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MARKET MOVER 3 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 3 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Come atteso la Fed ha lasciato invariati i tassi confermando tuttavia la linea di orientamento verso le programmate chiamate al rialzo dei Fed Funds nel corso del 2018. L’eur usd ha reagito aggiornando i valori dal minimo di 1.1945 a poco sotto area 1,20. Il nostro quadro tecnico sul fronte della lettura del rischio di cambio non varia,  rimane fermo nella prospettiva di un ulteriore rialzo del dollaro. In termini di Risk management quindi continuiamo a suggerire di mantenere coperte le posizioni debitorie in dollari. Unica eccezione al movimento atteso è data eventualmente dall’ipotesi di una correzione verso area 1.21/1.2150. I nostri algoritmi di breve rimangono negativi mentre quelli di lungo termine stanno entrando anch’essi in territorio riflessivo.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

Ieri i dati sul PMI manifatturiero hanno prodotto stime in declino per il quarto mese consecutivo in Italia.

Il rallentamento è stato principalmente registrato dalle aziende produttrici di beni intermedi, questo sotto settore ha sofferto, infatti, di una stagnazione e di una simultanea contrazione sia degli ordini totali che di quelli esteri. In contrasto le aziende manifatturiere di beni di investimento hanno continuato a riportare una forte produzione e nuovi ordini. I dati generali hanno rivelato gli aumenti più deboli della produzione e dei nuovi ordini rispettivamente in 17 e 18 mesi. Parecchie aziende hanno riportato una contrazione delle condizioni del mercato nazionale che  conseguentemente ha avuto un impatto sull’aumento dei nuovi ordini. Contrariamente a ciò, le esportazioni, anche se hanno riportato il rallentamento al livello più alto da novembre 2016, hanno tenuto un ritmo abbastanza buono. Ciò è stato particolarmente il caso del sotto settore dei beni di investimento, dove le esportazioni sono aumentate al tasso maggiore del 2018.

PMI MARKIT MANUFACTORING ITALY

PMI MARKIT MANUFACTORING ITALY

Il dato non avuto effetti sull’andamento del mercato azionario che invece ha definitivamente violato area 24000.

Sui mercati azionari preoccupa di più l’ennesima chiusura negativa dello Standard & poor 500 che pur continuando a rispettare la soglia di sostegno tecnico a 2630 perde momentum.

L’indice VIX che misura la volatilità al NYSE per il momento non fa eco alla debolezza dell’azionario. I valori rimangono racchiusi all’interno del range 20-15. Le due estremità costituiscono i punti su cui focalizzare le seguenti condizioni: > 20 avversione al rischio – < 5 ripresa del rialzo dell S&P 500 con possibilità di recuperare oltre 2680.

 

FED – La banca centrale Usa ha lasciato invariato, come previsto, il costo del denaro a 1,50-1,75% ed ha espresso fiducia sulla sostenibilità della recente risalita dell’inflazione verso il target, restando così in corsa per una nuova stretta sui tassi d’interesse in giugno. Il comitato di politica monetaria ha, inoltre, minimizzato il rallentamento della congiuntura e della creazione dei posti di lavoro evidenziato dagli ultimi dati, sottolineando come questo s’inserisca all’interno di una fase di solidità dell’economia.
POLITICA ITALIA – Dopo il ‘niet’ di Renzi alla possibilità di una trattativa con il M5s per la formazione di un governo, la direzione del Pd oggi si prospetta come un momento di scontro interno, che potrebbe sfociare in un voto di fiducia sul segretario reggente Martina. Mattarella aspetterà l’esito dell’esecutivo Dem per annunciare le sue decisioni, ma vorrebbe un governo in grado almeno di approvare la legge di Stabilità, prima di tornare alle urne nel 2019. Stamane sui giornali non viene escluso un nuovo giro di consultazioni, per formare un ‘esecutivo di tregua’.
In un’intervista al ‘Corriere’ Calenda rilancia l’ipotesi di un governo istituzionale, di un anno e mezzo, appoggiato da tutte le forze politiche, per riformare innanzitutto la legge elettorale.
In un colloquio con ‘La Stampa’ Tajani boccia l’ipotesi di un esecutivo di pochi mesi, invocando un governo forte per contare in Europa e si schiera per un incarico a Salvini per sbloccare lo stallo.
STIME COMMISSIONE – In arrivo da Bruxelles le stime macroeconomiche di primavera della Commissione europea. Le ultime proiezioni suggerivano per l’economia italiana il mantenimento di un ritmo di crescita di 1,5% nel 2018, prospettando però per il 2019 un rallentamento a 1,2%. Per quanto riguarda i conti pubblici, le stime più recenti di Bruxelles indicavano il deficit/Pil 2018 a 1,8% e quello del 2019 al 2%, mentre il debito/Pil 2018 era visto a 130,8% e quello del 2019 al 130%.
PRIMARIO – Si attivano sul primario Francia e Spagna. Parigi offre fra i 7,5 e gli 8,5 miliardi degli Oat maggio 2026, maggio 2028, maggio 2034, maggio 2048. Madrid mette invece a disposizione degli investitori fra i 3,5 e i 4,5 miliardi dei titoli di Stato nominali gennaio 2021, aprile 2028, luglio 2066. La Spagna offre inoltre fra 500 milioni e un miliardo dell’indicizzato novembre 2021.
INFLAZIONE ZONA EURO – Eurostat diffonde i numeri preliminari sui prezzi al consumo di aprile nella zona euro, che saranno utilizzati dagli investitori per calibrare le proprie attese sulle prossime mosse della Bce. La mediana delle stime raccolte da Reuters tra gli economisti suggerisce un dato tendenziale fermo a 1,3%. Ieri, intanto, la stima preliminare del Pil del primo trimestre ha evidenziato una frenata della crescita congiunturale a 0,4% da 0,7% del trimestre precedente.
DAZI – Il segretario al Tesoro Usa Mnuchin è sbarcato a Pechino per una serie di colloqui di alto livello con le autorità cinesi sulla politica commerciale. I media di Stato cinesi assicurano che Pechino resisterà alle prepotenze Usa se necessario, anche se la gestione della disputa tramite un tavolo negoziale viene salutata con positività.
GREGGIO – Andamento negativo in Asia per quotazioni petrolifere, appesantite dall’aumento delle scorte settimanali e della produzione Usa, che annullano gli sforzi dell’Opec per ridurre l’offerta e spingere al rialzo i prezzi. Intorno alle 7,30 i futures sul Brent cedono 20 centesimi a 73,16 dollari il barile; i derivati del Nymex scendono di 6 centesimi a 67,86 dollari il barile.
FOREX – Il dollaro storna dal picco da quattro mesi toccato sulle principali controparti valutarie dopo il verdetto di politica monetaria della Fed, in attesa dei numeri sugli occupati Usa, che domani forniranno nuove indicazioni sullo stato di salute della prima economia mondiale. L’indice del dollaro è fermo a 92,515, dopo una fiammata post-Fed a 92,834. Euro/dollaro 1,1983 da 1,1950; dollaro/yen 109,60 da 109,83; euro/yen 131,35 da 131,29.
TREASURIES – Chiusura in rialzo per i governativi Usa dopo la diffusione del programma trimestrale di emissioni, rivelatosi più leggero delle attese, mentre il verdetto della Fed ha avuto un impatto relativamente contenuto sul mercato. Il rendimento del decennale benchmark ha archiviato la seduta a 2,970% da 2,976% della precedente chiusura.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Markit/Cips, Pmi servizi aprile (10,30) – attesa 53,5.
ZONA EURO
Stima flash prezzi consumo aprile (11,00) – attesa dato armonizzato 1,3% a/a.
Prezzi produzione marzo (11,00) – attesa 0,1% m/m; 2,1% a/a.
USA
Bilancia commerciale marzo (14,30) – attesa -50,0 miliardi.
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 225.000.
Stima costo lavoro trim1 (14,30) – attesa 2,9%.
Stima produttività trim1 (14,30) – attesa 0,9%.
Revisione beni durevoli marzo (16,00).
Ordini industria marzo (16,00) – attesa 1,4% m/m.
Pmi non manifatturiero Ism aprile (16,00) – attesa 58,1.
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Francia, Tesoro offre 7,5-8,5 miliardi Oat maggio 2026 cedola 0,5%, maggio 2028 cedola 0,75%, maggio 2034 cedola 1,25%, maggio 2048 cedola 2%.
Gran Bretagna, Tesoro offre 3 miliardi sterline Gilt 2023 cedola 0,75%.
Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi titoli Stato gennaio 2021 cedola 0,05%, aprile 2028 cedola 1,4%, luglio 2066 cedola 3,45%; 0,5-1,0 miliardi indicizzato novembre 2021.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Norvegia, banca centrale norvegese annuncia tassi (10,00).
Svezia, audizione governatore Riksbank Ingves a Commissione Finanze su rapporto di politica monetaria (10,00).
Svizzera, intervento presidente Banca Nazionale Svizzera Jordan a Zurigo (18,00).
Zona euro, interventi Constancio (14,00) e Coeuré (14,30) a conferenza Bce su “Promuovere unione bancaria e mercati capitale” a Francoforte.
Zona euro, intervento governatore Banca di Francia Villeroy de Galhau a convegno su investimenti in Francia (9,00).
APPUNTAMENTI
EUROPA
Atene, intervento Premier Tsipras a conferenza su situazione in isola di Lesbos.
Bruxelles, da Commissione Ue attesa pubblicazione previsioni economiche.
Bruxelles, riunione Consiglio affari generali Ue su politiche coesione dopo 2020.
Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto per tipo alimentazione in Europa trim1.
Bruxelles, intervento Premier belga Michel a Parlamento Ue.
ASIA
Giappone, mercati chiusi 3 e 4 maggio.

MARKET MOVER 4 APRILE 2018

La giornata di eri ha messo in evidenza una prima reazione alla nuova discesa sui minimi di periodo di WS. L’S&P 500 ha recuperato terreno sino a chiudere sopra quota 2600, ovvero sopra il livello che avevamo messo a fuoco nel commento di ieri mattina per poter ritenere plausibile l’avvio di una reazione più convinta.  In questi giorni stiamo lavorando sull’Outlook  mensile (che pubblicheremo in settimana) analizzando le cause che stanno minando la tenuta di Wall Street. Più che i dazi e la conseguente guerra commerciale, i mercati sono spaventati dal robusto rialzo del Libor sul dollaro. Il tasso a tre mesi è salito in modo straordinario da inizio anno. Nei giorni precedenti avevamo riportato questo fenomeno spiegandone le cause con una diminuzione significativa di M3.

Oggi dopo tra 11.30 e le 12 sarò ospite di Debora Rosciani e Mauro Meazza a RADIO 24 per parlare proprio del Libor e del fatto che la Federal Reserve ha iniziato a pubblicare un nuovo tasso in sostituzione del Libor, il Secured Overnight Financing rate (SOFR), con l’intento di ridurre nel tempo la dipendenza di molti strumenti dall’indicizzazione al Libor (fissato a Londra). Si stima che oggi almeno 200 trilioni di dollari rappresentino contratti in derivati indicizzati a quest’ultimo, un valore equivalente a  dieci volte il PIL USA.

Il rialzo del Libor spaventa WS, come pure la correlata diminuzione della base monetaria M3. In sostanza la riduzione della liquidità nel sistema sta facendo temere un inevitabile rialzo dei tassi e probabilmente un aumento a livello internazionale di dollari.

Ieri il dollaro, a conferma di quanto stiamo scrivendo da almeno due settimane, ha iniziato a guadagnare terreno sull’euro in modo più costruttivo. I minimi segnati a 1.2250 infraday, hanno consentito al mercato di collaudare il supporto tecnico in transito in area 1.2245. Oggi ci attendiamo un ulteriore attacco al sostegno. La violazione aprirebbe la strada per una correzione dell’eur usd ponendo le negoziazioni nella traiettoria per un test di area 1.2050. Ma la partita potrebbe assumere dimensioni più interessanti e spingere il cambio in una condizione propedeutica ad un ritorno di forza del dollaro sui mercati.

I dati pubblicati ieri sul PMI Markit (Purchase Manager Index) hanno fatto segnare indistintamente un rallentamento della fiducia dei managers per le aree a maggior vocazione export.

AREA DATO EFFETTIVO ATTESO MESE PRECEDENTE
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Mar) 54,8 54,7 56
  CHF Indice SVME dei direttori acquisti (Mar) 60,3 64,3 65,5
  EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Mar) 55,1 55,6 56,8
  EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Mar) 53,7 53,6 53,6
  EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mar) tedesco 58,2 58,4 58,4
  EUR Indice di fiducia dei consumatori spagnoli 98,6 99,7
  BRL Indice sull’Inflazione IPC-Fipe (Mensile) (Mar) 0,00% -0,05% -0,42%
  EUR Indice PMI manifatturiero (Mar) area euro 56,6 56,6 56,6
  GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mar) inglese 55,1 54,8 55

Se si esclude la pausa di esclude la pausa di febbraio per l’Italia si tratta del 5° mese di discesa quasi consecutiva.

Ritornando al comportamento del mercato azionario, pensiamo che anche oggi l’attenzione rimarrà rivolta allo Standard & Poor: in altri termini vogliamo tutti vedere se il mercato saprà contenere le vendite sopra quota 2600/2595. La tenuta di questo livello determinerà per reazione una nuova fase di acquisti in grado di spingere i corsi fuori, almeno temporaneamente, dal cono d’ombra delimitato da area  2650 oggi, 2630 domani.

WB ANALYTICS: EUR USD D

WB ANALYTICS: LIBOR US 3 MTH

WB ANALYTICS: LIBOR US 3 MTH

 

POLITICA ITALIA – Partono in salita le consultazioni che oggi e domani vedranno Mattarella incontrare i partiti con l’obiettivo finale di dare vita a un esecutivo dopo le inconcludenti elezioni del 4 marzo. Ieri, come riferito da due fonti del Movimento, il leader del M5S Di Maio ha alzato la posta aprendo a un governo con il Pd o con la Lega ma senza Fi. Il Pd ha respinto l’offerta definendola “irricevibile” mentre il leader del Carroccio ha aperto al dialogo con i 5 stelle ma partendo dalla coalizione di centrodestra “che ha preso più voti” e “senza subire veti o imposizioni”.

CASELLATI A STAMPA – Intanto, in un’intervista a ‘Il Messaggero’ la neo-presidente del Senato Casellati, esponente di Fi, ha detto che uno strappo tra Salvini e Berlusconi “è un’ipotesi che non è nelle cose” parlando di un “comune sentire su come affrontare e risolvere i problemi del Paese” tra i due schieramenti. Casellati elenca tra le priorità del prossimo governo la riforma fiscale, il riassetto delle autonomie e il tema della sicurezza. Secondo la presidente del Senato, le prime reazioni dei mercati alla situazione politica italiana “dimostrano che c’è attesa e attenzione ma all’interno di un perimetro di consolidata responsabilità”. Casellati infine chiede alla politica un “segnale forte” perché “un eventuale stallo rappresenterebbe una sconfitta per tutti”.

DATI ITALIA – In mattinata Istat renderà note le cifre relative al rapporto deficit/Pil del quarto trimestre. Nel terzo trimestre 2017 l’indebitamento netto in rapporto al Pil delle amministrazioni pubbliche era stato pari al 2,1% dal 2,4% del corrispondente trimestre 2016. Sempre da Istat, ma un’ora prima, verranno diffuse anche le stime di occupati e disoccupati di febbraio. Le attese per il tasso di disoccupazione sono per un frazionale calo a 11,0% dopo 11,1% di gennaio. Intanto ieri Eurostat ha alzato il deficit italiano 2017 di 4,7 miliardi, per effetto del salvataggio delle banche venete. L’impatto negativo sul debito è di 11,2 miliardi, una parte dei quali, tuttavia, è già inclusa nei saldi diffusi in via preliminare a inizio marzo.

DEF – Nel giorno in cui si insedia la commissione speciale per il Def al Senato, Baretta ha scritto su Twitter che “come governo uscente presenteremo un Def molto tecnico”. Il sottosegretario all’Economia ha aggiunto che “il tema delle priorità è il tema politico di fondo: sarà il primo banco di prova per Lega e M5s. Ma anche l’opposizione dovrà dire la sua”.

INFLAZIONE ZONA EURO – Sempre dal lato macro attesa la stima ‘flash’ dell’inflazione di marzo dell’intero blocco, attentamente monitorato in chiave Bce. Dopo il dato tedesco della scorsa settimana, sotto le attese degli analisti, l’indice armonizzato dovrebbe mostrare un rafforzamento a 1,4% dall’1,1%, rivisto al ribasso, di febbraio.

BTP – Seduta poco mossa e dai volumi contenuti per il secondario italiano ieri dopo la lunga pausa pasquale. Il differenziale di rendimento Italia-Germania ripartirà da 128 punti base, sui minimi dal 19 febbraio, dai 130 della chiusura di giovedì scorso. Il tasso del decennale di riferimento ripartirà invece da 1,79%, stesso livello dell’ultima chiusura.

PRIMARIO ZONA EURO – Giornate ricche dal punto di vista dell’offerta di nuova carta della zona euro. In attesa delle aste a medio lungo di Francia e Germania di domani, in mattinata si attiverà la Germania mettendo a disposizione degli operatori 3 miliardi di euro del Bobl con scadenza aprile 2023. Sempre in mattinata anche la Grecia offrirà titoli di Stato a 26 settimane.

PMI CINA – La crescita del settore dei servizi cinesi è rallentata al minimo di quattro mesi a marzo sulla scia del fatto che nuovi ordini e occupazione hanno messo a segno un’espansione a un ritmo più lento. L’indice Pmi Caixin/Markit per i servizi è sceso a 52,3 a marzo da 54,2 di febbraio, minimo da novembre.

ADP – In attesa del dato sul mercato del lavoro diffuso dal governo americano venerdì prossimo, nel pomeriggio gli operatori potranno contare sui dati Adp sul settore privato a marzo. Le attese sono per 250.000 dopo il 235.000 del mese precedente.

FOREX – Il dollaro perde terreno sullo yen mentre incombe la prospettiva di un acuirsi delle tensioni tra Usa e Cina a livello commerciale. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,2272, in rialzo dello 0,03%, dopo aver chiuso a 1,2269. Alla stessa ora dollaro/yen a 106,53, in calo di 0,05% dopo una chiusura a 106,59 e il cross euro/yen scambia piatto a 130,79.

GREGGIO – Prezzi in calo sulle attese di un incremento delle scorte Usa. Tuttavia le dichiarazioni del governo russo su una maggiore collaborazione con l’Opec sui tagli limitano la flessione. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in calo di 22 cent a 67,90 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa cedono 18 cent a 63,33 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in leggero rialzo negli scambi asiatici dopo il calo visto ieri sulla scia del rialzo dei listini azionari. Il decennale di riferimento guadagna 1/32 con un tasso di 2,778%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, stima di occupati e disoccupati di febbraio (10,00) – attesa 11,0%.
Istat, deficit/Pil, reddito e risparmio famiglie e profitti società nel quarto trimestre (11,00).

ZONA EURO
Stima flash sui prezzi al consumo di marzo (11,00) – attesa dato armonizzato 1,4% su anno.
Tasso di disoccupazione a febbraio (11,00) – attesa 8,5%.

USA
Occupati nel settore privato Adp (14,15) – attesa 205.000.
Ordini all’industria di febbraio (16,00) – attesa 1,7% su mese.
Revisione beni durevoli febbraio (16,00).
Pmi Ism non manifatturiero marzo (16,00) – attesa 59,0.
Pmi Markit servizi finale marzo (15,45).
Pmi Markit composito finale marzo (15,45).
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bobl 14/4/2023.
Grecia offre titoli Tesoro 26 settimane.
Gran Bretagna, Tesoro offre 2,75 miliardi sterline Gilt 2023 cedola 0,75%.

BANCHE CENTRALI
USA
Little Rock, intervento presidente Fed St. Louis Bullard (15,45).
Wilberforce, intervento presidente Fed Cleveland Mester (17,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, iniziano consultazioni Quirinale: presidente Senato (10,30), presidente Camera (11,30), presidente emerito Napolitano (12,30); gruppo per le autonomie (Svp-Patt, Uv) Senato (16,00); gruppo misto Senato (16,45); gruppo misto Camera (17,30); Fratelli d’Italia (18,30).
Roma, s’insedia commissione speciale Def al Senato.

EUROPA
Istanbul, Erdogan incontra presidente iraniano Rouhani e Putin su sviluppi Siria.

EUR USD: E SE SI FOSSE ESAURITA LA SPINTA RIALZISTA DELL’EURO?

EUR USD: E SI SE FOSSE ESAURITA LA SPINTA RIALZISTA DELL’EURO?

Nelle ultime settimane la dialettica su quanto possa essere manipolato il cambio eur usd si è spinta fino a toccare i livelli più elevati dell’establishment finanziario. La stessa BCE per voce di alcuni membri del Direttorio ha preso forti posizioni sul tema.

Il gradimento di un dollaro debole da parte dell’Amministrazione USA ha generato forte perplessità nei mercati e tolto credibilità all’azione dell’Autorità monetaria.

L’importanza del confronto e delle possibili conseguenze  di un ulteriore debolezza del dollaro è così sentita da congelare l’elasticità degli scambi tra 1.22/1.25  da ormai due mesi a questa parte.

Oggi erano molto attese non tanto la conferenza di Mario Draghi, quanto piuttosto le reazioni del mercato alle sue parole. La conferma di una linea di policy strutturalmente immutata rispetto alle altre audizioni ha convinto i traders a tentare di vendere euro contro dollaro. Il transito di una barriera con valenze tecniche ed implicazioni macro significative a quota 1,2550, ha respinto ancora una volta le pressioni rialziste.

Credo siano condivise e condivisibili le potenziali implicazioni generate da un break up di area 1,25 eur usd sulle prospettive di crescita dell’Eurozona e soprattutto delle aree periferiche dell’Unione.

Nell’ultimo mese,  visitando molte aziende esportatrici che  hanno beneficiato nei tre anni precedenti di un euro debole,  ho raccolto umori più preoccupati. Gli ordini provenienti dagli Usa piuttosto che da altre aree appartenenti al polo valutario del dollaro, si sono raffreddati.

Il dato di questa mattina relativo agli ordinativi dell’industria tedesca conferma un rallentamento del momentum positivo che l’economia europea in generale ha vissuto negli ultimi 24 mesi.  Statisticamente gennaio e marzo sono due mesi  in cui le rilevazioni risultano deboli. Tuttavia anche gli indici di sentiment, PMI Markit manifatturiero (Purchase Manager Index), rivelano un’iniziale flessione del clima di fiducia delle aziende tedesche in linea con le medesime valutazioni su scala europea.

PMI MARKIT MANUFACTORING GERMANY

PMI MARKIT MANUFACTORING GERMANY

 

PMI MARKIT MANUFACTORING EUROZONE

PMI MARKIT MANUFACTORING USA

Di converso negli USA lo stesso indicatore mette in evidenza un miglior grado di ottimismo.

Come ho avuto modo di raccontare uno dei miei speech recenti, invitato a commentare gli scenari post elettorali in Italia, uno dei temi più critici riguarda la competitività delle imprese e di conseguenza del livello dei tassi di cambio.  Le dissertazioni sulla competitività meritano profonde analisi, tuttavia la leva valutaria svolge una funzione fondamentale per il raggiungimento dell’equilibrio nel rapporto con i mercati globali. Non a caso assistiamo a continue contrapposizioni tra macro sistemi che si traducono in continue guerre valutarie.

Per l’Italia il tema assume rilevanza straordinaria. Il cambio rappresenta la leva più immediata ed efficace per mettere in condizioni le aziende per esportare al meglio. Tutti gli altri discorsi, per quanto ricchi di eleganza intellettiva, non trovano per ragioni politiche applicazione immediata.  Alle nostre aziende rimane quindi di fondamentale  importanza seguire e gestire la leva del cambio per  migliorare il loro pricing power.

Sono convinto che anche all’interno del Board della Banca centrale ci sia questa consapevolezza e che quindi si cerchi di fare qualsiasi cosa per salvaguardare la crescita dell’export per proteggere la ripresa dell’economia.

Come ho scritto nelle precedenti settimane  quota 1,25 rappresenta la linea del Piave per l’eur usd e quindi per le industrie  del Made in Italy. Auspichiamo una progressiva perdita di momentum in grado di spingere i  prezzi sotto area 1.22/1.20 per dare nuovamente vigore all’export.  Flessioni dei corsi sotto tale fascia contribuiscono, al di là dei sempre possibili interventi “fuori mercato”, a rianimare le vendite di euro con riposizionamenti di portafoglio anche strategici.  Le attuali condizioni tecniche potrebbero essere d’aiuto.

 

WB ANALYTICS: EUR USD LONG TERM TREND

 

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM TREND ECB MEETING

MARKET MOVER 28 FEB 2018

MARKET MOVER 28 FEB 2018

MARKET MOVER 28 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

Questo pomeriggio Wlademir Biasia è ospite di Officina delle Imprese per parlare di Internazionalizzazione  e delineare lo scenario sui mercati alla vigilia delle elezioni in Italia e del referendum SPD sulla Grande Coalizione tedesca. Per informazione si prega di inviare una mail a info@wbadvisors.it  Ogg. Conferenza Officina delle Imprese.

L’eur usd viola l’area 1.23/1.2280 aprendo l’attesa correzione che dovrebbe condurre igli scambi verso l’altro punto significativo presente a quota 1.2050. Nella giornata odierna avremo un ultimo collaudo di 1,22, area in cui si erano formati i precedenti minimi significativi prima della spinta in direzione 1.2535. Quindi la giornata odierna ci dirà, sulla base delle chiusure, quanto realistica sia l’attesa per un ulteriore declino del cambio. La violazione di 1.22 oltre ad accreditare la spinta verso 1.2050 rappresenta un primo significativo segnale di esaurimento della forza dell’euro verso il dollaro. 

Contestualmente a questa verifica abbiamo il transito dell’oro quotato in usd in area 1310 usd/oz. Anche in questo caso la violazione di 1310 costituisce un ulteriore segnale di conferma di un ritorno di interesse più concreto verso il dollaro.

Infine completa il quadro sul biglietto verde l’eventuale break-up di 90.50 del Dollar Index. Come scritto nell’ultimo report settimanale, la violazione di 90.50/60 costituisce un trigger molto importante per l’attivazione di buy orders presenti sopra il livello.

In virtù del segnale  sul dollaro e nel rispetto della recente esperienza che abbiamo vissuto ogni qualvolta nel passato l’euro ha affrontato una situazione tecnica simile, vogliamo verificare l’atteggiamento degli americani rispetto al setup delineato. In altri termini vogliamo vedere se anche in questa occasione all’ultimo momento gli americani interverranno per contrapporre agli acquisti sul dollaro un’azione di detrimento ed annullamento del buy signal. A tale scopo abbiamo fissato un eventuale warning in area 1.2280 eur usd.

 

WB ANALYTICS: EUR USD DAY

WB ANALYTICS: EUR USD DAY

 

WB ANALYTICS: EUR USD WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD WEEK

WB ANALYTICS

 

 

FOREX – Dopo le parole di Powell il dollaro scambia sui massimi di tre settimane nei confronti di un paniere di divise mentre lo yen sale sostenuto dalla decisione della Banca del Giappone di ridurre l’ammontare di governativi a lungo nelle regolari operazioni. Attorno alle 7,45, il cambio euro/dollaro vale 1,2232, quasi piatto dopo aver chiuso a 1,2231. Alla stessa ora dollaro/yen a 107,07, in calo di 0,23% dopo una chiusura a 107,31 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,24% a 130,97 (chiusura a 131,29).

TASSI FED – Gli operatori hanno iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di ben quattro rialzi dei tassi Fed nel 2018, dopo le parole di ottimismo pronunciate ieri dal neo governatore Powell, nella sua prima testimonianza semestrale al Congresso. “Abbiamo visto alcuni dati che, nel mio caso, aggiungeranno ulteriore fiducia alla mia visione di un’inflazione che si sta muovendo verso il target; abbiamo anche registrato forza a livello internazionale e abbiamo visto la politica fiscale diventare più espansiva” ha detto Powell: dichiarazioni che hanno rafforzato le attese già prevalenti di tre rialzi quest’anno (in marzo e poi nel terzo e quarto trimestre) e portando i future sui Fed Funds a prezzare una probabilità di uno su tre di un ulteriore intervento.

PIL USA – Nel pomeriggio il focus macro si sposta sulla seconda lettura del Pil Usa del quarto trimestre, un dato chiamato a sostenere le aspettative di rialzo progressivo dei tassi Usa nel corso dell’anno. Le previsioni sono per una limatura verso il basso al 2,5% annualizzato, dal 2,6% della prima lettura, confermando un rallentamento rispetto al +3,2% del terzo trimestre.

MERCATO PRIMARIO – Il Tesoro offre in riapertura fino a 1,76 miliardi di Btp e Ccteu, di cui 1,2 del nuovo 5 anni marzo 2023, a conclusione della tornata d’aste di metà mese, che ha portato la copertura delle esigenze di finanziamento del 2018 (valutate in 387 miliardi) a circa il 24%. Oggi è in agenda l’offerta tedesca, con 3 miliardi Bund decennali, mentre il Tesoro greco offre 875 milioni di titoli a breve (a 6 mesi).

BTP – L’obbligazionario italiano conferma una buona tenuta in queste sedute pre elettorali, al riparo dalla volatilità e senza aver scontato in maniera particolare il peso delle aste a medio lungo di ieri. I Btp hanno registrato un’altra chiusura in lieve rialzo: il benchmark decennale (passato nell’ultima seduta al febbraio 2028 dall’agosto 2027) ripartirà stamane da un rendimento di 2,09% e da uno spread su Bund di 142 pb (lo spread è risalito sopra quota 140 proprio in conseguenza del ‘roll’ al nuovo titolo, con scadenza più lunga).

INFLAZIONE – Ancora dati di inflazione, in arrivo oggi da Italia e zona euro, che dovrebbero confermare il rallentamento già mostrato ieri da quella tedesca: il relativo indice dei prezzi al consumo ha rallentato oltre le attese a +1,4% tendenziale da 1,6%, mentre lo stesso Draghi ha avvertito che il trend di risalita dell’inflazione verso il target potrebbe per ora essere ancora lento. Per l’Italia l’inflazione è attesa allo 0,7% in febbraio (dato nazionale) da 0,8% di gennaio e a 1,0% (armonizzato) da 1,1%. Per la zona euro nel suo complesso le stime indicano un rallentamento a 1,2% da 1,3% e a 1,1% da 1,2% per il dato al netto di cibo ed energia.

 

DATI GIAPPONE – Il rallentamento della produzione di auto ed elettronica visto a gennaio ha spinto la produzione industriale giapponese verso il maggior calo dal terremoto del marzo 2011, mettendo in luce un indebolimento della domanda e un rafforzamento delle scorte. A gennaio la produzione industriale ha messo a segno un calo del 6,6% su mese, il maggior decremento dal -16,5% del marzo 2011 e oltre le attese per un -4,2%. Il dato a dicembre aveva visto un +2,9%. Sempre a gennaio le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento dell’1,6% su anno, al di sotto delle stime per un +2,1% e del 3,6% annuo di dicembre.

PMI CINA – A febbraio la crescita del settore dei servizi in Cina ha visto un rallentamento. L’indice Pmi ufficiale relativo al comparto non-manifatturiero è sceso a 54,4 dal 55,3 di gennaio al minimo dall’ottobre 2017. La crescita del settore manifatturiero ha visto a febbraio un rallentamento al minimo di oltre un anno e mezzo scendendo a 50,3 dal 51,3 di gennaio.

GREGGIO – Prezzi in calo sulla scia dei timori legati ai deboli dati giapponesi e cinesi e alle statistiche che hanno evidenziato un aumento delle scorte Usa. Attorno alle 7,45 i derivati sul Brent scambiano in calo di 27 cent a 66,36 dollari il barile, quelli sul greggio Usa cedono 30 cent a 62,71 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici il giorno dopo le parole di Powell. Il decennale di riferimento guadagna 2/32 con un tasso di 2,901%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, stima prezzi al consumo febbraio (11,00) – attesa dato Nic 0,2% m/m; 0,7% a/a; dato Ipca -0,1% m/m; 1,0% a/a.
Istat, fatturato dei servizi trim4 (12,00).

FRANCIA
Spese ai consumi gennaio (8,45) – attesa 0,4% m/m.
Dettaglio Pil trim4 (8,45) – attesa 0,60% t/t.
Stima prezzi al consumo febbraio (8,45) – attesa dato armonizzato 1,5% a/a.
Prezzi alla produzione gennaio (8,45).

GERMANIA
Stima fiducia consumatori marzo (8,00) – attesa 10,9.
Tasso disoccupazione febbraio (10,00) – attesa 5,4%.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori febbraio.

GRECIA
Prezzi alla produzione gennaio (11,00).
Vendite al dettaglio dicembre (11,00).

PORTOGALLO
Tasso disoccupazione gennaio (12,00).
Pil finale trim4.

SPAGNA
Partite correnti dicembre (10,00).

ZONA EURO
Stima flash inflazione febbraio (11,00) – attesa 1,2% a/a.

USA
Seconda lettura Pil trim4 (14,30) – attesa 2,5%.
Stima core Pce trim4 (14,30) – attesa 2,8%.
Pmi Chicago febbraio (15,45) – attesa 64,2.
Indice vendite immobiliari in corso gennaio (16,00) – attesa 0,3% m/m.
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bund a 10 anni, scadenza 15/2/2028.
Grecia, Tesoro offre 875 milioni titoli di Stato a 6 mesi.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica debito lordo delle amministrazioni locali di dicembre (pubblicato due volte l’anno); ITA-coin febbraio; indice Eurocoin di gennaio.

EUROPA
Norvegia, intervento governatore Olsen all’Università di Oslo (11,00).
Svezia, intervento governatore Ingves a Lulea (17,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, a Palazzo Chigi Maroni firma il ‘Patto per l’autonomia della Regione Lombardia” con presidenti regioni Veneto ed Emilia-Romagna (mattina).
Roma, Poletti fa il bilancio dei progetti giovani e dell’occupazione.
Roma, convegno “Problemi e prospettive del sistema bancario italiano” con DG Abi Sabatini (14,30).
Roma, Matrix, Salvini e Di Maio registrano due interviste separate.
Milano, Reuters pubblica asset allocation febbraio (13,00).
Milano, convegno “Finanziare la crescita. Le opportunità della quotazione per le Pmi e le novità del mercato Aim Italia” con AD Borsa Italiana Jerusalmi, commissario Consob Di Noia, DG Assogestioni Galli, capo segreteria tecnica Mef Pagani (10,30).
Milano, conferenza stampa “Credito di imposta sui costi di Ipo e processo di quotazione delle Pmi su Aim” con Carpano della Presidenza del Consiglio (10,30).

EUROPA
Bruxelles, Parlamento europeo inizia sessione plenaria; termina l’1 marzo.
Helsinki, Ocse pubblica ‘Economic Survey’ della Finlandia.

MARKET MOVER 22 FEB 2018

MARKET MOVER 22 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

La Federal Reserve conferma nei verbali dell’ultimo direttorio di mantenere attiva la linea restrittitiva sui tassi. L’eur usd come atteso scende sino a testare l’area 1.2260 quasta mattina nelle sessione asiatica.  I nostri algoritmi continuano ad esprimere indicazioni negative mantenendo   elevate le probabilità per un break out di area 1.2260/50.

Come sapete il percorso prevede sotto 1.2250 un successivo movimento verso l’area ancor più significativa presente a 1,2050.

WB ANALYTICS: EUR USD D

Nel contempo rileviamo una reazione positiva, ancorchè misurata del 10 anni USA: i rendimenti rimangono sotto area 3% dopo aver tentato nuovamente un break up. La mossa seppur frazionale dei rendimenti è stata sufficente per raffreddare il rialzo delle borse americane. Tuttavia, come abbiamo scritto nel rapporto settimanale ci attendevamo una leggera flessione degli indici americani in ossequio ad un consolidamento del rialzo conseguente al recupero in atto dopo il crash di inizio mese.

In ogni caso quota 3% del 10 anni USA rimane significativa sotto il profilo dell’avversione al rischio. Per i mercati al momento è bene che non la  si superi per non creare altre turbative.

Questa mattina leggeremo i dati sulla produzione italiana, non pensiamo che abbiamo impatti sui mercati. Sarà comunque interessante visionarli in quanto riproducono statistiche sull’andamento della produzione industriale con l’euro sopra 1.20 sul dollaro.

Ieri i dati sul PMI (Francia e Germania) come avevamo visto si sono rivelati inferiori alle attese a causa a nostro avviso proprio per l’euro troppo forte sulla divisa americana.

Ora Val. Impatto Evento Attuale Previsto Precedente
10:00   EUR Nuovi ordinativi industriali italiani (Annuale) (Dic) 8,9%
10:00   EUR Nuovi ordinativi industriali italiani (Mensile) (Dic) 0,3%
10:00   EUR Vendite industriali italiane (Annuale) (Dic) 5,10%
10:00   EUR Vendite industriali italiane (Mensile) (Dic) 1,30%
10:00   EUR Aspettative di business tedesco (Feb) 107,9 108,4
10:00   EUR Valutazione dell’attuale situazione tedesca (Feb) 127,0 127,7
10:00   EUR Indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania (Feb) 117,1 117,6

Sulle borse ci attendiamo un ulteriore contenuta flessione. Per il FTSE Mib la resistenza da violare al rialzo per archiviare la fase correttiva quota sempre in area 23000.

Sul BTP rileviamo un tentativo di rottura al rialzo del 10 anni oltre la soglia 2.15 /2.20 Suggeriamo di iniziare a porre controlli in quanto anche lo spread sta ruotando dal minimo 130/115  oltre 135.

WB ANALYTICS

 

FOREX – L’indice del dollaro si mantiene attorno ai massimi di una settimana, dopo che i verbali della riunione di gennaio della Fed hanno evidenziato che i membri erano più decisi sulla necessità di continuare ad alzare i tassi d’interesse. Le minute hanno anche mostrato che i membri votanti così come gli altri hanno alzato le stime sulle prospettive economiche rispetto a dicembre. Le minute sono state probabilmente interpretate dai partecipanti come una possibilità che l’istituto centrale possa alzare i tassi tre volte. Attorno alle 7,45 l’indice del dollaro contro un paniere di valute vale 90,142 col rialzo di quasi 0,2% dopo un massimo a 90,166. Alla stessa ora l’euro quota 1,2270/75 da 1,2282 della precedente chiusura, e 131,84/85 da 132,37; l’euro/dollaro vale 107,41/44 da 107,76.

POLITICA MONETARIA – La Bce pubblica i verbali relativi alla riunione di politica monetaria di fine gennaio, in occasione della quale ha lasciato invariati sia i tassi sia l’impostazione generale della politica monetaria, confermando il tasso di rifinanziamento principale a zero, quello sui prestiti marginali a 0,25% e quello sui depositi overnight a -0,4%. I verbali potrebbero fare chiarezza su quanto dichiarato da fonti dopo la riunione, cioè che i governatori della banca centrale europea sarebbero spaccati sui prossimi passi da compiere, una divisione conseguenza del rafforzamento superiore alle attese dell’euro che, essendosi spinto fin sopra 1,25 dollari, ha complicato le previsioni sulla tempistica per uscire dall’attuale fase di stimolo.

SUCCESSIONE BCE – Cardine di qualunque ipotesi sulla futura politica monetaria sarà il nome del governatore che succederà a Draghi a conclusione del suo mandato. Se da un lato l’ipotesi di una banca centrale europea a trazione tedesca ha preso quota dopo la nomina a vicepresidente dello spagnolo de Guindos, come Draghi proveniente da un Paese dell’Europa del Sud, dall’altro Padoan ha invitato a non dare per scontato che il nuovo governatore sia Weidmann. Ipotesi questa rafforzata dalla notizia di ‘Die Zeit’ secondo cui i socialdemocratici sarebbero al fianco di Angela Merkel nel sostenere la candidatura del governatore della Bundesbank. Tuttavia, sempre ieri, due fonti interne hanno detto che l’Spd non ha discusso della leadership della Bce, smentendo di fatto la notizia.

VERSO IL VOTO – Dopo l’endorsement di Napolitano a Gentiloni ieri alla consegna del premio Ispi, sul tema torna con un un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Maurizio Martina, vicesegretario Pd e ministro alle Politiche agricole, che definisce Gentiloni “un protagonista assoluto del Pd”, pur sottolineando che “del premier si discuterà dopo il 4 marzo”. Martina si sofferma poi su Leu: “Ho visto che sono andati da Corbyn. Vorrei ricordare loro che lui non ha mai lasciato i laburisti nonostante le profonde differenze con la leadership fin dai tempi di Blair. Credo che gli elettori sanzioneranno le loro scelte divisive”. Sull’ipotesi larghe intese il vicesegretario risponde che non è questa la prospettiva e che “più forte sarà il Pd, più stabile sarà l’Italia”.

GREGGIO – Prezzi del greggio in calo sulla scia della maggiore solidità del dollaro, con il futures sul Nymex che è sceso di oltre l’1% sotto i 61 dollari al barile. Il rafforzamento del dollaro ha pienamente controbilanciato un report Ape su un calo delle scorte Usa. Attorno alle 7,45 il future ad aprile sul Brent cede 42 centesimi a 65,00 dollari al barile, mentre la stessa scadenza sul greggio Usa arretra sul Nymex di 55 centesimi a 61,13 dollari.

TREASURIES – Tassi in rialzo per i titoli del Tesoro, dopo che le minute della Fed hanno alimentato le attese di rialzi dei tassi multipli. Attorno alle 7,45, il decennale di riferimento è sostanzialmente invariato a 2,943%.

PRIMARIO ITALIA – Atteso a mercati chiusi l’annuncio finale relativo alla tornata d’aste di fine mese, con quantitativi e tipologie dei titoli a medio-lungo offerti il 27 febbraio, nell’ultimo collocamento prima delle elezioni. Intesa Sanpaolo prospetta il lancio di un nuovo Btp 5 anni accanto alla riapertura del decennale febbraio 2028 e del Ccteu 2025, per un importo complessivo di 9 miliardi.

DATI MACRO EUROPA – In arrivo, fra gli altri dati, il Cpi finale francese e l’indice Ifo relativo a febbraio. In particolare, l’indice di fiducia delle imprese tedesche è atteso a 117,0, in calo rispetto a gennaio, quando era salito a 117,6 da 117,2 in dicembre, a fronte di attese che prospettavano un leggero calo a 117,1.

INFLAZIONE ITALIA – Arriva la lettura finale dei prezzi al consumo di gennaio. Secondo i dati provvisori di Istat pubblicati all’inizio di febbraio, l’indice Nic ha registrato un aumento dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente (a dicembre aveva registrato un +0,4% su mese e un +0,9% su anno). Il dato è risultato sotto le attese degli analisti per quanto riguarda il congiunturale e in linea per il tendenziale (+0,3%, +0,8%). Sempre secondo i dati provvisori, l’indice Ipca è sceso dell’1,6% su mese e salito dell’1,1% su anno (+0,3% su mese, +1% su anno a dicembre). Le previsioni per l’Ipca erano -1,8% su mese +0,9% su anno.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fatturato e ordinativi dell’industria dicembre (10,00).
Istat, prezzi al consumo finali gennaio (11,00) – attesa dato nazionale 0,8% a/a; dato armonizzato -1,6% m/m, 1,1% a/a.

FRANCIA
Fiducia imprese febbraio (8,45) – attesa 113.
Prezzi al consumo finali gennaio (8,45) – attesa -0,1% m/m, 1,5% a/a.

GERMANIA
Indice Ifo febbraio (10,00) – attesa 117,0.

GRAN BRETAGNA
Seconda lettura Pil trim4 (10,30) – attesa 0,5 t/t, 1,5 a/a.

USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 230.000.
Leading indicator gennaio (16,00) – attesa 0,7%.
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (17,00).

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp e Ccteu in asta il 27 febbraio.

EUROPA
Gran Bretagna, Tesoro offre Gilt 2036 indicizzati, cedola 1,125%.

USA
Tesoro offre titoli di Stato a 7 anni.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, Bce pubblica verbali riunione 24-25 gennaio (13,30).
Francoforte, esponente Bce Mersch partecipa a meeting ‘European Banking Federation’s Executive Committee’ (10,30).

USA
New York, intervento presidente Fed New York Dudley (16,00).
Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (18,10).
Vancouver, intervento presidente Fed Dallas Kaplan a ‘Greater Vancouver Board of Trade’ (21,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, riunione straordinaria Corte Costituzionale su indirizzi giurisprudenza con Mattarella e più alte cariche dello Stato; segue conferenza stampa presidente Grossi (11,00).
Roma, Istat presenta primo “Rapporto sulla conoscenza” con introduzione presidente Alleva (10,00).
Roma, tavola rotonda Ispi su “Italia al voto, quali scelte di politica estera” con candidato PD Alfieri, candidato M5S Di Stefano, candidato Lega Giancarlo Giorgetti, candidato Forza Italia Malan (11,30).
Roma, Webinar “Le novità della legge di bilancio 2018: dalle misure a favore delle imprese alla tassa sui rifiuti” con Padoan
Roma, seminario Cgil “Nuovo modello di sviluppo e innovazione: quali politiche industriali? Quale azione sindacale?” con Camusso (9,30).

EUROPA
Bruxelles, intervento Juncker a Centre for European Policy Studies (13,00).
Bruxelles, Acea pubblica registrazioni veicoli commerciali Europa gennaio.

MARKET MOVER 16.11.2017

BTP ITALIA – Si tiene nella mattinata di oggi, a partire dalle 9, l’offerta agli investitori istituzionali del nuovo Btp Italia novembre 2023. Ieri intanto si è chiusa la fase d’offerta al pubblico retail, con richieste complessive, in tre giorni, per 3,76 miliardi di euro: 2,186 miliardi in primo giorno, 1,139 il secondo e appena 432 milioni ieri.

CONCAMBIO – Il Tesoro ha annunciato ieri sera a mercati chiusi una nuova operazione di concambio in titoli di Stato, che si terrà domani. In offerta ci saranno fino a 2 miliardi del Btp febbraio 2033 cedola 5,75%, a fronte del ritiro di quattro Btp con scadenze sul 2018 e il 2019 e dell’indicizzato settembre 2019. Si tratta della quinta operazione di questo tipo condotta da inizio 2017, dopo quella svoltasi lo scorso 4 ottobre.

PRIMARIO – Dopo l’Italia, che ha archiviato la regolare tornata d’aste di metà mese con le riaperture per gli specialisti di martedì, e la Germania, che fra martedì e mercoledì ha collocato il nuovo Schatz e una riapertura del benchmark sul Bund decennale, sul primario saranno attive oggi Francia e Spagna. Parigi offre fra i 4 e i 5 miliardi di euro di Oat nominali con scadenza 2020, 2023, 2025, oltre a 1,5-2 miliardi su tre indicizzati. Madrid mette sul piatto fra i 4 e i 5 miliardi di euro dei titoli 2021, 2022, 2027 e del 50 anni 2066. Ieri intanto la Grecia ha annunciato un’offerta di swap su titoli di Stato (che si concluderà il 28 novembre), rivolta ai possessori di 20 vecchie obbligazioni in circolazione (per circa 30 miliardi), da scambiare con cinque titoli di nuova emissione sulle scadenze 5, 10, 15, 17 e 25 anni.

BTP – L’obbligazionario italiano riparte stamane da un rendimento decennale di 1,82% e da uno spread su Bund di 145 punti base. I Btp vengono dalla chiusura mista di ieri, che ha visto comunque qualche vendita prevalere sulle scadenze più lunghe della curva italiana (in vista della riapertura oggi del 50 anni spagnolo) e il differenziale su Germania allargare leggermente.

DATI MACRO – Tra i dati macro in agenda il focus va ai numeri finali sui prezzi al consumo della zona euro di ottobre, che dovrebbero confermare il quadro di un’inflazione ancora incapace di avvicinarsi stabilmente al target Bce del 2%. Le previsioni sono per una lettura in linea con l’1,4% tendenziale indicato dal preliminare dello scorso 31 ottobre, un dato inferiore alle attese che segnava un rallentamento rispetto all’1,5% del mese precedente. Numerosi i dati Usa del pomeriggio: per rimanere in tema di inflazione — centrale anche sul fronte Fed — si guarderà a prezzi import e prezzi export di ottobre (attesi entrambi in crescita dello 0,4% su mese, meno che in settembre); tra gli altri dati quelli su produzione industriale e manifatturiera, sempre di ottobre, previste rispettivamente in aumento dello 0,5% (da +0,3% in settembre) e dello 0,6% (da 0,1%).

TASSI FED – Anche il presidente della Fed di Boston Rosengren si schiera esplicitamente a favore di un rialzo dei tassi Usa a dicembre. Intervenendo ieri sera a un convegno, l’esponente della Fed — che tuttavia non avrà diritto di voto nelle decisioni di politica monetaria fino al 2019 — ha spiegato che con una disoccupazione in discesa, una sostenuta crescita economica e un’inflazione sotto il target solo per “fattori temporanei”, la banca centrale deve “continuare a rimuovere gradualmente l’accomodamento (…), il che è coerente con le aspettative di mercato di un altro rialzo a dicembre”.

BCE – Atteso l’intervento a diversi eventi di esponenti della Bce, fra cui Praet. Il capo economista e membro del board di Francoforte ha dichiarato ieri che, con la graduale riduzione degli acquisti di bond, la Banca centrale europea si affiderà in maniera crescente alla ‘forward guidance’, le linee guida sul futuro andamento dei tassi d’interesse fissate dall’istituto centrale nell’ambito della propria politica monetaria.

DI MAIO SU TASSE – In due interviste a Repubblica e La Stampa da Washington, dove si è recato per una serie di incontri politici, il candidato premier del M5s Luigi Di Maio propone per l’Italia una ricetta economica sull’esempio si quella che sta cercando di portare avanti il presidente Usa Trump. Di Maio propone un abbassamento delle tasse alle imprese da finanziarie in deficit.

GREGGIO – Prezzi petroliferi in lieve salita questa mattina. I tagli dell’output in corso, da parte dell’Opec e di altri Paesi, continuano a dare sostegno alle quotazioni, nonostante l’aumento di produzione e scorte negli Usa freni il potenziale di risalita. La produzione Usa ha raggiunto infatti il record di 9,65 milioni di barili giornalieri, mentre le scorte nel Paese sono aumentate per la seconda settimana consecutiva. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 62,04 dollari il barile (+0,17%), il Nymex a 55,38 dollari (+0,05%).

FOREX – Dollaro sulla difensiva, frenato da un mix di fattori quali i dubbi sulle prospettive della riforma fiscale Usa e la discesa dell’azionario, che controbilanciano il lieve rafforzamento mostrato degli ultimi dati sull’inflazione sottostante nel Paese. L’euro/dollaro tratta a 1,1789/92 da 1,1791 dell’ultima chiusura; il cambio è in apprezzamento complessivo di circa l’1% in questa settimana, anche se sotto il massimo da oltre un mese visto ieri 1,1862. Dollaro/yen a 113,03/06 da 112,86, dopo un calo ieri fino a 112,47. Euro/yen a 133,26/30 da 133,08.

TREASURIES – Governativi Usa in flessione nelle contrattazioni della mattinata. Nella seduta di ieri il tratto 2-10 anni della curva dei rendimenti Usa è risultato il più piatto da 10 anni, con un differenziale a 63 pb, il più basso dal novembre 2007, in attesa di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed. Il benchmark decennale Usa scende stamane di 4/32, rendimento a 2,347%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, commercio estero e prezzi all’import settembre (10,00).

FRANCIA
Tasso disoccupazione trim3 (7,30).

GRAN BRETAGNA
Vendite al dettaglio ottobre (10,30) – attesa 0,1% m/m; -0,6% a/a.

ZONA EURO
Inflazione finale ottobre (11,00) – attesa 0,1% m/m; 1,4% a/a.

USA
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 235.000.
Prezzi import ottobre (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Prezzi export ottobre (14,30) – attesa 0,4% m/m.
Indice Fed Filadelfia novembre (14,30) – attesa 25,0.
Produzione industriale ottobre (15,15) – attesa 0,5% m/m.
Utilizzo capacità produttiva ottobre (15,15) – attesa 76,3%.
Produzione manifatturiera ottobre (15,15) – attesa 0,6% m/m.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, offre Btp Italia novembre 2023 a investitori istituzionali.

EUROPA
Francia, Tesoro offre 4-5 miliardi euro Oat 25/4/2020 cedola 3,50%, Oat 25/3/2023 cedola 0%, Oat 25/5/2025 cedola 0,50%; 1,5-2 miliardi euro Oatei 1/3/2021, Oatei 25/7/2024, Oatei 25/7/2047.
Gran Bretagna, Tesoro offre 2,5 miliardi di sterline Gilt 2027, cedola 1,25%.
Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi euro titoli di Stato 31/1/2021 cedola 0,05% (3 anni), 31/10/2022 cedola 0,45% (5 anni); 31/10/2027 cedola 1,45% (10 anni) e 30/7/2066 cedola 3,45% (50 anni).

USA
Washington, Tesoro offre 11 miliardi di dollari titoli di Stato a 10 anni, scadenza 15/7/2027.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia, “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia (trimestrale)” a ottobre 2017.

EUROPA
Zona euro, consigliere Bce Mersch interviene a ventesima Euro Finance Week a Francoforte (9,45).
Zona euro, intervento consigliere Bce Praet a Bruxelles(12,00).
Zona euro, Constancio (Bce) partecipa a conferenza organizzata da banca centrale canadese a Ottawa (21,00).
Gran Bretagna, intervento Carney a Liverpool.

USA
Washington, intervento presidente Fed Cleveland Mester (15,10).
Ann Arbor, intervento consigliere board Fed Brainard (21,45).
Houston, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,10).
S. Francisco, intervento presidente Fed S. Francisco Williams (21,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Lodi, Gentiloni a inaugurazione polo produttivo Icr (9,45).
Roma, Senato, aula, Dl Fisco, replica governo, presentazione maxiemendamento e fiducia (9,30).
Roma, a Commissione Banche della Camera audizione Procuratore Capo di Siena Vitello (10,30).
Roma, convegno Fasi in occasione dei suoi 40 anni “L’impresa del Welfare nell’Italia 4.0: il valore della salute” con Boccia (18,00).
Roma, Gentiloni interviene a presentazione romanzo Veltroni (18,00).
Milano, convegno Abi “Finanziare la riqualificazione energetica degli edifici in Italia, Croazia e Slovenia” con Sabatini, Mallone del Mise, Canevari e Bullier della Commissione europea, Vivaldi di Mps, Villa di Banco Bpm (dalle 9,00).
Salerno, assemblea pubblica di Confindustria con Boccia (11,00).

EUROPA
Berlino, intervento commissario Ue a budget Oettinger (11,00).
Goteborg (Svezia), Gentiloni arriva per partecipare a Summit sociale insieme a capi di Stato e governo Ue.
Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto Europa ottobre.