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IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Seminario organizzato grazie alla collaborazione di

AITI  WB ADVISORS e  ARPER 

Bisogna muovere da una gestione del rischio orientata a rispondere alle sole emergenze, verso una gestione orientata alla elasticità al rischio, ovvero ad una maggiore reattività e adattabilità delle strutture al cambiamento dei contesti, anche in situazioni non di emergenza diretta

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Il documento World Economic Forum’s Global Risk  propone alcune riflessioni, valide anche a livello aziendale:

Ai principali rischi globali evidenziati nel passato si aggiungono rischi emergenti:
I decision maker  devono affrontare la  complessità e la velocità dei cambiamenti, in un mondo fortemente interdipendente.

Fattori comuni a tutti i rischi evidenziati nel rapporto sono velocità e interconnessione; pertanto la principale sfida è il governo della complessità. Quanto più complessi sono i sistemi, tanto più grande è il rischio da governare ma, parimenti, tanto maggiore è il potenziale per cogliere opportunità anche nel business.

Strumenti di comunicazione che agevolino la condivisione delle informazioni e meccanismi collaborativi decisionali diventano fattori critici di successo per la gestione delle complessità nella gerarchia aziendale.

I. RISK ASSESSMENT DI BUSINESS

  Analisi di scenario e contesto competitivo
Mappatura dei rischi di business finalizzato agli andamenti di mercato
Definizione di un modello di Governance organizzativo
Identificazione dei presidi e delle deleghe operative

 

II. RISK ASSESSMENT OPERATIVO

  Posizionamento competitivo del listino cambi
Costruzione del budget e mappatura  dei rischi e delle opportunità
Valutazione quantitativa dei rischi
Analisi  worst/ best case scenario

 

III. RISK MANAGEMENT

  Piano finalizzato al controllo ed alla gestione del rischio di cambio
Gestione Dinamica versus Gestione Statica: le ragioni di una scelata
Gestione ex-ante ed ex-post dei rischi
Strumenti operativi: identificazione degli strumenti di copertura e mitigazione del rischio

 

IV. RISK MANAGEMENT REPORT

  Definizione del piano di RM e presentazione al CDA

 

L’ENTERPRISE RISK MANAGEMENT  E’ IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE,  MISURAZIONE, CONTROLLO E GESTIONE DEL RISCHIO
L’ATTIVITA’ DI RISK MANAGEMENT E’ PARTE INDISPENSABILE DEL SISTEMA DI GESTIONE E COMPONENTE INTEGRALE DEL PROCESSO DECISIONALE DELL’AZIENDA.

L’ incontro avrà luogo mercoledì, 27 giugno 2018 a Monastier di Treviso presso la sede di ARPER, in via Lombardia, 19 La partecipazione è gratuita e le adesioni dovranno essere effettuate online al seguente link

MARKET MOVER 8 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 8 GIUGNO 2018

Buongiorno,

Le esportazioni tedesche continuano a diminuire nel mese di aprile.Il dato -0.3% risulta inferiore alle attese -0.2%, mentre aumentano le importazioni +2,2% contro un’attesa dello 0,6% ed in netto rialzo rispetto al dato precedente -0.2%.  In netto calo la produzione industriale -1%, il mese precedente era cresciuta dell’1%. Si contrae marginalmente il surplus della bilancia commerciale.

08:00   EUR Esportazioni tedesche (Mensile) (Apr) -0,3% -0,2% 1,8%
08:00   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore importazioni tedesche (Mensile) (Apr) 2,2% 0,6% -0,2%
08:00   EUR Produzione industriale tedesca (Mensile) (Apr) -1,0% 0,3% 1,0%
08:00   EUR Saldo della bilancia commerciale tedesca (Apr) 19,4B 21,0B 21,6B

L’eur usd reagisce con una leggera flessione dopo aver testato nella giornata di ieri il nostro livello target (minimale) relativo alla reazione innescata dall’euro dopo il bottom a 1.15.
E’ probabile che la correzione spinga i prezzi verso 1.1750/35 senza peraltro modificare, sopra tali livelli, la struttura reattiva del cross eur usd.
Riteniamo che il range odierno si misuri all’interno della fascia 1.1850-1.1735 con acquisti di euro che potrebbero emergere al test della base tecnica. Ricordiamo che il mercato si allineerà con molta probabilità verso la parte alta degli obbiettivi segnalati a 1.1950/1.205 per il prossimo meeting della BCE, quando il Board discuterà della fine del QE.

Nel frattempo i mercati azionari europei vivono il riflesso di una velata debolezza che fa perno sul Dax di Francoforte.  Il punto odierno su cui si contra la nostra attenzione transita in area 12700,
21500 per il FTSE Mib, 3450 per Eurostoxx 50.  La tenuta dei rispettivi livelli consente al mercato di rimanere fiducioso su una potenziale reazione positiva dei prezzi benchè la giornata parta in debolezza. Anche dal NYSE potrebbero giungere segnali di prese di beneficio. In questo caso il punto da osservare per un primo controllo tattico del rischio, quota attorno a 2740-30.

Per quanto riguarda il comparto delle commodity rileviamo l’impostazione molto positiva del rame. Ciò depone a favore di un segnale riflesso positivo sulle aspettative intrinseche sul ciclo economico globale. Il Brent dopo le prese di beneficio torna a reagire e puntare verso area 78 usd/bar dove si colloca il primo ostacolo che si contrappone ad una ripresa più sensibile del rialzo ed al proseguimento del rally verso i nostri target finali.

Il rialzo dello spread e del 10 anni Italia ritorna a preoccupare parzialmente i mercati. Seguiremo gli sviluppi per cogliere eventuali opportunità all’esaustione della controllata tensione in atto.

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

G7 – Conte debutta sulla scena internazionale al summit che si tiene oggi e domani in Canada. Al di là dei primi faccia a faccia del nuovo premier italiano con gli altri leader, il vertice ruoterà sul tema della politica commerciale protezionista degli Stati Uniti, che hanno esteso i dazi su alluminio e acciaio anche all’Unione europea. Secondo quanto dichiarato da Macron, gli altri sei membri del G7 tenteranno nei due giorni di riunioni di convincere Trump a modificare le sue politiche; l’obiettivo, ha detto il presidente francese, è arrivare a un testo condiviso dai sette membri, ma non al costo di sacrificare le esigenze dei partner degli Usa.

 

BTP – Restano sotto pressione i Btp che anche nell’ultima seduta hanno chiuso al ribasso, sui minimi di giornata, senza riuscire a mantenere i guadagni iniziali. Lo spread su Bund a 10 anni è risalito sopra i 250 punti base mentre il tasso decennale rivede la soglia del 3% per la prima volta da una settimana. È sempre l’incertezza politica a mantenere il secondario italiano in una condizione di vulnerabilità e volatilità. Sotto la lente degli investitori, i costi significativi delle misure contenute nel programma di governo Lega-M5S e le conseguenti ripercussioni sui conti pubblici. In tale contesto, si è inoltre inserito in questi giorni un tema più generale legato alla graduale normalizzazione della politica monetaria della Bce, dopo le dichiarazioni del capo economista Praet che, nonostante il rallentamento economico in atto, sembrano confermare la prospettiva di una chiusura definitiva del Qe entro fine anno.

 

ANNUNCI ASTE – Gli operatori iniziano a ragionare sulle aste italiane della prossima settimana, che si terranno in condizioni di mercato verosimilmente ancora complicate, simili a quelle dei collocamenti di fine maggio. L’interrogativo principale verte sull’entità dell’offerta a medio lungo, che verrà annunciata in serata a mercati chiusi. UniCredit prevede un’emissione fino a 6,75 miliardi di Btp sulle scadenze 3, 7 e 30 anni, mentre Intesa Sanpaolo indica un importo totale fino a 4 miliardi di Btp 3 e 7 anni e nessuna proposta sull’extra lungo. Altri operatori ipotizzano un’offerta sull’extra lungo limitata al segmento 15 anni, oppure suddivisa su due diverse scadenze. Intanto via XX Settembre ha già annunciato che nell’asta di Bot a 12 mesi di martedì 12 verranno offerti titoli per 6 miliardi, contro i 6,5 in scadenza.

 

POLITICA INTERNA – Tra gli elementi di natura politica che hanno inciso sull’andamento dell’obbligazionario italiano rientra la richiesta del senatore leghista Bagnai di bloccare la riforma delle banche di credito cooperativo fino a quando, sostiene, le regole europee continueranno a ignorare i fattori di rischio accumulati dagli istituti di minori dimensioni in Germania. La proposta arriva dopo che lo stesso Conte ha annunciato modifiche alla disciplina riguardante Bcc e banche popolari. Sempre in tema dei primi provvedimenti del nuovo governo, Di Maio afferma che anche i lavoratori non coperti da contratto collettivo devono aver diritto a un salario minimo.

 

SCHOLZ SU ITALIA – Nel corso di una trasmissione tv nella tarda serata di ieri, il ministro delle Finanze tedesco ha speso parole rassicuranti sull’Italia e sul nuovo governo. Quest’ultimo deve affrontare difficoltà importanti, compreso il debito elevato, ma Scholz resta ottimista sull’atteggiamento pro-Ue della maggior parte degli italiani. Scholz ha inoltre detto di non attendersi un default di Roma né una sua uscita dalla zona euro.

 

PRODUZIONE GERMANIA E FRANCIA – Sul fronte macro, il focus di giornata è sui dati di aprile sulla produzione industriale di Germania e Francia, in un momento in cui gli operatori tentano di capire quanto ampio ed esteso sia il rallentamento in atto nella congiuntura economica europea, che la Bce ha legato anche a fattori temporanei e che finora non ha giudicato fonte di preoccupazione. Per la Germania è atteso un rallentamento della produzione a +0,3% su mese da +1,0% di marzo, mentre per la Francia le stime indicano un rimbalzo dello 0,3% dopo il -0,4% del mese precedente.

 

BILANCIA COMMERCIALE CINA – Crescita superiore alle previsioni per l’export cinese, che in maggio ha segnato +12,6% su anno da +12,7% di aprile, mentre la mediana delle attese degli economisti suggeriva un aumento di 10%. Le importazioni hanno a loro volta segnato una crescita di 26% su anno da 21,5% del mese precedente, a fronte di previsioni per un aumento di 18,7%. Il surplus commerciale si è quindi ridotto a 24,58 miliardi di dollari da 28,38 miliardi di aprile, mentre le attese suggerivano un aumento a 31,9 miliardi di dollari.

 

PIL GIAPPONE – La seconda lettura del Pil ha confermato che l’economia giapponese si è contratta al ritmo annualizzato di 0,6% nel primo trimestre, deludendo le attese per una revisione migliorativa a -0,4%. Su base trimestrale, il Pil è sceso di 0,2% in termini reali, anche in questo caso confermando la lettura preliminare e deludendo le attese di una revisione al rialzo a -0,1%.

 

GREGGIO – L’aumento della produzione Usa pesa sui prezzi del greggio, anche se il calo è limitato dalla riduzione dell’offerta dal Venezuela e dal contenimento della produzione concertato in sede Opec. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 77,09 dollari il barile (-23 centesimi), il Nymex a 65,83 dollari (-11 centesimi).

 

FOREX – Il dollaro viaggia ai minimi da tre settimane sulle principali controparti valutarie, in parallelo alla brusca discesa dei rendimenti dei governativi Usa, mentre prosegue il recupero dell’euro, sostenuto dalla prospettiva di una chiusura del Qe entro l’anno. L’indice del dollaro è poco mosso a 93,429 da 93,397 della precedente chiusura, non distante dal minimo da tre settimane segnato ieri a 93,213. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1803 da 1,1797 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 109,70 da 109,69; euro/yen a 129,50 da 129,41.

 

TREASURIES – Chiusura positiva per l’obbligazionario Usa, in un contesto che premia gli asset rifugio in un clima di tensione tra gli Stati Uniti e i principali partner commerciali, che si confronteranno al G7. Il rendimento del benchmark decennale Usa ha archiviato la seduta a 2,9278% da 2,9748%.

 

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Produzione industriale aprile (8,45) – attesa 0,3% m/m.

 

GERMANIA

Produzione industriale aprile (8,00) – attesa 0,3% m/m.

Bilancia commerciale aprile (8,00) – attesa 21,0 miliardi.

 

GRECIA

Prezzi consumo maggio (11,00).

Produzione industriale aprile (11,00).

 

PORTOGALLO

Bilancia commerciale aprile (12,00).

 

USA

Revisione scorte aprile (16,00) – attesa 0 m/m.

Vendite ingrosso aprile (16,00) – attesa 0,3% m/m.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro annuncia tipologia e quantitativi Btp in asta il 13 giugno.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Milano, governatore Ignazio Visco presenta iniziativa “Incontri con la Banca d’Italia” (15,30).

 

EUROPA

Zona euro, intervento Mersch (Bce) a Parigi (9,15).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Parma, termina XXIV Congresso Acri (9,00), intervengono presidente Abi Patuelli, DG Banca Italia S. Rossi; conclusioni presidente Acri e Fondazione Cariplo Guzzetti.

 

EUROPA

Bruxelles, conferenza stampa Segretario Generale Nato Stoltenberg al termine della riunione su difesa (11,15).

Vienna, Aiea termina riunione consiglio governatori.

Efsf, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Esm, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Estonia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Germania, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

Islanda, Fitch e S&P si pronunciano su rating sovrano.

Lettonia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

Polonia, Dbrs e Fitch pronunciano su rating sovrano.

 

CANADA

Charlevoix, inizia vertice G7; termina il 9 giugno; partecipa Conte.

Quebec City, incontro bilaterale presidente Commissione Eu Juncker e presidente Consiglio europeo Tusk con Conte (14,30).

Quebec City, conferenza stampa Juncker e Tusk prima del vertice G7 (16,00).

 

ASIA

Pechino, Putin in visita.

MARKET MOVER 5 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 5 GIUGNO 2018

WB ANALYTICS: EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD

Buongiorno,

Le tensioni generate da spread e vendite sui titoli bancari sono state velocemente archiviate.  I valori stanno rientrando verso range di apparente normalità.  Lo Standard & Poor ha superato una settimana di test e verifiche sulla tenuta del recupero verso i massimi dell’anno. La prossima tappa, segnalata nel rapporto mensile di maggio prevista in area 2800/830 appare alla portata di mano.  Nel rapporto di giugno in fase di eleborazione alzeremo i livelli di controllo del rischio e confermeremo con molta probabilità i target di medio termine.

Il Vix, l’indice di volatilità al Nyse, è rientrato secondo le nostre attese.

WB ANALYTICS: S&P 500

WB ANALYTICS: S&P 500

Anche i rendimenti sul tratto lungo della curva hanno accantonato per il momento la violazione di 3.15/25 (10 y USA), mentre quelli europei tentano una reazione dopo la flessione seguita all’innalzamento dello spread verso l’Italia. Il 10 anni Germania sta cercando un equilibrio, ma risulta evidente la presenza di un movimento di progressivo fly to quality in ambito europeo.

Qualche tensione sugli spread per la verità rimane attiva. Quello spagnolo è tornato a salire dopo al crsi di governo conclusa con l’elezione del socialista Pedro Sanchez.

 

 

 

WB ANALYTICS: SPREAD FR (BLU) - IT (VERDE) - ES (ARANCIONE) VERSO DE 10 Y

WB ANALYTICS: SPREAD FR (BLU) – IT (VERDE) – ES (ARANCIONE) VERSO DE 10 Y

Il quadro relativamente positivo è confermato al momento dalla contenuta ripresa dell’eur usd. Il cambio sta costruendo una faticosa reazione che nell’ipotesi più ottimistica tenterà di riportare i prezzi tra 1.19 ed 1.20. Per noi sarà l’occasione, come abbiamo già scritto, per rimodulare le strategie di Risk management e quindi riposizionare le coperture in termini di rischio cambio ed impostare nuovi acquisti di dollari.

Nella giornata di ieri abbiamo registrato inoltre un altro passo sulla debolezza dell’euro nei confronti delle monete del nord Europa SEK e NOK.

Su WB Perspectives di giugno stiamo approfondendo come si posizioneranno gli equilibri sull’euro elaborando anche l’ipotesi di uno scenario di ridenominazione della moneta in modo da poter prendere in considerazioni quali possano essere le vie di fuga nel caso in cui aumentasse il rischio di uno scenario di coda.

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

POLITICA ITALIA – Attesa in giornata la fiducia al governo Conte al Senato, la cui votazione dovrebbe iniziare alle 19,30, dopo il discorso programmatico del premier in agenda alle 12. Il via libera dalla Camera dovrebbe arrivare domani nel tardo pomeriggio. Tra i temi cui Giuseppe Conte dovrebbe fare riferimento il superamento del trattato di Dublino nel campo dell’immigrazione, il ruolo centrale dell’Europa e naturalmente la flat tax. Ieri intanto proprio sulla flat tax si è consumato un botta e risposta in seno alla Lega, con l’economista del Carroccio Bagnai che ha detto che il governo la introdurrà nel 2019 sui redditi d’impresa e a partire dal 2020 sulle famiglie e il collega di partito Siri che lo ha corretto spiegando che la novità riguarderà anche le famiglie fin dall’anno prossimo, e che nel 2020 “tutto sarà a regime”. Nella versione definitiva del contratto di governo, Lega e M5s si sono impegnati a introdurre un’imposta con due aliquote fisse al 15% e al 20% “per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie”. Per le famiglie è inoltre prevista una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito familiare.

In un’intervista al Corriere in edicola oggi, Armando Siri invita a non strumentalizzare lo strumento della flat tax e ribadisce che si partirà l’anno prossimo su imprese e famiglie insieme, sottolineando la misura “a regime” avrà un costo di 50 miliardi l’anno.

 

PMI SERVIZI – In arrivo gli indici Pmi servizi e composito di diversi Paesi della zona euro e dell’intero blocco relativi a maggio. Per quanto riguarda l’Italia le attese per l’indice del settore dei servizi vedono una lettura a 53, in rialzo dal 52,6 di aprile. Oltre agli analoghi indicatori di Germania e Francia, tra gli altri, giungerà anche la lettura finale dell’indice dei servizi della zona euro. In questo caso le attese sono per un lieve calo a 53,9 da 54,7 di aprile. Sempre per quanto riguarda il blocco, la lettura finale dell’indice composito è vista a 54,1 da 52,9 di aprile, quando ha toccato il minimo da gennaio 2017.

 

BTP – Nuova seduta di recupero per il secondario, sulla scia degli sviluppi sul fronte politico giudicati dal mercato più rassicuranti rispetto alla prospettiva di un ritorno anticipato alle urne. Al termine della seduta, il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale si è fermato a 216 punti base dai 237 della precedente chiusura. Analogamente, il tasso del decennale di riferimento ha chiuso a 2,57%, in calo rispetto a 2,74% di venerdì sera. Nel pubblicare gli acquisti mensili, la Bce, tramite un portavoce, ha detto che a maggio la quota di acquisti netti da parte dell’istituto centrale nell’ambito del Qe è diminuita per i titoli di Stato italiani come per quelli di altri Paesi come Francia, Austria e Belgio. Intanto Bnp Paribas ha ridotto le posizioni lunghe sull’azionario europeo a causa del rischio politico italiano.

 

PRIMARIO ZONA EURO – In una settimana ricca dal lato offerta che vedrà attive anche Spagna e Francia giovedì prossimo, la Germania metterà a disposizione degli investitori 500 milioni di euro nel Bund indicizzato all’inflazione con scadenza aprile 2030 e 300 milioni nell’indicizzato con scadenza aprile 2046. Sempre in mattinata l’Austria offrirà 1,15 miliardi in titoli di Stato con scadenza nel 2023 e nel 2028. UniCredit stima che l’offerta complessiva della settimana si aggiri sui 16-18 miliardi.

 

ESPONENTI COMMISSIONE UE – A Bruxelles, nel corso di un forum economico, interverranno il presidente della Commissione Ue Juncker, ma anche il vicepresidente dell’esecutivo con delega all’euro Dombrovkis, il commissiario agli Affari economici e monetari Moscovici nonché il presidente dell’Eurogruppo Centeno.

 

DATI CINA – Il settore dei servizi — oltre il 50% dell’intera economia cinese — si mantiene in maggio su un ritmo di espansione identico a quello del mese precedente, con il Pmi elaborato da Caixin stabile a 52,9, lo stesso livello di aprile e in leggero rallentamento rispetto ai primi mesi dell’anno.

 

DATI GIAPPONE – L’indice Pmi sul comparto terziario a cura di Nikkei rallenta in maggio a 51 da 52,5 di aprile, con una debolezza concentrata in particolare sulla voce nuovi ordini, ai minimi da settembre 2016. Quanto invece alla spesa dei consumatori, la dinamica di aprile delude significativamente la mediana delle attese raccolte da Reuters con un calo di 1,6% su mese e 1,3% su anno a fonte di un consensus pari rispettivamente a +0,8% e +0,7%.

 

FOREX – Euro e dollaro entrambi sulle posizioni, il primo in risalita dal minimo degli ultimi dieci mesi messo a segno la settimana scorsa grazie alla stabilizzazione della situazione politica italiana e il biglietto verde ancora sostenuto dagli ottimi numeri sul mercato del lavoro di maggio diffusi venerdì. Il mercato prezza intanto una nuova stretta sui tassi Usa da parte di Federal Reserve già la prossima settimana. Intorno alle 7,45 euro/dollaro 1,1684/87 da 1,1698 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,91/94 da 109,80 ed euro/yen 128,45/49 da 128,45.

 

GREGGIO – Segno positivo per i derivati sul greggio, reduci dalla correzione di ieri, in un mercato che scommette su un calo delle scorte Usa. Sul fronte opposto, la prospettiva che proprio la produzione statunitense sia destinata a ulteriore incremento insieme a quella che l’Opec ponga fine ai tagli dell’offerta. Intorno alle 7,45 il futures Brent luglio risale di 14 centesimi a 75,43 dollari il barile, mentre l’analoga scadenza Nymex guadagna 32 cent a 65,07 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa poco mossi sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento cede 1/32 al rendimento di 2,941%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Pmi servizi maggio (9,45) – attesa 53,0.

 

FRANCIA

Pmi servizi finale maggio (9,50) – attesa 54,3.

Pmi composito finale maggio (9,50) – attesa 54,5.

 

GERMANIA

Pmi servizi finale maggio (9,55) – attesa 52,1.

Pmi composito finale maggio (9,55) – attesa 53,1.

 

GRAN BRETAGNA

Vendite dettaglio maggio (10,30).

Pmi servizi maggio (10,30) – attesa 53,0.

 

SPAGNA

Pmi servizi maggio (9,15) – attesa 56,1.

 

ZONA EURO

Pmi servizi finale maggio (10,00) – attesa 53,9.

Pmi composito finale maggio (10,00) – attesa 54,1.

Vendite dettaglio aprile (11,00) – attesa 0,5% m/m; 1,7% a/a.

 

USA

Pmi servizi Markit finale maggio (15,45).

Pmi composito Markit finale maggio (15,45).

Ism non manifatturiero maggio (16,00) – attesa 57,5.

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Austria, Tesoro offre 1,15 miliardi titoli Stato 2023 e 2028.

Germania, Tesoro offre 500 milioni euro Bund indicizzato inflazione 15/4/2030 e 300 milioni indicizzato 15/4/2046.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica ‘Conti finanziari’ (trimestrale) trim4.

 

EUROPA

Zona euro, banchieri centrali Austria, Repubblica ceca e Svizzera intervengono a conferenza Bratislava (9,30).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, in Senato discorso programmatico premier Conte; segue voto fiducia a governo (dalle 12,00).

 

EUROPA

Bruxelles, presidente Commissione Ue Juncker, Dombrovkis, Moscovici e Centeno intervengono a forum economico.

Vienna, Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) continua riunione consiglio governatori; termina l’8 giugno.

Vienna, Putin in visita.

MARKET MOVER 21 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 21 MAGGIO 2018

le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

Buongiorno,

La settimana si apre con una tregua sul fronte dei dazi tra USA e Cina. Questo rasserena i mercati e consente ai futures USA quotati al Globex di aprire la sessione con una positività netta.

L’eur usd nel frattempo scivola verso il nostro target 1.17. E’ da quando quotava tra 1.25/1.23 che sostenevamo questa ipotesi operativa, ritenendo la guerra sui dazi e la debolezza del dollaro due strumenti della stessa strategia politica utilizzata da Donald Trump per riequilibrare i rapporti di forza tra USA e partner diversi. Dopo la missione di macron e Merkel a Wagshintong e lo scontro avviato con l’Iran le minacce sono state progressivamente smantellate. Rimane aperta la controversia con la Germania su Russia ed il gasdotto Nordstream a cui la Casa Bianca si oppone con fermezza.  Ci attendiamo pertanto ancora una coda riflessiva sull’euro in direzione di area 1.1640/30. Testato questo livello dovremmo rivedere una reazione dell’eur usd su cui si potrà pianificare un fine tuning selle strategie di Risk management nell’ambito della gestione del rischio di cambio sia per posizioni export e soprattuto per quelle import. Per chi desidera approfondire il tema può inviare una richiesta diretta a

WB FX RISKOO

DAZI – Il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha annunciato ieri la sospensione delle tariffe doganali sui mercati statunitensi e cinesi fino alla messa a punto di un “accordo quadro”.
Le parti hanno raggiunto “un consenso, non si impegneranno in una guerra commerciale e non aumenteranno i rispettivi diritti di dogana”, ha dichiarato invece il vicepremier cinese Liu He.
Se però Pechino non rispetterà gli impegni presi, ha ammonito Mnuchin, il presidente Donald Trump “potrà sempre decidere di rimettere in opera” i dazi. In altri termini, la guerra commerciale è solo in “in sospeso”.

ITALIA CONTI PUBBLICI -La vera verifica sull’andamento dei conti pubblici italiani è destinata a slittare al prossimo ottobre, se non addirittura alla primavera del 2019. Nel frattempo, l’Italia è invitata a seguire la strada già intrapresa per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico e tagliare quelle troppo alte e non coperte dai contributi versati. Queste, secondo quanto appreso dall’ANSA, alcune indicazioni contenute nelle raccomandazioni ai Paesi Ue che Bruxelles renderà note mercoledì prossimo.

Il mercato italiano ha messo in evidenza la scorsa settimana un’impennata dello spread sino a quota 166 pb. Oggi la coalizione M5s Lega presenterà il programma ed il progetto di Governo al Presidente della repubblica per l’incarico definitivo;  quota 185 /190 costituisce il punto di apprezzamento o meno dei mercati verso il nuovo Esecutivo.  Oltre tale soglia si rischia di entrare in un ambiente più critico ed avverso agli sviluppi politici.

I rendimenti sul 10 anni nel frattempo sono saliti a quota 2.23 avvicinando l’area critica 2.5. A quota 2.20 avevamo fissato un primo target rialzista per il quale avevamo suggerito di chiudere le posizioni in BTP al rialzo, ancora quando i rendimenti quotavano a 1,70.

Il rialzo dei rendimenti ha penalizzato a vario titolo il comprato bancario. L’indice FTSE Banks sta ritracciando il rialzo maturato da inizio anno. Riteniamo che i valori tenderanno a scendere verso quota 11000/10850. Ciò significa che l’indice principale, il FTSE MIB, rimarrà influenzato da forze regressive. In questa fase quindi, le vendite  tenderanno a spingere l’indice in direzione di 23350 (target tattico) e successivamente 22500/350. Sopra quest’area la struttura del trend dominante rimane comunque positiva.

 

WB ANALYTICS: FTSE MIB VS. BANKS
WB ANALYTICS: FTSE MIB VS. BANKS (RED LINE)
WB ANALYTICS SPREAD 10 Y IT DE
WB ANALYTICS SPREAD 10 Y IT DE

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

VERSO INCARICO – Potrebbe essere quello di Giuseppe Conte, 54 anni, avvocato e docente universitario di diritto privato, il nome che Lega e M5s proporranno oggi come presidente del Consiglio a Mattarella, quando saliranno al Quirinale nel pomeriggio. Il programma di governo, diffuso venerdì, ha già ottenuto l’ok della base leghista e 5stelle (ai gazebo e tramite il voto online). Tutto sembra quindi pronto per l’affidamento dell’incarico da parte del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo esecutivo, con cui si chiuderebbero i circa due mesi e mezzo di stallo politico seguiti alle elezioni dello scorso 4 marzo.
Per leggere il testo definitivo del contratto di governo Lega-M5s cliccare su.
NUOVO GOVERNO – Se Giuseppe Conte appare in vantaggio per la presidenza del Consiglio, secondo quanto riportano i quotidiani questa mattina Salvini dovrebbe diventare ministro dell’Interno mentre a Di Maio andrebbe la guida di Mise e ministero del Lavoro accorpati. Per il ministero dell’Economia l’ipotesi è Paolo Savona, già ministro del governo Ciampi e recentemente su posizioni critiche nei confronti dell’euro, ma su questo nome sembra esserci maggiore incertezza. Per gli Esteri viene indicato Giampiero Massolo, diplomatico e attualmente presidente di Fincantieri. Le Infrastrutture andrebbero al M5s, con Laura Castelli.
BTP – I mercati hanno finora mostrato forte nervosismo di fronte alle proposte di Lega e M5s. Nelle ultime tre sedute, ovvero da quando sono iniziati a circolare martedì sera i primi contenuti del programma di governo, lo spread Btp/Bund ha allargato di oltre 30 punti, salendo venerdì scorso fino a quota 165, ai livelli del 2 gennaio. Il tasso decennale italiano è salito a sua volta fino al 2,23%, a nuovi massimi da inizio ottobre 2017. Stamane il mercato riparte da un rendimento di 2,22% e da uno spread di 164 pb. Venerdì scorso inoltre lo spread Italia/Spagna è salito fino a 81 punti base, a nuovi minimi da febbraio 2012.
IACOVONI SU BTP – In un’intervista al Corriere apparsa ieri, il responsabile del debito pubblico Davide Iacovoni spiega che, dopo il positivo collocamento del nuovo Btp Italia, se gli andamenti del mercato degli ultimi giorni saranno confermati, “è pacifico” che le prossime aste potrebbero risultare “un po’ più care” per il Tesoro. Iacovoni rassicura tuttavia sul fatto che tra gli investitori c’è interesse per i titoli italiani, “senza ignorare che qualche ritocco sui tassi accordati può essere di ulteriore stimolo a sottoscrivere”. Non ci sono, dunque, segnali “particolarmente negativi” aggiunge.
GUERRA DAZI USA-CINA “TEMPORANEAMENTE SOSPESA” – I media di Stato cinesi sottolineano i positivi sviluppi sul fronte delle relazioni commerciali con gli Usa, indicando una riduzione delle tensioni e affermando che i due Paesi hanno ampi margini per una cooperazione fruttuosa. Il segretario al Tesoro Usa Mnuchin ha dichiarato ieri che la guerra commerciale tra Washington e Pechino è “temporaneamente sospesa” dopo che i due Paesi si sono accordati per ritirare le rispettive minacce di introdurre tariffe commerciali. Il quotidiano ufficiale China Daily cita il vice premier Liu He, capo negoziatore con gli Usa, che definisce i colloqui “positivi, pragmatici, costruttivi e produttivi”.
BILANCIA COMMERCIALE GIAPPONE – Accelera l’export giapponese in aprile, trainato dalle consegne di auto e macchinari per la produzione di semiconduttori, con un aumento dei volumi che suggerisce il buon momento della domanda internazionale, che potrebbe aiutare l’economia del Paese a riprendersi velocemente dalle difficoltà del primo trimestre. Le esportazioni hanno segnato un incremento del 7,8% su anno dopo il +2,1% di marzo, un dato comunque inferiore alle previsioni di +8,1%. Le importazioni fanno segnare un aumento del 5,9% dopo il calo dello 0,6% del mese precedente, contro attese per un +9,6%. In aprile il saldo di bilancia commerciale risulta in attivo di 626 miliardi di yen (attese a 405,6 miliardi) rispetto ai 797 di marzo.
GREGGIO – Il prezzo del greggio reagisce con un rialzo alle notizie giunte da Stati Uniti e Cina, che sembrano aver messo in ‘stand by’ la guerra tariffaria. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 79,08 dollari il barile (+0,57), pur rimanendo sotto quota 80, bucata al rialzo la settimana scorsa per la prima volta da novembre del 2014. Il Nymex scambia a 81,78 dollari (+0,50).
FOREX – Il recedere dei timori di guerra commerciale tra Usa e Cina dà sostegno al dollaro, che sale a nuovi massimi da quattro mesi sul paniere delle principali divise internazionali L’euro/dollaro tratta a 1,1748/49 da 1,1775 dell’ultima chiusura; nella prima parte della seduta odierna il cambio è sceso a 1,1744, minimo da cinque mesi. Dollaro/yen a 111,29/32 da 110,74, con un nuovo picco da quattro mesi in seduta a 111,31. Euro/yen a 130,77/81 da 130,36.
TREASURIES – Tornano a salire i rendimenti sui Treasury nelle contrattazioni della mattinata, dopo il lieve calo dai massimi da quasi sette anni (sulla scadenza 10 anni) registrato venerdì. Il benchmark decennale Usa cede stamane 3/32, con rendimento in aumento al 3,076%.
DATI MACROECONOMICI
GRECIA
Partite correnti marzo (10,00).
PORTOGALLO
Partite correnti marzo (12,00).
USA
Indice attività nazionale aprile (14,30).
TITOLI DI STATO
USA
Washington, Tesoro offre 48 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 23/8/2018; 42 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 23/11/2018.
BANCHE CENTRALI
USA
New York, intervento presidente Fed Filadelfia Harker (20,15).
Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (18,15).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Di Maio e Salvini attesi al Quirinale per riferire su formazione governo a Matterella.
Milano, Assogestioni pubblica raccolta e patrimonio del primo trimestre.
EUROPA
Germania, mercati parzialmente chiusi (lunedì di Pentecoste), eccetto Eurex, Stoxx, Pegas, Iboxx, Tradegate.
AMERICA LATINA
Buenos Aires, riunione ministri Affari esteri G20.

MARKET MOVER 9 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 9 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Ieri abbiamo registrato per la prima volta una reazione diretta dei mercati verso l’evoluzione del processo politico per la formazione del Governo in Italia. A nostro giudizio preoccupa più il rialzo dello spread che il ribasso del FTSE Mib. Per il primo si tratta dell’inizio di inversione di tendenza. Ci attendiamo accelerazioni possibili verso area 138/145. Sul secondo strumento riteniamo che il mercato azionario possa continuare la sua crescita qualora le vendite non violino area 23850/800. Questa sera commenteremo le chiusure di Borsa Italiana alle 17.50 nelle Rubrica Economica della Redazione Giornalistica di  Rai 1

TRUMP SU IRAN – In linea con le attese e diverse indiscrezioni già trapelate, Donald Trump ha deciso di sfilare gli Stati Uniti dagli accordi internazionali con l’Iran, sostenendo che Tehran finanzia il terrorismo. La Casa Bianca chiede di rinegoziare l’intesa del 2015 e intende reintrodurre le sanzioni tra tre mesi. Reazione negativa da parte dell’Europa, che chiede di non modificare il trattato, mentre la replica del presidente iraniano Rouhani è “noi non abbandoniamo il trattato”.

FOREX – Dollaro ben intonato sui cross, grazie soprattutto al rendimento sul Treasury decennale tornato oltre 3%. L’accelerazione della valuta Usa ricalca anche quella del greggio dopo la mossa unilaterale Usa sull’accordo nucleare con l’Iran. Intorno alle 7,40 euro/dollaro 1,847/51 da 1,862 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,50/52 da 109,11 ed euro/yen 129,75/78 da 129,46.
GREGGIO – Derivati sul greggio in marcata accelerazione, in rialzo di circa 2,5% rispetto alla chiusura precedente, dopo la decisione — per quanto in ampia parte scontata — degli Usa di rompere l’accordo sul nucleare con l’Iran. La prospettiva di una minore offerta spinge il futures Brent al record degli ultimi tre anni e mezzo. Intorno alle 7,45 il futures Brent a luglio guadagna 2,36% a 76,62 dollari il barile — dopo una fiammata a 76.75, picco da novembre 2014 — e il Nymex giugno risale di 2,16% a 70,54 dollari.
WB ANALYTICS: BRENT OIL

WB ANALYTICS: BRENT OIL

POLITICA ITALIA – Sergio Mattarella si definisce ‘arbitro imparziale’ e si aspetta ‘correttezza’ anche da parte dei giocatori e dovrebbe presentare oggi il cosiddetto ‘nome neutrale’. Di ieri sera la smentita di Silvio Berlusconi circa la disponibilità di Forza Italia ad appoggiare dall’esterno un asse Lega/5 Stelle. Spetterebbe quindi a Matteo Salvini l’eventuale, pur remota, decisione di spezzare la coalizione di centrodestra. Secondo alcuni quotidiani, resta comunque uno spiraglio per trattare. In un’intervista a ‘Il Messaggero’ Salvini sostiene che il Quirinale avrebbe dovuto dare l’incarico a lui ma ribadisce fedeltà a Berlusconi e torna ad augurarsi un “passo di lato” da parte dei leader di Forza Italia e Cinque Stelle che eviti il ‘fantasma e l’imbroglio’ di un governo neutrale. Convocata intanto per sabato 19 maggio l’assemblea del Pd, con Matteo Renzi che sostiene la candidatura a premier di Paolo Gentiloni.
In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confindustria rivolge un appello ai politici chiedendo “stabilità e realismo sui conti”. Secondo Vincenzo Boccia, che invita a smettere di pensare soltanto alle elezioni, la politica è come la famiglia: come non si scelgono i parenti così non si scelgono i compagni di strada con cui occorre trovare un accordo.
BTP – Ripartiranno rispettivamente da 131 punti base e da 1,86% il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale e il tasso del benchmark a 10 anni. Sulla possibilità più concreta di elezioni anticipate azionario e obbligazionario italiani sono stati protagonisti di una robusta correzione con lo spread arrivato a toccare i 133 punti base, massimo da metà aprile, dai 123 dell’avvio di seduta. Il tasso del decennale di riferimento si è spinto fino a 1,88%, massimo da fine marzo. Piazza Affari è arrivata a perdere oltre il 2%.
AUDIZIONI DEF – Proseguono davanti alle commissioni speciali della Camera le audizioni sul Def. Oggi sono previste quelle di Istat, Bankitalia, Upb, Anci e Upi. Ieri Padoan, durante la prima audizione, ha citato tra i principali fattori di rischio al ribasso per l’economia italiana lo stallo politico sul governo e la prospettiva di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il ministro dell’Economia ha detto anche che il modo più efficace di evitare l’aumento dell’Iva è tramite la legge di Bilancio per il 2019 aggiungendo che “non c’è assolutamente bisogno di fare un provvedimento d’urgenza”, come invece suggerito dal M5s. Tra domani e venerdì è previsto l’esame del Def in aula.
PRIMARIO ZONA EURO – Ricca di appuntamenti l’agenda dell’offerta di nuova carta a livello europeo. In mattinata la Germania offrirà 1,5 miliardi nel Bund a 30 anni con scadenza agosto 2048 e cedola 1,25%. Attivi anche il Portogallo — che mette a disposizione degli investitori 1-1,25 miliardi in titoli di Stato con scadenza ottobre 2023 e ottobre 2028 — e la Grecia che offre 875 milioni in titoli a 13 settimane.
PRIMARIO ITALIA – In occasione dell’asta a medio lungo dell’11 maggio, il Tesoro ha fatto sapere che offrirà tra 5,25 e 6,75 miliardi di euro nelle riaperture dei Btp a 3, 7 e 15 anni.
PRODUZIONE FRANCIA E SPAGNA – In attesa del dato italiano che verrà diffuso domani, Francia e Spagna diffonderanno i numeri della produzione industriale di marzo. Le attese per il dato francese convergono su un incremento dello 0,4% su mese dopo il precedente +1,2%. Per la Spagna il consensus Reuters proietta un incremento del 3,3% su anno, in rialzo rispetto al +3,1% del mese precedente.
DATI GIAPPONE – Il leading indicator di marzo si attesta a -0,9 da 0,2 di febbraio, mentre l’indicatore coincidente si porta a 0,4 da 0,7 del mese precedente.
TREASURIES – Governativi Usa in leggera flessione sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento arretra di 5/32 al rendimento di 2,987%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, commercio al dettaglio marzo (10,00).
FRANCIA
Produzione industria marzo (8,45) – attesa 0,4% m/m.
PORTOGALLO
Tasso disoccupazione trim1 (12,00).
SPAGNA
Produzione industria marzo (9,00) – attesa 3,3% a/a.
USA
Prezzi produzione aprile (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,8% a/a.
Vendite ingrosso marzo (16,00) – attesa 0,5% m/m.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa 0,5% m/m.
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre 1,5 miliardi Bund 30 anni scadenza 15/8/2048, cedola 1,25%.
Gran Bretagna, Tesoro offre 2,75 miliardi sterline Gilt 2028, cedola 1,625%.
Portogallo, Tesoro offre 1-1,25 miliardi titoli Stato ottobre 2023 e ottobre 2028.
Grecia, Tesoro offre 875 milioni titoli di Stato a 13 settimane.
USA
Washington, Tesoro offre 25 miliardi dollari titoli Stato 10 anni scadenza 15/5/2028.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, riunione consiglio esecutivo Riksbank (9,00).
Zona euro, Bce chiusa per anniversario dichiarazione Robert Schuman.
USA
Jacksonville, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (19,15).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, a commissione speciale della Camera audizioni su Def di Istat (10,00), Bankitalia (11,00), Upb (12,00), Anci e Upi (13,15).
Milano, convegno Banca d’Italia su “Real Estate, responsabilità e impegno sociale nel pubblico e nel privato” con direttore Banca d’Italia Milano Sopranzetti, Breglia, Ceo Coima Sgr Catella (14,45).
ASIA
Tokyo, vertice trilaterale premier giapponese Abe, presidente Corea del Sud Moon Jae-in e premier cinese Li Keqiang.

 

MARKET MOVER 7 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.

La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.

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MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

Buongiorno

La riapertura dei mercati dopo la pausa del I° maggio (Europa) propone la lettura dei dati relativi all’indice PMI relativi al comparto manifatturiero dell’Euro-zona (Purchase Managers Index) elaborato da Markit. In generale il mercato stima un ulteriore flessione della fiducia delle aziende. Indubbiamente il dato riflette l’elevato livello dell’euro sul dollaro e la percezione di un rischio di cambio non certamente in equilibrio, nonchè il timore per l’imposizione dei dazi da parte degli USa verso l’UE. Come ampiamente diffuso nella giornata di ieri D Trump ha rinviato l’applicazione della decisione a fine mese.

Nel frattempo in poche sedute l’eur usd è crollato da 1.2350 a 1.20, passando per il nostro target intermedio di breve 1.2050. Al momento la reazione alla discesa dei corsi ha evitato rimbalzi corposi. Le eventuali nuove reazioni non dovranno superare 1.2050/1.21 per mantenere il cambio all’interno della tendenza riflessiva.

 

Segnaliamo sempre dal punto di vista delle divise e della lettura del rischio cambio, anche in un ottica di Risk management per le proprie posizioni export, che il Dollar Index, dopo una lunga fase di accumulazione ha violato al rialzo con determinazione area 90.45/60.  Ci aspettiamo di conseguenza un primo consolidamento tra 92.50/91.50; in sucessione la conferma della tenuta di 91.50 spingerà il dollaro verso 94.50.

Sotto questo profilo le borse europee dovrebbero capitalizzare il reversal dell’eur usd e  tentare di assorbire la flessione avviata a febbraio. Il comportamento dello Standard & Poor 500 fornirà la leva necessaria per poterlo fare qualora saprà contenere eventuali flessioni sopra 2630 e cancellare i dubbi crescenti sullo stato di difficoltà superando area 2680/690.

Il Brent  e le commodity sono entrate in una fase di prese di beneficio di breve. Sullo sfondo rimangono aperte le opzioni per ulteriori rialzi visto la scadenza sulle decisioni relative all’accordo sul nucleare pattuito con l’Iran e la nuova proxy war  avviata da Israele nell’area.

Nel report mensile abbiamo messo a fuoco il tema del petrolio nel contesto geopolitico; più in generale abbiamo affrontato lo scenario sull’energia e sull’innovazione tecnologica che presto rivoluzionerà il comparto e di conseguenza il mondo.

Wlademir Biasia

ORA FX DATO  IN PUBBLICAZIONE CONSENSUS MARZO
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Apr) 54,2 54,8
09:30   CHF Indice SVME dei direttori acquisti (Apr) 59,9 60,3
09:45   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Apr) 54,4 55,1
09:50   EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Apr) 53,4 53,4
09:55   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Apr) 58,1 58,1
10:00   EUR Tasso mensile di disoccupazione italiano (Mar) 10,90% 10,90%
10:00   EUR Indice PMI manifatturiero (Apr) 56 56
10:30   GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni (Apr) 50,5 47
11:00   EUR PIL italiano (Annuale) (1° trim.) 1,40% 1,60%
11:00   EUR PIL italiano (Trimestrale) (1° trim.) 0,30% 0,30%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Trimestrale) 0,40% 0,60%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Annuale) 2,50% 2,70%
11:00   EUR Tasso di disoccupazione (Mar) 8,50% 8,50%

 

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

 

Market mover le notizie che aiutano a gestire il rischio di cambio

MARKET MOVER

 

 

 

FOREX – Il dollaro galleggia sui massimi di quattro mesi nei confronti di un paniere di divise, sostenuto dalla prospettiva di solidità per l’economia Usa e dal rialzo dei tassi. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1995, in rialzo dello 0,02%, dopo aver chiuso a 1,1993. Alla stessa ora dollaro/yen a 109,78, in calo di 0,07% dopo una chiusura a 109,85 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,02% a 131,76 (chiusura a 131,78).
POLITICA – Dopo gli infruttuosi mandati esplorativi dei presidenti di Camera e Senato e dopo la chiusura del Pd al dialogo con il M5S, resa nota dall’ex premier Renzi, toccherà al capo dello Stato esprimersi, forse già venerdì, per cercare di sbloccare l’impasse in cui è finita la politica italiana dopo il 4 marzo. Lascia invece aperte le porte al negoziato coi pentastellati la Lega, mentre Fi e FdI propongono che venga affidato un governo al centrodestra. Secondo i quotidiani però Salvini non ha esluso la possibilità di chiedere un preincarico per fare un governo. Sembra invece tramontata l’ipotesi di un ritorno alle urne a giugno — invocata da Di Maio — dopo l’altolà di Mattarella. In attesa della direzione Pd di domani, in cui verrà ufficializzata la linea del partito, ieri il Capo dello Stato ha lanciato un “richiamo a responsabilità di tutti”.
DEF – In vista delle previsioni economiche di primavera, che verranno rese note domani, secondo le indiscrezioni raccolte da ‘Repubblica’, Bruxelles non chiederà all’Italia una correzione immediata del deficit (aspettando la formazione del nuovo governo) ma la manovra ‘bis’ potrebbe essere più pesante del previsto, sfiorando i 5 miliardi di euro rispetto ai 3,5 preventivati lo scorso novembre.
BTP – La carta italiana riparte da un tasso decennale di 1,78% e da uno spread di 122, livelli cui è giunta lunedì al termine di una seduta in cui ha pagato salata la prospettiva di elezioni a giugno. A zavorrare il secondario italiano hanno contribuito anche i volumi quasi festivi dell’ultima seduta che hanno inevitabilmente accentuato i movimenti di mercato.
DAZI – Trump ha deciso di rinviare al primo giugno l’entrata in vigore dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti di Ue, Canada e Messico per concedere altro tempo ai negoziati, in una decisione che, secondo Bruxelles, alimenta però l’incertezza per le imprese. L’Ue chiede infatti una esenzione permanente.
PIL ITALIA – È attesa una crescita dello 0,3% congiunturale per il Pil italiano nel primo trimestre dell’anno, stabile rispetto ai tre mesi finali del 2017. Il dato sarà diffuso in mattinata dall’Istat e dovrebbe confermare il rallentamento della crescita dopo il forte andamento della fase precedente. Banca d’Italia ha fornito una stima di +0,2% per il Pil del primo trimestre, con una variazione della produzione industriale “pressoché nulla” dopo il +0,9% del quarto trimestre 2017. Per l’intera zona euro le stime sul Pil del primo trimestre — anch’esse in uscita oggi — indicano un’espansione dello 0,4%, contro il precedente +0,6%. In mattinata arriveranno anche i dati di marzo sul mercato del lavoro italiano: il tasso di disoccupazione è previsto invariato al 10,9% del mese precedente.
PMI – Le indagini congiunturali di aprile sull’andamento del manifatturiero offriranno nuovi spunti di riflessione sulla congiuntura, dopo che anche la Bce ha parlato di “moderazione” rispetto agli elevati tassi dell’anno scorso, sebbene Francoforte abbia anche citato l’effetto di fattori temporanei. Per l’Italia il Pmi manifatturiero è atteso in ulteriore calo, per il terzo mese consecutivo, a 54,4 punti, dopo aver segnato in marzo quota 55,1, il livello più basso da luglio dell’anno scorso. Per Germania, Francia e zona euro sono attesi i dati finali di aprile, dopo i preliminari diffusi nei giorni scorsi, che per la zona euro nel suo complesso avevano segnalato una discesa dell’indice manifatturiero a quota 56,0, minimo da 14 mesi, da 56,6 di marzo.
PRIMARIO – Sul mercato primario è in agenda l’offerta tedesca, con 3 miliardi di euro di quinquennali aprile 2023. Intanto sul fronte italiano, con le riaperture (praticamente deserte) di Btp e Ccteu di lunedì scorso si è chiusa la tornata di aste di fine aprile, che ha portato a quasi il 43% la copertura delle esigenze di rifinanziamento 2018 del Tesoro, indicate dal responsabile del debito pubblico Davide Iacovoni tra 390 e 400 miliardi.
FED – Non sono attese nuove mosse da parte della Fed al termine del meeting di politica monetaria, in serata, dopo il rialzo dei tassi effettuato in marzo. La banca centrale Usa ha più volte ribadito che il percorso dei tassi sarà graduale e prevede al momento almeno altri due interventi quest’anno. Ma secondo gli operatori potrebbero esserci spazi anche per tre nuovi rialzi entro fine 2018. L’ultima rilevazione sull’indice Pce Usa, una misura dei prezzi al consumo seguita dalla Fed, si è attestata in marzo, a livello ‘core’, all’1,9% su anno, livello ormai prossimo al target ufficiale del 2%.
MERCATO LAVORO USA – Sempre in chiave Fed c’è attesa per i dati di aprile sul mercato del lavoro Usa. Questi usciranno venerdì ma verranno come da tradizione anticipati in giornata dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato: le stime sono per 200.000 nuovi posti dopo i 241.000 di marzo.
PMI CINA – Accelerazione inaspettata ad aprile per la crescita del settore manifatturiero cinese. La lettura finale del Pmi a cura di Caixin ha mostrato infatti il mese scorso un rialzo a 51,1 da 51 di marzo, minimo di quattro mesi, a fronte di attese per 50,9.
DATI GIAPPONE – L’attività del settore dei servizi giapponese si è espansa ad aprile al ritmo più rapido in sei mesi sulla scia del rafforzamento dei nuovi ordini. Il Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è salito infatti a 52,5 su base destagionalizzata, rispetto a 50,9 di marzo.
GREGGIO – Prezzi in rialzo sulla scia dei timori che gli Usa possano imporre di nuovo sanzioni nei confronti dell’Iran mentre l’aumento delle scorte Usa limita i guadagni. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 9 cent a 73,22 dollari il barile e quelli sul greggio Usa guadagnano 31 cent a 67,55 dollari.
TREASURIES – Governativi Usa in lieve calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 1/32 con un tasso di 2,9794%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit/Adaci, Pmi manifattura aprile (9,45) – attesa 54,4.
Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,9%.
Istat, stima preliminare Pil trim1 (11,00) – attesa 0,3% t/t; 1,4% a/a.
Ministero Trasporti, dati auto aprile (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale aprile.
FRANCIA
Markit, Pmi manifattura finale aprile (9,50) – attesa 53,4.
GERMANIA
Markit/Bme, Pmi manifattura finale aprile (9,55) – attesa 58,1.
GRECIA
Pmi manifattura aprile (10,00).
SPAGNA
Pmi manifattura aprile (9,15) – attesa 54,2.
ZONA EURO
Markit, Pmi manifattura finale aprile (10,00) – attesa 56,0.
Stima flash Pil trim1 (11,00) – attesa 0,4% t/t; 2,5% a/a.
Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 8,5%.
USA
Adp, occupati settore privato aprile (14,15) – attesa 200.000.
Indice Ism New York aprile (15,45).
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Belgio, Tesoro offre titoli Stato a breve termine.
Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bobl 5 anni scadenza 14/4/2023.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, intervento governatore Riksbank Ingves a Londra (14,00).
Zona euro, intervento Angeloni (Bce) a conferenza ‘FT-Fitch Global Banking’ su “The Lending Landscape and Financial Stability Ten Years On” a Londra (13,40).
USA
Washington, termina riunione Fomc; annuncio tassi (20,00).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, in Senato presentazione disegno legge conversione decreto-legge su Alitalia (11,00).
Milano, Consob-Università Cattolica, nono seminario su banca e finanza (11,30)
EUROPA
Berlino, conferenza stampa ministro Finanze tedesco Scholz presentazione legge bilancio 2018 e 2019 (12,30).

 

MARKET MOVER 30 APRILE 2018

MARKET MOVER 30 APRILE 2018

Buongiorno

La settimana settimana si apre senza spunti rilevanti in ossequio al lungo ponte che in Europa festeggia il I° maggio.

Tuttavia quella appena conclusa ci restituisce un quadro di estremo rilievo sotto il profilo delle reazioni che il mercato ha declinato sulla base dei recenti sviluppi di politica estera tra USa ed Euozona. Si sono conclusi i due vertici che si sono susseguiti a ruota alla Casa Bianca tra D. Trump e E. Macron prima, A. Merkel dopo; Italia non pervenuta.  Il primo dei quali si è tenuto con uno standard protocollare di rilievo, il secondo sotto tono, quasi a rimarcare le diverse linee di posizione da parte di Francia e Germania rispetto alla  politica che l’Amministrazione Americana sta sviluppando nei confronti del M.O.  e della Russia. Sul tavolo ci sono (ancora) i dossier  che  Washington ritiene strategici per propri interessi e sui quali misura il grado di convergenza dei partner europei.  Il link tra geopolitica e mercati passa attraverso la questione dei dazi, del commercio estero e quindi direttamente dall’andamento dell’eur usd. Abbiamo già scritto quanto questi fattori siano di fatto legati l’uno all’altro. Per l’Eurozona, che basa i suoi modelli di crescita sulle esportazioni,  è vitale avere rapporti commerciali senza barriere ed un cambio debole. Per gli USA il partner Europeo rappresenta un alleato strategico nel gioco degli equilibri globali. Chi manovra gli equilibri utilizza queste leve per avocare a se il consenso politico a sostegno di un fronte comune.

Mentre la Francia si è ri-allineata all’ordine, la Germania sembra per diverse ragioni più refrattaria. L’eur usd è sceso da 1.2350/1.24 di metà aprile ad 1.2056 lo scorso venerdì,  proprio per sottolineare la disponibilità degli USA a ripagare il consenso degli europei allentando le leve di pressione economica. Concluso il vertice con il Cancelliere tedesco, il cambio è ritornato sopra 1.21.

Le nostre stime riflessive sull’eur usd hanno centrato l’obbiettivo intermedio a 1,2050. Nel proporre questo target abbiamo altresì aperto la prospettiva ad un ulteriore ridimensionamento del cambio in direzione di 1.18/1.17 vincolando tale mossa a due condizioni: a) che la reazione da 1.2050 non produca rimbalzi in grado di respingere i prezzi oltre 1.2230/50; b) che gli americani si ritengano soddisfatti dai colloqui intercorsi nei due vertici.  Ovviamente la prima condizione costituisce una subordinata della seconda.

A giudicare dalle apparenze risulta piuttosto difficile percepire una convergenza netta tra Trump e Merkel, ma un conto sono le apparenze, altra cosa sono i fatti. E per comprenderli dobbiamo osservare gli sviluppi che si delineeranno nelle prossime settimane quando il prossimo 12 maggio Washington sarà chiamata a certificare il rispetto delle condizioni da parte di Teheran o riprendere le sanzioni contro la Repubblica islamica. Trump è sempre stato un oppositore dell’accordo raggiunto nel 2015 dalla comunità internazionale con l’Iran, e lo ha definito più volte un disastro. L’amministrazione americana è ferocemente contraria all’intesa e ci si attende una sua uscita dall’accordo.

A seguire dopo il 12 maggio avremo un ulteriore importante appuntamento con il 23, giorno in cui scattano i dazi sull’acciaio e l’alluminio verso cui l’Ue sta negoziando una esenzione permanente.

In attesa il nostro modello fissa per la settimana in corso un range di oscillazione del rischio di cambio euro dollaro tra un min a 1.2010 ed un possibile massimo in area 1.2250.

Questa settimana commenterò gli effetti di questo significativo market mover oggi in diretta su Rai 1 alle ore 17.50, alle 15.00/15.30 su SKY CNBC, giovedì  alle  9.30 su LE FONTI TV

WB ANALYTICS: RISCHIO CAMBIO EUR USD

WB ANALYTICS: RISCHIO CAMBIO EUR USD

FOREX – Dollaro poco mosso sulle piazze asiatiche, dove l’indice del biglietto verde si tiene appena sotto il picco da 3 mesi e mezzo segnato nei confronti delle principali controparti valutarie venerdì. Intorno alle 7,30 il biglietto verde sale a 109,16 yen da 109,03 della precedente chiusura ed è in lieve calo sull’euro, che sale a 1,2132 dollari da 1,2128 della chiusura; la valuta unica sale a 132,43 yen da 132,27 yen della chiusura, con la valuta giapponese, tendente a sovraperformare nelle fasi avversione al rischio, penalizzata dal clima di distensione nella pensiola coreana.
GREGGIO – Andamento negativo per le quotazioni del greggio, che risentono dell’aumento degli impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti, anche se i prezzi si mantengono complessivamente sui massimi da oltre tre anni, sostenuti dal calo della produzione in Angola e Venezuela, unito ai timori di una reintroduzione di sanzioni contro l’Iran da parte degli Usa. Intorno alle 7,30 i futures sul Brent arretrano di 36 centesimi a 74,28 dollari il barile; i derivati del Nymex scendono di 20 centesimi a 67,9 dollari il barile.
POLITICA INTERNA – Sembra del tutto sfumata la possibilità di un’intesa sul governo tra Pd e M5S, dopo la netta chiusura dell’ex segretario Renzi, riferimento di molti parlamentari e membri della direzione del partito, convocata giovedì 3 maggio per esprimersi sulla possibilità di avviare una trattativa con i Cinque Stelle sul governo. Per Renzi, l’unica ipotesi di coinvolgimento del Pd, collocato dagli elettori all’opposizione, è all’interno di un dialogo tra tutte le forze politiche su una riforma della legge elettorale e dell’architettura costituzionale.
Dura la risposta di Di Maio, che ha accusato Renzi di “ego smisurato”. Secondo la ricostruzione del ‘Corriere della Sera’, il leader grillino — che aveva confidato nelle aperture mostrate da alcuni esponenti del Pd negl ultimi giorni, lanciando un appello per un’intesa a partire dai temi — la presa di posizione di Renzi apre la strada verso il voto, anche in giugno.
In attesa dell’esito delle regionali in Friuli, intanto, dove il leghista Fedriga resta favorito per la conquista della presidenza, Berlusconi nel fine settimana è tornato ad auspicare la nascita di un esecutivo di minoranza di centrodestra, ipotesi che però non sembra gradita a Salvini.
RATING ITALIA – Venerdì sera S&P ha confermato il rating sovrano dell’Italia a ‘BBB’, con outlook stabile, avvertendo però che l’incertezza riguardante le politiche economiche e di bilancio del prossimo governo potrebbe pesare negativamente sulla crescita, le cui prospettive, secondo l’agenzia, sono sostenute dalle riforme strutturali, tra cui quella del lavoro, recentemente implementate.
DAZI USA – Da valutare i prossimi passi dell’amministazione Usa, che entro domani dovrà decidere se prolungare o meno l’esenzione all’Unione europea e ad altri partner commerciali dai dazi su acciaio e alluminio imposti alla Cina. Trump non é sembrato finora disponibile a concessioni e se le misure protezioniste dovessero essere imposte anche ai Paesi europei la disputa commerciale assumerebbe proporzioni globali. Ieri, intanto, Merkel, Macron e May hanno concordato di rispondere in maniera unitaria a un’eventuale imposizione di dazi da parte degli Usa.
BTP – La riapertura delle aste a medio-lungo arriverà a suggellare la tornata d’aste di fine mese. Il secondario italiano ha chiuso l’ultima seduta della settimana poco variato. Lo spread a 10 anni sulla carta tedesca ripartirà da 117 punti base, mentre il tasso del decennale si è attestato a 1,738%.
TITOLI STATO ITALIA – La Bce pubblica il dato sui titoli di Stato italiani detenuti da banche residenti a fine marzo. Secondo le cifre pubblicate il mese scorso e relative a febbraio, l’ammontare dei titoli italiani in mano a banche operanti nel Paese è salito per il secondo mese consecutivo, per un controvalore pari a 347,7 miliardi di euro.
INFLAZIONE ITALIA E GERMANIA – In arrivo da Istat la lettura preliminare dei prezzi al consumo di aprile. L’indice armonizzato ai parametri europei è atteso in frenata a 0,7% su anno da 0,9% tendenziale. Indicazioni sui prezzi arriveranno anche dalla Germania, dove l’inflazione armonizzata annua è attesa stabile a 1,5%.
RATING EUROPA – Tornando ai rating, non è emersa nessuna novità neppure dai pronunciamenti delle agenzie sugli altri Paesi europei. Fitch e S&P hanno entrambe confermato ad ‘AA’ il rating sovrano sulla Gran Bretagna, mantenendo però un outlook negativo, legato al rischio di una Brexit disordinata. Moody’s ha mantenuto ad ‘AA1’ il giudizio sulla Finlandia, con outlook stabile. S&P ha confermato il merito di credito della Germania ad ‘AAA’, con outlook stabile. Tripla ‘A’ e outlook stabili confermati anche per l’Olanda da parte di Fitch.
PMI CINA – La crescita attività del settore manifatturiero cinese in aprile ha leggermente frenato, mentre è stata osservata una marginale accelerazione dell’espansione dei servizi, secondo i Pmi ufficiali che, a detta degli analisti, evidenziano una complessiva resilienza della seconda economia mondiale, nonostante l’incognita legata alla disputa commerciale con gli Usa. Nel dettaglio, l’indice di attività del manifatturiero si è attestato a 51,4 da 51,5 di marzo (51,3 le attese), mentre il Pmi servizi si è portato a 54,8 da 54,6.
TREASURIES – Chiusura positiva per i governativi Usa venerdì, con il divario di rendimento nel tratto 2-10 anni che resta poco oltre il minimo da un decennio segnato la settimana precedente, riflettendo lo scetticismo degli investitori sullo stato di salute dell’economia globale, nonostante la performance migliore delle attese dell’economia Usa nel primo trimestre. Il tasso del decennale ha archiviato l’ultima seduta della settimana a 2,959% da 2,98% della precedente chiusura, dopo essere salito mercoledì a 3,035%, massimo da gennaio 2014.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato Ipca 0,7% m/m; 0,7% a/a.
GERMANIA
Vendite al dettaglio marzo (8,00) – attesa 0,8% m/m; 1,4% a/a.
Stima prezzi al consumo aprile (14,00) – attesa dato nazionale 0,0% m/m; 1,6% a/a; dato armonizzato 0,0% m/m; 1,5% a/a.
GRECIA
Prezzi alla produzione marzo (11,00).
Vendite al dettaglio febbraio (11,00).
PORTOGALLO
Stima prezzi al consumo aprile (10,30).
Tasso disoccupazione marzo (12,00).
SPAGNA
Partite correnti febbraio (10,00).
ZONA EURO
M3 marzo (10,00) – attesa 4,1%.
Prestiti alle famiglie marzo (10,00).
USA
Consumi reali personali marzo (14,30).
Redditi personali marzo (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Indice core Pce marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m; 1,8% a/a.
Pmi Chicago aprile (15,45) – attesa 57,7.
Indice vendite immobiliari in corso marzo (16,00) – attesa 0,6% m/m.
ASTE DI TITOLI DI STATO
USA
Washington, Tesoro offre 48 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 2/8/2018; 42 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 1711/2018.
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica ITA-coin aprile.
Bce pubblica dato titoli Stato detenuti da banche residenti a fine marzo (10,00)
APPUNTAMENTI
ITALIA
Milano, Reuters pubblica asset allocation aprile (13,00).
ASIA
Cina, mercati chiusi.
Giappone, mercati chiusi.

 

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DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

 

WB ADVISORS COMMENTO ALLE REAZIONI ODIERNE

Dopo la chiusura della conferenza stampa della BCE  l’eur usd è ritornato ad essere oggetto di vendite. Come abbiamo anticipato nelle nostre news giornaliere  sul cambio  sono scattate le vendite generate dall’esecuzione degli stop loss orders presenti sul mercato su gran quantità di posizioni lunghe di euro.

Si conferma in tal modo il nostro scenario di fondo che  contempla la possibilità che i prezzi possano scivolare verso 1,17/1,18 a breve termine. Come scriviamo nel commento tecnico che fa parte del report dedicato all’attività di Risk management per la gestione del rischio di cambio per le aziende che esportano ed importano,  l’evento odierno costituisce un primo passaggio verso una fase di rinnovata criticità per l’euro..

Su queste basi riteniamo che vi sia ancora una prova su cui concentrare l’attenzione del comportamento degli operatori: un’eventuale re reazione a 1,2050.

Se tale reazione si rivelerà di basso profilo la discesa successiva verso il target indicato  costituirà soltanto una passaggio intermedio all’interno di un ciclo riflessivo più ampio.

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

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MILANO (Reuters) – Il presidente della Bce Mario Draghi, oggi ha confermato l’impegno a mantenere il costo del denaro sui livelli attuali per un “periodo prolungato”, comunque ben oltre il termine del programma degli acquisti Qe, che proseguiranno al ritmo mensile di 30 miliardi fino a fine settembre, ma se necessario anche oltre. Confermato anche quello di reinvestire i titoli che giungono a scadenza, sempre nel programma Qe e anche in questo caso se sarà necessario oltre chiusura del programma.

Fin qui davvero pochi gli spunti o le novità.

Quando la parola passa a Mario Draghi, il primo riferimento del banchiere centrale, che come di consueto incontra la stampa al termine del consiglio, è però sufficientemente eloquente. Il banchiere centrale fa infatti riferimento a segnali di rallentamento nella crescita economica della zona euro, fenomeno almeno in parte inatteso dalla stessa Bce, per quanto possa essere legato a effetti di natura temporanea.

Ed è per questo — perché intende capire quale sia la vera natura del modesto deterioramento della congiuntura — che Francoforte ha preferito non trattare nemmeno il tema delle future mosse di politica monetaria durante la discussione del consiglio.

Da sei settimane a questa parte, del resto, gli ultimi numeri macro hanno messo in evidenza un concreto rallentamento della congiuntura.

Hanno chiaramente evocato un deterioramento della crescita nel corso del primo trimestre per lo meno Banca d’Italia e Bundesbank: grazie all’andamento particolarmente deludente della produzione industriale, nel bollettino mensile di Via Nazionale del 13 aprile la stima sul Pil al 31 marzo è di 0,2% da 0,3% degli ultimi tre mesi, mentre nell’ultimo rapporto mensile dell’istituto centrale tedesco fa riferimento a una crescita “decisamente inferiore” nei primi tre mesi del 2018.

Difficile però immaginare una qualsiasi modifica della cosiddetta retorica Bce, per lo meno fino alla diffusione dell’aggiornamento trimestrale delle stima macro dello staff che avverrà soltanto in giugno.

E’ infatti proprio in occasione della riunione del 7 giugno che dovrebbe essere presa una qualche decisione sul futuro degli acquisti Qe, che sulla carta si chiude in settembre ma potrebbe essere esteso fino a fine anno.

Rispetto all’ultimo consiglio di politica monetaria, riunitosi l’8 marzo, per lo meno a giudicare dai tassi impliciti si sono aggiustate lievemente al ribasso le aspettative sul percorso di normalizzazione da parte della Bce.

Secondo elemento di assoluta rilevanza il livello del cambio, considerando che il cross dell’euro/dollaro viaggia al di sotto di 1,22 — sui minimi delle ultime otto settimane — contro 1,2310 della chiusura Usa dell’8 marzo, quando l’euro era brevemente balzato oltre 1,24 dollari.

Nella seduta odierna, in tarda mattinata, i derivati che misurano le aspettative sull’inflazione della zona euro hanno visto un’accelerazione con una punta a 1,718, record delle ultime otto settimane, a riflesso delle tensioni sui corsi del greggio e delle materie prime.

Appuntamento quindi alla prima settimana di giugno.

 

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MARKET MOVER 26 APRILE 2018

MARKET MOVER 26 APRILE 2018

Buongiorno,

Il grafico che questa mattina pongo alla vostra attenzione, mette in relazione l’andamento del Dollar Index (curva rosso-magenta) verso l’oro quotato in usd/oncia (curva bleu). Il loro andamento rispetta un rapporto di correlazione negativo (inverso) pressochè stabile nel tempo. Da inizio anno il Dollar Index ha costruito una base attorno a quota 90 (sotto 1.25 contro euro), mentre l’oro in più occasioni ha tentato di violarea l’area 1390 usd/oz. Se volete il rapporto dell’oro risulta diretto con quello dell’euro. I due strumenti hanno tentato di violare il primo area 1390 il secondo 1.25 contro dollaro. La grande maggioranza degli Uffici Studi di banche ed Hedge Fund hanno stimato il break up di oro ed euro come evento certo  per la prima parte del 2018.

Più recentemente molti media hanno in più occasioni riportato articoli in merito alla de dollarizzazione in corso e ad un suo ridimensionamento in termini di valore.

Noi invece avevamo fissato a quota 90.40 il punto di break up per il dollaro, mentre quello di break out per l’oro a 1320. In questi giorni di fine aprile i due strumenti stanno confermando simultaneamente che avevamo ragione. Come nostra consuetudine cercheremo le opportune conferme nelle prossime ore, ma l’evento complessivamente da forza alla nostra tesi. La violazione di 1320 usd/oz per l’oro conferma definitivamente uno scenario di ripresa del dollaro.

 

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

Contro euro ciò significa che l’abbandono di 1.22 spingerà velocemente i valori verso 1.2050 & 1.18/1.17, come già scritto, per avviare una ridistribuzione dell’euro che incorpora a nostro avviso significati macro economici estremamente significativi. Se ciò dovesse trovare conferma durante la primavera e l’estate dovremmo prepararci ad uno scenario non propriamente inedito. Prima di anticipare tuttavia le stime sul medio termine preferiamo analizzare cautelativamente i prossimi passi del mercato. In particolare verificheremo quale atteggiamento adotteranno i fondi speculativi al test dell’area 1,2050-1.20. Se su tali ordini di prezzo non si riscontrerà alcuna significativa reazione anticiperemmo il nostro Outlook di medio lungo termine.

Nel frattempo ricordiamo che tra 1.23 ed 1.25 abbiamo suggerito di aggiornare le strategie di copertura del rischio di cambio sia per le attività export che import, accumulando ad esempio per quest’ultimi le coperture proprio nel range indicato.

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

Sui mercati azionari abbiamo registrato nella giornata di ieri una breve reazione verso la chiusura di wall street. e’ probabile che il mercato voglia tentare nuovamente di assorbire le recenti vendite; ciò significa che ci aspettiamo un ulteriore tentativo di recupero verso l’attuale supply line 2690/700 di S&P 500. Qualora dovesse fallire nuovamente il tentativo dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente sul futuro prossimo venturo. Nel frattempo la linea 2600/580 costituisce il punto su cui focalizzare l’alert.

Wlademir Biasia

CONSIGLIO BCE – Appuntamento clou della seduta quello con il consiglio di politica monetaria di Francoforte, per quanto non si prevedano novità né sul fronte dei tassi né sulla cosiddetta ‘exit strategy’ dal programma degli acquisti Qe. L’attenzione sarà soprattutto rivolta a come Draghi commenterà l’assestamento della crescita economica messo in luce dai recenti dati macro. L’ultimo sondaggio Reuters tra gli economisti mostra la mediana delle attese che ipotizza un ritocco verso l’alto di 15 punti base sul riferimento dei depositi marginali nel secondo trimestre dell’anno prossimo.

FOREX – Il dollaro si assesta appena sotto i massimi da tre mesi e mezzo sulle principali controparti valutarie negli scambi asiatici ma resta comunque sostenuto dalla risalita dei rendimenti dei Treasuries. Intorno alle 7,30, l’indice del biglietto verde è piatto a 91,164, dopo una fiammata a 91,261. Il dollaro scivola a 109,32 yen da 109,41 yen della chiusura precedente; biglietto verde in marginale flessione anche nei confronti dell’euro, che sale a 1,2173 dollari da 1,2159 dollari della precedente chiusura; euro/yen stabile in area 133,10.

GREGGIO – Quotazioni del greggio in rialzo sulle piazze asiatiche, supportate dall’aspettativa di una reintroduzione delle sanzioni contro l’Iran da parte degli Usa, oltre che dalla discesa della produzione venezuelana unita ad una domanda che si mantiene solida. I futures sul Brent salgono di 46 centesimi a 74,46 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 32 centesimi a 68,37 dollari il barile.
TREASURIES – Chiusura in calo per i governativi Usa, con il rendimento del decennale in rialzo oltre il 3%, sui timori legati all’aumento dell’offerta per compensare la riduzione del gettito legata alla riforma fiscale voluta da Trump. Il tasso del decennale Usa ha terminato la seduta a 3,027%, in rialzo di quasi 5 centesimi rispetto alla precedente chiusura.
POLITICA INTERNA – Nuovo giro di consultazioni per il presidente della Camera Fico, chiamato ad esplorare la possibilità di un’intesa sul governo tra Pd e 5 Stelle. Tra i democratici, se il segretario reggente Martina ed altri esponenti come Franceschini invitano a non escludere il dialogo, i renziani chiudono decisamente la porta ad un accordo. L’agenda odierna di Fico prevede per le 11,00 l’incontro con il Pd e per le 13,00 quello con i 5 Stelle. Il presidente della Camera dovrà poi tornare al Colle per riferire a Mattarella l’esito degli incontri, chiedendo eventualmente altro tempo.
CDM – E’ stato convocato per le 11,00 un consiglio dei ministri che, secondo due fonti governative, dovrebbe decretare la proroga dei termini del prestito ponte per Alitalia. Secondo quanto riportato stamane da ‘Il Sole 24 Ore’, sul tavolo del Cdm ci sarà anche il Def, che, scrive il quotidiano, potrebbe proiettare una crescita di 1,5%, di un decimale più bassa di quella ipotizzata nei giorni scorsi, alla luce del rallentamento della congiuntura nel primo trimestre. In ogni caso, come riferito da due fonti a Reuters nei giorni scorsi, è previsto un rallentamento nel prossimo biennio, per l’impatto recessivo dell’aumento automatico di Iva e accise, inevitabile in uno scenario tendenziale.
OFFERTA ITALIA – Secondo appuntamento con le aste di fine mese. Tocca al Bot semestrale, di cui il Tesoro mette a disposizione un ammontare di 6 miliardi di euro identico ai fondi in scadenza. In serata sul mercato grigio di Mts il Buono 31 ottobre 2018 offre un rendimento pari a -0,405% da -0,43% — minimo da dicembre — del collocamento di fine marzo. Nel pomeriggio è prevista la riapertura riservata agli operatori specialisti del collocamento di martedì su Ctz e BtpEi: 300 milioni della quarta tranche del Ctz 30 marzo 2020, 174 milioni dell’indicizzato maggio 2028 e 118 del titolo settembre 2032.
BTP – Tra volumi di scambio particolarmente sottili, il premio di rendimento Btp/Bund sul tratto decennale si è stretto ieri fino a 111 punti base — nuovo minimo da aprile 2016 — per poi terminare a quota 115. Nel caso del benchmark a dieci anni febbraio 2028 il riferimento della chiusura, sempre secondo dati TradeWeb, è di 1,779%.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice Gfk fiducia consumatori maggio (8,00) – attesa 10,8.
SPAGNA
Tasso disoccupazione trim1 (9,00) – attesa 16,2%.
USA
Ordini beni durevoli marzo (14,30) – attesa 1,6%.
Stima bilancia commerciale marzo (14,30).
Stima scorte ingrosso e dettaglio marzo (14,30).
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 230.000.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 6 miliardi Bot sei mesi scadenza 31/10/2018 (184 giorni).
USA
Washington, Tesoro offre 29 miliardi dollari titoli Stato 7 anni 30/4/2018.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, Riksbank annuncia decisioni tassi e pubblica rapporto di politica monetaria (11,00).
Zona euro, riunione consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi (14,30).
Zona euro, intervento Nouy a seminario Eurofi a Sofia (17,20).
ASIA
Giappone, banca centrale inizia riunione politica monetaria; termina il 27 aprile.
APPUNTAMENTI
EUROPA
Atene, presidente Commissione Ue Juncker in visita.
Pristina, presidente Consiglio Ue Tusk in visita.