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ITALEXIT SONDAGGIO

ITALEXIT SONDAGGIO

Secondo l’ultima indagine trimestrale del CNBC Global CFO Council, nei consigli di amministrazione di tutto il mondo quasi il 77% degli intervistati a livello globale ha qualche preoccupazione che l’Italia lasci la zona euro e l’Europa.

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MARKET MOVER 12 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 12 GIUGNO 2018

Buongiorno,

segnaliamo gli eventi in cui Wlademir Biasia sarò ospite come relatore nel corso dei prossimi giorni. Per chi desidera partecipare può inviare una mail al seguente indirizzo info@wbadvisors.it, oppure effettuare l’iscrizione online con un click sul link:

GIOV 14 GIU IT FORUM  CONFERENZA PROGRAMMA ED ISCRIZIONE

GIOV 14 GIU LE FONTI TV INTERVISTA  IN DIRETTA   CON ANNABELLA D’ARGENTO

MERC 21 GIU JANUS CLUB GENIO ED INNOVAZIONE: SPINTE VITALI DELLE NOSTRE IMPRESE PROGRAMMA   JANUS CLUB PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

 

Alle 11 verrà pubblicato l’andamento dell’indice ZEW relativo alle condizioni economiche in Germania. I due dati riportano il grado di fiducia sulle condizioni attuali e future dell’economia tedesca formulate sulla base di un sondaggio approfondito. Entrambi gli indicatori esprimono un rallentamento da inizio anno. Anche per il mese di maggio le attese evidenziano un peggioramento.

1:00   EUR Indice ZEW delle condizioni economiche tedesche (Giu) 85,0 87,4
11:00   EUR Rilevazione ZEW del sentimento sull’economica tedesca (Giu) -14,6 -8,2
11:00   EUR Sentimento di fiducia dello ZEW 0,1 2,4

Nel frattempo ci avviciniamo al giorno del meetinfg della BCE. Il Board è chiamato ad esprimere una posizione sul QE. Più precisamente si attende una dichiarazione in merito alla data di chiusura del programma ed eventuali modalità.

In ogni caso la BCE non procederà nell’immediato verso un aumento dei tassi e soprattutto non avvierà un taper sulle posizioni acquisite.

L’Italia nella giornata di ieri ha assorbito una parte delle perdite subite nelle precedenti sessioni operative. Confermiamo i target reattivi già indicati in queste pagine con un primo livello obiettivo di brevissimo in area 22600.

Il Dax con la chiusura di ieri, seppur in progresso frazionale, conferma la tenuta dei livelli di sostegno.

Sul mercato dei cambi l’eur usd si mantiene positivo, pur a fatica. Dopo il test della scorsa settimana del nostro obbiettivo a 1,1850 il mercato ha avviato un breve consolidamento. Per il momento confermiamo l’attesa per un ulteriore progressione dell’euro verso quota 1.1930 ed 1.2050.

Lo spread sovrano sul 10 anni ITA GER ha definitivamente avviato la fase di ritorno verso area 200/190 confermando la nostra view indicata nel report mensile.

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

VERTICE TRUMP-KIM – Lo storico incontro nell’isola singaporegna di Sentosa tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un ha avuto un esito “migliore di quello che chiunque si potesse aspettare”, secondo le parole del presidente Usa. Trump e Kim firmeranno un documento che riconosce i progressi compiuti, per tenere viva la fase positiva delle trattative, riferisce una fonte ufficiale Usa. L’obiettivo del vertice, che si avvia a conclusione, è porre fine alla disputa sul nucleare nordcoreano, uno dei fattori di maggiore instabilità e tensione geopolitica degli ultimi anni, non solo in estremo oriente ma a livello globale. Kim ha definito l’incontro “un buon preludio alla pace”.

ASTA BOT – Al via la tornata d’aste di metà mese cui gli operatori guardano non senza apprensione, nonostante il parziale raffreddamento delle tensioni di mercato a seguito delle rassicurazioni fornite dal ministro Tria su euro e conti pubblici. Il Tesoro offre stamane 6 miliardi di Bot a 12 mesi, a fronte dei 6,5 miliardi di buoni in scadenza; il rendimento è visto in rialzo: ieri in chiusura, sul mercato grigio di Mts, scambiava a 0,57% da -0,316% del collocamento di un mese fa, precedente alle forti vendite legate alla presentazione del programma economico del governo Lega M5s. Nell’asta dello scorso 29 maggio, all’apice della crisi politica italiana, il Bot a 6 mesi ha visto il tasso tornare positivo e toccare il massimo da febbraio 2013 a 1,213%. Domani sarà la volta dell’offerta a medio lungo (con un importo fino a 5,75 miliardi di Btp, extra lunghi compresi); stamane intanto è attiva sul primario — segmento breve — anche la Spagna che offre tra 5 e 6 miliardi di titoli a 6 e a 12 mesi.

BTP – Mentre gli operatori guardano al meeting Bce di giovedì — che potrebbe già indicare con chiarezza la chiusura del Qe entro fine anno — lo spread ha chiuso ieri a 236 pb, non lontano dai minimi di seduta, in netto calo dai 268 di venerdì. Il tasso del decennale ha archiviato la giornata a 2,85%, anche in questo caso sui minimi intraday, dal 3,13% di venerdì sera. Il secondario resta estremamente volatile, ma ad offrire supporto sono state le parole di Tria che nel fine settimana ha affermato che non è in discussione alcun proposito di uscita dall’euro e che il governo conferma gli obiettivi di riduzione del rapporto debito/Pil. Toni rassicuranti li ha comunque utilizzati anche l’esponente Bce Vasiliauskas, secondo il quale la situazione politica in Italia non rappresenta una minaccia all’eurozona, nonostante le agitazioni che sta causando sui mercati finanziari.

OETTINGER SU ITALIA – Le parole di Tria che confermano l’impegno dell’Italia su euro e conti pubblici sono “lungimiranti e creano fiducia” secondo il commissario europeo al Bilancio Oettinger, intervistato stamane dal Corriere. Oettinger — al centro di roventi polemiche nelle scorse settimane per aver affermato che l’andamento negativo dei mercati è un segnale agli italiani affinché non diano responsabilità di governo alle forze populiste — spiega che quanto detto da Tria esprime gli obiettivi e gli interessi sia dell’Europa sia dell’Italia. “Siamo riconoscenti per questa dichiarazione pronta e chiara, che è importante per la politica italiana”.

DATI BANKITALIA – In arrivo da Bankitalia il documento mensile ‘Banche e moneta’, contenente i dati di aprile su sofferenze e credito bancario in Italia. I numeri di un mese fa indicavano sofferenze lorde pressoché invariate rispetto a febbraio (a 163 miliardi circa). Sul fronte dei prestiti al settore privato, il mese di marzo ha registrato un incremento del 2,3% annuo, che ha interessato sia il credito alle imprese sia quello alle famiglie. Nello stesso documento saranno contenuti anche i numeri di aprile sul portafoglio titoli di Stato italiani detenuto dalle banche residenti, un portafoglio che il mese precedente aveva segnato un lieve incremento a circa 338 miliardi. I dati Bce che anticipano quelli di Bankitalia hanno mostrato in aprile un nuovo incremento dell’esposizione, per il quarto mese consecutivo.

ZEW – Sul fronte macro europeo, il dato principale della mattinata è l’indagine congiunturale Zew di giugno, sulla fiducia economica in Germania. Le attese indicano una lettura a -14,0 in netto calo dal -8,2 di maggio. Diffuso a fine maggio, l’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi in vista del mese di giugno è sceso ulteriormente a 10,7 da 10,8 del mese precedente.

PREZZI CONSUMO USA E MEETING FED – In arrivo dagli Stati Uniti — nel giorno in cui prende il via la due giorni del meeting Fomc — i dati sui prezzi al consumo di maggio. Dopo l’incremento mensile di aprile, +0,2%, le attese sono per una lettura invariata, mentre su anno è previsto un +2,7% dal +2,5% precedente. Secondo 109 dei 110 economisti interpellati un sondaggio Reuters diffuso a fine maggio, la Fed alzerà i tassi in questo meeting e, stando alla maggior parte degli intervistati, entro la fine dell’anno lo farà altre due volte portando il tasso sui Fed Fund a 2,25%-2,50%.

GREGGIO – Prezzi petroliferi nel complesso stabili questa mattina in un mercato cauto ma moderatamente ottimista per l’esito dell’incontro Trump-Kim. A limitare i movimenti c’è anche l’attesa per la riunione Opec del 22 giugno, cui parteciperanno anche altri Paesi, che potrebbe determinare l’andamento futuro dell’output per diversi dei principali produttori. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 76,48 dollari il barile (+0,02), il Nymex a 66,22 dollari (+0,12).

FOREX – Lo stesso cauto ottimismo per il vertice Usa-Corea del Nord sostiene il dollaro nei confronti dello yen ai massimi da tre settimane. Il dollaro avanza leggermente anche sull’euro, che tiene comunque le posizioni in attesa del meeting Bce di giovedì e grazie alle rassicurazioni giunte dall’Italia sulla permanenza nell’euro. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1769/74 da 1,1782 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 110,37/40 da 110,02, non lontano dal picco intraday di 110,49; euro/yen a 129,94/99 da 129,65.

TREASURIES – Governativi Usa poco variati nelle contrattazioni della mattinata, dopo il calo della seduta di ieri, mentre il mercato attende l’esito del meeting Fed, da cui dovrebbe arrivare domani un nuovo rialzo del costo del denaro. Il benchmark decennale Usa scende di 1/32, rendimento a 2,959%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, mercato del lavoro trim1 (10,00).

Istat, esportazioni regioni italiane gennaio-marzo (11,00).

 

GERMANIA

Indice Zew giugno (11,00) – attesa -14,0.

 

GRAN BRETAGNA

Tasso disoccupazione aprile (10,30) – attesa 4,2%.

 

PORTOGALLO

Prezzi al consumo maggio (12,00).

 

USA

Prezzi al consumo maggio (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,7% a/a.

Guadagni reali settimanali maggio (14,30) – attesa 0% m/m.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 6 miliardi Bot a 12 mesi, scadenza 14/6/2019 (365 gg).

 

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli di Stato a breve termine.

Finlandia, Tesoro offre un miliardo euro titoli di Stato scadenza 2034.

Olanda, Tesoro offre 1,5-2,5 miliardi euro titoli di Stato scadenza 2024.

Spagna, Tesoro offre 5-6 miliardi euro di titoli di Stato a 6 e a 12 mesi.

 

USA

Washington, Tesoro offre 14 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/5/2048.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica dati sui depositi, impieghi, sofferenze bancari di aprile e sui titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine aprile; ‘L’economia italiana in breve’ di maggio.

 

USA

Washington, Fed inizia riunione Fomc su tassi; termina il 13 giugno.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palazzo Chigi, vertice ministri economici (9,00).

Roma, Senato, conferenza dei capigruppo (12,30) convocazione assemblea per comunicazioni del Presidente (16,30).

Roma, Viminale, riunione comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica con Salvini (14,00).

Roma, ministro Affari Europei Savona presenta il suo libro “Come un incubo e come un sogno” (18,30).

Milano, presentazione rapporto Sace “Export 2018, Keep calm & Made in Italy” con AD Borsa Jerusalmi, presidente Sace Quintieri, AD UniCredit Mustier, presidente Eni E. Marcegaglia, presidente Maire Tecnimont Di Amato, AD Sace Decio (16,30); conclusioni presidente Cdp Costamagna.

Ancona, convegno “Una politica industriale per la crescita e lo sviluppo dell’Italia e dell’Europa” con Boccia (16,00).

 

EUROPA

Berlino, Ocse pubblica studio su economia della Germania; conferenza stampa di presentazione di Gurria (11,00).

Berlino, Merkel riceve controparte austriaca Kurz.

MARKET MOVER 1 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 1 GIUGNO 2018

Buongiorno,

la giornata di ieri  ha visto l’Italia recuperare terreno in termini relativi, ovvero rispetto ad un quadro di generale debolezza. In particolar modo il Dax di Francoforte ha fatto segnare le perdite più significative trascinato dalle vendite sul comparto bancario, indebolito da Deutsche Bank dopo le indiscrezioni su un report formulato dalla Federal Reserve  (peraltro datato) sulle criticità della banca tedesca. La discesa per alcuni aspetti violenta dela Dax ha riattivato il pericolo di una deriva sui mercati. Per il momento siamo ancora in uno stadio diattenzione, tuttavia qualora i prezzi dell’indice dovessero scendere sotto 12400, l’attenzione aumenterebbe deflagrando nel caso in cui vi fosse il break out di 11700Contemporaneamente a questo fenomeno i rendimenti sul 10 anni Germania si è schiantato ad un minimo marginalmente inferiore a quota 0.20%.

Ciò può significare due cose: da un lato un’azione di fly to quality verso il Bund tedesco in un clima di avversione verso i debiti sovrani del sud europa; dall’altro lato un clima di avversione più generale legato all’evoluzione terminale del QE, ai rischi citati ed a qualcosa che soltanto mani forti cominciano a percepire.

L’incognita qualcosa può avere più contenuti, non ultimo tutto il dibattito che si è aperto sull’euro e non tanto in Italia dopo la nomina del ministro professor Paolo Savona, bensì dagli interventi di diversi economisti di elevato standing che in Germania stanno chiedendo la modifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (clause di irreversibilità dell’euro). Ne abbiamo parlato in più occasioni.

Il rientro delle giacenze di oro operate da Germania, Olanda ed Austria, da tutte le aree in cui era stato depositato per ragioni di sicurezza, non può non imporre quesiti sulle motivazioni per le quali proprio in questi tempi è stato impartito tale ordine.  Il clima è quindi sufficientemente teso e lo dimostrano le polemiche di basso profilo che a mezzo media diversi esponenti hanno attivato nei confronti dell’Italia.

Ritornando nella quotidianità pensiamo che il recupero tattico di Borsa Italiana possa ancora continuare nel brevissimo: per incrementare gli acquisti il mercato attenderà oggi o lunedì la violazione di area 21800. L’obbiettivo è quello di riportare il FTSE Mib verso 22500.  Lo spread continuerà a scendere verso l’area 210/200. Su quell’ordine di grandezza potrebbe esaurire la fase di recupero. Nel grafico abbiamo messo in evidenza la ripartizione delle detenzioni di BTP e titoli di stato italiani nei vari portafogli. Come si potrà evincere dalla lettura al momento il principale acquirente è la BCE, gli altri soggetti, a parte le famiglie italiane, sono prevalentemente venditori e non da oggi ma da tempo. Basta quindi che la BCE rallenti gli acquasti  previsti dal programma QE per alzare il livello dell’offerta e quindi contribuire alle tensioni sul mercato.

L’eur usd infine sta costruendo il segnale per proseguire la reazione verso area 1,1850/1.20. Per le strategie di controllo del rischio di cambio e le attività di Risk management su tali grandezze impartiremmo raccomandazioni con implicazioni di lungo periodo.

In mattinata avremo la lettura mensile dei dati sul sentiment delle aziende relativi al PMI Markit (Purchase Manager Index) relativi a maggio, primo mese di nuovo indebolimento dell’euro. E’ presto per catturarne gli effetti. Sullo sfondo permangono i timori per gli effetti sui dazi imposti sull’acciaio. Le attese scontano un dato sostanzialmente neutro.

 

Buona  Festa della Repubblica Italiana

 

ORA

FX

INDICATORE

DATO

ATTESA

PRECEDENTE

09:15

  EUR

INDICE DEI DIRETTORI AGLI ACQUISTI DEL SETTORE MANIFATTURIERO SPAGNA (MAG)

54,2

54,4

09:30

  CHF

INDICE SVME DEI DIRETTORI ACQUISTI  SVIZZERA (MAG)

62,6

63,6

09:45

  EUR

INDICE DEI DIRETTORI DEGLI ACQUISTI DEL SETTORE MANIFATTURIERO ITALIA (MAG)

53

53,5

09:50

  EUR

INDICE PMI MANIFATTURIERO FRANCIA (MAG)

55,1

55,1

09:55

  EUR

INDICE DEI DIRETTORI DEGLI ACQUISTI DEL SETTORE MANIFATTURIERO GERMANIA (MAG)

56,8

56,8

10:00

  EUR

PIL ITALIANO (TRIMESTRALE) (1° TRIM.)

0,30%

0,30%

10:00

  EUR

PIL ITALIANO (ANNUALE) (1° TRIM.)

1,40%

1,40%

10:00

  EUR

INDICE PMI MANIFATTURIERO EURZONA (MAG)

55,5

55,5

10:30

  GBP

IND DIRETTORI DEGLI ACQUISTI DEL SETTORE MANIFATTURIERO GRAN BRETAGNA (MAG)

53,5

53,9

 

 

 

CHI COMPRA I BTP?

CHI COMPRA I BTP?

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

POLITICA ITALIA – Da valutare la reazione dei mercati finanziari alla nascita, dopo quasi tre mesi di stallo e un tentativo fallito pochi giorni fa, del governo frutto di un accordo tra le due formazioni anti-establishment Lega e Movimento Cinque Stelle. Il premier Giuseppe Conte, figura di compromesso e poco conosciuta ma presente nella squadra di ministri presentata da M5S prima delle elezioni, sarà affiancato dai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che per sé avranno rispettivamente anche la responsabilità dell’Interno e di un superministero che raggruppa Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali.

La casella dell’Economia è stata affidata a Giovanni Tria, preside di facoltà all’università di Tor Vergata, che non ha mai fatto mistero della necessità di riformare l’euro e l’Europa, criticando il funzionamento, ma senza ipotizzare colpi di mano come invece fatto da Paolo Savona, che rivestirà il ruolo di ministro per gli Affari europei.

Tria sarà chiamato al difficile compito di reperire le ingenti risorse per una serie di misure inserite nel programma giallo-verde (flat tax, reddito di cittadinanza, revisione della riforma delle pensioni), senza dimenticare l’elevato debito pubblico, per cui l’Italia è osservata speciale di Bruxelles.

 

BTP – La seduta di ieri è stata caratterizzata da ampie oscillazzioni sul secondario italiano, con i principali benchmark che hanno recuperato dai minimi pluriennali dove erano precipitati nella prima parte della settimana. A sostenere la parte breve della curva ha concorso il Tesoro, che è inusualmente intervenuto sul mercato tramite gli specialisti, riacquistando Btp per complessivi 500 milioni di euro sul tratto 2019-2020.

Il rendimento del Btp 2 anni, dopo aver toccato un minimo a 0,89%, ha archiviato la seduta a 1,20% da 1,93% della chiusura precedente. Il differenziale Btp/Bund sul tratto 2 anni a fine seduta quotava 190 pb, dopo aver oscillato tra 157 e 218 pb, in discesa da 264 pb della chiusura precedente.

Il rendimento del Btp decennale di riferimento ha terminato le contrattazioni a 2,82% da 3,062% della chiusura precedente, e lo spread con l’analoga scadenza del Bund si è stretto a 249 punti base da 270 pb di mercoledì sera. Forte è stato il recupero del futures sul decennale Btp con scadenza giugno, che è arrivato a guadagnare 428 punti base, salendo fino a 129,12 da 124,84 di mercoledi sera.

 

PIL – In arrivo da Istat la lettura finale del Pil del primo trimestre, comprensiva dello spaccato delle componenti. Secondo i dati preliminari, tra gennaio e marzo l’economia è cresciuta di 0,3% su trimestre e di 1,4% su anno, confermando un rallentamento rispetto alla dinamica più marcata registrata nella prima parte del 2017. Il ritmo congiunturale non risulta comunque molto diverso da quella osservata nelle due grandi economie europee: in Germania ha registrato un’espansione di 0,3%, in Francia di 0,2%.

 

PMI MANIFATTURA – Indicazioni più aggiornate sullo stato della congiuntura economica arriveranno dalle indagini sul comparto manifatturiero di Italia, Francia, Germania e intera zona euro nel mese di maggio. Le mediana delle attese degli economisti per il dato italiano suggerisce un rallentamento del ritmo di crescita a 52,9 da 53,5 di aprile, che rappresentava il minimo da gennaio 2017 e il terzo calo consecutivo dell’indicatore.

 

G7 FINANZIARIO – Prosegue in Canada la riunione dei ministri finanziari e i governatori delle banche centrali del G7. Tema gioco-forza in agenda che quello dei dazi Usa su alluminio e acciaio importati da Canada, Messico e Ue. Il governatore della banca centrale giapponese Kuroda ha invitato i partecipanti a intraprendere un dibattito razionale, per evitare che le misure protezioniste abbiano una ricaduta negativa sull’economia globale.

 

SPAGNA – Le tensioni politiche interessano anche la Spagna, dove oggi è previsto il Parlamento sfiduci il premier Rajoy, cui subentrerà il leader socialista Pedro Sanchez grazie all’appoggio di sei formazioni, tra cui il partito indipendentista basco e Podemos.

 

DATI GIAPPONE – L’attività del settore manifatturiero è cresciuta al ritmo più lento degli ultimi sette in maggio, secondo la lettura finale dell’indice Pmi a cura di Markit/Nikkei, che si è attestato a 52,8 da 53,8, migliorando però la lettura preliminare, indicata a 52,5. L’indagine mette in luce il raffreddamento dei nuovi ordini e un affievolimento della domanda interna. Secondo i numeri del ministero delle Finanze, le imprese giapponesi hanno aumentato la spesa per investimenti in impianti e macchinari, crescita di 3,4% su base annua, ma in rallentamento da +4,3% segnato nel quarto trimestre.

 

DATI CINA – L’attività del settore manifatturiero cinese ha mantenuto un ritmo di crescita inalterato in maggio, secondo l’indagine Pmi a cura di Markit/Caixin, che rileva l’andamento delle aziende medio-piccole. L’indice è infatti rimasto fermo a 51,1, mentre la mediana degli economisti si aspettava una lieve decelerazione a 51. Il Pmi manifatturiero ufficiale, diffuso ieri e incentrato sui grandi colossi statali, ha messo in luce la crescita migliore da otto mesi, segnalando una complessiva resilienza dell’economia.

 

FOREX – L’euro è in calo sul dollaro ma pare comunque avviato a mettere a segno il primo guadagno settimanale da quasi due mesi, grazie all’allentamento dei timori sulla crisi politica in italia. La valuta unica passa di mano a 1,1674 da 1,1690 dollari della precedente chiusura, dopo essere precipitata martedì al minimo da dieci mesi a 1,151 dollari. L’euro è in lieve rialzo sulla valuta giapponese a 127,35 da 127,31 yen; il biglietto verde sale su yen a 109,09 da 108,81 yen della precedente chiusura.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in discesa, sotto pressione per l’aumento della produzione negli Stati Uniti e un probabile incremento che sarà presumibilmente deciso anche in sede Opec. I futures sul Brent cedono 15 centesimi a 77,41 dollari il barile; i derivati del Nymex arretrano di 17 centesimi a 66,87 dollari.

 

TREASURIES – Chiusura in rialzo per i titoli a più lungo termine del mercato obbligazionario Usa, con gli investitori attratti da acquisti rifugio sui timori che l’estensione dei dazi all’acciao e all’alluminio importato da Ue, Canada e Messico possa innescare una guerra commerciale. Il rendimento del decennale è sceso a 2,831% da 3,017% del finale di seduta di mercoledì.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit/Adaci, Pmi manifatturiero maggio (9,45) – attesa 52,9.

Istat, Pil trim1 (10,00) – attesa 0,3% t/t; 1,4% a/a.

Ministero Trasporti, dati auto maggio (18,00).

Tesoro, atteso fabbisogno statale maggio.

 

FRANCIA

Markit, Pmi manifatturiero finale maggio (9,50) – attesa 55,1.

 

GERMANIA

Markit/Bme, Pmi manifatturiero finale maggio (9,55) – attesa 56,8.

 

GRAN BRETAGNA

Markit/Cips, Pmi manifatturiero maggio (10,30) – attesa 53,5.

 

GRECIA

Pmi manifatturiero maggio (10,00).

 

SPAGNA

Pmi manifatturiero maggio (9,15) – attesa 53,9.

 

ZONA EURO

Markit, Pmi manifatturiero finale maggio (10,00) – attesa 55,5.

 

USA

Occupati non agricoli maggio (14,30) – attesa 188.000.

Tasso disoccupazione maggio (14,30) – attesa 3,9%.

Costo lavoro maggio (14,30).

Media guadagni maggio (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,7% a/a.

Media ore settimanali lavorate maggio (14,30) – attesa 34,5.

Markit, Pmi manifatturiero finale maggio (15,45).

Spesa per costruzioni aprile (16,00) – attesa 0,8% m/m.

Ism manifatturiero maggio (16,00) – attesa 58,1.

Nuove immatricolazioni auto.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Svezia, intervento governatore Riksbank Ingves su questioni politica monetaria attuale a Landskrona (12,00).

 

USA

Dallas, intervento presidente Fed Dalals Kaplan (2,30).

Minneapolis, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (14,55).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, al Quirinale giura il nuovo governo (16,00).

Riccione, termina ‘Efpa Italia Meeting 2018’ su “Knowledge for a changing future”, tra i partecipanti presidente Efpa Europe Soler Albertì, Togna di Consob, vice DG Abi Torriero, Zucchelli di Banca d’Italia, vice DG Consob D’Agostino (dalle 9,00).

Trento, continua 13.ma edizione “Festival dell’Economia”; termina il 3 giugno. Tra i partecipanti di oggi: Iacovone, Landini, Cottarelli, Bianco, Bracco, Fornero, De Poli, F. Profumo, Soro, Cipolletta, De Felice, Camusso.

 

EUROPA

Spagna, voto su mozione di sfiducia contro Rajoy.

Belgio, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Bulgaria, Fitch e S&P si pronunciano su rating sovrano.

Irlanda, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Liechtenstein, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Portogallo, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Ungheria, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

 

CANADA

Whistler, prosegue riunione ministri sviluppo, finanze e governatori banche centrali G7 su ‘investire nella crescita’; termina il 2 giugno. Partecipa Padoan.

 

MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

Buongiorno,

la nostra analisi sul rischio di cambio dell’euro verso le principali monete ci porta a ritenere che sia in atto un significativo cambiamento di bias sul mercato. La gestazione di questo cambiamento di scenario parte dal dollaro. Come abbiamo scritto durante la fase di rialzo dell’euro, in particolare tra settembre 2017 e marzo 2018, l’apprezzamento dell’ eur usd verso 1.25 avrebbe contribuito ad esacerbare i segnali di crescita presenti in forme diverse nell’Eurozona. mentre molte banche proiettavano le loro stime a 1,30 ed oltre, noi scrivevamo che la violazione di 1.25 avrebbe spinto l’economia verso un drastico rallentamento della crescita, mettendo in crisi la struttura stessa dell’euro.

Per tali ragioni ritenevamo il rialzo frutto di pressioni politiche dall’America verso l’Unione operate per richiamare i partner, nonché alleati, ad un riallineamento alla politica estera USA.

Probabilmente per pura coincidenza con il recente viaggio di Macron e Merkel a Washington l’euro ha perso momentum. Siamo scesi versola nostra prima area target 1.18 (1.17) fissando una prima gamba del ribasso di cui stiamo analizzando le proiezioni per dare risposte in termini di rischio cambio alle possibili strategie di Risk management per chi esporta ed importa.

In chiave Intermarket il segnale prodotto dal dollaro è estremamente importante. Domani terrò un intervento, presso la Camera di Commercio di Milano a Palazzo Turati sul tema. Si tratta di un’esposizione tecnica che mette in luce le interrelazioni che al momento la divisa americana sta operando nei confronti di quella europea e non solo.

Dobbiamo ora capire quanto la possibile reazione dell’euro alla recente debolezza, possa ritracciare  prima di riattivare la seconda gamba del ribasso. Il passaggio risulterà decisivo per lo scenario di medio lungo termine. Abbiamo quindi fissato in area 1.2050 ed 1.22 i punti su cui postare il controllo del rischio cambio nell’ambito di una strategia di Risk Management esplicitata nella nostra piattaforma Riskoo per le imprese che importano ed esportano.

In queste sere ho anche commentato presso la Rubrica di Rai 1 Economia, la risposta dei mercati all’attuale processo di formazione del Governo. A parte le reazioni dello spread, la Borsa sta esattamente confermando il break-up rialzista sopra 24000/23800. Il segnale che stiamo osservando in via di ulteriore consolidamento è strutturalmente significativo. Costituirà un potenziale cambiamento di paradigma verso l’attenzione per il nostro mercato azionario.

Rileviamo con la chiusura di ieri un altrettanto significativo segnale positivo proveniente dal NYSE, mentre il Brent dopo aver più volte testato il nostro target a 75 usd/bar si appresta a salire verso area 90/95 usd (nel medio periodo).

Wlademir Biasia

 

 

MARKET MOVER 9 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 9 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Ieri abbiamo registrato per la prima volta una reazione diretta dei mercati verso l’evoluzione del processo politico per la formazione del Governo in Italia. A nostro giudizio preoccupa più il rialzo dello spread che il ribasso del FTSE Mib. Per il primo si tratta dell’inizio di inversione di tendenza. Ci attendiamo accelerazioni possibili verso area 138/145. Sul secondo strumento riteniamo che il mercato azionario possa continuare la sua crescita qualora le vendite non violino area 23850/800. Questa sera commenteremo le chiusure di Borsa Italiana alle 17.50 nelle Rubrica Economica della Redazione Giornalistica di  Rai 1

TRUMP SU IRAN – In linea con le attese e diverse indiscrezioni già trapelate, Donald Trump ha deciso di sfilare gli Stati Uniti dagli accordi internazionali con l’Iran, sostenendo che Tehran finanzia il terrorismo. La Casa Bianca chiede di rinegoziare l’intesa del 2015 e intende reintrodurre le sanzioni tra tre mesi. Reazione negativa da parte dell’Europa, che chiede di non modificare il trattato, mentre la replica del presidente iraniano Rouhani è “noi non abbandoniamo il trattato”.

FOREX – Dollaro ben intonato sui cross, grazie soprattutto al rendimento sul Treasury decennale tornato oltre 3%. L’accelerazione della valuta Usa ricalca anche quella del greggio dopo la mossa unilaterale Usa sull’accordo nucleare con l’Iran. Intorno alle 7,40 euro/dollaro 1,847/51 da 1,862 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,50/52 da 109,11 ed euro/yen 129,75/78 da 129,46.
GREGGIO – Derivati sul greggio in marcata accelerazione, in rialzo di circa 2,5% rispetto alla chiusura precedente, dopo la decisione — per quanto in ampia parte scontata — degli Usa di rompere l’accordo sul nucleare con l’Iran. La prospettiva di una minore offerta spinge il futures Brent al record degli ultimi tre anni e mezzo. Intorno alle 7,45 il futures Brent a luglio guadagna 2,36% a 76,62 dollari il barile — dopo una fiammata a 76.75, picco da novembre 2014 — e il Nymex giugno risale di 2,16% a 70,54 dollari.
WB ANALYTICS: BRENT OIL

WB ANALYTICS: BRENT OIL

POLITICA ITALIA – Sergio Mattarella si definisce ‘arbitro imparziale’ e si aspetta ‘correttezza’ anche da parte dei giocatori e dovrebbe presentare oggi il cosiddetto ‘nome neutrale’. Di ieri sera la smentita di Silvio Berlusconi circa la disponibilità di Forza Italia ad appoggiare dall’esterno un asse Lega/5 Stelle. Spetterebbe quindi a Matteo Salvini l’eventuale, pur remota, decisione di spezzare la coalizione di centrodestra. Secondo alcuni quotidiani, resta comunque uno spiraglio per trattare. In un’intervista a ‘Il Messaggero’ Salvini sostiene che il Quirinale avrebbe dovuto dare l’incarico a lui ma ribadisce fedeltà a Berlusconi e torna ad augurarsi un “passo di lato” da parte dei leader di Forza Italia e Cinque Stelle che eviti il ‘fantasma e l’imbroglio’ di un governo neutrale. Convocata intanto per sabato 19 maggio l’assemblea del Pd, con Matteo Renzi che sostiene la candidatura a premier di Paolo Gentiloni.
In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confindustria rivolge un appello ai politici chiedendo “stabilità e realismo sui conti”. Secondo Vincenzo Boccia, che invita a smettere di pensare soltanto alle elezioni, la politica è come la famiglia: come non si scelgono i parenti così non si scelgono i compagni di strada con cui occorre trovare un accordo.
BTP – Ripartiranno rispettivamente da 131 punti base e da 1,86% il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale e il tasso del benchmark a 10 anni. Sulla possibilità più concreta di elezioni anticipate azionario e obbligazionario italiani sono stati protagonisti di una robusta correzione con lo spread arrivato a toccare i 133 punti base, massimo da metà aprile, dai 123 dell’avvio di seduta. Il tasso del decennale di riferimento si è spinto fino a 1,88%, massimo da fine marzo. Piazza Affari è arrivata a perdere oltre il 2%.
AUDIZIONI DEF – Proseguono davanti alle commissioni speciali della Camera le audizioni sul Def. Oggi sono previste quelle di Istat, Bankitalia, Upb, Anci e Upi. Ieri Padoan, durante la prima audizione, ha citato tra i principali fattori di rischio al ribasso per l’economia italiana lo stallo politico sul governo e la prospettiva di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il ministro dell’Economia ha detto anche che il modo più efficace di evitare l’aumento dell’Iva è tramite la legge di Bilancio per il 2019 aggiungendo che “non c’è assolutamente bisogno di fare un provvedimento d’urgenza”, come invece suggerito dal M5s. Tra domani e venerdì è previsto l’esame del Def in aula.
PRIMARIO ZONA EURO – Ricca di appuntamenti l’agenda dell’offerta di nuova carta a livello europeo. In mattinata la Germania offrirà 1,5 miliardi nel Bund a 30 anni con scadenza agosto 2048 e cedola 1,25%. Attivi anche il Portogallo — che mette a disposizione degli investitori 1-1,25 miliardi in titoli di Stato con scadenza ottobre 2023 e ottobre 2028 — e la Grecia che offre 875 milioni in titoli a 13 settimane.
PRIMARIO ITALIA – In occasione dell’asta a medio lungo dell’11 maggio, il Tesoro ha fatto sapere che offrirà tra 5,25 e 6,75 miliardi di euro nelle riaperture dei Btp a 3, 7 e 15 anni.
PRODUZIONE FRANCIA E SPAGNA – In attesa del dato italiano che verrà diffuso domani, Francia e Spagna diffonderanno i numeri della produzione industriale di marzo. Le attese per il dato francese convergono su un incremento dello 0,4% su mese dopo il precedente +1,2%. Per la Spagna il consensus Reuters proietta un incremento del 3,3% su anno, in rialzo rispetto al +3,1% del mese precedente.
DATI GIAPPONE – Il leading indicator di marzo si attesta a -0,9 da 0,2 di febbraio, mentre l’indicatore coincidente si porta a 0,4 da 0,7 del mese precedente.
TREASURIES – Governativi Usa in leggera flessione sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento arretra di 5/32 al rendimento di 2,987%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, commercio al dettaglio marzo (10,00).
FRANCIA
Produzione industria marzo (8,45) – attesa 0,4% m/m.
PORTOGALLO
Tasso disoccupazione trim1 (12,00).
SPAGNA
Produzione industria marzo (9,00) – attesa 3,3% a/a.
USA
Prezzi produzione aprile (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,8% a/a.
Vendite ingrosso marzo (16,00) – attesa 0,5% m/m.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa 0,5% m/m.
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre 1,5 miliardi Bund 30 anni scadenza 15/8/2048, cedola 1,25%.
Gran Bretagna, Tesoro offre 2,75 miliardi sterline Gilt 2028, cedola 1,625%.
Portogallo, Tesoro offre 1-1,25 miliardi titoli Stato ottobre 2023 e ottobre 2028.
Grecia, Tesoro offre 875 milioni titoli di Stato a 13 settimane.
USA
Washington, Tesoro offre 25 miliardi dollari titoli Stato 10 anni scadenza 15/5/2028.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, riunione consiglio esecutivo Riksbank (9,00).
Zona euro, Bce chiusa per anniversario dichiarazione Robert Schuman.
USA
Jacksonville, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (19,15).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, a commissione speciale della Camera audizioni su Def di Istat (10,00), Bankitalia (11,00), Upb (12,00), Anci e Upi (13,15).
Milano, convegno Banca d’Italia su “Real Estate, responsabilità e impegno sociale nel pubblico e nel privato” con direttore Banca d’Italia Milano Sopranzetti, Breglia, Ceo Coima Sgr Catella (14,45).
ASIA
Tokyo, vertice trilaterale premier giapponese Abe, presidente Corea del Sud Moon Jae-in e premier cinese Li Keqiang.

 

MARKET MOVER 7 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.

La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.

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DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

 

WB ADVISORS COMMENTO ALLE REAZIONI ODIERNE

Dopo la chiusura della conferenza stampa della BCE  l’eur usd è ritornato ad essere oggetto di vendite. Come abbiamo anticipato nelle nostre news giornaliere  sul cambio  sono scattate le vendite generate dall’esecuzione degli stop loss orders presenti sul mercato su gran quantità di posizioni lunghe di euro.

Si conferma in tal modo il nostro scenario di fondo che  contempla la possibilità che i prezzi possano scivolare verso 1,17/1,18 a breve termine. Come scriviamo nel commento tecnico che fa parte del report dedicato all’attività di Risk management per la gestione del rischio di cambio per le aziende che esportano ed importano,  l’evento odierno costituisce un primo passaggio verso una fase di rinnovata criticità per l’euro..

Su queste basi riteniamo che vi sia ancora una prova su cui concentrare l’attenzione del comportamento degli operatori: un’eventuale re reazione a 1,2050.

Se tale reazione si rivelerà di basso profilo la discesa successiva verso il target indicato  costituirà soltanto una passaggio intermedio all’interno di un ciclo riflessivo più ampio.

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

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MILANO (Reuters) – Il presidente della Bce Mario Draghi, oggi ha confermato l’impegno a mantenere il costo del denaro sui livelli attuali per un “periodo prolungato”, comunque ben oltre il termine del programma degli acquisti Qe, che proseguiranno al ritmo mensile di 30 miliardi fino a fine settembre, ma se necessario anche oltre. Confermato anche quello di reinvestire i titoli che giungono a scadenza, sempre nel programma Qe e anche in questo caso se sarà necessario oltre chiusura del programma.

Fin qui davvero pochi gli spunti o le novità.

Quando la parola passa a Mario Draghi, il primo riferimento del banchiere centrale, che come di consueto incontra la stampa al termine del consiglio, è però sufficientemente eloquente. Il banchiere centrale fa infatti riferimento a segnali di rallentamento nella crescita economica della zona euro, fenomeno almeno in parte inatteso dalla stessa Bce, per quanto possa essere legato a effetti di natura temporanea.

Ed è per questo — perché intende capire quale sia la vera natura del modesto deterioramento della congiuntura — che Francoforte ha preferito non trattare nemmeno il tema delle future mosse di politica monetaria durante la discussione del consiglio.

Da sei settimane a questa parte, del resto, gli ultimi numeri macro hanno messo in evidenza un concreto rallentamento della congiuntura.

Hanno chiaramente evocato un deterioramento della crescita nel corso del primo trimestre per lo meno Banca d’Italia e Bundesbank: grazie all’andamento particolarmente deludente della produzione industriale, nel bollettino mensile di Via Nazionale del 13 aprile la stima sul Pil al 31 marzo è di 0,2% da 0,3% degli ultimi tre mesi, mentre nell’ultimo rapporto mensile dell’istituto centrale tedesco fa riferimento a una crescita “decisamente inferiore” nei primi tre mesi del 2018.

Difficile però immaginare una qualsiasi modifica della cosiddetta retorica Bce, per lo meno fino alla diffusione dell’aggiornamento trimestrale delle stima macro dello staff che avverrà soltanto in giugno.

E’ infatti proprio in occasione della riunione del 7 giugno che dovrebbe essere presa una qualche decisione sul futuro degli acquisti Qe, che sulla carta si chiude in settembre ma potrebbe essere esteso fino a fine anno.

Rispetto all’ultimo consiglio di politica monetaria, riunitosi l’8 marzo, per lo meno a giudicare dai tassi impliciti si sono aggiustate lievemente al ribasso le aspettative sul percorso di normalizzazione da parte della Bce.

Secondo elemento di assoluta rilevanza il livello del cambio, considerando che il cross dell’euro/dollaro viaggia al di sotto di 1,22 — sui minimi delle ultime otto settimane — contro 1,2310 della chiusura Usa dell’8 marzo, quando l’euro era brevemente balzato oltre 1,24 dollari.

Nella seduta odierna, in tarda mattinata, i derivati che misurano le aspettative sull’inflazione della zona euro hanno visto un’accelerazione con una punta a 1,718, record delle ultime otto settimane, a riflesso delle tensioni sui corsi del greggio e delle materie prime.

Appuntamento quindi alla prima settimana di giugno.

 

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AGAINST ALL ODDS

AGAINST ALL ODDS

Le scorse settimane ho più volte sottolineato alcune incongruenze sul rialzo dell’euro negli ultimi nove mesi. Contro ogni probabilità ho messo in evidenza l’ipotesi che l’euro possa avviare una correzione sul dollaro evitando di superare la soglia critica di 1,25. La distribuzione che si sta completando all’interno del range 1.25-1.22 dovrebbe predisporre le condizioni per l’avvio di una correzione la cui ampiezza potrebbe rivelarsi significativa. E’ prematuro stabilire quali possano essere i tempi necessari per maturare il break out definitivo del range, tuttavia le discese sotto 1.2280/70 nel brevissimo contribuirebbero a confermare il percorso atteso.

Al momento, secondo quanto mette in evidenza il report sul COT, Commitment of Trades, diffuso dalla CFTC, U.S. COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION, i Large Speculators detengono robuste posizioni lunghe in futures ed options denominate in euro contro il dollaro. I Commercials invece sono posizionati in termini speculari. Evidentemente hanno colto il rialzo dell’euro per coprire i flussi futuri in dollari.

Tale impostazione dei grandi fondi speculativi ha il difetto di subire un cost of carry significativo il cui carico pesa mediamente 2.5, 2.7% su base annua. Ciò significa che a lungo andare, ovvero in assenza della direzionalità attesa (rialzo dell’euro), tali detenzioni producono parziali perdite. Se a ciò si aggiunge una perdita di momentum il gioco è fatto. La violazione dei primi livelli tecnici di supporto possono spingere molti possessori di euro contro dollaro a chiudere precauzionalmente le posizioni.

L’attivazione di potenziali stop loss order posizionati sotto area 1.22/1.2150 contribuirebbe a far aumentare la volatilità spingendo le quotazioni verso un primo target in area 1.2050, ovvero verso il target di breve termine segnalato nel nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES ©.

Oggi molti Uffici Studi quotano target per l’autunno sopra  area 1.30/1.35 eur usd.  Come abbiamo già scritto per raggiungere tale livello è necessario che il mercato violi quota 1,25. Sinceramente già a questi valori le compagnie europee palesano una certo rallentamento degli ordinativi provenienti dai paesi che operano in dollari.  I recenti dati pubblicati sull’export tedesco hanno messo in rilievo una regressione che rischia di appesantarsi qualora il cambio dovesse rafforzarsi ulteriormente. I dati che rilevano la fiducia delle aziende in Eurozona esprimono da tre mesi a questa parte una perdita di valore. Il manifatturiero ha fatto segnare un declino che al momento non risulta preoccupante, ma nel caso in cui la flessione dovesse acuirsi si alzerebbe un segnale di allarme anche da parte della BCE.

WB ANALYTICS: EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD

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MARKET MOVER 27 MAR 2018

MARKET MOVER 27 MAR 2018

Buongiorno,

la reazione delle borse avviata nella seduta di ieri ha coinciso con la verifica dell’S&P 500 dell’importante sostegno tecnico di cui avevamo anticipato lo sviluppo (ed aggiornato con la chiusura relativa di ieri sera).

 

WB ANALYTICS: S&P 500 reazione del mercato a quota 2600/580

Per un recupero pieno ci attendiamo ora un break up di area 2700.

Superato lo scoglio del mercato azionario ritorniamo a concentrarci su un altro tema altrettanto critico: l’eur usd. Nelle ultime due giornate operative il mercato ha spinto nuovamente il cambio verso l’area 1,25. E’ da inizio anno che si gioca a ridosso di questo livello. In più occasioni abbiamo sottolineato l’importanza tecnica di 1,25. La sua violazione al rialzo inserirebbe le negoziazioni in un nuovo range di dominio consentendo agli operatori di formulare nuove stime rialziste per l’euro in direzione di area 1.33/1.35. Siamo tutti coscienti delle criticità che tale movimento porterebbe all’economia reale. Riteniamo che il comparto manifatturiero difficilmente assorbirebbe tale spinta con consenguente perdita di competitività.

Lo sanno indubbiamente anche i cosiddetti regulators. E’ per questa ragione che da inizio anno assistiamo ad un ping pong all’interno del range 1.22-1.25. Come per i dazi anche il cambio rappresenta un’arma di persuasione utilizzata dagli americani verso l’Eurozona.  Gli obbiettivi dell’amministrazione USA stanno tutti nel tentativo di recuperare leadership politica, militare verso l’Unione Europea, spingendo gli stati aderenti ad impegnarsi maggiormente sul budget Nato, sulla cooperazione economica e sprattutto sul formare un fronte politico contrapposto alle forze emergenti Russia – Cina.

Non crediamo che sia nell’interesse degli USA ed ovviamente dell’Eurozona avere un euro iper-forte. Date le premesse si potrà cogliere un nuovo allentamento  dei corsi nel momento in cui le negoziazioni ritorneranno a quotare sotto area 1.2340 nell’immediato, sotto 1,22 nel breve ed in questo caso con possibili implicazioni definitivamente positive per il dollaro.

WB ANALYTICS: EUR USD

WB ANALYTICS

 

POLITICA – Salvini si dice pronto a fare il presidente del Consiglio ma non a tutti i costi e discute con gli alleati di centrodestra e anche con il M5S per formare in tempi rapidi un esecutivo duraturo. Secondo quanto riportano stamane i quotidiani, Di Maio sarebbe disposto a cedere ministeri importanti alla Lega in caso di accordo ma non a rinunciare all’incarico di premier. Dopo l’intesa tra centrodestra e M5S per l’elezione dei presidenti delle Camere, l’ipotesi è che lo stesso schema possa essere ripetuto nella partita per Palazzo Chigi. Da scenario ampiamente minoritario prima del voto, ora gli investitori sono costretti a considerare concretamente un possibile governo sostenuto da M5s e Lega, ovvero le forze che in campagna elettorale si sono richiamate in maniera più esplicita a posizioni populiste ed euroscettiche. Le consultazioni dovrebbero partire dopo Pasqua, plausibilmente martedì 3 aprile.

LAGARDE SU ITALIA – Il direttore generale del Fmi Christine Lagarde si augura che “in Italia, come in altri paesi, si capisca la necessità di rafforzare l’economia anche per aiutare il discorso politico”. In un’intervista a Repubblica Lagarde spiega che “chi governa capisce il rischio di creare instabilità, la necessità di una bussola o che non si possa spendere più di ciò che si incassa. Che le entrate contano quanto le uscite. E questa prova di realtà arriva sempre quando si arriva al potere”.

ASTE – È previsto in calo il rendimento del Bot semestrale in asta questa mattina: ieri a fine seduta, sul mercato grigio di Mts, il titolo scambiava a -0,42% rispetto al -0,403% del collocamento di un mese fa; si tratterebbe di un minimo d’asta dallo scorso dicembre. L’offerta è di 6 miliardi, a fronte di un analogo importo in scadenza. Nel pomeriggio verranno inoltre riaperti, per la cifra complessiva di 1,65 miliardi, il nuovo Ctz marzo 2020 e il nuovo Btpei maggio 2023 in asta ieri. Si prosegue domani con il medio lungo, con un’offerta fino a 7,5 miliardi di Btp a 5 e 10 anni e Ccteu.

BTP – Aste e situazione politica interna, insieme a prese di beneficio dopo il rally recente hanno spinto in negativo i Btp nell’ultima seduta, riportando lo spread su Bund a toccare i 140 punti base, dopo essere sceso la settimana scorsa a 132, il livello più basso da inizio febbraio. La chiusura è stata leggermente sopra i minimi intraday: l’obbligazionario italiano ripartirà stamane da un tasso decennale di 1,91% e da un differenziale su Germania di 139 pb.

RALLY SPAGNA – I Btp continuano a sottoperformare sensibilmente la carta spagnola, con uno spread salito ieri a 67 punti base, nuovo massimo da agosto. I governativi spagnoli hanno chiuso l’ultima sessione lievemente positivi, sostenuti dall’innalzamento del rating sovrano del paese ad ‘A-‘, venerdì sera ad opera di S&P. Un upgrade che ha dato continuità al rally dei Bonos, che in marzo hanno visto un calo di circa 30 pb del rendimento sulla scadenza decennale. Il debito spagnolo non sembra peraltro risentire delle nuove tensioni sul fronte della Catalogna, dopo il fermo in Germania nel fine settimana del leader indipendentista Puigdemont.

DATI MACRO – Istat pubblica le rilevazioni di marzo su fiducia delle imprese e fiducia dei consumatori, stimate in calo rispetto al mese precedente, rispettivamente a 110,0 da 110,6 e a 115,0 da 115,6. In febbraio entrambi gli indicatori avevano mostrato un inatteso miglioramento. Tra i dati della giornata anche il preliminare di marzo sui prezzi al consumo in Spagna, primo assaggio sull’andamento dell’inflazione europea nel mese che si avvia a conclusione. Le stime sono di un indice armonizzato in aumento dell’1,5% tendenziale, in rafforzamento rispetto all’1,2% di febbraio.

PORTAFOGLIO TITOLI DI STATO – La Bce diffonde il dato di febbraio sull’esposizione delle banche residenti in Italia ai titoli di Stato nazionali che anticipa l’analoga statistica di Banca d’Italia. In gennaio il portafoglio era tornato a salire, di una decina di miliardi, dal minino da maggio 2012 toccato il mese precedente, sotto quota 335 miliardi. Secondo Bankitalia, che utilizza una metodologia di calcolo lievemente diversa, in gennaio il portafoglio è risultato pari a circa 334 miliardi, in risalita dal minimo da metà 2012 visto a dicembre. Via Nazionale diffonderà la statistica di febbraio il prossimo 11 aprile.

NOUY SU NORME NPL – Le linee guida della Bce sulla gestione degli Npl, contenute nel cosiddetto ‘addendum’, potrebbero essere “rese ridondanti” dalla nuova legislazione Ue sul tema. Lo ha dichiarato il numero uno della supervisione bancaria della Nouy. Si tratta di parole che — pur accompagnate dallo scetticismo della stessa Nouy — potrebbero essere interpretate come una vittoria dei legislatori Ue e dei banchieri italiani, da sempre critici rispetto a tali misure della Bce.

TASSI USA – La Fed deve continuare ad alzare i tassi di interesse quest’anno il prossimo, in modo da evitare un surriscaldamento dell’economia. Lo ha detto il presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester, spiegando che la banca centrale può accelerare o rallentare il percorso “graduale” di stretta monetaria in base alle condizioni, ad esempio se i dazi annunciati dagli Usa porteranno a una guerra commerciale che danneggi l’economia. Mester ha aggiunto che non ci sono prove che il recente appiattimento della curva dei rendimenti sui Treasury segnali timori di un indebolimento dell’economia.

TRATTATIVA USA-CINA SU DAZI – Prove di trattativa tra Usa e Cina per evitare un’escalation di misure commerciali a seguito degli annunciati dazi da parte di Washington su una varietà di prodotti cinesi. Secondo una fonte, per rinunciare ai dazi i vertici dell’amministrazione Trump chiedono a Pechino di ridurre le tariffe sulle importazioni di auto, consentire il controllo straniero di società del settore finanziario e acquistare più semiconduttori americani. Il consigliere per il commercio estero della Casa Bianca Peter Navarro ha confermato alla Nbc che Trump ha incaricato il segretario al Tesoro Mnuchin e il rappresentante per il commercio estero Robert Lighthizer di cercare di risolvere la disputa con la Cina.

GREGGIO – Prezzi in rialzo sostenuti dai timori che le tensioni in Medio Oriente, tra cui domina il rischio che gli Usa introducano nuove sanzioni sull’Iran, possano creare problemi all’offerta. Un sostegno ai prezzi giunge inoltre dalla speranza che la trattative in corso tra Usa e Cina evitino una guerra commerciale tra le due principali economie mondiali. Alle 7,30 italiane il futures Brent scambia a 70,33 dollari il barile (+0,21), il Nymex a 65,89 dollari (+0,34).

FOREX – L’allentamento dei timori di scontro commerciale tra Washington e Pechino ridà forza al dollaro contro lo yen, che aveva in precedenza beneficiato del proprio status di valuta rifugio. Il cambio dollaro/yen scambia a 105,63/65 da 105,40 dell’ultima chiusura, rimbalzando dal minimo da 16 mesi toccato ieri a 104,56. Resta invece ben intonato la valuta unica in scia alle dichiarazioni di ieri di Weidma, secondo cui l’ipotesi di un rialzo dei tassi Bce verso metà 2019 non è del tutto irrealistica. L’euro/dollaro tratta a 1,246/48 da 1,2442 dell’ultima chiusura, riavvicinandosi al picco di 1,2462 di ieri, massimo da metà febbraio; euro/yen a 131,52/57 da 131,15, dopo un rialzo ieri dell’1,4%.

TREASURIES – Governativi Usa in calo negli scambi della mattinata. Prosegue il movimento della seduta di ieri (con curva in appiattimento), legato al debole risultato dell’asta di Treasury a due anni, in una settimana record per l’offerta (in tutto 294 miliardi di dollari di debito). Il benchmark decennale cede 3/32, rendimento a 2,850%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fiducia consumatori marzo (10,00) – attesa 115,0.
Istat, fiducia imprese marzo (10,00) – attesa 110,0.

GERMANIA
Prezzi import febbraio (8,00) – attesa -0,3% mese, -0,3% aaano.

PORTOGALLO
Fiducia imprese marzo (10,30).
Fiducia consumatori marzo (10,30).

SPAGNA
Stima flash prezzi consumo marzo (9,00) – attesa dato armonizzato 1,5% anno.

ZONA EURO
Bce pubblica M3 febbraio (10,00) – attesa 4,6%.
Bce pubblica prestiti a famiglie e imprese febbraio (10,00).
Indice economic sentiment marzo (11,00) – attesa 113,4.

USA
Indice CaseShiller prezzi case gennaio (15,00) – attesa 0,7% mese destagionalizzato; 6,2% anno.
Fiducia consumatori marzo (16,00) – attesa 131,0.

ASTE TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 6 miliardi euro Bot sei scadenza 28/9/2018 (183 giorni).

EUROPA
Gran Bretagna, Tesoro offre Gilt 2056 indicizzati cedola 1,125%.

USA
Washington, Tesoro offre 24 miliardi dollari titoli Stato 52 settimane 28/3/2019 e 35 miliardi titoli Stato 5 anni 31/3/2023.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Bce pubblica dato febbraio su esposizione banche italiane a titoli di Stato nazionali (10,00).

EUROPA
Gran Bretagna, Bank of England pubblica verbali riunione comitato politica finanziaria del 12 marzo (11,30).
Svezia, riunione consiglio esecutivo Riksbank (9,00).
Zona euro, conferenza stampa governatore banca centrale finlandese Liikanen su politica monetaria ed economia globale, a Helsinki (10,00).

USA
Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (17,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, convegno “Contrasto all’evasione” con Padoan (9,00) a Ostia.
Milano, forum AbiLab su “La Banca 4.0, oltre la trasformazione digitale”, DG Abi Sabatini apre i lavori (10,00).

EUROPA
Parigi, Ocse ‘Working Group’ su corruzione, revisione rapporto su Svizzera (11,00).

MARKET MOVER 1 MAR 2018 – VERSO LE ELEZIONI ITALIA

MARKET MOVER 1 MAR 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati 

Pochi istanti fa Markit ha pubblicato le statistiche relative al sondaggio PMI (Purchase Manager Index) mettendo in evidenza il dato di febbraio, superiore alle attese in Spagna, pressoché allineato alle attese in Germania e Francia, debole in Italia. debole in Italia. Si tratta di una rilevazione effettuata nel mese di febbraio ed esprime a nostro parere la preoccupazione per la forza dell’euro contro il dollaro particolarmente avvertita dal manifatturiero Made in Italy.

Per il momento si tratta del primo declino dopo una striscia positiva che in termini tendenziali risulta positiva (sopra 50) dall’autunno del 2016.

L’andamento del cambio risulta quindi una componente estremamente sensibile all’umore delle imprese.

Come scritto ieri il tentativo di declino dell’euro si è scontrato con area 1.22. Attorno a questo livello si sta sviluppando un braccio di forza tra compratori e venditori. Riteniamo significativa questa contrapposizione proprio in coincidenza con il primo vero punto in grado di determinare un trigger a favore di una correzione dell’euro sul dollaro. L’eventuale violazione, come abbiamo scritto da inizio mese, apre la strada per una discesa dei prezzi verso 1.2050 dove abbiamo fissato il limite inferiore della banda di oscillazione di attuale dominio: 1.20/1.25.

La violazione di 1.2050 implicherebbe un vero e proprio segnale di reversal del trend di medio termine.

Il Dollar Index si è attestato in area 90.50 dove ieri avevamo segnalato il relativo punto di break up per una conferma, anche in questo caso,  del reversal iniziale a favore del dollaro.

Abbiamo notato che in questa fase la debolezza dell’euro risulta correlata direttamente con la debolezza delle borse.  In ogni caso guida i mercati l’andamento dell’S&P 500. Riteniamo che il consolidamento in atto faccia leva su area 2695. La tenuta del livello riporterà nuovi buy order sull’equity.

Siamo giunti alla vigilia delle elezioni in Italia. Non vi è traccia di segnali che possano preludere ad un accanimento nei confronti del mercato domestico, sia sul fronte spread che sul fronte equity. In ogni caso segnaliamo i seguenti valori ai fini di una verifica su eventuali repressioni: spread 145 – 10 anni yield, Ftse Mib 22500 & 21900. Per quanto riguarda lo spread break up di quota 145 coinciderebbero con un ritorno dell’aggressione speculativa ed un ‘accelerazione del differenziale verso area 160, punto oltre il quale entreremo nuovamente in fibrillazione. In ogni caso il mercato teme la presenza della BCE. Riteniamo che la Banca Centrale potrà rappresentare un altro elemento di risposta politica all’esito elettorale.

Eventuali repressioni sullo spread potrebbero trasmettere negatività verso il mercato azionario italiano. Area 22500 ma soprattutto 21900 costituiscono il range di sostegno della posizione. La loro violazione coinciderebbe con l’apertura di ostilità nei nostri confronti.

I nostri algoritmi sul breve palesano uno stauts  parzialmente negativo, come risulta dalla lettura del grafico sottostante. Tuttavia il segnale più significativo emerge proprio dal break out di area 21900.

 

WB ANALYTICS: FTSE MIB

WB ANALYTICS: FTSE MIB

 

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y IT DE YIELD

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y IT DE YIELD

 

PMI MARKIT ITALIA

Indice direttori acquisti manifattturiero Made in Italy Feb 2018

Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero

 Val. Evento Attuale Previsto Precedente
   JPY  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Feb)         54,10         54,00              54,00
   IDR  Indice Nikkei/PMI (Feb)         51,40              49,90
   CNY  Indice Manifatturiero PMI – Caixin (Feb)         51,60         51,30              51,50
   EUR  Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Feb)         56,00         54,80              55,20
   CHF  Indice SVME dei direttori acquisti (Feb)         65,50         64,00              65,30
   EUR  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Feb)         56,80         57,90              59,00
   EUR  Indice PMI manifatturiero francesi (Feb)         55,90         56,10              56,10
   EUR  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Feb) Germania         60,60         60,30              60,30
   EUR  Tasso mensile di disoccupazione italiano (Gen)           0,11           0,11                0,11
   EUR  Indice PMI manifatturiero (Feb) media Eurozona         58,60         58,50              58,50

WB ANALYTICS

 

 

PMI MANIFATTURIERI – In arrivo stamane le indagini mensili di febbraio sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere nelle principali economie europee. Per l’Italia, dopo il 53,2 di gennaio, le attese Reuters indicano un rallentamento del tasso di espansione del settore, con un indice generale a 52,5. Diffuso giovedì scorso, l’indice Istat sul morale delle imprese manifatturiere ha disatteso il consensus scivolando di un punto pieno a 102. Per il Pmi manifatturiero relativo all’intera zona euro, la stima flash diffusa una decina di giorni fa (di cui è prevista oggi una conferma nella lettura finale) si attestava a quota 51, un punto al di sotto delle attese, dopo il 52,3 di gennaio.

DISOCCUPATI ITALIA E ZONA EURO – Non solo Pmi in una mattinata ricca di dati economici dall’Europa. Il calendario prevede anche i numeri di gennaio sulla disoccupazione, in Italia e nella zona euro. Le previsioni raccolte da Reuters danno un tasso di disoccupazione stabile a dicembre sia nel caso italiano, all’11,4%, minimo degli ultimi tre anni, sia per la zona euro, con un 10,4%.

MERCATO – Seduta decisamente positiva quella di ieri per il secondario europeo, dopo la doccia fredda della stima Eurostat sui prezzi al consumo di febbraio che riaccende le scommesse su un potenziamento delle misure espansive dal consiglio Bce della prossima settimana. Inizialmente più attratti dal Bund, gli acquisti hanno premiato in particolare il Btp nella seconda parte della seduta, consentendo allo spread tra decennali di riportarsi a 130 punti base da 134 di venerdì sera.

TAGLIO IRPEF – Il governo conferma che se ci saranno margini di flessibilità il taglio dell’Irpef potrebbe essere anticipato all’anno prossimo, rispetto al 2018, anche se l’impegno politico rimane quello già indicato da Renzi e Padoan, di un intervento sull’Ires nel 2017 e sull’Irpef nel 2018. Lo riportano diversi quotidiani stamattina, citando il nuovo sottosegretario Nannicini. In particolare, scrive il Messaggero, il governo punta in primis a ottenere la flessibilità europea anche nel 2017 e poi a reperire fondi attraverso l’imposizione di un tetto annuo a detrazioni e alle agevolazioni fiscali.

FED – Secondo il presidente della Fed Dudley ci sono rischi al ribasso sull’outlook economico negli Stati Uniti. Una valutazione che potrebbe segnalare la possibilità che la banca centrale si prenda una pausa più lunga di quanto inizialmente previsto dai membri del board, prima di procedere col prossimo rialzo dei tassi. “Al momento ritengo che nel complesso i rischi al mio outlook su crescita e inflazione stiano cominciando a pendere leggermente verso il basso” ha dichiarato Dudely intervenendo stamattina ad un convegno in Cina.

DATI CINA – Nuovi segnali di rallentamento sono giunti dall’economia cinese, con la pubblicazione dei Pmi di febbraio. L’indice ufficiale sul manifatturiero è sceso più del previsto, a 49,0 punti dai 49,4 di gennaio, su stime per 49,3. In calo anche il Pmi ufficiale sul settore servizi, pur rimanendo in area di crescita: 52,7 punti a febbraio dai 53,5 del mese precedente. In mattinata inoltre Caixin ha pubblicato la lettura finale del suo indice Pmi manifatturiero, sempre di febbraio. Anche in questo caso la fotografia è quella di un settore in contrazione, con una lettura a 48,0 punti (minimo da cinque mesi) contro i 48,4 di gennaio e i 48,3 delle stime; il sotto indice relativo all’occupazione fa segnare la contrazione di posti di lavoro nel manifatturiero più pesante da sette anni.

OCCUPAZIONE CINA – Intanto secondo quanto riportano fonti a Reuters, sarebbero tra i 5 e i 6 milioni i posti di lavoro che verranno eliminati in Cina nei prossimi due-tre anni nell’industria di Stato. Pechino si appresta a varare il prossimo piano economico quinquennale, il tredicesimo, atteso all’inizio della sessione annuale del parlamento il prossimo 5 marzo e che dovrà affrontare tra le altre questioni proprio l’emergenza occupazionale.

DATI GIAPPONE – L’indice Pmi manifatturiero giapponese si è portato a 50,1 punti nella lettura finale di febbraio, evidenziando la crescita più lenta del settore da otto mesi. La stima flash era a 50,2 punti, il dato di gennaio a 52,3. Tra gli altri dati giapponesi della mattinata il tasso di disoccupazione di gennaio, sceso al 3,2% dal 3,3% del mese precedente (su attese per una conferma a 3,3%). Fa invece segnare un andamento peggiore delle attese la spesa delle famiglie in gennaio: -3,1% su anno e -0,6% su mese, contro stime fissate rispettivamente a -2,7% e a +0,3. Infine il dato sugli investimenti in capitale del quarto trimestre, che segna un rallentamento: +8,5% su anno rispetto al +11,2% del terzo.

GREGGIO – Prevale un lieve rialzo stamane nelle quotazioni petrolifere. Nonostante le nuove indicazioni di contrazione giunte stamane dal settore manifatturiero cinese, i prezzi hanno potuto beneficiare degli ultimi dati sulla produzione di greggio Usa e Opec, in calo, che allentano l’ampio eccesso d’offerta sul mercato internazionale. Alle 7,40 italiane il future Brent tratta a 36,77 dollari il barile (+0,20) mentre il Nymex a 34,05 dollari (+0,30).

FOREX – I deboli dati economici di questa mattinata, soprattutto quelli cinesi, alimentano un atteggiamento di cautela, ‘risk off’, tra gli investitori, che sul mercato valutario favorisce soprattutto lo yen. Il dollaro/yen scambia a 112,66/71 da 112,66 dell’ultima chiusura, circa una figura e mezzo sotto il picco della fine della scorsa settimana; euro/yen a 122,68/71 da 122,49, dopo essere sceso a inizio seduta a 122,09, ovvero ai minimi da aprile 2013. Poco mosso l’euro/dollaro a 1,0888/91 da 1,0871 della chiusura di ieri, quando il cambio è sceso al minimo da quattro settimane di 1,0859.

TREASURIES – L’avversione al rischio si fa sentire anche sui Treasuries Usa, in rialzo nelle contrattazioni asiatiche in scia peraltro alle dichiarazioni di Dudley sull’outlook economico e inflazionistico Usa. Già ieri i governativi americani si erano mossi al rialzo sui deboli dati economici giunti dagli Stati Uniti. Il benchmark decennale Usa avanza stamane di 7/32, rendimento all’1,718%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit, Pmi manifatturiero febbraio (9,45) – attesa 52,5.
Istat, stima occupati e disoccupati gennaio (10,00) – attesa 11,4%.
Istat, Pil e deficit/Pil anno 2015 (11,00).
Ministero Trasporti, dati auto febbraio (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale febbraio.

FRANCIA
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (9,50) – attesa 50,3.

GERMANIA
Tasso disoccupazione febbraio (9,55) – attesa 6,2%.
Markit/Bme, Pmi manifatturiero finale febbraio (9,55) – attesa 50,2.

GRAN BRETAGNA
Markit/Cips, Pmi manifatturiero febbraio (10,30) – attesa 52,2.

GRECIA
Pmi manifatturiero febbraio (10,00).

IRLANDA
Tasso disoccupazione febbraio (12,00).
Attesa dall’1 al 4 marzo fiducia consumatori febbraio (13,00).

SPAGNA
Pmi manifatturiero febbraio (9,15) – attesa 54,4.

ZONA EURO
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (10,00) – attesa 51,0.
Tasso disoccupazione gennaio (11,00) – attesa 10,4%.

USA
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (15,45).
Spesa costruzioni gennaio (16,00) – attesa 0,3% m/m.
Ism manifatturiero febbraio (16,00) – attesa 48,5.
Dati vendite auto febbraio (19,30) – attesa 5,50 milioni.

CINA
Pmi manifatturiero febbraio (2,00) – attesa 49,3.
Pmi non manifatturiero febbraio (2,00).
Caixin, Pmi manifatturiero finale febbraio (2,45) – attesa 48,3.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, intervento Lautenschlaeger a New York (15,05).
Bce, asta pronti contro termine a sette giorni.

AUSTRALIA
Sydney, riunione banca centrale su tassi interesse (4,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Commissione Finanze del Senato istituisce Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario (15,00).
Roma, davanti a Commissione Finanze della Camera audizioni su riforma delle banche di credito cooperativo, Priori (9,30), Capriglione (10,00), Minenna (10,30), Barbagallo (11,00), rappresentanti delle associazioni di tutela dei consumatori (12,00).
Roma, alla Camera audizione Galletti sulle conseguenze e le procedure di infrazione europea in materia ambientale (13,00).
Roma, Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle mafie, audizione Tronca (14,00).
Roma, seminario Csm su “La Corte di Cassazione: tra il dovere di nomofilachia e la crescente domanda di giustizia” con Orlando (14,15).
Roma, De Felice (Inail) presenta “Il nuovo bando ISI 2015” con Poletti (10,30).
Roma, prima udienza a Tar del Lazio su ricorso Codacons e 250 risparmiatori contro decreto salva banche.
Roma, Agenzia delle Entrate presenta “Risultati 2015 strategie 2016” con Padoan (11,00).
Milano, conferenza stampa Mirabaud Asset Management su primo anno di attività in Italia con capo economista Jung (11,30).
Milano, presentazione “Obbligazione Banca Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile” (12,00).

EUROPA
Ginevra, Salone dell’auto; attese conferenze stampa Fiat e Ferrari con Marchionne (continua domani).
Londra, Boldrini incontra prof.ssa Mary Beard di Oxford (12,15); colazione con imprenditrici, avvocatesse e giornaliste italiane (13,00).