTAMENTI
ITALIA
Genova, inizia convegno annuale ‘Festival di Limes’ su “Lo stato del mondo”; termina il 6 maggio. Oggi partecipa Gentiloni (18,00).
Torino, Abi-Istituto Luigi Einaudi presentano volume “Italia, Europa, economia e banche – gli interventi di Ciampi alle assemblee dell’Abi” con direttore Banca d’Italia di Torino Capra, AD Banca del Piemonte Venesio, presidente Istituto Luigi Einaudi Maurizio Sella, consigliere UniCredit Saccomanni, presidente Abi Patuelli; conclusioni DG Banca d’Italia Salvatore Rossi (15,00).
EUROPA
Estonia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Francia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Grecia, DBRS si pronuncia su rating sovrano.
Lussemburgo, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Svezia, DBRS si pronuncia su rating sovrano.
CANADA
Toronto, intervento premier canadese su accordo di libero scambio dell’UE.

MARKET MOVER 30 APRILE 2018

MARKET MOVER 30 APRILE 2018

Buongiorno

La settimana settimana si apre senza spunti rilevanti in ossequio al lungo ponte che in Europa festeggia il I° maggio.

Tuttavia quella appena conclusa ci restituisce un quadro di estremo rilievo sotto il profilo delle reazioni che il mercato ha declinato sulla base dei recenti sviluppi di politica estera tra USa ed Euozona. Si sono conclusi i due vertici che si sono susseguiti a ruota alla Casa Bianca tra D. Trump e E. Macron prima, A. Merkel dopo; Italia non pervenuta.  Il primo dei quali si è tenuto con uno standard protocollare di rilievo, il secondo sotto tono, quasi a rimarcare le diverse linee di posizione da parte di Francia e Germania rispetto alla  politica che l’Amministrazione Americana sta sviluppando nei confronti del M.O.  e della Russia. Sul tavolo ci sono (ancora) i dossier  che  Washington ritiene strategici per propri interessi e sui quali misura il grado di convergenza dei partner europei.  Il link tra geopolitica e mercati passa attraverso la questione dei dazi, del commercio estero e quindi direttamente dall’andamento dell’eur usd. Abbiamo già scritto quanto questi fattori siano di fatto legati l’uno all’altro. Per l’Eurozona, che basa i suoi modelli di crescita sulle esportazioni,  è vitale avere rapporti commerciali senza barriere ed un cambio debole. Per gli USA il partner Europeo rappresenta un alleato strategico nel gioco degli equilibri globali. Chi manovra gli equilibri utilizza queste leve per avocare a se il consenso politico a sostegno di un fronte comune.

Mentre la Francia si è ri-allineata all’ordine, la Germania sembra per diverse ragioni più refrattaria. L’eur usd è sceso da 1.2350/1.24 di metà aprile ad 1.2056 lo scorso venerdì,  proprio per sottolineare la disponibilità degli USA a ripagare il consenso degli europei allentando le leve di pressione economica. Concluso il vertice con il Cancelliere tedesco, il cambio è ritornato sopra 1.21.

Le nostre stime riflessive sull’eur usd hanno centrato l’obbiettivo intermedio a 1,2050. Nel proporre questo target abbiamo altresì aperto la prospettiva ad un ulteriore ridimensionamento del cambio in direzione di 1.18/1.17 vincolando tale mossa a due condizioni: a) che la reazione da 1.2050 non produca rimbalzi in grado di respingere i prezzi oltre 1.2230/50; b) che gli americani si ritengano soddisfatti dai colloqui intercorsi nei due vertici.  Ovviamente la prima condizione costituisce una subordinata della seconda.

A giudicare dalle apparenze risulta piuttosto difficile percepire una convergenza netta tra Trump e Merkel, ma un conto sono le apparenze, altra cosa sono i fatti. E per comprenderli dobbiamo osservare gli sviluppi che si delineeranno nelle prossime settimane quando il prossimo 12 maggio Washington sarà chiamata a certificare il rispetto delle condizioni da parte di Teheran o riprendere le sanzioni contro la Repubblica islamica. Trump è sempre stato un oppositore dell’accordo raggiunto nel 2015 dalla comunità internazionale con l’Iran, e lo ha definito più volte un disastro. L’amministrazione americana è ferocemente contraria all’intesa e ci si attende una sua uscita dall’accordo.

A seguire dopo il 12 maggio avremo un ulteriore importante appuntamento con il 23, giorno in cui scattano i dazi sull’acciaio e l’alluminio verso cui l’Ue sta negoziando una esenzione permanente.

In attesa il nostro modello fissa per la settimana in corso un range di oscillazione del rischio di cambio euro dollaro tra un min a 1.2010 ed un possibile massimo in area 1.2250.

Questa settimana commenterò gli effetti di questo significativo market mover oggi in diretta su Rai 1 alle ore 17.50, alle 15.00/15.30 su SKY CNBC, giovedì  alle  9.30 su LE FONTI TV

WB ANALYTICS: RISCHIO CAMBIO EUR USD

WB ANALYTICS: RISCHIO CAMBIO EUR USD

FOREX – Dollaro poco mosso sulle piazze asiatiche, dove l’indice del biglietto verde si tiene appena sotto il picco da 3 mesi e mezzo segnato nei confronti delle principali controparti valutarie venerdì. Intorno alle 7,30 il biglietto verde sale a 109,16 yen da 109,03 della precedente chiusura ed è in lieve calo sull’euro, che sale a 1,2132 dollari da 1,2128 della chiusura; la valuta unica sale a 132,43 yen da 132,27 yen della chiusura, con la valuta giapponese, tendente a sovraperformare nelle fasi avversione al rischio, penalizzata dal clima di distensione nella pensiola coreana.
GREGGIO – Andamento negativo per le quotazioni del greggio, che risentono dell’aumento degli impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti, anche se i prezzi si mantengono complessivamente sui massimi da oltre tre anni, sostenuti dal calo della produzione in Angola e Venezuela, unito ai timori di una reintroduzione di sanzioni contro l’Iran da parte degli Usa. Intorno alle 7,30 i futures sul Brent arretrano di 36 centesimi a 74,28 dollari il barile; i derivati del Nymex scendono di 20 centesimi a 67,9 dollari il barile.
POLITICA INTERNA – Sembra del tutto sfumata la possibilità di un’intesa sul governo tra Pd e M5S, dopo la netta chiusura dell’ex segretario Renzi, riferimento di molti parlamentari e membri della direzione del partito, convocata giovedì 3 maggio per esprimersi sulla possibilità di avviare una trattativa con i Cinque Stelle sul governo. Per Renzi, l’unica ipotesi di coinvolgimento del Pd, collocato dagli elettori all’opposizione, è all’interno di un dialogo tra tutte le forze politiche su una riforma della legge elettorale e dell’architettura costituzionale.
Dura la risposta di Di Maio, che ha accusato Renzi di “ego smisurato”. Secondo la ricostruzione del ‘Corriere della Sera’, il leader grillino — che aveva confidato nelle aperture mostrate da alcuni esponenti del Pd negl ultimi giorni, lanciando un appello per un’intesa a partire dai temi — la presa di posizione di Renzi apre la strada verso il voto, anche in giugno.
In attesa dell’esito delle regionali in Friuli, intanto, dove il leghista Fedriga resta favorito per la conquista della presidenza, Berlusconi nel fine settimana è tornato ad auspicare la nascita di un esecutivo di minoranza di centrodestra, ipotesi che però non sembra gradita a Salvini.
RATING ITALIA – Venerdì sera S&P ha confermato il rating sovrano dell’Italia a ‘BBB’, con outlook stabile, avvertendo però che l’incertezza riguardante le politiche economiche e di bilancio del prossimo governo potrebbe pesare negativamente sulla crescita, le cui prospettive, secondo l’agenzia, sono sostenute dalle riforme strutturali, tra cui quella del lavoro, recentemente implementate.
DAZI USA – Da valutare i prossimi passi dell’amministazione Usa, che entro domani dovrà decidere se prolungare o meno l’esenzione all’Unione europea e ad altri partner commerciali dai dazi su acciaio e alluminio imposti alla Cina. Trump non é sembrato finora disponibile a concessioni e se le misure protezioniste dovessero essere imposte anche ai Paesi europei la disputa commerciale assumerebbe proporzioni globali. Ieri, intanto, Merkel, Macron e May hanno concordato di rispondere in maniera unitaria a un’eventuale imposizione di dazi da parte degli Usa.
BTP – La riapertura delle aste a medio-lungo arriverà a suggellare la tornata d’aste di fine mese. Il secondario italiano ha chiuso l’ultima seduta della settimana poco variato. Lo spread a 10 anni sulla carta tedesca ripartirà da 117 punti base, mentre il tasso del decennale si è attestato a 1,738%.
TITOLI STATO ITALIA – La Bce pubblica il dato sui titoli di Stato italiani detenuti da banche residenti a fine marzo. Secondo le cifre pubblicate il mese scorso e relative a febbraio, l’ammontare dei titoli italiani in mano a banche operanti nel Paese è salito per il secondo mese consecutivo, per un controvalore pari a 347,7 miliardi di euro.
INFLAZIONE ITALIA E GERMANIA – In arrivo da Istat la lettura preliminare dei prezzi al consumo di aprile. L’indice armonizzato ai parametri europei è atteso in frenata a 0,7% su anno da 0,9% tendenziale. Indicazioni sui prezzi arriveranno anche dalla Germania, dove l’inflazione armonizzata annua è attesa stabile a 1,5%.
RATING EUROPA – Tornando ai rating, non è emersa nessuna novità neppure dai pronunciamenti delle agenzie sugli altri Paesi europei. Fitch e S&P hanno entrambe confermato ad ‘AA’ il rating sovrano sulla Gran Bretagna, mantenendo però un outlook negativo, legato al rischio di una Brexit disordinata. Moody’s ha mantenuto ad ‘AA1’ il giudizio sulla Finlandia, con outlook stabile. S&P ha confermato il merito di credito della Germania ad ‘AAA’, con outlook stabile. Tripla ‘A’ e outlook stabili confermati anche per l’Olanda da parte di Fitch.
PMI CINA – La crescita attività del settore manifatturiero cinese in aprile ha leggermente frenato, mentre è stata osservata una marginale accelerazione dell’espansione dei servizi, secondo i Pmi ufficiali che, a detta degli analisti, evidenziano una complessiva resilienza della seconda economia mondiale, nonostante l’incognita legata alla disputa commerciale con gli Usa. Nel dettaglio, l’indice di attività del manifatturiero si è attestato a 51,4 da 51,5 di marzo (51,3 le attese), mentre il Pmi servizi si è portato a 54,8 da 54,6.
TREASURIES – Chiusura positiva per i governativi Usa venerdì, con il divario di rendimento nel tratto 2-10 anni che resta poco oltre il minimo da un decennio segnato la settimana precedente, riflettendo lo scetticismo degli investitori sullo stato di salute dell’economia globale, nonostante la performance migliore delle attese dell’economia Usa nel primo trimestre. Il tasso del decennale ha archiviato l’ultima seduta della settimana a 2,959% da 2,98% della precedente chiusura, dopo essere salito mercoledì a 3,035%, massimo da gennaio 2014.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato Ipca 0,7% m/m; 0,7% a/a.
GERMANIA
Vendite al dettaglio marzo (8,00) – attesa 0,8% m/m; 1,4% a/a.
Stima prezzi al consumo aprile (14,00) – attesa dato nazionale 0,0% m/m; 1,6% a/a; dato armonizzato 0,0% m/m; 1,5% a/a.
GRECIA
Prezzi alla produzione marzo (11,00).
Vendite al dettaglio febbraio (11,00).
PORTOGALLO
Stima prezzi al consumo aprile (10,30).
Tasso disoccupazione marzo (12,00).
SPAGNA
Partite correnti febbraio (10,00).
ZONA EURO
M3 marzo (10,00) – attesa 4,1%.
Prestiti alle famiglie marzo (10,00).
USA
Consumi reali personali marzo (14,30).
Redditi personali marzo (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Indice core Pce marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m; 1,8% a/a.
Pmi Chicago aprile (15,45) – attesa 57,7.
Indice vendite immobiliari in corso marzo (16,00) – attesa 0,6% m/m.
ASTE DI TITOLI DI STATO
USA
Washington, Tesoro offre 48 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 2/8/2018; 42 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 1711/2018.
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica ITA-coin aprile.
Bce pubblica dato titoli Stato detenuti da banche residenti a fine marzo (10,00)
APPUNTAMENTI
ITALIA
Milano, Reuters pubblica asset allocation aprile (13,00).
ASIA
Cina, mercati chiusi.
Giappone, mercati chiusi.

 

MARKET MOVER 27 APRILE 2018

MARKET MOVER 27 APRILE 2018

Buongiorno,

In linea con le attese la violazione di area 1,2245 e 1,22 ha riacceso la volatilità sull’eur usd e spinto velocemente i prezzi scambiati verso il primo target in area 1,2050.
Nella conferenza stampa di ieri abbiamo avuto la conferma delle distorsioni prodotte in Eurozona dal rialzo dell’euro, più ancora della paventata minaccia dei dazi.  Oggi pubblichiamo per le aziende l’Outlook sullo stato di salute delle principali economie produttive del mondo. Ovunque riscontriamo segni di rallentamento da parte delle aziende. Il dollaro debole ha smesso di trainare la domanda dai paesi esportatori con la medesima intensità che avevamo visto nei due precedenti anni.

Il break up di 90.50 del Dollar Index potrebbe riportare in forze la divisa americana ristabilendo i precedenti equilibri, qualora le condizioni di fiducia delle imprese ritrovino il percorso da cui negli ultimi tre mesi hanno deragliato. Nel frattempo il rialzo del dollaro impone di ristabilire con attenzione le strategie di copertura del rischio di cambio per le aziende che importano. Anche il mercato delle commodity è in fermento a cominciare da quelle industriali: petrolio, metalli ferrosi e non.

Le borse hanno reagito positivamente a questo riassetto del dollaro: lo Standard & poor 500  tenterà nuovamente di scalare i recenti massimi relativi. Ci attendiamo una nuova prova di forza del mercato su area 2700/720. Questa volta dovrebbero esserci le condizioni per un tentativo più concreto di break up.

Bene il FTSE MIB che rimane incollato alla soglia 24000. Che sia l’inizio di un nuovo ciclo? Ne parliamo con un focus nell’Outlook del mese di maggio attualmente allo studio.

Wlademir Biasia

 

FOREX – Dollaro sui massimi degli ultimi tre mesi e mezzo a livello di indice sulle principali controparti ponderate per il commercio. A monte dell’apprezzamento del biglietto verde la continua pressione sui rendimenti dei Treasuries e gli sviluppi sul fronte geopolitico. Un effetto ribassista sull’euro hanno invece le parole di Mario Draghi, che ha preso atto ieri del rallentamento della crescita europea nel primo trimestre. Intorno alle 7,45 euro/dollaro 1,2109/11 da 1,2101 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,23/24 da 109,29 ed euro/yen 132,28/31 da 132,28.

GREGGIO – Derivati in lieve flessione, con il contratto Brent che si avvia a chiudere la settimana in recupero di circa mezzo punto percentuale e il Nymex di circa 0,6%. L’odierna debolezza dei prezzi è comunque modesta, condizionata dal timore di nuove sanzioni contro l’Iran. Intorno alle 7,45 il futures Brent a giugno cede lo 0,32% a 74,50 dollari il barile, l’analoga scadenza Nymex arretra di 0,35% a 67,95 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in lieve recupero sul finale degli scambi asiatici, con il benchmark a dieci anni in rialzo di 4/32 al rendimento di 2,974%.

BTP – Dopo il consiglio di politica monetaria di Francoforte e la successiva conferenza stampa, il Btp ha chiuso la seduta in rialzo, con una performance tuttavia lievemente peggiore del Bund e un lieve ampliamento dello spread sulla scia di segnali di rallentamento della crescita e in attesa dell’offerta italiana a medio-lungo. Il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale si è spinto fino a 117 punti base, dopo un minimo a 113, per poi chiudere a 116 punti base. Il decennale di riferimento ha chiuso la seduta a 1,746%.

BCE – La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse al termine del meeting di politica monetaria e confermato la linee sulla gestione delle misure non standard nei prossimi mesi. Come atteso il tasso sul rifinanziamento principale è rimasto fermo a zero, quello sui depositi overnight a -0,40%, quello sui prestiti overnight a 0,25%. Draghi ha fatto riferimento a segnali di rallentamento nella crescita economica della zona euro, fenomeno almeno in parte inatteso dalla stessa Bce, per quanto possano essere legati a effetti di natura temporanea.

DEF – Il governo uscente ha varato il nuovo quadro macroeconomico tendenziale, con una stima sulla crescita 2018 confermata a 1,5% mentre 2019 e 2020 risentono dell’effetto recessivo legato all’aumento automatico di Iva e accise. Le proiezioni sono infatti a politiche invariate e non comprendono obiettivi programmatici, demandati al futuro esecutivo. L’indicazione di 1,5% per quest’anno coincide con le più recenti stime di Ocse e Fmi, il 2019 è corretto al ribasso a 1,4 da 1,5% di fine settembre e il 2020 confermato a 1,3%. Il rapporto debito/Pil è stimato nel 2018 a 130,8%, in calo di un punto percentuale rispetto a 131,8% dell’anno scorso. Il debito continuerà a scendere a 128% nel 2019 e 124,7% nel 2020. Il deficit/pil 2018 è visto a 1,6%.

PADOAN SU DEF – La prudenza del governo uscente è dovuta anche al fatto che il 2 maggio Istat diffonde il dato del Pil del primo trimestre, visto da Bankitalia a un modesto 0,2% congiunturale dopo la deludente produzione industriale di febbraio. “I dati sono incoraggianti. Noi assumiamo un atteggiamento prudente ma è mia personale convinzione che la crescita sia ben superiore ai dati osservati”, diceva ieri sera Pier Carlo Padoan sui contenuti del Def, spiegando che la crescita italiana è in grado di arrivare al 2%. In un’intervista ‘La Stampa’ in edicola oggi il ministro dell’Economia definisce principale fonte di incertezza il protezionismo, che potrebbe sottrarre fino a uno 0,8% all’espansione dell’economia nazionale, ribadendosi fiducioso che la crescita italiana possa ulteriormente accelerare e sottolineando l’importanza delle riforme e del rientro del debito. I conti italiani, aggiunge Padoan, sono messi meglio di quelli francesi e spagnoli e il ministro è fiducioso che con il prossimo governo si troveranno misure alternative per evitare lo scatto automatico dell’Iva.

PRIMARIO – Il Tesoro torna ad attivarsi sul fronte aste con l’offerta tra 7,75 e 9,25 miliardi di euro Btp a cinque e dieci anni, insieme al nuovo CctEu settembre 2025. Nello specifico verranno messi a disposizione degli investitori da 2,25 a 2,75 miliardi del Btp a 5 anni marzo 2023, da 2,5 a 3 miliardi del 10 anni febbraio 2028 e tra 3 e 3,5 miliardi della prima tranche del Ccteu settembre 2025. Sul mercato grigio di Mts il titolo indicizzato all’Euribor viaggiava a un rendimento in area 0,275%.

POLITICA ITALIA – Roberto Fico definisce “positivo” l’esito del proprio mandato esplorativo perché il dialogo tra M5s e Pd sulla possibile formazione di un nuovo governo dopo il voto del 4 marzo si è avviato. Il Quirinale attenderà una settimana per capire se il confronto tra le due forze andrà davvero avanti, mentre il Pd ha fissato per giovedì prossimo 3 maggio la riunione della direzione nazionale, per decidere formalmente sull’apertura della trattativa. I Cinque Stelle intendono chiedere “il giudizio degli iscritti”, ma senza però indicare come o quando.

RATING – Fra i vari pronunciamenti attesi dalle agenzie di rating a mercati chiusi spicca quello sull’Italia da parte di Standard & Poor’s. A fine ottobre S&P ha promosso di un gradino la valutazione sovrana nazionale a ‘BBB’ da ‘BBB-‘, assegnando un outlook stabile, operando la prima azione positiva da quando l’agenzia produce un rating sul Paese, ovvero da quasi 30 anni. S&P si pronuncerà anche su Germania e Gran Bretagna, e su quest’ultima dirà la sua anche Fitch.

DATI MACRO – In arrivo sul versante macroeconomico — dopo quella francese di un decimo più debole delle attese appena pubblicata da Insee — le stime del Pil del primo trimestre da Spagna, Gran Bretagna e Usa. Attese anche le stime sull’inflazione di aprile da Francia, Spagna, e l’indice Pce relativo al primo trimestre dagli Usa.

DATI GIAPPONE – Raffica di numeri macro da Tokyo: stabile in marzo a 2,5% il tasso di disoccupazione, perfettamente in linea alle attese, mentre la produzione industriale vede un’espansione di 1,2%, ben oltre il modesto +0,5% del consensus. Quanto all’inflazione, indice ‘core’ della singola area di Tokyo evidenzia in aprile un tasso annuo di 0,6%, in questo caso deludendo le aspettative di 0,8%, mentre l’indice generale viaggia a 0,5% sempre in termini tendenziali e quello al netto di alimentari freschi ed energia si ferma a 0,3%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, prezzi produzione industria marzo (10,00).
Istat, retribuzioni contrattuali trim1 (11,00).

FRANCIA
Stima Pil trim1 (7,30) – attesa 0,4% trimestre.
Spese consumatori marzo (8,45) – attesa 0,5% mese.
Stima prezzi onsumo aprile (8,45) – attesa dato armonizzato 1,7% anno.
Prezzi produzione marzo (8,45).

GERMANIA
Prezzi import marzo (8,00) – attesa 0,1% mese, invariati su anno.
Tasso disoccupazione aprile (10,00) – attesa 5,3%.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori aprile (10,30) – attesa -7.
Stima Pil trim1 (10,30) – attesa 0,3% trimestre, 1,4% anno.

PORTOGALLO
Fiducia imprese aprile (10,30).
Fiducia consumatori aprile (10,30).

SPAGNA
Stima Pil trim1 (9,00) – attesa 0,7% trimestre, 3% anno.
Stima prezzi consumo aprile (9,00) – attesa dato armonizzato 1,2% anno.
Vendite dettaglio marzo (9,00).

ZONA EURO
Indice economic sentiment aprile (11,00) – attesa 112,0.

USA
Stima Pil trim1 (14,30) – attesa 2,0%.
Core Pce trim1 (14,30) – attesa 2,4%.
Costo lavoro dipendente trim1 (14,30).
Fiducia consumatori Univ. Michigan finale aprile (16,00) – attesa 98,0.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 3-3,5 miliardi nuovo Ccteu scadenza 15/9/2025; 2,25-2,75 miliardi quinta tranche Btp 5 anni scadenza 1/3/2023, cedola 0,95%; 2,5-3 miliardi settima tranche Btp 10 anni scadenza 1/2/2028, cedola 2,00%.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica indice Eurocoin di marzo.

EUROPA
Gran Bretagna, intervento governatore Bank of England Carney a Londra (16,00).
Svizzera, intervento presidente Banca Nazionale Svizzera Jordan ad assemblea generale a Berna (10,00).
Zona euro, Mersch interviene a seminario Eurofi a Sofia (7,45), partecipa a dibattito su chiusura Qe (10,00).
Zona euro, intervento Lautenschlager a seminario Eurofi (8,45).
Zona euro, Coeurè partecipa a lavori Ecofin a Sofia.

ASIA
Giappone, banca centrale termina riunione di politica monetaria; annuncio tassi (6,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
S&P si pronuncia su rating sovrano.
Torino, presentazione del volume “Banchieri” con presidente Abi Patuelli e vice presidente Abi Venesio (17,30).

EUROPA
Sofia, riunione Eurogruppo; inizia riunione informale Ecofin, termina il 28 aprile.
Belgio, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Efsf, S&P si pronuncia su rating sovrano.
Finlandia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Germania, S&P si pronuncia su rating sovrano.
Gran Bretagna, Fitch e S&P si pronunciano su rating sovrano.
Lettonia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Norvegia, DBRS si pronuncia su rating sovrano.
Olanda, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

USA
Washington, Trump riceve Merkel.

MARKET MOVER 24 APRILE 2018

MARKET MOVER 24 APRILE 2018

Buongiorno,

l’EUR USD dopo settimane di si permanenza all’interno del range 1.25-1.22 sembra che abbia rotto gli ormeggi e, come abbiamo finora sostenuto contrariamente alle stime generali,  potrebbe avviare il processo riflessivo atteso in direzione di area 1.2050 ed 1.18. Il trigger ribassista,  come anticipato ieri, coincide con la violazione di area 1.2220/1.22 mentre l’odierno livello di resistenza si colloca a 1.2235, mentre quota 1.2340 continua a costituire il punto di maggior difesa del segnale in maturazione.

La pubblicazione dell’indice IFO in Germania potrebbe offrire ulteriori spunti per la lettura più completa del quadro macro in sviluppo. Le recenti flessioni del sentiment hanno aperto crepe sugli sviluppi attesi in merito ad un rallentamento significativo della crescita nel Paese.

Mentre in Italia si discute del nuovo incarico esplorativo per la formazione del governo, nel mondo si delineano importanti negoziati su dazi tariffe con allo sfondo il rincaro delle commodity industriali.  Il petrolio Brent raggiunge oggi il nostro target a quota 75 usd bar annunciato nell’Outlook per il 2018 alla fine dello scorso anno. E’ probabile che si apra una fase di consolidamento ma ci pare sin d’ora probabile che seguiranno ulteriori rialzi in direzione di 85/90 usd barile.  Su questo tema stiamo lavorando sul report di maggio in fase di studio.

L’alluminio, oggetto di robusti rialzi speculativi subisce prese di beneficio: anche in questo caso il tema dazi e tariffe incide notevolmente sia sul carico speculativo che sul riassetto dei prezzi. Sullo sfondo ci sono le sanzioni verso la Russia grande produttore del metallo prodotto dalla RUSAL. Al LME di Londra i prezzi hanno testato area 2720 usd/ton. Il test dei massimi si allinea tecnicamente a livelli significativi. La frenata in corso apre un ritracciamento in che potrebbe assorbire il recente rally ma non cancellare ancora il trend rialzista.  Anche il nickel subisce le stessi sorti con le sanzioni verso Nolrisk, altra azienda Russa.  I prezzi al LME del nickel spot rientreranno presto in area 13850/13000. Tuttavia qualora dovessero consolidare sopra tali livelli dovremmo temere ulteriori progressioni future sui prezzi.

Le borse non hanno risentito al momento dell’effetto rialzista delle commodity. Unico dato in tensione riguarda la quotazione del 10 anni USA salito velocemente a ridosso del 3%. Il punto coincide con i massimi precedenti e rappresenta nella linea di trasmissione delle tensioni sui mercati azionari un fattore critico. Come abbiamo scritto nell’Outlook 2018, il target per l’anno in corso fissa un potenziale massimo a 3.35, mentre l’area del 3% come scritto costituisce un punto significativo di resistenza. Per il mercato è molto importante che gli eventuali strappi maturino con moderazione. Le accelerazioni creerebbero shock difficilmente sopportabili.

Oggi terrò un discorso sugli effetti che rischia di produrre il mix tra guerra dei dazi e delle tariffe sovrapposta a quella valutaria nel ciclo economico globale e negli equilibri geopolitici.

WAR GAME WAR TRADE WAR CURRENCY Gli scenari sui mercati finanziari

WAR GAME WAR TRADE WAR CURRENCY
Gli scenari sui mercati finanziari

MARKET MOVER LE NOTIZIE CHE INFLUENZANO I MERCATI

MARKET MOVER LE NOTIZIE CHE INFLUENZANO I MERCATI

FOREX – Massimo di tre mesi per il dollaro contro un paniere di divise sulla scia del tasso del Treasuries a 10 anni che ha toccato la soglia psicologica del 3%. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,2217, in rialzo dello 0,08%, dopo aver chiuso a 1,2207. Alla stessa ora dollaro/yen a 108,75, in rialzo di 0,06% dopo una chiusura a 108,70 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,12% a 132,86 (chiusura a 132,70).
GREGGIO – Prezzi in rialzo per il sesto giorno di fila, superando la soglia dei 75 dollari il barile, sulle aspettative di un assottigliamento delle scorte. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 31 cent a 75,02 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano 47 cent a 69,11 dollari.
TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici dopo che ieri il tasso del decennale Usa ha toccato il massimo di 4 anni sulla scia dei timori per debito e inflazione in un contesto in cui i prezzi del greggio e delle materie prime continuano a salire. Il decennale di riferimento guadagna 2/32 con un tasso di 2,962% dopo aver raggiunto ieri la soglia di 2,998% massimo da gennaio 2014, secondo i dati Reuters.
MANDATO A FICO – Incaricato ieri dal Quirinale, il presidente della Camera avrà tempo fino a giovedì per sondare l’esistenza di una maggioranza di governo tra M5s e Pd. L’incarico a Fico giunge dopo il precedente tentativo infruttuoso del presidente del Senato Casellati di esplorare le possibilità di un accordo M5s-Centrodestra. Ieri sera Martina ha chiesto al M5s di porre fine alle “ambiguità” e di rinunciare alle trattative con la Lega come condizione per discutere di un eventuale accordo. Tuttavia l’ala del Pd che fa riferimento a Renzi ha preventivamente escluso ogni possibilità di intesa. Sempre ieri, in un post, Di Maio aveva detto che il confronto con la Lega era finito per la mancata volontà del leghista Salvini, che preferisce restare nell’alleanza di centrodestra, di andare al governo. Dal Friuli, dove è impegnato per la campagna elettorale in vista del voto di domenica, il leader del Carroccio ha minacciato che se la missione M5s-Pd dovesse andare in porto farà “una passeggiata a Roma”. Intanto, secondo quanto scrive ‘Il Messaggero’, l’approvazione del Def potrebbe avvenire questa settimana, come già anticipato da Reuters, in occasione del Cdm convocato per giovedì, o la prossima.
BTP – Alla notizia dell’incarico a Fico, peraltro attesa e giunta poco prima della chiusura dei mercati, lo spread Btp/Bund è leggermente arretrato dai massimi intraday, in una seduta in cui la carta italiana, pur muovendosi in negativo, ha costantemente sovraperformato quella tedesca. Nel corso della seduta di ieri lo spread Btp/Bund ha stretto fino a 115 punti base, minimo dall’8 settembre 2016. I Btp ripartiranno questa mattina da uno spread di 116 pb e da un rendimento decennale di 1,79%.
MERCATO PRIMARIO – Parte il ciclo d’aste di fine mese, con il collocamento del Ctz marzo 2020, in cui il Tesoro offrirà tra 1,5 e 2 miliardi, e dei due Btpei maggio 2028 e settembre 2032 per un importo congiunto di 1,25-1,75 miliardi. Ieri a fine giornata, sul secondario, il Ctz in asta oggi scambiava ad un rendimento in area -0,190%, sopra il -0,225% del collocamento di un mese fa: a tali livelli si tratterebbe di un massimo d’asta da ottobre dell’anno scorso. In mattinata è inoltre in agenda un’asta di biennali tedeschi (Schatz marzo 2020), dell’importo indicativo di 4 miliardi.
ANNUNCIO MEDIO LUNGO – Verrà lanciato il nuovo Ccteu settembre 2025 nelle aste a medio lungo di venerdì, per un importo compreso tra 3 e 3,5 miliardi. Lo ha annunciato ieri a mercati chiusi il Tesoro, comunicando inoltre la riapertura dei benchmark Btp a 5 e 10 anni per un’offerta complessiva sui tre titoli fino a 9,25 miliardi. Le aste a medio lungo saranno precedute giovedì da quella di Bot semestrali, da 6 miliardi, importo analogo a quello dei buoni in scadenza.
G7 SU RUSSIA – Ieri i ministri degli Esteri del G7 hanno condannato la Russia per quello che hanno definito un insieme di comportamenti “irresponsabili e destabilizzanti” sollecitando Mosca a fare la propria parte per risolvere il conflitto in Siria. I ministri inoltre hanno deciso di creare un gruppo di lavoro per studiare il “comportamento cattivo” della Russia e hanno detto di stare lavorando a un progetto per migliorare la collaborazione per evitare interferenze straniere nelle elezioni.
CREDITO BANCHE ITALIA – Bankitalia pubblica l’indagine sul credito bancario del primo trimestre 2018, parte relativa all’Italia del più ampio ‘Bank Lending Survey’ condotto a livello di intera zona euro. La precedente indagine, uscita a gennaio, indicava la previsione da parte delle banche italiane di un moderato allentamento dei criteri di offerta creditizia nei primi tre mesi dell’anno, sia alle imprese sia alle famiglie, dopo la dinamica sostanzialmente invariata del quarto trimestre 2017. Intanto la Bce sta valutando se abbandonare l’ipotesi di richiedere ulteriori accantonamenti alle banche sugli stock esistenti di Npl; nessuna decisione è stata presa, ha precisato un portavoce, i prossimi passi devono essere ancora valutati.
FIDUCIA ITALIA – Istat pubblica i dati di aprile su fiducia delle imprese e fiducia dei consumatori, entrambi attesi in calo. L’indice relativo alle imprese manifatturiere è stimato a 108,7 punti, in ulteriore discesa dal minimo da agosto 2017 segnato il mese precedente a 109,1; la fiducia dei consumatori è invece prevista a 116,9 dopo essere salita in marzo al massimo da gennaio 2016 di 117,5.
FIDUCIA GERMANIA E FRANCIA – Dati sulla fiducia delle imprese sono in arrivo in mattinata anche da Germania e Francia. Secondo le previsioni elaborate da Reuters, l’Ifo tedesco dovrebbe scendere ulteriormente in aprile, a 102,7 punti, rispetto al minimo da 11 mesi registrato in marzo a 114,7 in scia anche all’aggravamento dei timori protezionistici; attesa in calo anche la fiducia francese, sempre in aprile, a 110 da 111.
PORTAFOGLIO QE – I dati Bce sugli acquisti di asset nell’ambito del Qe hanno mostrato nell’ultima settimana un calo netto del portafoglio di titoli pubblici di oltre un miliardo. Come da tempo reso noto da Francoforte, questo mese di aprile vede un picco delle scadenze di titoli acquistati tramite il programma, oltre 24 miliardi in tutto, di cui 22,6 del settore pubblico.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fiducia dei consumatori aprile (10,00) – attesa 116,9.
Istat, fiducia delle imprese aprile (10,00) – attesa 108,7.
Istat, commercio estero extra Ue marzo (11,00).
FRANCIA
Fiducia imprese aprile (8,45) – attesa 110.
GERMANIA
Indice Ifo aprile (10,00) – attesa 102,7.
USA
Revisione licenze edilizie marzo (14,00).
Prezzi mensili case febbraio (15,00).
CaseShiller febbraio (15,00) – attesa 0,7% m/m; 6,3% a/a.
Fiducia consumatori aprile (16,00).
Vendita nuove case unifamigliari marzo (16,00) – attesa 0,630 milioni; 1,9% m/m.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 1,5-2 miliardi terza tranche Ctz scadenza 30/3/2020 e 1,25-1,75 miliardi decima tranche Btpei a 10 anni scadenza 15/5/2028, cedola 1,30% e diciottesima tranche Btpei a 15 anni scadenza 15/9/2032, cedola 1,25%.
EUROPA
Germania, Tesoro offre 4 miliardi Schatz a 2 anni, scadenza 13/3/2020.
Gran Bretagna, Tesoro offre 750 milioni di sterline Gilt 2048 indicizzati, cedola 1,125%.
USA
Washington, Tesoro offre 26 miliardi di dollari titoli di Stato a 52 settimane, scadenza 25/4/2019 e 32 miliardi di dollari titoli di Stato a 2 anni, scadenza 30/4/2020.
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica indagine sul credito bancario (Bank Lending Survey): risultati per l’Italia 1° trimestre 2018 (10,00).
EUROPA
Zona euro, intervento governatore Banca di Francia Villeroy de Galhau a Londra.
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Presidente Camera Fico inizia consultazioni su ipotesi governo.
EUROPA
Lussemburgo, riunione consiglio Affari Generali su Brexit.
Londra, intervento Dombrovskis su stabilità finanziaria e servizi finanziari in vista Brexit.
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MARKET MOVER 23 APRILE 2018

MARKET MOVER 23 APRILE 2018

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

Il grafico mette in evidenza l’andamento del Dollar Index rapportato allo spread tra il 10 Y Yield US DE ed il rendimento sul T Note a 10 anni.

Venerdì l’eur usd ha violato come atteso il primo dei livelli tecnici utili per spingere il mercato a collaudare l’importante supporto in transito a 1.2260/20.  La chiusura settimanale chiede per avvalorare un break out tecnico con valenze regressive la violazione di 1.2220. Come da alcune settimane scriviamo, nonostante la permanenza in area 1.23/1.25 abbia accompagnato numerose asserzioni tendenziali a favore dell’eurol’euro, la moneta europea ha invece via via perso momentum deteriorando la costruzione espansiva che l’aveva spinta in più occasioni a premere su area 1,25.

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

Attendiamo ancora la violazione di 1.2220 per catturare il trigger definitivo che tenderà, per effetto delle ricoperture sul dollaro, a spingere i corsi verso 1.2060/50 ed 1.18 nel breve termine. La violazione dell’area implica in termini di timing l’attivazione di significative strategie di gestione del rischio di cambio per posizioni verso l’export e soprattutto verso l’import nell’ambito dell’attività di Risk Management.

La settimana si presenta ricca di spunti macro economici a partire dal meeting della BCE e dalla lettura  preliminare del GDP USA relativa al 1° trimestre 2018. Il mercato nonostante attenda un dato sotto tono rispetto all’andamento tendenziale, ha nelle ultime sessioni riportato il rendimento a 10 anni US sotto la soglia del 3% dopo aver consolidato sopra 2.70 (il nostro supporto fondamentale, nonché minimo per la prima parte dell’anno era rappresentato da quota 2.65%). Anche questo episodio costituisce un market mover assai importante per il mercato azionario. Il mercato non ama gli strappi  aggressivi, necessita di tempo per assorbire gli effetti di un rialzo dei tassi, compresi quelli appartenenti al tratto lungo della curva.

L’S&P 500 ha infatti corretto i recenti rialzi testando quota 2660. La tenuta di questo livello rappresenta una prova di forza significativa, soprattutto se accompagnata da un break up di 2705.

Nel frattempo il Brent ha avvicinato la nostra area target prossima ai 75 usd/bvar. D. Trump non ha mancato di twittare un messaggio volto a raffreddare il rialzo in corso. Al test del nostro target suggeriamo di prendere momentaneamente beneficio in attesa che si apra una correzione. Ciò nonostante restiamo al momento strutturalmente al rialzo.

Per quanto riguarda il mercato italiano rileviamo lo spread in area target 120. Mentre lo spread verifica il nostro prezzo obbiettivo, il 10 anni sul BTP fissa un doppiuo minimo sopra 1.70%. Si raccomanda di prestare molta attenzione ad eventuali rialzi oltre la soglia 1.8250; la violazione confermerebbe definitivamente il reversal della tendenza dominante con spinte veloci verso 1.90/1.95.

Il FTSE Mib verifica nuovamente l’area 24000. Ci sembra prematura una violazione di questo livello; i significati tecnici implicano un potenziale alla cui base si sconterebbe condizioni strutturalmente favorevoli per il mercato italiano. Le mani forti stanno guardando oltre all’impasse governativa? oppure hanno un’idea ben precisa di come evolverà la situazione?
Un’eventuale correzione a questi livelli non esclude veloci flessioni verso 23500. Il livello costituisce un trigger per ulteriori vendite di breve.

APPUNTAMENTI SETTIMANALI DI RILIEVO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI CAMBIO

Vertice di politica della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea annuncerà la decisione sui tassi di interesse giovedì alle 11:45 GMT (7:45AM ET). Si prevede che la BCE deciderà di lasciare invariati i tassi di interesse. La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi, che potrebbe fornire delle indicazioni sul futuro del massiccio programma di stimolo della BCE in corso nella zona euro, da 2,5 mila miliardi di euro. I verbali dell’ultimo vertice della BCE hanno mostrato che i policymaker potrebbero rivedere la propria posizioni, alimentando le speculazioni su una possibile riduzione dell’imponente programma di stimolo monetario.

La BCE ha ridotto gli acquisti da 60 miliardi di euro a 30 miliardi di euro ad ottobre, ma ha esteso il programma fino a fine settembre 2018, a causa dell’inflazione sotto tono. Oltre che sulla BCE, gli occhi saranno puntati sui dati PMI sui settori manifatturiero e terziario attesi per lunedì, oltre che sui dati dell’Istituto IFO fiducia delle imprese tedesche.

Annuncio di politica monetaria della BoJ

La Banca del Giappone annuncerà la decisione sulla politica monetaria nella mattinata asiatica di venerdì. Secondo le fonti, la banca centrale del Giappone manterrà i tassi a meno 0,1%. La decisione sarà seguita dalla conferenza stampa Governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda. La banca centrale del Giappone rilascerà le previsioni trimestrali, che contengono le previsioni sull’economia e sull’inflazione.  L’economia nipponica, la terza economia mondiale, ha registrato una crescita dell’1,6% nell’ultimo trimestre, continuando la serie più lunga di incrementi dai 12 trimestri consecutivi registrati negli anni Ottanta.

PIL USA 1° TRIMESTRE – Dati preiliminari

Gli USA rilasceranno i dati preliminari sul PIL del primo trimestre questo venerdì alle 8:30AM ET (12:30GMT).
Si prevede una lettura di una crescita del 2,0%, nel trimestre gennaio marzo, rispetto al tasso annuo del 2,9%, visto il forte calo registrato nelle spese dei consumatori rispetto al trimestre precedente.

Regno Unito – Lettura preliminare del PIL 1° trimestre

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà la lettura preliminare sul prodotto interno lordo del 4° trimestre giovedì alle 08:30GMT (4:30AM ET).

Si prevede un aumento dello 0.3% nel trimestre gennaio marzo, dopo la crescita dello 0,4% nel trimestre precedente. Su base annua, l’economia britannica dovrebbe registrare una crescita dell’1,4%, invariata dal trimestre precedente.
La BoE ha lasciato invariati i tassi questo mese, ma due membri hanno votato a favore di un aumento, avvalorando l’ipotesi di un aumento dei tassi a maggio, per la seconda volta dopo la crisi del 2008. Gli occhi restano puntati sulla politica, ora che i negoziati sulla Brexit stanno entrando nella fase chiave. Sebbene la Gran Bretagna sia un po’ indietro rispetto alla ripresa globale, la situazione è migliore di quella prevista dopo il voto del 2016 con il quale il paese ha deciso di lasciare l’UE.

LA GESTIONE DEL RISCHIO CAMBIO IN UNA STRATEGIA DI ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

La gestione del rischio di cambio nell’ambito del percorso di internazionalizzazione dell’azienda, può essere definita come lo sviluppo delle attività d’impresa che si pone l’obbiettivo di collocarsi sui mercati perseguendo da un lato il posizionamento competitivo, dall’altro la protezione e l’ottimizzazione della propria marginalità

Gestire il rischio di cambio non significa semplicemente cercare di prevedere i tassi futuri, quanto piuttosto definire una politica di strategia aziendale orientata alla pianificazione dei rischi e la definizione di strumenti ed operatività orientati a sterilizzare le componenti di rischio preservando due aspetti essenziali per il successo del proprio business: margini e competitività.

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MARKET MOVER 16 APRILE 2018

MARKET MOVER 16 APRILE 2018

Buongiorno,

Ci si interroga quali possano essere le ripercussioni sui mercati dopo l’attacco missilistico della coalizione USA – UK – Francia verso la Siria.
La chiusura di Wall Street ha fatto segnare un recupero delle perdite accusate dall’S&P 500.  Verificheremo se in serata al NYSE l’indice sarà in grado di chiudere sopra 2650/35 mantenendo in tal modo un’impostazione ancora positiva. Meglio ancora nel caso in cui le negoziazioni fossero in grado di oltrepassare la soglia 2675/80, come del resto già scritto nei giorni precedenti.

Anche il cambio eur usd si presenta in una posizione attendista con un range che per la settimana risulta limitato tra 1.2230-1.2450, salvo violazioni in grad di imprimere nuova volatilità.

Diversa invece appare l’impostazione del rublo e della borsa russa: il cambio eur rub presenta un livello di supporto significativo in area 75.80. Ci attendiamo un ulteriore movimento di correzione verso 74/73.50 nel brevissimo;  in estensione nel caso in cui vi fosse un segnale di allentamento della tensione il cambio potrebbe tentare di correggere sino a quota 72.50. Il contenimento delle vendite sopra tale livello terrebbe la posizione del cambio ancora all’interno di un quadro rialzista.

La Borsa di Mosca è attesa invece reagire dagli attuali livelli 1104, ultima chiusura dell’indice MOSCOW RTS, verso area 1200.

Il rialzo del greggio ancora in corso, dovrebbe sostenere sia il recupero, ancorché parziale, del rublo e della borsa russa. Il Brent dovrebbe puntare nel breve termine a verificare il nostro target rialzista segnalato nell’outlook 2018 a quota 75 usd/bar, area 70/69.50 fornirà supporto e primo livello su cui focalizzare il controllo del rischio.

In Italia sono presenti iniziali formazioni di reversal sui rendimenti a 10 anni. I valori stanno accumulando tra 1.75/1.82. Temiamo che si apra una reazione positiva  oltre 1.85. Lo spread per il momento non evidenzia ancora condizioni che confermino i timori di cui sopra, salvo un rialzo oltre la soglia 132 & 135.

Si teme un breve ritracciamento del rialzo del FTSE MIB  sempre inquadrato comunque in un contesto che per noi rimane positivo. Il rischio che rileviamo  nel breve è costituito da un ‘eventuale correzione verso area 22500/400. Il break out di 23000/22950 darebbe il via alle vendite.

L’eurostoxx 50 si è fermato venerdì proprio sulla linea di resistenza 3466. Il punto rappresenta i massimi fissati il 26/27 febbraio scorso. Non è pertanto da escludere che si apra una breve fase di prese di beneficio, utili a consolidare il recente rialzo e trovare nuova domanda per aggredire definitivamente il livello tecnico: 3400 costituisce punto di sostegno e controllo.

WB ANALYTICS

 

 

 

 

SIRIA – Riaprono i mercati europei dopo gli attacchi mirati di sabato di Usa, Francia e Gran Bretagna in Siria, contro tre centri ritenuti legati alle armi chimiche. Si è trattato del maggiore intervento mai condotto dall’Occidente contro il regime di Assad e l’alleato russo, in risposta all’attacco con gas con cui — secondo le accuse occidentali — il regime di Damasco ha colpito lo scorso 7 aprile la città di Douma. Una prima indicazione di avversione al rischio giunge già dalle borse asiatiche, in ribasso stamane con l’eccezione di Tokyo. Putin ha avvertito che ulteriori azioni occidentali in Siria porteranno il “caos” nelle relazioni internazionali mentre Washington, dall’altro lato, prepara nuove sanzioni per incrementare le pressioni su Mosca. Putin ha inoltre sentito al telefono il presidente iraniano Rouhani: entrambi concordano che l’intervento occidentale ha ridotto le possibilità di raggiungere una soluzione politica nel conflitto siriano.
POLITICA ITALIA – Non sembra ancora vicina la soluzione per il nuovo governo, nonostante la crescente impazienza del Quirinale. Il fine settimana — durante il quale le dichiarazioni dei leader politici si sono indirizzate soprattutto verso la Siria — non ha portato novità di rilievo. I quotidiani stamane pongono l’accento sulle crescenti difficoltà della trattativa Lega-M5s, con il veto che permane di di Maio su Berlusconi e i malumori di Salvini per le presunte aperture dei 5 Stelle verso il Pd. Al termine del secondo e infruttuoso giro di consultazioni Mattarella ha lasciato ancora qualche giorno di riflessione ai partiti; secondo quanto detto a Reuters da fonti, aspetterebbe fino a mercoledì o giovedì per poi, in mancanza di novità, affidare un mandato esplorativo a una carica istituzionale o un pre-incarico a un esponente politico per provare a costruire una maggioranza.
CALENDA SU GOVERNO – In un’intervista a Repubblica Calenda sostiene che il Pd “dovrebbe proporre la costituzione di un governo di transizione sostenuto da tutte le forze politiche e parallelamente la formazione di una commissione bicamerale sulle riforme istituzionali”. Calenda definisce una “iattura” un governo Lega-M5s e osserva come i falliti tentativi di costruire una maggioranza politica tra questi due partiti abbiano messo in mostra la fragilità di tale progetto. “A questo punto non si può dire soltanto opposizione e basta” aggiunge. Il ministro dello Sviluppo uscente sottolinea che l’Italia non può affrontare in una situazione di instabilità politica e istituzionale le sfide attuali, da quelle geopolitiche, al rischio di guerra commerciale internazionale, alla prossima riduzione dello stimolo monetario Bce.
RATING SPAGNA – Nuova promozione, venerdì a mercati chiusi, per il rating sovrano spagnolo. Moody’s ha alzato la valutazione a Baa1 da Baa2 (con outlook stabile), spiegando che i recenti miglioramenti emersi nel profilo di credito mettono in questo momento in secondo piano i problemi politici e istituzionali del paese. Moody’s ritiene infatti che le tensioni tra governo centrale e forze favorevoli all’indipendenza della Catalogna rimarranno in prospettiva elevate ma lo scenario di base resta quello di una Catalogna unita alla Spagna. Prima dell’upgrade di Moody’s, da inizio anno il rating di Madrid era già stato alzato da Fitch, S&P e Dbrs.
GREGGIO – La cautela degli operatori a seguito dell’azione militare occidentale in Siria spinge al ribasso le quotazioni petrolifere in avvio di settimana. A pesare sui prezzi è anche l’abbondante offerta americana: gli ultimi dati indicano infatti che la settimana scorsa sono stati aperti sette nuovi siti estrattivi da parte di compagnie energetiche Usa, portando il totale a 815, il numero più alto da marzo 2015. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 71,85 dollari il barile (-0,73), il Nymex a 66,81 dollari (-0,58).
FOREX – Dollaro lievemente debole questa mattina, mentre il mercato cerca di valutare l’impatto degli attacchi occidentali in Siria, sebbene l’avversione al rischio risulti per ora nel complesso contenuta, limitando i movimenti dei cambi. Il cambio dollaro/yen tratta a 107,15/18 da 107,33 dell’ultima chiusura, allontanandosi dal massimo da due settimane registrato venerdì 107,78. L’euro/dollaro tratta poco variato, a 1,2330/31 da 1,2329 dell’ultima chiusura; euro/yen a 132,12/14 da 132,34.
TREASURIES – Una conferma di come l’avversione al rischio sui mercati rimanga per ora circoscritta a seguito degli eventi del fine settimana in Siria arriva dai governativi Usa. Nelle contrattazioni della mattinata il benchmark decennale Usa cede 2/32, con rendimento in salita a 2,834%. La curva dei rendimenti Usa è sul tratto 2-10 la più piatta da oltre un decennio, poco sopra i 46 punti base visti mercoledì scorso.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice prezzi all’ingrosso marzo (8,00).
USA
NY Fed manifatturiero aprile (14,30) – attesa 20,10.
Vendite al dettaglio marzo (14,30) – attesa 0,3% m/m.
Scorte alle imprese febbraio (16,00) – attesa 0,5% m/m.
Flussi netti investimenti febbraio (22,00).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Olanda, tesoro offre titoli di Stato Dtc.
USA
Washigton, Tesoro offre 48 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 19/7/2018; 42 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 18/10/2018.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).
USA
Florence, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (19,15).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, convegno “Finanza e ambiente” con Salvatore Rossi, presidente Atlantia Cerchiai, presidente Poste Italiane e Ania Farina, AD Aon Benfield Italia Venturini Guerrini (9,00).
Milano, per il ciclo ‘Dibattiti economico-finanziari’ di Moneyfarm, incontro di ‘Redazione Finanza’ con Cottarelli (18,30).
Bologna, convegno Nomisma su “Italia ad un punto di svolta? Scenari e prospettive per la nuova Legislatura” con presidente Gnudi (17,00).
Verona, Gentiloni a Vinitaly (11,00).
Aviano (Pordenone), Gentiloni visita Centro di Riferimento Oncologico (16,00).
EUROPA
Lussemburgo, riunione consiglio Affari Esteri.

MARKET MOVER 13 APRILE 2018

MARKET MOVER 13 APRILE 2018

Ieri l’eur usd ha ripiegato come atteso verso l’area 1,2280, livello presso il quale ci attendiamo oggi un test significativo. Il movimento conferma le nostre attese in merito ad una progressiva perdita di momentum dell’euro, visibile anche nei confronti della sterlina. Valori e movimenti  risultano quindi allineati al nostro Outlook mensile WB PERSPEVTIVES.

Il usd jpy scambia attorno a quota 107.50. Su tale livello convergono alcune resistenze il cui break up darebbe forza ad un recupero del dollaro in ossequio ad un allentamento dell’avversione al rischio sui mercati azionari.

L’oro dopo l’ennesimo tentativo di break up dell’area 1370/80 è rientrato confezionando un altra  bull trap. E’ la terza volta da inizio anno che il mercato tenta di oltrepassare la linea di ferro 1370 fallendo. In ogni caso per poter abbassare la guardia dai segnali di avversione al rischio dobbiamo poter rilevare quotazioni inferiori a quota 1330 e 1310 usd/oz.

I rendimenti sul 10 anni USA hanno recuperato quota in un contesto ancora correttivo. Tuttavia notiamo che il mercato sta costruendo una base progressivamente rialzista sopra 2.75 dopo i minimi fissati ad inizio mese a 2,70 ovvero a valori prossimi al nostro target correttivo a 2,65. Vi è il rischio che la fase di consolidamento si sia completata. 2.85 e soprattutto il break up di 2,90 potrebbero riportare nuove vendite su comparti Global Bond, riaggiustando l’andamento anomalo del curva USA.

I rendimenti sul tratto lungo della curva italiana stanno esaurendo l’enfasi riflessiva. Lo spread da alcune sedute ha smesso di scendere. Area 135 rappresenta il primo punto di osservazione per catturare eventuali segnali di reversal. Per il 10 anni IT ci attendiamo un rimbalzo verso 1.85/87, oltre si configura una correzione al rialzo più ampia.

Come scritto ed a conferma dell’Outlook mensile, i mercati stanno reagendo positivamente al sell off di inizio mese. Lo standard & poor 500 sta per collaudare la resistenza 2700, mentre il FTSE MIB ha violato area 23000. Oggi attendiamo il test di 23410/20 dove potremmo osservare parziali prese di beneficio. Tuttavia la possibile tenuta di 23000 fornirà l’energia per andare ad aggredire successivamente 24000 dove transita il grande muro tecnico da battere per chiudere un lungo ciclo  di negatività della Borsa Italiana.

WB Analytics

WB ANALYTICS: FTSE MIB BORSA ITALIANA

WB ANALYTICS: FTSE MIB BORSA ITALIANA

 

 

 

SIRIA – Mentre due team di investigatori dell’agenzia per il monitoraggio delle armi chimiche si preparano ad arrivare in Siria per fare luce sul presunto utilizzo di armi chimiche nell’attacco mortale a Douma, come riferito ai giornalisti dall’ambasciatore siriano all’Onu Bashar Ja’afari, Palazzo Chigi rende noto che l’Italia “non parteciperà ad azioni militari in Siria” pur fornendo supporto logistico ad attività di forze alleate. Anche il possibile intervento alleato in Siria divide le forze politiche. Salvini ha criticato gli Usa e ha definito ‘fake news’ il presunto attacco con il gas a Douma, confermando la lealtà dell’Italia all’alleanza atlantica, ma precisando di essere contrario a qualsiasi “azione unilaterale” in Siria. “Se qualcuno intende cambiare il quadro delle alleanze internazionali dell’Italia deve dirlo chiaro, soprattuto agli italiani”, ha detto Martina.
POLITICA ITALIA – Al termine del primo giorno del secondo turno delle consultazioni al Quirinale il Partito democratico ribadisce che resterà all’opposizione in Parlamento e sprona Lega e M5s a chiarire la loro posizione sul possibile intervento alleato in Siria annunciato dagli Stati Uniti. Forza Italia ha chiesto al Movimento cinque stelle un “formale riconoscimento politico” a Berlusconi se vuole trattare con il centrodestra sulla formazione del nuovo governo. Ma il M5S non cambia linea politica: mai un governo con Berlusconi e Forza Italia, e sì a un eventuale esecutivo con Lega o Pd. “Prendiamo atto oggi che ancora una volta Matteo Salvini ci propone lo schema del centrodestra che è un ostacolo al governo del cambiamento”, ha detto di Maio dopo che il centrodestra ha fatto mostra di unità promuovendo un esecutivo guidato da una personalità indicata dalla Lega. Leggendo al Quirinale un comunicato scritto d’intesa con Forza Italia e Fratelli d’Italia, Salvini ha detto che il centrodestra è pronto a farsi carico “unitariamente” della responabilità di formare un governo con un presidente del consiglio indicato dalla Lega.
CDM – Si è riunito ieri sera il consiglio dei ministri dedicato al decreto legge su Alitalia e all’esame dell’ingresso di Cdp nel capitale Telecom per decidere se attivare la procedura di golden power. Palazzo Chigi ha deliberato di non esercitare i poteri speciali sull’ingresso di Cdp in Telecom.
BANCHE ITALIA – Da Via Nazionale oggi il dato sul portafoglio dei titoli di Stato italiani in mano a investitori esteri nel mese di gennaio. A dicembre il controvalore dei titoli emessi dal Tesoro e detenuti da investitori non residenti era risultato in calo a 685,571 miliardi di euro da 687,385 di novembre. In base a calcoli Reuters sui dati di Via Nazionale, a dicembre la quota dei governativi italiani in mano ai non residenti è passata a 35,9% del totale dei titoli in circolazione da 35,7% del mese precedente.
DATI CINA – Il saldo della bilancia commerciale di marzo evidenzia un passivo di 4,98 miliardi di dollari — prima lettura negativa da febbraio dell’anno scorso — cogliendo decisamente in contropiede il consensus delle attese Reuters che ipotizzava un avanzo di 27,21 miliardi dopo il surplus rivisto di 33,75 miliardi registrato in febbraio. Alla definizione dell’aggregato — denominato in dollari — concorrono un inatteso calo annuo di 2,7% delle esportazioni e un aumento di 14,4% delle importazioni, contro attese per un incremento tendenziale di 10% di entrambi gli indicatori. Nel singolo mese di marzo l’attivo nei confronti degli Usa cala a 15,43 miliardi ma, a livello di primo trimestre, l’incremento è di 19,4% a 58,25 miliardi.
INFLAZIONE – Fra i dati macroeconomici in programma oggi arrivano le cifre finali dei prezzi al consumo tedeschi di marzo. In base alla lettura preliminare, l’inflazione tedesca ha mostrato una dinamica lievemente inferiore alle attese. L’indice armonizzato ha evidenziato un’accelerazione di 0,4% su febbraio e 1,5% su marzo dell’anno scorso, in entrambi i casi di un decimo inferiore al consensus; l’indice nazionale un rialzo di 0,4% su mese e 1,6% su anno, anche in questo caso entrambi di un decimo al di sotto delle aspettative raccolte da Reuters. In arrivo le statistiche sull’inflazione anche da Spagna e Grecia.
RATING – Attesi i pronunciamenti di diverse agenzie su vari Paesi europei. Particolare attenzione al giudizio di Moody’s sul merito di credito sovrano di Spagna e Irlanda. Attualmente l’agenzia valuta il regno spagnolo con ‘Baa2’ e outlook stabile. In marzo S&P ha alzato il rating della Spagna ad ‘A-‘ da ‘BBB+’, confermando un outlook positivo.
FOREX – Dollaro in lieve recupero sui cross grazie alla risalita della curva dei rendimenti Usa a riflesso di un rientro dell’avversione al rischio. Il biglietto verde è comunque reduce da quattro sedute consecutive di correzione. Intorno alle 7,40 euro/dollaro 1,2327/30 da 1,2325 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 107,44/47 da 107,32 ed euro/yen 132,46/50 da 132,30.
GREGGIO – Derivati sul greggio in leggero ritracciamento dopo lo sfumare dei toni circa un imminente intervento militare Usa in Siria da parte di Donald Trump. La settimana si dovrebbe comunque concludere con la miglior performance degli ultimi otto mesi proprio in ragione delle tensioni geopolitiche. Intorno alle 7,40 il futures Brent a giugno cede 7 cent a 71,95 dollari il barile, mentre la scadenza Nymex maggio perde 5 cent a 67,02 dollari.
TREASURIES – Governativi Usa sulle posizioni sul finale della seduta asiatica, con il titolo di riferimento decennale in rialzo di 3/32 al rendimento di 2,821.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, conti economici per settore istituzionale anno 2017 (10,00).
GERMANIA
Prezzi al consumo finali marzo (8,00) – attesa dato nazionale 0,4% m/m; 1,6% a/a.
GRECIA
Prezzi al consumo marzo (11,00) – attesa dato nazionale -0,1% a/a; dato armonizzato 0,3% a/a.
SPAGNA
Prezzi al consumo finali marzo (9,00) – attesa dato nazionale 0,1% m/m; 1,2% a/a; dato armonizzato 1,2% m/m; 1,3% a/a.
ZONA EURO
Bilancia commerciale febbraio (11,00).
USAviviana
Stima fiducia consumatori Univ. Michigan aprile (16,00) – attesa 100,5.
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica Bollettino Economico (15,00).
Banca d’Italia pubblica ‘Mercato finanziario’ di febbraio.
Banca d’Italia pubblica supplemento al bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” di febbraio.
Banca d’Italia pubblica debito lordo delle Amministrazioni pubbliche 4° trimestre 2016 e debito lordo delle Amministrazioni centrali 4° trimestre 2016.
EUROPA
Norvegia, intervento governatore Olsen a Tromso (12,30).
Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).
USA
Boston, intervento presidente Fed Boston Rosengren (13,30).
Odessa, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,00).
St. Louis, intervento presidente Fed St. Louis Bullard (15,00).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Milano, convegno “Npl Italian Market 2.0: Deep Impact” (9,30).
Coriano (Rimini), termina “Sustainable Economy Forum” (dalle 10,00); tra i partecipanti presidente Miroglio Group Giuseppe Miroglio, Giovannini, Camerano di CDP, segretario generale Fondazione Crt Lapucci,Mario Nava (Commissione Ue e Consob); conclusioni Boccia e L. Moratti.
EUROPA
Bruxelles, Mogherini incontra ministri degli Esteri della Nuova Zelanda Peters (10,00) e della Germania Maas (12,45).
Berlino, Merkel incontra presidente Serbia vucic su relazioni bilaterali, europa ed economia (12,00).
Irlanda, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Lussemburgo, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Spagna, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Slovacchia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Polonia, S&P si pronuncia su rating sovrano.
USA
Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
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