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MARKET MOVER 1 MAR 2018 – VERSO LE ELEZIONI ITALIA

MARKET MOVER 1 MAR 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati 

Pochi istanti fa Markit ha pubblicato le statistiche relative al sondaggio PMI (Purchase Manager Index) mettendo in evidenza il dato di febbraio, superiore alle attese in Spagna, pressoché allineato alle attese in Germania e Francia, debole in Italia. debole in Italia. Si tratta di una rilevazione effettuata nel mese di febbraio ed esprime a nostro parere la preoccupazione per la forza dell’euro contro il dollaro particolarmente avvertita dal manifatturiero Made in Italy.

Per il momento si tratta del primo declino dopo una striscia positiva che in termini tendenziali risulta positiva (sopra 50) dall’autunno del 2016.

L’andamento del cambio risulta quindi una componente estremamente sensibile all’umore delle imprese.

Come scritto ieri il tentativo di declino dell’euro si è scontrato con area 1.22. Attorno a questo livello si sta sviluppando un braccio di forza tra compratori e venditori. Riteniamo significativa questa contrapposizione proprio in coincidenza con il primo vero punto in grado di determinare un trigger a favore di una correzione dell’euro sul dollaro. L’eventuale violazione, come abbiamo scritto da inizio mese, apre la strada per una discesa dei prezzi verso 1.2050 dove abbiamo fissato il limite inferiore della banda di oscillazione di attuale dominio: 1.20/1.25.

La violazione di 1.2050 implicherebbe un vero e proprio segnale di reversal del trend di medio termine.

Il Dollar Index si è attestato in area 90.50 dove ieri avevamo segnalato il relativo punto di break up per una conferma, anche in questo caso,  del reversal iniziale a favore del dollaro.

Abbiamo notato che in questa fase la debolezza dell’euro risulta correlata direttamente con la debolezza delle borse.  In ogni caso guida i mercati l’andamento dell’S&P 500. Riteniamo che il consolidamento in atto faccia leva su area 2695. La tenuta del livello riporterà nuovi buy order sull’equity.

Siamo giunti alla vigilia delle elezioni in Italia. Non vi è traccia di segnali che possano preludere ad un accanimento nei confronti del mercato domestico, sia sul fronte spread che sul fronte equity. In ogni caso segnaliamo i seguenti valori ai fini di una verifica su eventuali repressioni: spread 145 – 10 anni yield, Ftse Mib 22500 & 21900. Per quanto riguarda lo spread break up di quota 145 coinciderebbero con un ritorno dell’aggressione speculativa ed un ‘accelerazione del differenziale verso area 160, punto oltre il quale entreremo nuovamente in fibrillazione. In ogni caso il mercato teme la presenza della BCE. Riteniamo che la Banca Centrale potrà rappresentare un altro elemento di risposta politica all’esito elettorale.

Eventuali repressioni sullo spread potrebbero trasmettere negatività verso il mercato azionario italiano. Area 22500 ma soprattutto 21900 costituiscono il range di sostegno della posizione. La loro violazione coinciderebbe con l’apertura di ostilità nei nostri confronti.

I nostri algoritmi sul breve palesano uno stauts  parzialmente negativo, come risulta dalla lettura del grafico sottostante. Tuttavia il segnale più significativo emerge proprio dal break out di area 21900.

 

WB ANALYTICS: FTSE MIB

WB ANALYTICS: FTSE MIB

 

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y IT DE YIELD

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y IT DE YIELD

 

PMI MARKIT ITALIA

Indice direttori acquisti manifattturiero Made in Italy Feb 2018

Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero

 Val. Evento Attuale Previsto Precedente
   JPY  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Feb)         54,10         54,00              54,00
   IDR  Indice Nikkei/PMI (Feb)         51,40              49,90
   CNY  Indice Manifatturiero PMI – Caixin (Feb)         51,60         51,30              51,50
   EUR  Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Feb)         56,00         54,80              55,20
   CHF  Indice SVME dei direttori acquisti (Feb)         65,50         64,00              65,30
   EUR  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Feb)         56,80         57,90              59,00
   EUR  Indice PMI manifatturiero francesi (Feb)         55,90         56,10              56,10
   EUR  Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Feb) Germania         60,60         60,30              60,30
   EUR  Tasso mensile di disoccupazione italiano (Gen)           0,11           0,11                0,11
   EUR  Indice PMI manifatturiero (Feb) media Eurozona         58,60         58,50              58,50

WB ANALYTICS

 

 

PMI MANIFATTURIERI – In arrivo stamane le indagini mensili di febbraio sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere nelle principali economie europee. Per l’Italia, dopo il 53,2 di gennaio, le attese Reuters indicano un rallentamento del tasso di espansione del settore, con un indice generale a 52,5. Diffuso giovedì scorso, l’indice Istat sul morale delle imprese manifatturiere ha disatteso il consensus scivolando di un punto pieno a 102. Per il Pmi manifatturiero relativo all’intera zona euro, la stima flash diffusa una decina di giorni fa (di cui è prevista oggi una conferma nella lettura finale) si attestava a quota 51, un punto al di sotto delle attese, dopo il 52,3 di gennaio.

DISOCCUPATI ITALIA E ZONA EURO – Non solo Pmi in una mattinata ricca di dati economici dall’Europa. Il calendario prevede anche i numeri di gennaio sulla disoccupazione, in Italia e nella zona euro. Le previsioni raccolte da Reuters danno un tasso di disoccupazione stabile a dicembre sia nel caso italiano, all’11,4%, minimo degli ultimi tre anni, sia per la zona euro, con un 10,4%.

MERCATO – Seduta decisamente positiva quella di ieri per il secondario europeo, dopo la doccia fredda della stima Eurostat sui prezzi al consumo di febbraio che riaccende le scommesse su un potenziamento delle misure espansive dal consiglio Bce della prossima settimana. Inizialmente più attratti dal Bund, gli acquisti hanno premiato in particolare il Btp nella seconda parte della seduta, consentendo allo spread tra decennali di riportarsi a 130 punti base da 134 di venerdì sera.

TAGLIO IRPEF – Il governo conferma che se ci saranno margini di flessibilità il taglio dell’Irpef potrebbe essere anticipato all’anno prossimo, rispetto al 2018, anche se l’impegno politico rimane quello già indicato da Renzi e Padoan, di un intervento sull’Ires nel 2017 e sull’Irpef nel 2018. Lo riportano diversi quotidiani stamattina, citando il nuovo sottosegretario Nannicini. In particolare, scrive il Messaggero, il governo punta in primis a ottenere la flessibilità europea anche nel 2017 e poi a reperire fondi attraverso l’imposizione di un tetto annuo a detrazioni e alle agevolazioni fiscali.

FED – Secondo il presidente della Fed Dudley ci sono rischi al ribasso sull’outlook economico negli Stati Uniti. Una valutazione che potrebbe segnalare la possibilità che la banca centrale si prenda una pausa più lunga di quanto inizialmente previsto dai membri del board, prima di procedere col prossimo rialzo dei tassi. “Al momento ritengo che nel complesso i rischi al mio outlook su crescita e inflazione stiano cominciando a pendere leggermente verso il basso” ha dichiarato Dudely intervenendo stamattina ad un convegno in Cina.

DATI CINA – Nuovi segnali di rallentamento sono giunti dall’economia cinese, con la pubblicazione dei Pmi di febbraio. L’indice ufficiale sul manifatturiero è sceso più del previsto, a 49,0 punti dai 49,4 di gennaio, su stime per 49,3. In calo anche il Pmi ufficiale sul settore servizi, pur rimanendo in area di crescita: 52,7 punti a febbraio dai 53,5 del mese precedente. In mattinata inoltre Caixin ha pubblicato la lettura finale del suo indice Pmi manifatturiero, sempre di febbraio. Anche in questo caso la fotografia è quella di un settore in contrazione, con una lettura a 48,0 punti (minimo da cinque mesi) contro i 48,4 di gennaio e i 48,3 delle stime; il sotto indice relativo all’occupazione fa segnare la contrazione di posti di lavoro nel manifatturiero più pesante da sette anni.

OCCUPAZIONE CINA – Intanto secondo quanto riportano fonti a Reuters, sarebbero tra i 5 e i 6 milioni i posti di lavoro che verranno eliminati in Cina nei prossimi due-tre anni nell’industria di Stato. Pechino si appresta a varare il prossimo piano economico quinquennale, il tredicesimo, atteso all’inizio della sessione annuale del parlamento il prossimo 5 marzo e che dovrà affrontare tra le altre questioni proprio l’emergenza occupazionale.

DATI GIAPPONE – L’indice Pmi manifatturiero giapponese si è portato a 50,1 punti nella lettura finale di febbraio, evidenziando la crescita più lenta del settore da otto mesi. La stima flash era a 50,2 punti, il dato di gennaio a 52,3. Tra gli altri dati giapponesi della mattinata il tasso di disoccupazione di gennaio, sceso al 3,2% dal 3,3% del mese precedente (su attese per una conferma a 3,3%). Fa invece segnare un andamento peggiore delle attese la spesa delle famiglie in gennaio: -3,1% su anno e -0,6% su mese, contro stime fissate rispettivamente a -2,7% e a +0,3. Infine il dato sugli investimenti in capitale del quarto trimestre, che segna un rallentamento: +8,5% su anno rispetto al +11,2% del terzo.

GREGGIO – Prevale un lieve rialzo stamane nelle quotazioni petrolifere. Nonostante le nuove indicazioni di contrazione giunte stamane dal settore manifatturiero cinese, i prezzi hanno potuto beneficiare degli ultimi dati sulla produzione di greggio Usa e Opec, in calo, che allentano l’ampio eccesso d’offerta sul mercato internazionale. Alle 7,40 italiane il future Brent tratta a 36,77 dollari il barile (+0,20) mentre il Nymex a 34,05 dollari (+0,30).

FOREX – I deboli dati economici di questa mattinata, soprattutto quelli cinesi, alimentano un atteggiamento di cautela, ‘risk off’, tra gli investitori, che sul mercato valutario favorisce soprattutto lo yen. Il dollaro/yen scambia a 112,66/71 da 112,66 dell’ultima chiusura, circa una figura e mezzo sotto il picco della fine della scorsa settimana; euro/yen a 122,68/71 da 122,49, dopo essere sceso a inizio seduta a 122,09, ovvero ai minimi da aprile 2013. Poco mosso l’euro/dollaro a 1,0888/91 da 1,0871 della chiusura di ieri, quando il cambio è sceso al minimo da quattro settimane di 1,0859.

TREASURIES – L’avversione al rischio si fa sentire anche sui Treasuries Usa, in rialzo nelle contrattazioni asiatiche in scia peraltro alle dichiarazioni di Dudley sull’outlook economico e inflazionistico Usa. Già ieri i governativi americani si erano mossi al rialzo sui deboli dati economici giunti dagli Stati Uniti. Il benchmark decennale Usa avanza stamane di 7/32, rendimento all’1,718%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit, Pmi manifatturiero febbraio (9,45) – attesa 52,5.
Istat, stima occupati e disoccupati gennaio (10,00) – attesa 11,4%.
Istat, Pil e deficit/Pil anno 2015 (11,00).
Ministero Trasporti, dati auto febbraio (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale febbraio.

FRANCIA
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (9,50) – attesa 50,3.

GERMANIA
Tasso disoccupazione febbraio (9,55) – attesa 6,2%.
Markit/Bme, Pmi manifatturiero finale febbraio (9,55) – attesa 50,2.

GRAN BRETAGNA
Markit/Cips, Pmi manifatturiero febbraio (10,30) – attesa 52,2.

GRECIA
Pmi manifatturiero febbraio (10,00).

IRLANDA
Tasso disoccupazione febbraio (12,00).
Attesa dall’1 al 4 marzo fiducia consumatori febbraio (13,00).

SPAGNA
Pmi manifatturiero febbraio (9,15) – attesa 54,4.

ZONA EURO
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (10,00) – attesa 51,0.
Tasso disoccupazione gennaio (11,00) – attesa 10,4%.

USA
Markit, Pmi manifatturiero finale febbraio (15,45).
Spesa costruzioni gennaio (16,00) – attesa 0,3% m/m.
Ism manifatturiero febbraio (16,00) – attesa 48,5.
Dati vendite auto febbraio (19,30) – attesa 5,50 milioni.

CINA
Pmi manifatturiero febbraio (2,00) – attesa 49,3.
Pmi non manifatturiero febbraio (2,00).
Caixin, Pmi manifatturiero finale febbraio (2,45) – attesa 48,3.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, intervento Lautenschlaeger a New York (15,05).
Bce, asta pronti contro termine a sette giorni.

AUSTRALIA
Sydney, riunione banca centrale su tassi interesse (4,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Commissione Finanze del Senato istituisce Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario (15,00).
Roma, davanti a Commissione Finanze della Camera audizioni su riforma delle banche di credito cooperativo, Priori (9,30), Capriglione (10,00), Minenna (10,30), Barbagallo (11,00), rappresentanti delle associazioni di tutela dei consumatori (12,00).
Roma, alla Camera audizione Galletti sulle conseguenze e le procedure di infrazione europea in materia ambientale (13,00).
Roma, Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle mafie, audizione Tronca (14,00).
Roma, seminario Csm su “La Corte di Cassazione: tra il dovere di nomofilachia e la crescente domanda di giustizia” con Orlando (14,15).
Roma, De Felice (Inail) presenta “Il nuovo bando ISI 2015” con Poletti (10,30).
Roma, prima udienza a Tar del Lazio su ricorso Codacons e 250 risparmiatori contro decreto salva banche.
Roma, Agenzia delle Entrate presenta “Risultati 2015 strategie 2016” con Padoan (11,00).
Milano, conferenza stampa Mirabaud Asset Management su primo anno di attività in Italia con capo economista Jung (11,30).
Milano, presentazione “Obbligazione Banca Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile” (12,00).

EUROPA
Ginevra, Salone dell’auto; attese conferenze stampa Fiat e Ferrari con Marchionne (continua domani).
Londra, Boldrini incontra prof.ssa Mary Beard di Oxford (12,15); colazione con imprenditrici, avvocatesse e giornaliste italiane (13,00).

MARKET MOVER 13 FEB 2018

MARKET MOVER 13 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

In tarda mattinata Wlademir Biasia terrà una conferenza presso l’Universita’ di Udine: I MERCATI FINANZIARI VERSO LE ELEZIONI POLITICHE – Possibili scenari dopo il voto.

L’eur usd sta completando la reazione di cui seguiamo l’evoluzione dalla scorsa settimana con il parziale rialzo verso area 1,2330/50. Il  successivo break out di 1.2200 completerebbe il primo segnale negativo per l’euro.

Le borse rimangono asservtive ad un’azione di riassorbimento del flash crash di inizo mese. Nel report odierno, l’aggiornamento settimanale di WB Perspectives descriviamo le contingenze del momentum.

WB ANALYTICS

FOREX – Dollaro in discesa nei confronti della principali controparti, in un contesto di rinnovato appetito di rischio, dopo le turbolenze sull’azionario della settimana scorsa, che ha incentivato le puntate contro la valuta Usa. Intorno alle 7,30 la valuta Usa passa di mano a 108,13 yen da 108,64 yen della chiusura; il dollaro perde terreno anche sull’euro, che sale a 1,2322 da 1,2291 del precedente finale di seduta; la valuta unica cede su yen a 133,23 da 133,54 yen della chiusura.

ASTE ITALIA – Entra nel vivo con l’offerta a medio lungo la tornata di aste di metà mese del Tesoro, che mette a disposizione 6,25-7,75 miliardi di euro in Btp a 3,7 e 30 anni. Nel dettaglio saranno offerti 2-2,5 miliardi del Btp ottobre 2020 che, in chiusura sul secondario, offriva un rendimento in area 0,08% contro 0,04% dell’asta di gennaio; a disposizione inoltre 2,5-3 miliardi del Btp novembre 2024, il cui rendimento in chiusura sul secondario si attestava in area 1,44% contro 1,35%, rendimento di aggiudicazione dell’asta di un mese fa. Infine, saranno offerti 1,75-2,25 miliardi del Btp marzo 2048, riaperto l’ultima volta ad ottobre, quando venne assegnato al rendimento di 3,33%, mentre in chiusura sul secondario ieri passava di mano ad un tasso di 3,14%, a segnalare la recente migliore performance della parte lunga della curva, sulla scorta della ricerca di rendimento da parte degli investitori.

PIANO ECONOMICO TRUMP – Il presidente Usa ha presentato il proprio piano di bilancio federale che prevede, tra l’altro, la mobilitazione di 200 miliardi di dollari di fondi per il rinnovo delle infrastrutture, capaci di stimolare 1.500 miliardi di investimenti in 10 anni.

BOND EURO – Resta condizionato alle speculazioni di una ripresa dell’inflazione a livello globale l’andamento del mercato obbligazionario tedesco, i cui rendimenti si sono mossi verso l’alto, in scia a quelli dei Treasuries Usa, con relativo irripidimento della curva nel tratto 2-10 anni. I titoli di Stato dei paesi della cosiddetta periferia dell’area euro hanno sovraperformato la carta ‘core’, in un contesto di migliore appetito per il rischio, come testimoniato dal rimbalzo delle borse, reduci dalla peggiore settimana in due anni.

VERSO IL VOTO – Resta nel complesso contenuta l’attenzione degli investitori alla campagna elettorale italiana, ormai a meno di tre settimane dal voto. Stamane sui quotidiani domina il caso dei mancati rimborsi della diaria di alcuni deputati del M5s mentre, nel campo del centrodestra, Berlusconi si è detto pronto ad abolire la legge sulle unioni civili e il responsabile economico della Lega Borghi a rivendicare l’intenzione di uscire dall’euro. Renzi intanto ha smentito la ricostruzione del ‘Giornale’ secondo cui il segretario dem, in caso di risultato mediocre per il Pd, punterebbe alla presidenza del Senato.

BCE – Secondo quanto riportato da ‘Il Messaggero’ domani lo spagnolo de Guindos e l’irlandese Lane, candidati alla poltrona di vicepresidente Bce, si troveranno l’uno di fronte all’altro in un’audizione informale a porte chiuse davanti alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento Ue, prima tappa dell’iter della procedura formale per la nomina del successore di Costancio, in scadenza il 31 maggio.

BANCA DEL GIAPPONE – Dai commenti di alcuni esponenti politici giapponesi, tra cui il premier Abe, arrivano conferme, seppur indirette, alle indiscrezioni stampa secondo cui il governo avrebbe deciso di confermare Kuroda alla guida di Banca del Giappone per altri cinque anni.

GREGGIO – Il rimbalzo delle borse sostiene i prezzi del greggio. I futures sul Brent salgono di 41 centesimi a 63 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 37 centesimi a 59,66 dollari il barile. Secondo le stime dell’Opec, che ha varato un piano di tagli per ridurre l’eccesso di offerta, la domanda mondiale di greggio aumenterà più del previsto nel 2018, complice la buona salute dell’economia globale, ma il mercato tornerà in equilibrio solo verso la fine dell’anno e non prima, perchè le pressioni sui prezzi incoraggeranno gli Usa e altri paesi non aderenti all’organizzazione ad aumentare la produzione.

TREASURIES – Chiusura negativa per il mercato obbligazionario americano, con il tasso del decennale in salita al massimo da quattro anni e quello del trentennale che ha toccato il picco da 11 mesi, in un contesto di ridotto appeal del debito a basso rischio. Il tasso del decennale benchmark ha archiviato la seduta a 2,851% da 2,831% di venerdì sera, dopo una fiammata a 2,902%, picco da gennaio 2014.

DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo gennaio (10,30) – attesa -0,6% m/m; 2,6% a/a.
Prezzi input gennaio (10,30) – attesa 0,7% m/m; 4,2% a/a.
Prezzi output gennaio (10,30) – attesa 0,2% m/m; 3,0% a/a.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 2-2,5 miliardi settima tranche Btp a 3 anni, scadenza 15/10/2020, cedola 0,20%; 2,5-3 miliardi nona tranche Btp a 7 anni scadenza 15/11/2024, cedola 1,45%; 1,750-2,250 miliardi quarta tranche Btp a 30 anni scadenza 1/3/2048, cedola 3,45%.

EUROPA
Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi euro titoli di Stato a 6 e 12 mesi.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, inizia riunione di politica monetaria Riksbank (9,00).

USA
Dayton, intervento presidente Fed Cleveland Mester (14,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Confcommercio incontra leader politici: Berlusconi (9,30), Grasso (12,00), Bonino (14,30), Salvini (16,00).
Roma, Bei presenta rapporto annuale con Padoan, Scannapieco, Rossi (14,30).
Roma, Corte dei Conti inaugura anno giudiziario 2017/2018, con Mattarella (11,00).
Bologna, John Hopkins University School of Advanced International Studies, 63° anniversario SAIS Europe, intervento presidente Parlamento Europeo Tajani su “Il Futuro dell’Europa” (18,30).
Latina, comizio di Renzi (18,00).

MARKET MOVER 2 FEB 2018

MARKET MOVER 2 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

BTP – Hanno corso i Btp nell’ultima seduta, stringendo su Germania fin sotto quota 130 punti base, ai minimi da fine settembre del 2016. Il mercato, ancora ampiamente sottopesato su Italia, sembra progressivamente convincersi che le elezioni del 4 marzo non porteranno rischi significativi; lo scenario cui si guarda è sempre più quello di un governo di ampia coalizione, dove le posizioni più estreme saranno smussate. Stamane l’obbligazionario italiano riparte da uno spread su Bund di 131 punti base e da un tasso decennale di 1,96% (dopo un minimo ieri a 1,94%).

VERSO IL VOTO: BERLUSCONI – In un’intervista a ‘Libero’ il leader di Forza Italia si dice certo che il centrodestra avrà la maggioranza dei seggi e spiega di aver assicurato ai vertici europei che assicurerà un governo responsabile e rispettoso degli impegni presi. Sulle larghe intese con Renzi dopo le elezioni, l’ex premier dice di avere un’opinione diversa da Confalonieri, che nei giorni scorsi non aveva escluso tale possibilità. A una domanda relativa ad un eventuale ruolo di Draghi in un governo super-partes, in caso di stallo post-elettorale, Berlusconi risponde sottolineando che il presidente Bce “potrebbe essere la persona giusta per qualsiasi incarico” ma che, dal canto suo, Draghi è stato molto chiaro nell’escludere un suo diretto coinvolgimento in politica.

VERSO IL VOTO: DI MAIO – Il candidato premier M5s è tornato a smentire le aperture alla possibilità che il M5s partecipi a un governo di grande coalizione, come riportato da Reuters dopo l’incontro di mercoledì a Londra del candidato premier con rappresentanti della comunità finanziaria. “Non ho mai prospettato un governo di larghe intese” ha affermato. Lo stesso Di Maio ha incontrato ieri gli imprenditori lombardi in Assolombarda: il presidente Bonomi ha parlato di un “buon confronto” sottolineando però il disaccordo col M5s sul tema del Jobs Act.

VERSO IL VOTO: SALVINI – E Salvini torna a escludere qualsiasi accordo con il M5s, anche qualora Di Maio avesse l’incarico e andasse in aula a chiedere il voto su specifiche misure. Riportando i contenuti del forum che si è svolto ieri a ‘La Stampa’, il quotidiano torinese ripete quanto già detto da Salvini su vari temi: abolizione della legge Fornero, estensione dei dazi europei ad altri settori. Il leader del Carroccio definirebbe “vittoria” ottenere i numeri per un governo di centrodestra. “Spero che la Lega prenda un voto in più di Forza Italia. In quel caso il presidente del consiglio sarò io”. Salvini definisce inoltre “scandalosa” la visita di Erdogan a Roma, rivendicando invece la vicinanza culturale con Putin. Per quanto riguarda il patto atlantico, dice: “L’Italia resterà nella Nato, sono a favore delle basi americane ma contro l’eccesso di servitù militari”.

INFLAZIONE ITALIA – Istat pubblica i dati preliminari sui prezzi al consumo di gennaio che dovrebbero confermare la tendenza al rallentamento mostrata già nei giorni scorsi da quelli tedeschi, spagnoli e della zona euro in generale (in controtendenza si è mossa solo la Francia, con un’inflazione salita oltre le attese all’1,5%). Sull’Italia le stime indicano un’inflazione in calo allo 0,8% tendenziale dallo 0,9% di dicembre per l’indice nazionale, e a 0,9% da 1,0% per l’armonizzato. Oggi Istat rende inoltre noto l’aggiornamento 2018 del paniere dei beni per il calcolo dei prezzi al consumo.

BCE – Praet ha confermato ieri che la dinamica dell’inflazione nella zona euro resta debole, con una convergenza verso il target del 2% ancora solo graduale. In tali condizioni, ha spiegato, “un ampio grado di accomodamento monetario resta necessario”. Il banchiere centrale austriaco Nowotny ha affermato invece che il momento sarebbe già ora opportuno per porre fine agli acquisti del Qe, cosa che favorirebbe anche un incremento dei tassi d’interesse a lungo termine; il programma continuerà comunque fino a settembre, ha ricordato, ed entro allora la Bce prenderà una decisione su quello che accadrà dopo.

BOND GRECIA – Della fase positiva dei bond periferici europei approfitta la Grecia, che ha annunciato la costituzione di un sindacato di banche per il lancio di un nuovo titolo di Stato in euro, con probabile scadenza a 7 anni, secondo quanto riportato dal servizio Ifr di Thomson Reuters. Il lancio dell’operazione potrebbe avvenire già la settimana prossima.

PAYROLL USA – I dati principali della giornata saranno quelli del mercato del lavoro Usa relativi a gennaio, chiamati a confermare le attese di un nuovo rialzo dei tassi Fed già nel prossimo meeting di marzo, dopo il nulla di fatto di questa settimana. Per i ‘payroll’ le stime danno 180.000 nuovi posti rispetto ai 148.000 di dicembre e un tasso di disoccupazione stabile al minimo da 17 anni del 4,1%. Una buona indicazione è già giunta in settimana dal rapporto Adp sul settore privato, che in gennaio ha evidenziato 234.000 nuovi occupati, più di quelli previsti. Sul fronte Fed, gli operatori continuano al momento a convergere sull’ipotesi di tre rialzi complessivi nel corso del 2018.

GREGGIO – Il rispetto della scelta di tagli alla produzione da parte dell’Opec e di altri Paesi produttori, Russia compresa, riescono a controbilanciare e offuscare le preoccupazioni sul rialzo della produzione Usa. Attorno alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 69,86 dollari il barile (+0,21), il Nymex a 66,10 dollari (+0,31).

FOREX – Nonostante il rialzo dei rendimenti Usa e malgrado un marginale rialzo dai livelli di chiusura di ieri, il dollaro si avvia a chiudere una settimana in perdita, con il mercato che si concentra sulla rinnovata forza economica della zona euro. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,2489/90 da 1,2508 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 109,78/80 da 109,39; euro/yen a 137,12/14 da 138,81.

TREASURIES – I titoli del Tesoro Usa hanno iniziato un febbraio nel segno dell’affaticamento, mentre oggi sul mercato dominerà l’attesa del dato Usa sull’occupazione. Il benchmark decennale Usa attorno alle 7,30 scende di 4/32 in termini di prezzo per un rendimento a 2,790%, dopo un nuovo massimo dei quattro anni a 2,797%, con gli investitori che si riaggiustano dopo la Fed.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, paniere prezzi al consumo anno 2018 (10,00).
Istat, stima prezzi al consumo gennaio (11,00) – attesa dato Nic 0,3% m/m; 0,8% a/a; dato Ipca -1,8% m/m; 0,9% a/a.

ZONA EURO
Prezzi alla produzione dicembre (11,00) – attesa 0,3% m/m; 2,3% a/a.

USA
Occupati non agricoli gennaio (14,30) – attesa 180.000.
Tasso disoccupazione gennaio (14,30) – attesa 4,1%.
Media guadagni gennaio (14,30) – attesa 0,3% m/m; 2,6% a/a.
Media ore lavorate settimanali gennaio (14,30) – attesa 34,5 ore.
Indice Ism New-York gennaio (15,45).
Revisione ordini beni durevoli dicembre (16,00).
Ordini all’industria dicembre (16,00) – attesa 1,5% m/m.
Università Michigan, fiducia consumatori finale gennaio (16,00) – attesa 95,0.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, intervento Coeuré (Bce) a Kranj (Slovenia) (11,00).
Zona euro, interventi governatore banca centrale francese Villeroy de Galhau e governatore banca centrale irlandese Lane a Dublino (15,00).

USA
Austin, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,30).
San Francisco, intervento presidente Fed San Francisco Williams (21,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, ministro Calenda incontra Amazon al Mise (12,00).
Bologna, presentazione programma Pd (15,00).

EUROPA
Cipro, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Paesi Bassi, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Finlandia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Slovacchia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Svezia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Efsf, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Esm, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

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Fake News e Mercati: I like News

L’informazione è sempre più liquida. Nell’Era dell’Accesso la gente è sempre più interconnessa, così cambia il paradigma informativo. Le Fake News  sono direttamente proporzionali al desiderio di educare il pensiero.

Da secoli ormai il denaro e le banche sono alchimia finanziaria, scrive nel suo ultimo libro Mervyn King, già governatore della Bank of England. Da almeno un lustro i social sono diventati alchimia informativa,  dove in forma liquida si organizza e costruisce l’opinione comune. In un minuto su Twitter vengono postati 452 mila tweet, ogni giorno su Facebook navigano un miliardo e trecentosessanta milioni di utenti. Ciò produce un player che vale 78 miliardi di dollari, 38 miliardi tra liquidità e strumenti prontamente negoziabili, con un reddito netto di 4,7 miliardi di dollari.

Si capisce che un gigantosauro di questa dimensione può tutto o quasi. E’ chiaro comunque che, mentre nel mondo della finanza si discute molto di Mifid II, fuori le notizie e le informazioni che influenzano il mercato e il pensiero dei risparmiatori hanno dimensioni iperlative. L’estensione liquida di questo fenomeno diventa disruptive, disintermediando i grandi media.  Il grido di dolore lanciato in questi giorni da chi governava un tempo l’informazione restituisce una prova della perdita reputazionale intesa come capacità di influenzare l’opinione comune.

Benoit Couré, membro esecutivo del Board della BCE, ha dichiarato in un recente meeting che in futuro la BCE dovrà rilasciare comunicazioni costruite sulla base di come gli algoritmi e l’intelligenza artificiale elaboreranno il loro contenuto in termini di risposte operative.

Le Fake News entrano a tutti gli effetti e trasversalmente nella guerra liquida dell’informazione. Ciò significa che il lavoro di un team di ricerca come il nostro, dovrà sempre più concentrarsi su come i prezzi interpretano le notizie al netto delle divulgazioni inquinate che in ultima analisi sono esposte a forti pressioni di conflitti d’interesse.

Il prezzo sconterà sempre tutto? Probabilmente si. Nel prezzo c’è l’interesse di chi manipola, di chi segue, di chi si informa, per cui tenderà a scontare il noto e l’ignoto. Da sempre chi detiene informazioni riservate governa il primato dell’azione e tende a scaricare sui prezzi il vantaggio acquisito.

Gli asset prezzano in questo momento una visione positiva del mercato con qualche elemento di incertezza. Sugli indici azionari, come scriviamo da tempo, al di là di parziali eccessi di comprato,  non sono presenti azioni di distribuzioni evidenti da far presupporre la formazione di un reversal del bull market. Ciò non significa che siano immuni da azioni correttive, le quali rientrano nei processi di riequilibrio nell’elasticità della domanda e dell’offerta. I rendimenti core fluttuano al di sotto delle soglie sensibili, ovvero al riparo da eventi di breakup che potrebbero mettere in discussione il bull market. Come scriviamo dalla fine dello scorso anno tali soglie corrispondono all’area 2,50/60 per il 10 anni USA, 050/0,70 per il 10 anni Germania. Eventi di breakup di questi livelli sconterebbero un cambiamento di bias sulla liquidità presente sui mercati scatenando di conseguenza un ribilanciamento delle strategie di portafoglio.

Nell’Outlook per il 2018 il consensus si presenta concentrato su un appiattimento della curva americana. Quindi non considera al momento un potenziale breakup. I driver che attualmente sostengono le quotazioni azionarie fanno leva sull’imminente approvazione della riforma fiscale negli USA.

Già oggi potremmo ritenere che gli effetti della riforma siano almeno in parte scontati sui prezzi attuali. Ciò che non sconta il mercato è una linea forse ancor più morbida della politica monetaria statunitense in grado di annacquare la road map sui tassi annunciata dalla Federal Reserve.

Sul fronte delle commodity rimangono attive le pressioni sugli acquisti di oil. Alla fine dello scorso dicembre i prezzi del Brent quotavano 56 usd/bar.

La domanda nel corso dell’anno è rimasta pressoché persistente, tuttavia i prezzi sono scesi sino a 45 usd/bar. Il nostro Outlook sul greggio stimava invece un potenziale target a quota 65 usd e un ulteriore successivo target in area 75 usd/bar. Nel momento più acuto del ribasso le notizie sull’offerta si sono caricate di rimandi via via sempre più negativi. Proprio alla fine della primavera, invece, dopo una serie di vertici Opec molto combattuti sul tema del controllo della produzione, i prezzi hanno cominciato ad invertire tendenza riallineandosi alla nostra view di mercato. Questa settimana l’Opec ritorna a discutere sulle quote estrattive con i valori del barile che stanno collaudando area 63/65 usd. E’ probabile che il mercato non sia pronto per oltrepassare la barriera tecnica nell’immediato. Non escludiamo ritorni verso area 61/60 prima che si manifesti nuovamente la domanda in termini più netti. L’eventuale rialzo del greggio oltre il primo target, 65 usd/bar, potrebbe tuttavia innescare un processo di maggior interesse per tutto il comparto delle commodity. Il rame, che ha corso molto quest’anno, a conferma di quanto scritto conserva un appeal rialzista. L’indice CRB, pur con una certa lentezza, si sta avvicinando ai target che sempre agli inizi dell’anno stimavamo come potenziali obbiettivi di crescita in un reversal del ciclo riflessivo che aveva governato il comparto delle commodity dal 201.

C’è da chiedersi quindi se la conferma di un ulteriore espansione dei corsi delle materie prime sia propedeutico a due fattore interconnessi: aumento della crescita ed aumento dell’inflazione.

Sul primo punto l’Ocse è intervenuta  aggiornando in positivo le stime sull’espansione del ciclo globale, mentre sul secondo punto oggi non abbiamo ancora traccia che possano preludere ad un cambiamento di paradigma.  Per l’Eurozona il secondo punto interseca direttamente l’andamento del cambio. Le commodity pagate in dollari tendono a modificare il loro prezzo in virtù del cambio euro dollaro.

Quanti ci seguono sanno che nutriamo dubbi sulla solidità dell’euro per tutte le ragioni che il panorama socio politico mettono in evidenza in Europa. I dubbi rimangono quando i profondi squilibri all’interno del perimetro dell’euromoneta tendono ad acuire senza contropartite. Per cui, in mancanza di una revisione dei trattati, o di un maggior profilo sui vincoli di solidarietà tra i partner, appare chiaro che il clima di esasperata precarietà non possa continuare all’infinito. Diversamente avremo il sud Europa alla deriva contrapposto al progressivo rafforzamento del nord. La divergenza assumerebbe tali dimensioni da disgregare ogni possibile legame.

Su questa lunghezza d’onda intersecano una serie di fattori fortemente dirompenti: i tassi d’interesse e andamento del cambio.  Da qui ai prossimi 12 mesi la Germania imporrà un aumento dei tassi d’interesse per varie ragioni. L’Italia dovrà rispondere con un aumento della pressione sul costo di servizio del debito. Se l’economia non sarà in grado di crescere a sufficienza, per far fronte con il gettito derivato all’aumento del costo, si innescheranno molte tensioni. Stimiamo che ogni 50 punti base di aumento dei tassi corrisponda ad un maggior fabbisogno per oneri pari a 2 miliardi di euro. Con la pressione sul bilancio da parte della Commissione Europea e l’obbligo a tendere al pareggio, per l’Italia crescere diventa imperativo.  C’è da chiedersi quale possa essere il contributo alla crescita da parte dei consumi con l’attuale pressione fiscale.

Già oggi potremmo ritenere che gli effetti della riforma siano almeno in parte scontati sui prezzi attuali. Ciò che non sconta il mercato è una linea forse ancor più morbida della politica monetaria statunitense in grado di annacquare la road map sui tassi annunciata dalla Federal Reserve.

Sul fronte delle commodity rimangono attive le pressioni sugli acquisti di oil. Alla fine dello scorso dicembre i prezzi del Brent quotavano 56 usd/bar.

La domanda nel corso dell’anno è rimasta pressoché persistente, tuttavia i prezzi sono scesi sino a 45 usd/bar. Il nostro Outlook sul greggio stimava invece un potenziale target a quota 65 usd e un ulteriore successivo target in area 75 usd/bar. Nel momento più acuto del ribasso le notizie sull’offerta si sono caricate di rimandi via via sempre più negativi. Proprio alla fine della primavera, invece, dopo una serie di vertici Opec molto combattuti sul tema del controllo della produzione, i prezzi hanno cominciato ad invertire tendenza riallineandosi alla nostra view di mercato. Questa settimana l’Opec ritorna a discutere sulle quote estrattive con i valori del barile che stanno collaudando area 63/65 usd. E’ probabile che il mercato non sia pronto per oltrepassare la barriera tecnica nell’immediato. Non escludiamo ritorni verso area 61/60 prima che si manifesti nuovamente la domanda in termini più netti. L’eventuale rialzo del greggio oltre il primo target, 65 usd/bar, potrebbe tuttavia innescare un processo di maggior interesse per tutto il comparto delle commodity. Il rame, che ha corso molto quest’anno, a conferma di quanto scritto conserva un appeal rialzista. L’indice CRB, pur con una certa lentezza, si sta avvicinando ai target che sempre agli inizi dell’anno stimavamo come potenziali obbiettivi di crescita in un reversal del ciclo riflessivo che aveva governato il comparto delle commodity dal 201.

C’è da chiedersi quindi se la conferma di un ulteriore espansione dei corsi delle materie prime sia propedeutico a due fattore interconnessi: aumento della crescita ed aumento dell’inflazione.

Sul primo punto l’Ocse è intervenuta  aggiornando in positivo le stime sull’espansione del ciclo globale, mentre sul secondo punto oggi non abbiamo ancora traccia che possano preludere ad un cambiamento di paradigma.  Per l’Eurozona il secondo punto interseca direttamente l’andamento del cambio. Le commodity pagate in dollari tendono a modificare il loro prezzo in virtù del cambio euro dollaro.

Quanti ci seguono sanno che nutriamo dubbi sulla solidità dell’euro per tutte le ragioni che il panorama socio politico mettono in evidenza in Europa. I dubbi rimangono quando i profondi squilibri all’interno del perimetro dell’euromoneta tendono ad acuire senza contropartite. Per cui, in mancanza di una revisione dei trattati, o di un maggior profilo sui vincoli di solidarietà tra i partner, appare chiaro che il clima di esasperata precarietà non possa continuare all’infinito. Diversamente avremo il sud Europa alla deriva contrapposto al progressivo rafforzamento del nord. La divergenza assumerebbe tali dimensioni da disgregare ogni possibile legame.

Su questa lunghezza d’onda intersecano una serie di fattori fortemente dirompenti: i tassi d’interesse e andamento del cambio.  Da qui ai prossimi 12 mesi la Germania imporrà un aumento dei tassi d’interesse per varie ragioni. L’Italia dovrà rispondere con un aumento della pressione sul costo di servizio del debito. Se l’economia non sarà in grado di crescere a sufficienza, per far fronte con il gettito derivato all’aumento del costo, si innescheranno molte tensioni. Stimiamo che ogni 50 punti base di aumento dei tassi corrisponda ad un maggior fabbisogno per oneri pari a 2 miliardi di euro. Con la pressione sul bilancio da parte della Commissione Europea e l’obbligo a tendere al pareggio, per l’Italia crescere diventa imperativo.  C’è da chiedersi quale possa essere il contributo alla crescita da parte dei consumi con l’attuale pressione fiscale.

GLOBAL WORLD GDP

GLOBAL WORLD GDP

MARKET MOVER 22.11.2017

MARKET MOVER 22.11.2017

La reazione dei mercati azionari mette a fuoco i livelli tecnici indicati lunedì. L’eur usd ha contenuto le vendite sopra quota 1.1690 come pure i guadagni sotto 1.1775. L’odierno range ripete i livelli di ieri con la possibilità che a seguito della lettura dei dati macro in calendario negli USA possa violare uno dei due estremi indicati.  Un ulteriore spinta alle vendite di euro potrebbero giungere qualora il mercato azionario fosse in grado di spingere le quotazioni oltre i massimi di ieri. Per il FTSE MIB, probabilmente in questa fase l’indice più esposto all’attenzione dei mercati, dovrà dimostrare di recuperare oltre quota 22500 per riattivare una condizione di positività. Ieri Le negoziazioni si sono avvicinate al livello subendo le prese di beneficio di small trader. I valori hanno chiuso sotto il livello da noi indicato a 22350/75.

Lo spread sovrano BTP Bund è ritornato a flettere sotto 143 e questa è una nuona notizia per il decennale Italia e la percezione del rischio. I nostri target, indicati nell’Outlook mensile WB Perspectives©,   per la verità estremamente ambiziosi se rapportati all’attuale momentum dell’Italia,  rimangono attivi. Per cui riteniamo che il 10 anni possa scendere ulteriormente portando benefici al secondario.

Il Brent dopo una pausa di consolidamento sta cercando di riattivare il rialzo: segnali nuovamente positivi emergono dal break-up con chiusure di area 63 usd/bar.

L’oro continua invece a subire l’aumento dell’offerta in prossimità delle aree tecniche indicate nel report mensile.

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MARKET MOVER 16.11.2017

BTP ITALIA – Si tiene nella mattinata di oggi, a partire dalle 9, l’offerta agli investitori istituzionali del nuovo Btp Italia novembre 2023. Ieri intanto si è chiusa la fase d’offerta al pubblico retail, con richieste complessive, in tre giorni, per 3,76 miliardi di euro: 2,186 miliardi in primo giorno, 1,139 il secondo e appena 432 milioni ieri.

CONCAMBIO – Il Tesoro ha annunciato ieri sera a mercati chiusi una nuova operazione di concambio in titoli di Stato, che si terrà domani. In offerta ci saranno fino a 2 miliardi del Btp febbraio 2033 cedola 5,75%, a fronte del ritiro di quattro Btp con scadenze sul 2018 e il 2019 e dell’indicizzato settembre 2019. Si tratta della quinta operazione di questo tipo condotta da inizio 2017, dopo quella svoltasi lo scorso 4 ottobre.

PRIMARIO – Dopo l’Italia, che ha archiviato la regolare tornata d’aste di metà mese con le riaperture per gli specialisti di martedì, e la Germania, che fra martedì e mercoledì ha collocato il nuovo Schatz e una riapertura del benchmark sul Bund decennale, sul primario saranno attive oggi Francia e Spagna. Parigi offre fra i 4 e i 5 miliardi di euro di Oat nominali con scadenza 2020, 2023, 2025, oltre a 1,5-2 miliardi su tre indicizzati. Madrid mette sul piatto fra i 4 e i 5 miliardi di euro dei titoli 2021, 2022, 2027 e del 50 anni 2066. Ieri intanto la Grecia ha annunciato un’offerta di swap su titoli di Stato (che si concluderà il 28 novembre), rivolta ai possessori di 20 vecchie obbligazioni in circolazione (per circa 30 miliardi), da scambiare con cinque titoli di nuova emissione sulle scadenze 5, 10, 15, 17 e 25 anni.

BTP – L’obbligazionario italiano riparte stamane da un rendimento decennale di 1,82% e da uno spread su Bund di 145 punti base. I Btp vengono dalla chiusura mista di ieri, che ha visto comunque qualche vendita prevalere sulle scadenze più lunghe della curva italiana (in vista della riapertura oggi del 50 anni spagnolo) e il differenziale su Germania allargare leggermente.

DATI MACRO – Tra i dati macro in agenda il focus va ai numeri finali sui prezzi al consumo della zona euro di ottobre, che dovrebbero confermare il quadro di un’inflazione ancora incapace di avvicinarsi stabilmente al target Bce del 2%. Le previsioni sono per una lettura in linea con l’1,4% tendenziale indicato dal preliminare dello scorso 31 ottobre, un dato inferiore alle attese che segnava un rallentamento rispetto all’1,5% del mese precedente. Numerosi i dati Usa del pomeriggio: per rimanere in tema di inflazione — centrale anche sul fronte Fed — si guarderà a prezzi import e prezzi export di ottobre (attesi entrambi in crescita dello 0,4% su mese, meno che in settembre); tra gli altri dati quelli su produzione industriale e manifatturiera, sempre di ottobre, previste rispettivamente in aumento dello 0,5% (da +0,3% in settembre) e dello 0,6% (da 0,1%).

TASSI FED – Anche il presidente della Fed di Boston Rosengren si schiera esplicitamente a favore di un rialzo dei tassi Usa a dicembre. Intervenendo ieri sera a un convegno, l’esponente della Fed — che tuttavia non avrà diritto di voto nelle decisioni di politica monetaria fino al 2019 — ha spiegato che con una disoccupazione in discesa, una sostenuta crescita economica e un’inflazione sotto il target solo per “fattori temporanei”, la banca centrale deve “continuare a rimuovere gradualmente l’accomodamento (…), il che è coerente con le aspettative di mercato di un altro rialzo a dicembre”.

BCE – Atteso l’intervento a diversi eventi di esponenti della Bce, fra cui Praet. Il capo economista e membro del board di Francoforte ha dichiarato ieri che, con la graduale riduzione degli acquisti di bond, la Banca centrale europea si affiderà in maniera crescente alla ‘forward guidance’, le linee guida sul futuro andamento dei tassi d’interesse fissate dall’istituto centrale nell’ambito della propria politica monetaria.

DI MAIO SU TASSE – In due interviste a Repubblica e La Stampa da Washington, dove si è recato per una serie di incontri politici, il candidato premier del M5s Luigi Di Maio propone per l’Italia una ricetta economica sull’esempio si quella che sta cercando di portare avanti il presidente Usa Trump. Di Maio propone un abbassamento delle tasse alle imprese da finanziarie in deficit.

GREGGIO – Prezzi petroliferi in lieve salita questa mattina. I tagli dell’output in corso, da parte dell’Opec e di altri Paesi, continuano a dare sostegno alle quotazioni, nonostante l’aumento di produzione e scorte negli Usa freni il potenziale di risalita. La produzione Usa ha raggiunto infatti il record di 9,65 milioni di barili giornalieri, mentre le scorte nel Paese sono aumentate per la seconda settimana consecutiva. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 62,04 dollari il barile (+0,17%), il Nymex a 55,38 dollari (+0,05%).

FOREX – Dollaro sulla difensiva, frenato da un mix di fattori quali i dubbi sulle prospettive della riforma fiscale Usa e la discesa dell’azionario, che controbilanciano il lieve rafforzamento mostrato degli ultimi dati sull’inflazione sottostante nel Paese. L’euro/dollaro tratta a 1,1789/92 da 1,1791 dell’ultima chiusura; il cambio è in apprezzamento complessivo di circa l’1% in questa settimana, anche se sotto il massimo da oltre un mese visto ieri 1,1862. Dollaro/yen a 113,03/06 da 112,86, dopo un calo ieri fino a 112,47. Euro/yen a 133,26/30 da 133,08.

TREASURIES – Governativi Usa in flessione nelle contrattazioni della mattinata. Nella seduta di ieri il tratto 2-10 anni della curva dei rendimenti Usa è risultato il più piatto da 10 anni, con un differenziale a 63 pb, il più basso dal novembre 2007, in attesa di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed. Il benchmark decennale Usa scende stamane di 4/32, rendimento a 2,347%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, commercio estero e prezzi all’import settembre (10,00).

FRANCIA
Tasso disoccupazione trim3 (7,30).

GRAN BRETAGNA
Vendite al dettaglio ottobre (10,30) – attesa 0,1% m/m; -0,6% a/a.

ZONA EURO
Inflazione finale ottobre (11,00) – attesa 0,1% m/m; 1,4% a/a.

USA
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 235.000.
Prezzi import ottobre (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Prezzi export ottobre (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Indice Fed Filadelfia novembre (14,30) – attesa 25,0.
Produzione industriale ottobre (15,15) – attesa 0,5% m/m.
Utilizzo capacità produttiva ottobre (15,15) – attesa 76,3%.
Produzione manifatturiera ottobre (15,15) – attesa 0,6% m/m.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, offre Btp Italia novembre 2023 a investitori istituzionali.

EUROPA
Francia, Tesoro offre 4-5 miliardi euro Oat 25/4/2020 cedola 3,50%, Oat 25/3/2023 cedola 0%, Oat 25/5/2025 cedola 0,50%; 1,5-2 miliardi euro Oatei 1/3/2021, Oatei 25/7/2024, Oatei 25/7/2047.
Gran Bretagna, Tesoro offre 2,5 miliardi di sterline Gilt 2027, cedola 1,25%.
Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi euro titoli di Stato 31/1/2021 cedola 0,05% (3 anni), 31/10/2022 cedola 0,45% (5 anni); 31/10/2027 cedola 1,45% (10 anni) e 30/7/2066 cedola 3,45% (50 anni).

USA
Washington, Tesoro offre 11 miliardi di dollari titoli di Stato a 10 anni, scadenza 15/7/2027.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia, “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia (trimestrale)” a ottobre 2017.

EUROPA
Zona euro, consigliere Bce Mersch interviene a ventesima Euro Finance Week a Francoforte (9,45).
Zona euro, intervento consigliere Bce Praet a Bruxelles(12,00).
Zona euro, Constancio (Bce) partecipa a conferenza organizzata da banca centrale canadese a Ottawa (21,00).
Gran Bretagna, intervento Carney a Liverpool.

USA
Washington, intervento presidente Fed Cleveland Mester (15,10).
Ann Arbor, intervento consigliere board Fed Brainard (21,45).
Houston, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,10).
S. Francisco, intervento presidente Fed S. Francisco Williams (21,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Lodi, Gentiloni a inaugurazione polo produttivo Icr (9,45).
Roma, Senato, aula, Dl Fisco, replica governo, presentazione maxiemendamento e fiducia (9,30).
Roma, a Commissione Banche della Camera audizione Procuratore Capo di Siena Vitello (10,30).
Roma, convegno Fasi in occasione dei suoi 40 anni “L’impresa del Welfare nell’Italia 4.0: il valore della salute” con Boccia (18,00).
Roma, Gentiloni interviene a presentazione romanzo Veltroni (18,00).
Milano, convegno Abi “Finanziare la riqualificazione energetica degli edifici in Italia, Croazia e Slovenia” con Sabatini, Mallone del Mise, Canevari e Bullier della Commissione europea, Vivaldi di Mps, Villa di Banco Bpm (dalle 9,00).
Salerno, assemblea pubblica di Confindustria con Boccia (11,00).

EUROPA
Berlino, intervento commissario Ue a budget Oettinger (11,00).
Goteborg (Svezia), Gentiloni arriva per partecipare a Summit sociale insieme a capi di Stato e governo Ue.
Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto Europa ottobre.

MARKET MOVER 14.11.2017

L’euro ritorna a verificare la parte alta del range che delimita la tendenza riflessiva avviata a settembre. All’interno dell’area 1.1725/45 transitano alcune significative resistenze che potrebbero opporsi al movimento reattivo dei prezzi che non appare ancora sostenuto da forze significative.  Tuutavia è bene monitorare il campo d’azione per cogliere eventuali segnali. Il punto sotto cui le tensioni si tradurrebbero in una nuova spinta al ribasso del cambio si colloca a 1.1645 ed 1.16.

L’euro preme su resistenze significative anche contro le monete scandinave. 9,55 eur nok e 9.76 eur sek costituiscono valori di picco oltre il quale l’euro ritornerebbe a rafforzarsi accantonando le spinte riflessive dei giorni precedenti. I punti di sostegno transitano rispettivamente a 9.44 e  9.74.

L’eur gbp ha chiuso ieri la sessione oltre la soglia di resistenza .8870 senza comunque fissare un nuovo massimo crescente. Come riporta Reuters oggi e domani il Parlamento britannico entra nel vivo della discussione sui punti che qualificano il protocollo sulla Brexit con una fronda verso la premier May.  0,8975 costituisce il punto sopra cui la sterlina ritorna ad indebolirsi nuovamente sull’euro, mentre .8870 rappresenta la base dell’attuale spinta reattiva.

Nell’odierna giornata il FTSE Mib dovrà difendere area 22400/300 per evitare di tradurre la correzione degli ultimi giorni in un movimento più significativo. Comunque area 22000 continua a rappresentare il sostegno più importante in quanto riteniamo che sotto tale livello siano presenti molti ordini di protezione di posizioni lunghe.

BTP ITALIA – Riprende stamane l’offerta del nuovo Btp Italia novembre 2023 agli investitori retail, dopo che ieri, al termine della prima giornata, le richieste hanno raggiunto i 2,186 miliardi . L’offerta al retail prosegue domani, salvo chiusura anticipata, mentre quella agli investitori istituzionali si terrà nella mattinata di giovedì. Intanto il Tesoro ha reso noto che il Btp Italia 12 novembre 2017, appena rimborsato per l’importo residuo di 18,1 miliardi, ha garantito un rendimento a scadenza del 2,87%.

MERCATO PRIMARIO – Il Tesoro tedesco lancia il nuovo Schatz dicembre 2019, la cui cedola è stata fissata a quota zero, per un importo indicativo di 5 miliardi di euro. Sul breve è invece attiva la Spagna, con un’offerta fino a 6,5 miliardi sulle scadenze 6 e 12 mesi. Nel pomeriggio il Tesoro italiano riapre invece i Btp collocati ieri in asta: l’offerta aggiuntiva è di 300 milioni per il 3 anni, 375 per il 7 anni e 225 per il 15 anni. Al netto di tali riaperture e del collocamento del nuovo Btp Italia, il Tesoro ha già coperto oltre l’88% delle esigenze di rifinanziamento previste per quest’anno.

BTP – I Btp ripartono stamane da un rendimento decennale di 1,83% e da uno spread su Bund di 142 pb dopo la chiusura in rialzo, sebbene modesto, dell’ultima seduta. Lo spread resta sopra il minimo da un anno di 136 visto la settimana scorsa, ma il secondario italiano conserva comunque un tono nel complesso positivo, senza risentire del consistente fattore offerta di questa settimana. Archiviate le asta italiane, tra oggi e giovedì arriveranno sul mercato primario della zona euro fino ad altri 20 miliardi di carta a medio lungo (indicizzati compresi) da Germania, Spagna (tra cui la riapertura del 50 anni) e Francia. Ma come segnala un operatore, con l’avvicinarsi della fine dell’anno l’offerta andrà sempre più a ridursi, fornendo un ulteriore elemento di sostegno al mercato.

PIL ITALIA – È attesa una lieve accelerazione dell’economia italiana nel terzo trimestre, di cui Istat diffonde la stima preliminare. Un sondaggio Reuters indica infatti una crescita dello 0,4% congiunturale, contro lo 0,3% del secondo; su base annua le previsioni danno un rafforzamento a +1,7% dal precedente 1,5%. Nonostante la frenata di settembre, sull’intero terzo trimestre la produzione industriale italiana ha segnato un incremento dell’1,5%, che gli economisti vedono compatibile con un’espansione del Pil fino a mezzo punto percentuale sui tre mesi. Il governo prevede attualmente una crescita complessiva nel 2017 dell’1,5%, stima condivisa anche dalla Commissione Ue: si tratterebbe del dato migliore dal 2010.

DATI EUROPA – I preliminari sul Pil del terzo trimestre sono in agenda anche da Germania, Portogallo e zona euro nel suo insieme, con un’attesa, per il dato tedesco, di una crescita stabile a +0,6% congiunturale. Sempre dalla Germania è in arrivo lo Zew di novembre, previsto in risalita a 20,0 punti dai 17,6 del mese precedente . Tra i numeri della giornata anche quelli finali sui prezzi al consumo di Italia, Germania e Spagna, che nel complesso dovrebbero confermare un quadro d’inflazione, come già emerso dalle stime flash, ancora non allineato al target Bce del 2%.

BANCHE CENTRALI – Concentrazione praticamente unica di banchieri centrali oggi al convegno organizzato dalla Bce sul tema della comunicazione delle banche centrali. A Francoforte saranno presenti contemporaneamente il numero uno della Bce Draghi, della Fed Yellen, della Banca del Giappone Kuroda e della Bank of England Carney.

DATI CINA – Arrivati nelle primissime ore del giorno diversi dati di rilievo dall’economia cinese, su produzione industriale e vendite al dettaglio di ottobre e sugli investimenti urbani nei primi 10 mesi dell’anno. La crescita della produzione ha evidenziato un rallentamento a +6,2% su anno da +6,6% del mese precedente e contro stime per 6,3%; anche per le vendite al dettaglio l’incremento è stato leggermente inferiore a quello atteso: 10,0% su anno contro stime per 10,4% dal 10,3% di settembre.

GREGGIO – Le prospettive di un ulteriore rialzo della produzione petrolifera Usa sta compromettendo gli effetti dell’attuale riduzione alla produzione decisa dall’Opec finalizzata a ridurre l’offerta sul mercato. Attorno alle 7,30 italiane il future sul Brent scambia a 62,96 dollari al barile con un calo di 20 centesimi, mentre il derivato sul greggio Usa sul Nymex quota 56,62 dollari cedendo 14 centesimi.

FOREX – In attesa del dibattito sulla Brexit in seno al governo britannico, oggi e domani a Londra, la sterlina appare poco variata dopo la scivolata vista ieri sulle turbolenze politiche relative alla premier britannica Theresa May e alla sua leadership fra i Tories, con 40 parlamentari della formazione di governo pronti a firmare una lettera di sfiducia nei confronti della leader. Attorno alle 7,30 l’euro vale 1,1669/71 dollari dopo aver chiuso ieri a 1,1665; e 132,61/64 yen da 132,56 della chiusura di ieri. Il dollaro/yen a 113,64/66 da 113,61. La sterlina vale 1,3113/15 dollari da 1,3114 della chiusura precedente, e 0,8899/900 sterline per euro da 0,8894. In apertura di sessione europea l’eur usd si spinge a collaudare la resistenza 1.1690 che si contrappone all’altro più significativo livello in transito in area 1.1735/45. Primi livelli di sostegno infraday sono presenti in area 11645, mentre il punto da violare per la ripresa del movimento riflessivo dell’euro si colloca sotto 1.16.

TREASURIES – Appiattimento della curva dei rendimenti ieri sulla piazza Usa, con il rendimento del 2 anni che ha toccato nella notte il massimo dei 9 anni a 1,691%, e stamane quota 1,687% , i massimi livelli della contrattazione di ieri. Il benchmark decennale Usa vede un rendimento in lieve rialzo a 2,404% da 2,400%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, stima preliminare Pil trim3 (10,00) – attesa 0,4% t/t; 1,7% a/a.
Istat, prezzi al consumo finali ottobre (11,00) – attesa dato Nic -0,2% m/m; 1,0% a/a; dato Ipca 0,0% m/m; 1,1% a/a.

GERMANIA
Stima flash Pil trim3 (8,00) – attesa 0,6% t/t; 2,3% a/a.
Prezzi al consumo finali ottobre (8,00) – attesa dato nazionale 0,0% m/m; 1,6% a/a; dato armonizzato -0,1% m/m; 1,5% a/a.
Indice Zew novembre (11,00) – attesa 20,0.

GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo ottobre (10,30) – attesa 0,2% m/m; 3,1% a/a.
Prezzi al dettaglio ottobre (10,30) – attesa 0,2% m/m; 4,1% a/a.
Prezzi alla produzione ottobre (10,30) – attesa 0,3% m/m; 2,9% a/a.

PORTOGALLO
Stima Pil trim3 – attesa 0,6% t/t.

SPAGNA
Prezzi al consumo finali ottobre (9,00) – attesa dato nazionale 0,9% m/m; 1,6% a/a; dato armonizzato 0,6% m/m; 1,7% a/a.

ZONA EURO
Stima flash Pil trim3 (11,00) – attesa 0,6% t/t; 2,5% a/a.
Produzione industriale settembre (11,00) – attesa -0,6% m/m; 3,2% a/a.

USA
Prezzi alla produzione ottobre (14,30) – attesa 0,1% m/m; 2,4% a/a.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, continua offerta Btp Italia novembre 2023 a pubblico retail; termina il 15 novembre (salvo chiusura anticipata).

EUROPA
Germania, Tesoro offre 5 miliardi Schatz a 2 anni, scadenza 13/12/2017.
Olanda, Tesoro offre titoli di Stato.
Spagna, Tesoro offre 5,5-6,5 miliardi titoli di Stato a 6 e a 12 mesi.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Convegno Bce su comunicazione banche centrali a Francoforte; partecipano Draghi (Bce) (11,00), Yellen (Fed), Kuroda (Banca del Giappone), Carney (Bank of England), Evans (Fed Chicago).
Zona euro, intervento consigliere Bce Coeuré a Bruxelles (17,00).
Zona euro, intervento consigliere Bce Lautenschlaeger a Francoforte (10,00).

USA
Louisville, intervento Fed St. Louis Bullard (14,15).
Montgomery, intervento Fed St. Atlanta Bostic (19,05).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, forum “la sanità di oggi, la salute di domani” con Baretta, Bonaccini; atteso intervento Lorenzin (dalle 9,30).
Roma, a Commissione Banche della Camera audizione Baggio e Civardi (10,30).
Roma, a Commissione Ambiente congiunta Trasporti della Camera audizione Del Fante di Poste (12,00).
Roma, Gentiloni riceve premier bulgaro Boyko Borissov (13,30).
Milano, “2nd Annual Investors’ Conference on Italian & European NPLs” (dalle 8,30). Tra i partecipanti Nava della Commissione Europea, presidente Comitato Esecutivo European Banking Federation Sabatini, De Vincenzo di Banca d’Italia, Savarese di Montepaschi, Kerr di Dbrs, presidente Questio Penati, DG UniCredit Brena, Viola di Intesa, Safi di Pimko, Martelli di S&P, Ceo Cerved Credit Management Mignatelli, Ceo Algebris Italia Massimilia, Anselmi di Banca Carige, DG S&P Wheeler, Tumeo di Credito Valtellinese, Resta di Pop. Bari, Zaman di Dbrs, Lombardo di Credito Fondiario (16,10).
Campili (Teramo), evento di inaugurazione dei cantieri Open Fiber, con AD Pompei, presidente Bassanini, Gentiloni (9,30).
Rozzano (Milano), Humanitas University inaugura nuovo Campus in occasione cerimonia di apertura anno accademico 2017/2018, con Mattarella, Calenda, Boschi, Maroni, Sala (10,30).

EUROPA
Bruxelles, riunione Consiglio Affari Esteri.
Londra, inizia missione di Padoan per incontrare comunità finanziaria; termina il 15 novembre.

ASIA
Manila, presidente filippino Duterte riceve Trump.

MARKET MOVER 13.11.2017

Buon Giorno di seguito pubblichiamo I MARKET MOVER DI OGGI, le notizie  possono influenzare i mercati. Continua a leggere