ITALEXIT SONDAGGIO

ITALEXIT SONDAGGIO

Secondo l’ultima indagine trimestrale del CNBC Global CFO Council, nei consigli di amministrazione di tutto il mondo quasi il 77% degli intervistati a livello globale ha qualche preoccupazione che l’Italia lasci la zona euro e l’Europa.

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MARKET MOVER 19 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 19 GIUGNO 2018

Buongiorno,

Sui mercati sta ritornando l’avversione al rischio a causa della sempre presente guerra commerciale che vede di volta in volta una rotazione dei protagonisti nel confronto con gli Stati Uniti. Alcuni sintomi anticipatori si intravvedono sul comportamento delle monete. Il rapporto usd jpy dopo più tentativi  operati nell’intenzione di violare quota 111/112, è rientrato accusando un netto reversal operativo. Il rafforzamento dello yen prelude sempre ad una fase di avversione. Dobbiamo quindi comprendere quanto sia serio e durevole questo segnale.  Al momento accusano maggiori tensioni proprio i mercati europei con l’indice Dax in arretramento.  Il Ftse Mib dopo aver contenuto le vendite in chiusura sopra quota 22100 oggi apre in netto ribasso. Il Dax questa mattina apre sotto 12800 andando immediatamente a verificare i minimi da cui era ripartito il recente rialzo posto in area 12600. L’eurostoxx 50 apre invece sotto quota 3350 violando anch’esso il nostro primo significativo livello di sostegno su cui abbiamo fissato il livello di controllo del rischio.

Per il momento la volatilità rimane all’interno dei parametri di rischiosità. Il Vix che rileva la volatilità al NYSE, quota ancora sui minimi di periodo. Per l’S&P 500 il livello settimanale su cui impostare i controlli di rischio transita ancora in area 2750/2735.

Nel frattempo l’eur usd non si è più ripreso dopo la battuta d’arresto accusata in seguito al meeting della BCE. Area 1,15, come già scritto nell’Outlook mensile, rimane il punto sotto il quale le pressioni ribassiste sull’euro ritornano a prevalere accantonando ogni residua possibilità che il mercato possa ancora sperare in una reazione. Di fatto quet’ultima si è fermata sul nostro primo livello target, fallendo la costruzione finale verso area 1.20 eur usd.

Dal meeting annuale di Sintra organizzato dalla BCE, in corso questa settimana in Portogallo, ci attediamo nuovi segnali di politica monetaria in grado di influenzare il mercato Forex.  Si guarda agli effetti di un potenziale rallentamento della crescita in Eurozona contro una tenuta dei segnali di crescita negli USA.

Sul petrolio aumentano le tensioni in vista del vertice Opec. Abbiamo accompagnato i rialzi da area 44 fissando i target a 65 usd/bar nel 2017, 75 usd/bar (quotazioni fut BRENT), poi un ultimo livello a 90 usd/bar su cui si sta ancora lavorando.  Per la settimana corrente, in attesa dell’Opec abbiamo fissato un livello su cui controllare i rischi di un reversal sotto area 72,50 usd/bar. La violazione potrebbe implicare l’avvio di una correzione significativa per cui suggeriamo, qualora il supporto dovesse essere violato di proteggere le strategie rialziste.

WB

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FOREX – Tradizionali valute rifugio, sugli scudi yen e franco svizzero, dopo la minaccia di nuovi dazi alla Cina da parte di Donald Trump. Sui mercati offshore, lo yuan scivola intanto al minimo degli ultimi cinque mesi. Male anche il dollaro australiano e quello canadese, divise più sensibili all’andamento delle materie prime. Resta tendenzialmente sotto pressione l’euro, in attesa di nuovi possibili spunti di politica monetaria dal forum di Sintra. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1622/26 da 1,1622 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,70/72 da 110,54 ed euro/yen 127,48/53 da 128,48.

GREGGIO – Ritracciano di oltre mezzo punto percentuale i derivati sul greggio, depressi dalla prospettiva di un pur modesto aumento della produzione proposto da Arabia Saudita e Russia. Non giova al mercato l’inasprirsi della disputa commerciale tra Usa e Cina, che potrebbe avere delle ricadute sulle esportazioni statunitensi di greggio. Intorno alle 7,40 il futures Brent agosto arretra di 53 centesimi a 74,81 dollari il barile, mentre il contratto Nymex luglio scivola di 43 cent a 65,42 dollari.

 

DEF – Inizia l’esame del Documento economico e finanziario, con il voto sulle risoluzioni atteso mercoledì da Camera e Senato. Il Def giallo-verde, tra le cui priorità figura quella di disinnescare l’aumento dell’Iva, secondo il contratto di governo tra 5 Stelle e Lega dovrebbe reperire le risorse a copertura di ‘flat tax’ e reddito di cittadinanza.

Ieri sera l’intervento del vicedirettore generale di Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, che ricorda il segno positivo dei fondamentali dell’economia nazionale degli ultimi anni sottolineando che per mantenere la crescita è necessario ridurre il debito pubblico.

Ieri mattina, intanto, il numero due all’Economia Massimo Garavaglia — leghista — ha escluso che il governo stia lavorando a un condono “tombale” e garantito che non verrà eliminato il bonus da 80 euro per i redditi inferiori a 26.000, misura che potrebbe essere trasformata in riduzione di imposta.

 

ITALIA/GERMANIA – Ieri sera a Berlino il primo incontro bilaterale tra Angela Merkel e Giuseppe Conte, tra i cui temi figurano il dossier migranti e quello delle riforme della zona euro. Secondo il presidente del consiglio, Italia e Germania hanno come obiettivo comune la stabilità e la crescita ma la riforma della governance europea deve comprendere anche la condivisione dei rischi, tenendo conto che la convergenza tra Paesi della zona euro è ancora insufficiente. E’ però “essenziale” che gli strumenti non sostituiscano le funzioni della Commissione e delle istituzioni.

Si è soffermata più sul delicato tema immigrazione la cancelliera tedesca, peraltro per prima in difficoltà dal lato della politica interna proprio sullo stesso fronte, alla luce della linea più intransigente dell’alleato bavarese Csu. Berlino intende sostenere l’Italia nella gestione del flusso di migranti e nelle richieste d’asilo nei Paesi di transito come la Libia.

 

MERCATO – Finale di seduta in positivo ma senza slancio per i benchmark Btp, il cui recupero sulla carta tedesca è guidato da ricoperture sui contratti derivati grazie a un’impostazione tecnica positiva. Mercato e operatori guardano intanto con un certo timore al dibattito di politica interna in corso in Germania. Riferimento per l’apertura oggi saranno 216 punti base per lo scarto di rendimento tra Btp e Bund sulla scadenza 2028 e 2,558% per il tasso del decennale italiano.

 

DI MAIO A STAMPA – Dedicata al tema dell’occupazione l’intervista di Luigi Di Maio a ‘Il Sole 24 Ore’ in edicola oggi. Il vicepremier e ministro del Lavoro parla di una stretta del governo sui contratti a tempo e incentivi più efficaci a quelli stabili. Un riferimento anche alla cosiddetta ‘gig economy’, coloro che svolgono prestazioni gestite da ‘app’ il cui numero si aggirerebbe intorno al milione: se le parti non individueranno un accordo, dice Di Maio, il governo è pronto a intervenire. Sempre secondo il leader 5 Stelle, i centri per l’impiego sono il cardine per la gestione del reddito di cittadinanza.

 

BILATERALE FRANCIA/GERMANIA, POLITICA EUROPEA – Presso il castello di Meseberg, nelle vicinanze di Berlino, si tiene oggi il vertice tra la cancelliera tedesca e l’inquilino dell’Eliseo che prepara i lavori del Consiglio europeo di fine mese. Le incognite di politica interna che gettano ombre sulla tenuta della Grosse Koalition potrebbero in qualche modo rafforzare la posizione di Emmanuel Macron, che per quanto riguarda la zona euro intende insistere sui temi dell’unione bancaria e sul bilancio unico.

 

BANCHE CENTRALI – Sulle carta molteplici gli spunti che potrebbero arrivare al mercato dalla fitta serie degli interventi in agenda al vertice di Sintra. Si parte con Mario Draghi, che interviene stamane alle 10, e tra gli altri partecipanti basti citare l’economista capo Peter Praet. A Bruxelles alle 15 l’audizione al parlamento europeo di Danièle Nouy, responsabile della vigilanza. Sulle posizioni già espresse da Draghi la scorsa settimana, nel consiglio di politica monetaria che ha aggiustato la guidance sui tassi, il banchiere centrale lituano Vitas Vasiliauskasin spiega che la decisione su un eventuale rialzo dovrebbe arrivare nell’autunno del prossimo anno.

 

OFFERTA ZONA EURO – Berlino mette a disposizione degli investitori 4 miliardi dello Schatz giugno 2020, cedola zero. La prima tranche del benchmark è stata assegnata il 23 maggio al tasso di -0,58% in un’asta tecnicamente scoperta, con un coefficiente bid-to-cover pari a 1. Dal Tesoro spagnolo in arrivo tra 2 e 3 miliardi di nuova carta a tre e nove mesi.

 

TREASURIES – Governativi Usa in denaro sul finale degli scambi asiatici, con il benchmark decennale che guadagna 12/32 al rendimento di 2,882%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione costruzioni aprile (10,00).

Istat, spese consumi famiglie anno 2017 (11,00).

 

ZONA EURO

Partite correnti aprile (10,00).

 

USA

Licenze edilizie maggio (14,30) – attesa tasso annuo 1,35 milioni.

Apertura nuovi cantieri maggio (14,30) – attesa tasso annuo 1,31 milioni.

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 4 miliardi euro titoli Stato due anni, Schatz 12/6/2020 cedola zero.

Spagna, Tesoro offre 2-3 miliardi titoli Stato tre e 9 mesi.

 

USA

Washington, Tesoro offre 26 miliardi dollari titoli Stato 52 settimane 20/6/2019.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica ‘La bilancia dei pagamenti dell’Italia’ di aprile.

 

EUROPA

Zona euro, continua Forum Bce su banche centrali a Sintra (Portogallo); termina il 20 giugno. Intervento introduttivo governatore Draghi (10,00); Praet presiede sessione 1 (10,30) e partecipa a panel (13,00); intervento governatore banca centrale irlandese Lane.

Zona euro, intervento Hakkarainen (Bce) a Francoforte (12,15).

Zona euro, conferenza stampa Liikanen (Bce) a Helsinki(13,00).

Zona euro, Nouy (Bce) interviene in audizione a parlamento europeo a Bruxelles (15,00).

 

USA

Sintra (Portogallo), presidente Fed St. Louis Bullard partecipa a panel Forum Bce.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a Camera e Senato inizia esame Def. Voto su risoluzioni atteso entro mercoledì.

Roma, assemblea annuale pubblica di Elettricità Futura “La transizione energetica e le imprese italiane” con Boccia, Starace; invitato Di Maio (10,00-13,00).

Roma, convegno Inps per trasparenza contratti collettivi con Boeri, Treu (14,30).

Roma, VII rapporto annuale Enea su efficienza energetica, con Fico, Testa, atteso Di Maio (9,30).

Milano, conferenza stampa BlackRock presentazione “Advantage Series” (10,45).

 

EUROPA

Bruxelles, Ocse pubblica studio su economia Unione europea e zona euro; presentazione Gurria a comitato economico parlamento europeo (9,00); segue presentazione (12,30).

MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

Buongiorno,

la nostra analisi sul rischio di cambio dell’euro verso le principali monete ci porta a ritenere che sia in atto un significativo cambiamento di bias sul mercato. La gestazione di questo cambiamento di scenario parte dal dollaro. Come abbiamo scritto durante la fase di rialzo dell’euro, in particolare tra settembre 2017 e marzo 2018, l’apprezzamento dell’ eur usd verso 1.25 avrebbe contribuito ad esacerbare i segnali di crescita presenti in forme diverse nell’Eurozona. mentre molte banche proiettavano le loro stime a 1,30 ed oltre, noi scrivevamo che la violazione di 1.25 avrebbe spinto l’economia verso un drastico rallentamento della crescita, mettendo in crisi la struttura stessa dell’euro.

Per tali ragioni ritenevamo il rialzo frutto di pressioni politiche dall’America verso l’Unione operate per richiamare i partner, nonché alleati, ad un riallineamento alla politica estera USA.

Probabilmente per pura coincidenza con il recente viaggio di Macron e Merkel a Washington l’euro ha perso momentum. Siamo scesi versola nostra prima area target 1.18 (1.17) fissando una prima gamba del ribasso di cui stiamo analizzando le proiezioni per dare risposte in termini di rischio cambio alle possibili strategie di Risk management per chi esporta ed importa.

In chiave Intermarket il segnale prodotto dal dollaro è estremamente importante. Domani terrò un intervento, presso la Camera di Commercio di Milano a Palazzo Turati sul tema. Si tratta di un’esposizione tecnica che mette in luce le interrelazioni che al momento la divisa americana sta operando nei confronti di quella europea e non solo.

Dobbiamo ora capire quanto la possibile reazione dell’euro alla recente debolezza, possa ritracciare  prima di riattivare la seconda gamba del ribasso. Il passaggio risulterà decisivo per lo scenario di medio lungo termine. Abbiamo quindi fissato in area 1.2050 ed 1.22 i punti su cui postare il controllo del rischio cambio nell’ambito di una strategia di Risk Management esplicitata nella nostra piattaforma Riskoo per le imprese che importano ed esportano.

In queste sere ho anche commentato presso la Rubrica di Rai 1 Economia, la risposta dei mercati all’attuale processo di formazione del Governo. A parte le reazioni dello spread, la Borsa sta esattamente confermando il break-up rialzista sopra 24000/23800. Il segnale che stiamo osservando in via di ulteriore consolidamento è strutturalmente significativo. Costituirà un potenziale cambiamento di paradigma verso l’attenzione per il nostro mercato azionario.

Rileviamo con la chiusura di ieri un altrettanto significativo segnale positivo proveniente dal NYSE, mentre il Brent dopo aver più volte testato il nostro target a 75 usd/bar si appresta a salire verso area 90/95 usd (nel medio periodo).

Wlademir Biasia

 

 

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso Libertà e tempo perso
E nessuno, Nessuno che dice se sbagli sei fuori

Niente nuovo Governo,
la Borsa che avanza e lo spread che se la suona e canta…
è una vita spericolata direbbe il buon Vasco.
Vivere o cantare, Fare soldi e non pensare, Parlare sempre e non ascoltare.
E’ una vita in vacanza.

Un Italia che fa finanza.

Il Ftse Mib sale oltre la barriera dei 24000. Non lo superava da oltre dieci anni. I tentativi di recupero avanzati durante le fasi di ripresa dal 2009 si sono tutti frantumati proprio a ridosso di quest’area. Lo spread non interessa a nessuno, salvo a noi analisti, reduci da un’esperienza terrificante, utile per imporre opzioni politicamente sgradite.

L’euforia, perché di questo si tratta se decliniamo caos politico, crisi strutturale e stagnazione letale, ha preso il sopravvento perché  da un lato il mercato preferisce soluzioni istituzionali a esperimenti politici inediti. Dall’altro vede il ritorno di forza del dollaro verso l’euro la riproposizione dei giorni magici dell’export.

Credetemi l’eur usd a ridosso della soglia di 1,25 ha fatto tremare i polsi a chi effettivamente ha le redini del grande gioco.  La gran parte delle investment bank stimava una prosecuzione della debolezza della moneta americana ben oltre la soglia che avevamo fissato come linea del Piave (siamo in Italia).  La tenuta prima, il ribasso dopo hanno rimesso in azione le attese su una ripresa dell’export che per nostra fortuna era soltanto rallentata negli ultimi mesi.

MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

          MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

I dati sul PMI Markit, indice che rileva la fiducia delle aziende, (Purchasing Managers Index®) pubblicato da IHS Markit relativo al settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, è diminuito ad aprile e per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il valore di 53.5 in discesa da 55.1 di marzo. L’ultimo valore PMI è stato il più basso registrato dall’indagine da gennaio 2017.

Il rallentamento è stato principalmente registrato dalle aziende produttrici di beni intermedi, questo sotto settore ha sofferto, infatti, di una  stagnazione e di una simultanea contrazione sia degli ordini totali che di quelli esteri. In contrasto le aziende manifatturiere di beni di investimento hanno continuato a riportare una forte produzione e nuovi ordini.

In questa prima parte del 2018 abbiamo più volte messo all’indice i danni che il rialzo dell’euro avrebbero prodotto sulla crescita in italia. I dati PMI lo confermano nei sondaggi fatti ai managers delle aziende.

WB ADVISORS ANALYTICS: USA TRADE DEFICIT & IMPORT EXPORT

WB ADVISORS ANALYTICS: USA TRADE DEFICIT & IMPORT EXPORT

 

Mentre richiamavamo l’attenzione su queste criticità, mettevamo in evidenza l’ipotesi che il rialzo del cambio rispondesse più a leve di natura geopolitica che non a forze intrinseche alla moneta unica. L’abbandono di 12350/12280 ha portato come conseguenza tecnica la chiamata in sequenza di notevoli stop loss order su posizioni lunghe di euro e corte di dollari. Il cost of carry di queste strategie ha contribuito ad innescare i successivi ribassi.

Stiamo lavorando su stime secondo cui proiettano il cambio verso nuovi minimi di assoluto rilievo ed a tutt’oggi non condivisi da molti degli uffici studi che continuano a vedere il dollaro super debole. Nel nostro Outlook di maggio, in fase di elaborazione, abbiamo messo a fuoco il nuovo potenziale ciclo definendo i punti critici su cui concentrare l’eventuale azione di controllo del rischio cambio in una strategia di Risk Management.

L’agenda geopolitica/geoeconomica del mese di maggio è intensa di temi le cui ripercussioni determineranno significativi impatti sul dollaro e di conseguenza su tutti i rapporti cambio. In sintesi il Dollar Index, paniere composto da diverse valute in rapporto al dollaro, ha superato dopo una congrua fase di accumulazione livelli tecnici significativi  passando da una media a 89,50 agli attuali 92,50. Il trend punterà a nostro avviso a riavvicinare il livello del basket tra 9450/95 prima di aprire una fase di consolidamento. Gli sviluppi che tale fase assumerà ci dirà molto sulle potenzialità del trend rialzista da poco avviato.

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX TECHNICAL

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX TECHNICAL

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX ADVANCE CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX ADVANCE CYCLE

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MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

Buongiorno

La riapertura dei mercati dopo la pausa del I° maggio (Europa) propone la lettura dei dati relativi all’indice PMI relativi al comparto manifatturiero dell’Euro-zona (Purchase Managers Index) elaborato da Markit. In generale il mercato stima un ulteriore flessione della fiducia delle aziende. Indubbiamente il dato riflette l’elevato livello dell’euro sul dollaro e la percezione di un rischio di cambio non certamente in equilibrio, nonchè il timore per l’imposizione dei dazi da parte degli USa verso l’UE. Come ampiamente diffuso nella giornata di ieri D Trump ha rinviato l’applicazione della decisione a fine mese.

Nel frattempo in poche sedute l’eur usd è crollato da 1.2350 a 1.20, passando per il nostro target intermedio di breve 1.2050. Al momento la reazione alla discesa dei corsi ha evitato rimbalzi corposi. Le eventuali nuove reazioni non dovranno superare 1.2050/1.21 per mantenere il cambio all’interno della tendenza riflessiva.

 

Segnaliamo sempre dal punto di vista delle divise e della lettura del rischio cambio, anche in un ottica di Risk management per le proprie posizioni export, che il Dollar Index, dopo una lunga fase di accumulazione ha violato al rialzo con determinazione area 90.45/60.  Ci aspettiamo di conseguenza un primo consolidamento tra 92.50/91.50; in sucessione la conferma della tenuta di 91.50 spingerà il dollaro verso 94.50.

Sotto questo profilo le borse europee dovrebbero capitalizzare il reversal dell’eur usd e  tentare di assorbire la flessione avviata a febbraio. Il comportamento dello Standard & Poor 500 fornirà la leva necessaria per poterlo fare qualora saprà contenere eventuali flessioni sopra 2630 e cancellare i dubbi crescenti sullo stato di difficoltà superando area 2680/690.

Il Brent  e le commodity sono entrate in una fase di prese di beneficio di breve. Sullo sfondo rimangono aperte le opzioni per ulteriori rialzi visto la scadenza sulle decisioni relative all’accordo sul nucleare pattuito con l’Iran e la nuova proxy war  avviata da Israele nell’area.

Nel report mensile abbiamo messo a fuoco il tema del petrolio nel contesto geopolitico; più in generale abbiamo affrontato lo scenario sull’energia e sull’innovazione tecnologica che presto rivoluzionerà il comparto e di conseguenza il mondo.

Wlademir Biasia

ORA FX DATO  IN PUBBLICAZIONE CONSENSUS MARZO
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Apr) 54,2 54,8
09:30   CHF Indice SVME dei direttori acquisti (Apr) 59,9 60,3
09:45   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Apr) 54,4 55,1
09:50   EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Apr) 53,4 53,4
09:55   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Apr) 58,1 58,1
10:00   EUR Tasso mensile di disoccupazione italiano (Mar) 10,90% 10,90%
10:00   EUR Indice PMI manifatturiero (Apr) 56 56
10:30   GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni (Apr) 50,5 47
11:00   EUR PIL italiano (Annuale) (1° trim.) 1,40% 1,60%
11:00   EUR PIL italiano (Trimestrale) (1° trim.) 0,30% 0,30%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Trimestrale) 0,40% 0,60%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Annuale) 2,50% 2,70%
11:00   EUR Tasso di disoccupazione (Mar) 8,50% 8,50%

 

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

 

Market mover le notizie che aiutano a gestire il rischio di cambio

MARKET MOVER

 

 

 

FOREX – Il dollaro galleggia sui massimi di quattro mesi nei confronti di un paniere di divise, sostenuto dalla prospettiva di solidità per l’economia Usa e dal rialzo dei tassi. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1995, in rialzo dello 0,02%, dopo aver chiuso a 1,1993. Alla stessa ora dollaro/yen a 109,78, in calo di 0,07% dopo una chiusura a 109,85 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,02% a 131,76 (chiusura a 131,78).
POLITICA – Dopo gli infruttuosi mandati esplorativi dei presidenti di Camera e Senato e dopo la chiusura del Pd al dialogo con il M5S, resa nota dall’ex premier Renzi, toccherà al capo dello Stato esprimersi, forse già venerdì, per cercare di sbloccare l’impasse in cui è finita la politica italiana dopo il 4 marzo. Lascia invece aperte le porte al negoziato coi pentastellati la Lega, mentre Fi e FdI propongono che venga affidato un governo al centrodestra. Secondo i quotidiani però Salvini non ha esluso la possibilità di chiedere un preincarico per fare un governo. Sembra invece tramontata l’ipotesi di un ritorno alle urne a giugno — invocata da Di Maio — dopo l’altolà di Mattarella. In attesa della direzione Pd di domani, in cui verrà ufficializzata la linea del partito, ieri il Capo dello Stato ha lanciato un “richiamo a responsabilità di tutti”.
DEF – In vista delle previsioni economiche di primavera, che verranno rese note domani, secondo le indiscrezioni raccolte da ‘Repubblica’, Bruxelles non chiederà all’Italia una correzione immediata del deficit (aspettando la formazione del nuovo governo) ma la manovra ‘bis’ potrebbe essere più pesante del previsto, sfiorando i 5 miliardi di euro rispetto ai 3,5 preventivati lo scorso novembre.
BTP – La carta italiana riparte da un tasso decennale di 1,78% e da uno spread di 122, livelli cui è giunta lunedì al termine di una seduta in cui ha pagato salata la prospettiva di elezioni a giugno. A zavorrare il secondario italiano hanno contribuito anche i volumi quasi festivi dell’ultima seduta che hanno inevitabilmente accentuato i movimenti di mercato.
DAZI – Trump ha deciso di rinviare al primo giugno l’entrata in vigore dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti di Ue, Canada e Messico per concedere altro tempo ai negoziati, in una decisione che, secondo Bruxelles, alimenta però l’incertezza per le imprese. L’Ue chiede infatti una esenzione permanente.
PIL ITALIA – È attesa una crescita dello 0,3% congiunturale per il Pil italiano nel primo trimestre dell’anno, stabile rispetto ai tre mesi finali del 2017. Il dato sarà diffuso in mattinata dall’Istat e dovrebbe confermare il rallentamento della crescita dopo il forte andamento della fase precedente. Banca d’Italia ha fornito una stima di +0,2% per il Pil del primo trimestre, con una variazione della produzione industriale “pressoché nulla” dopo il +0,9% del quarto trimestre 2017. Per l’intera zona euro le stime sul Pil del primo trimestre — anch’esse in uscita oggi — indicano un’espansione dello 0,4%, contro il precedente +0,6%. In mattinata arriveranno anche i dati di marzo sul mercato del lavoro italiano: il tasso di disoccupazione è previsto invariato al 10,9% del mese precedente.
PMI – Le indagini congiunturali di aprile sull’andamento del manifatturiero offriranno nuovi spunti di riflessione sulla congiuntura, dopo che anche la Bce ha parlato di “moderazione” rispetto agli elevati tassi dell’anno scorso, sebbene Francoforte abbia anche citato l’effetto di fattori temporanei. Per l’Italia il Pmi manifatturiero è atteso in ulteriore calo, per il terzo mese consecutivo, a 54,4 punti, dopo aver segnato in marzo quota 55,1, il livello più basso da luglio dell’anno scorso. Per Germania, Francia e zona euro sono attesi i dati finali di aprile, dopo i preliminari diffusi nei giorni scorsi, che per la zona euro nel suo complesso avevano segnalato una discesa dell’indice manifatturiero a quota 56,0, minimo da 14 mesi, da 56,6 di marzo.
PRIMARIO – Sul mercato primario è in agenda l’offerta tedesca, con 3 miliardi di euro di quinquennali aprile 2023. Intanto sul fronte italiano, con le riaperture (praticamente deserte) di Btp e Ccteu di lunedì scorso si è chiusa la tornata di aste di fine aprile, che ha portato a quasi il 43% la copertura delle esigenze di rifinanziamento 2018 del Tesoro, indicate dal responsabile del debito pubblico Davide Iacovoni tra 390 e 400 miliardi.
FED – Non sono attese nuove mosse da parte della Fed al termine del meeting di politica monetaria, in serata, dopo il rialzo dei tassi effettuato in marzo. La banca centrale Usa ha più volte ribadito che il percorso dei tassi sarà graduale e prevede al momento almeno altri due interventi quest’anno. Ma secondo gli operatori potrebbero esserci spazi anche per tre nuovi rialzi entro fine 2018. L’ultima rilevazione sull’indice Pce Usa, una misura dei prezzi al consumo seguita dalla Fed, si è attestata in marzo, a livello ‘core’, all’1,9% su anno, livello ormai prossimo al target ufficiale del 2%.
MERCATO LAVORO USA – Sempre in chiave Fed c’è attesa per i dati di aprile sul mercato del lavoro Usa. Questi usciranno venerdì ma verranno come da tradizione anticipati in giornata dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato: le stime sono per 200.000 nuovi posti dopo i 241.000 di marzo.
PMI CINA – Accelerazione inaspettata ad aprile per la crescita del settore manifatturiero cinese. La lettura finale del Pmi a cura di Caixin ha mostrato infatti il mese scorso un rialzo a 51,1 da 51 di marzo, minimo di quattro mesi, a fronte di attese per 50,9.
DATI GIAPPONE – L’attività del settore dei servizi giapponese si è espansa ad aprile al ritmo più rapido in sei mesi sulla scia del rafforzamento dei nuovi ordini. Il Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è salito infatti a 52,5 su base destagionalizzata, rispetto a 50,9 di marzo.
GREGGIO – Prezzi in rialzo sulla scia dei timori che gli Usa possano imporre di nuovo sanzioni nei confronti dell’Iran mentre l’aumento delle scorte Usa limita i guadagni. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 9 cent a 73,22 dollari il barile e quelli sul greggio Usa guadagnano 31 cent a 67,55 dollari.
TREASURIES – Governativi Usa in lieve calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 1/32 con un tasso di 2,9794%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit/Adaci, Pmi manifattura aprile (9,45) – attesa 54,4.
Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,9%.
Istat, stima preliminare Pil trim1 (11,00) – attesa 0,3% t/t; 1,4% a/a.
Ministero Trasporti, dati auto aprile (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale aprile.
FRANCIA
Markit, Pmi manifattura finale aprile (9,50) – attesa 53,4.
GERMANIA
Markit/Bme, Pmi manifattura finale aprile (9,55) – attesa 58,1.
GRECIA
Pmi manifattura aprile (10,00).
SPAGNA
Pmi manifattura aprile (9,15) – attesa 54,2.
ZONA EURO
Markit, Pmi manifattura finale aprile (10,00) – attesa 56,0.
Stima flash Pil trim1 (11,00) – attesa 0,4% t/t; 2,5% a/a.
Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 8,5%.
USA
Adp, occupati settore privato aprile (14,15) – attesa 200.000.
Indice Ism New York aprile (15,45).
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Belgio, Tesoro offre titoli Stato a breve termine.
Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bobl 5 anni scadenza 14/4/2023.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, intervento governatore Riksbank Ingves a Londra (14,00).
Zona euro, intervento Angeloni (Bce) a conferenza ‘FT-Fitch Global Banking’ su “The Lending Landscape and Financial Stability Ten Years On” a Londra (13,40).
USA
Washington, termina riunione Fomc; annuncio tassi (20,00).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, in Senato presentazione disegno legge conversione decreto-legge su Alitalia (11,00).
Milano, Consob-Università Cattolica, nono seminario su banca e finanza (11,30)
EUROPA
Berlino, conferenza stampa ministro Finanze tedesco Scholz presentazione legge bilancio 2018 e 2019 (12,30).

 

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DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

 

WB ADVISORS COMMENTO ALLE REAZIONI ODIERNE

Dopo la chiusura della conferenza stampa della BCE  l’eur usd è ritornato ad essere oggetto di vendite. Come abbiamo anticipato nelle nostre news giornaliere  sul cambio  sono scattate le vendite generate dall’esecuzione degli stop loss orders presenti sul mercato su gran quantità di posizioni lunghe di euro.

Si conferma in tal modo il nostro scenario di fondo che  contempla la possibilità che i prezzi possano scivolare verso 1,17/1,18 a breve termine. Come scriviamo nel commento tecnico che fa parte del report dedicato all’attività di Risk management per la gestione del rischio di cambio per le aziende che esportano ed importano,  l’evento odierno costituisce un primo passaggio verso una fase di rinnovata criticità per l’euro..

Su queste basi riteniamo che vi sia ancora una prova su cui concentrare l’attenzione del comportamento degli operatori: un’eventuale re reazione a 1,2050.

Se tale reazione si rivelerà di basso profilo la discesa successiva verso il target indicato  costituirà soltanto una passaggio intermedio all’interno di un ciclo riflessivo più ampio.

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

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MILANO (Reuters) – Il presidente della Bce Mario Draghi, oggi ha confermato l’impegno a mantenere il costo del denaro sui livelli attuali per un “periodo prolungato”, comunque ben oltre il termine del programma degli acquisti Qe, che proseguiranno al ritmo mensile di 30 miliardi fino a fine settembre, ma se necessario anche oltre. Confermato anche quello di reinvestire i titoli che giungono a scadenza, sempre nel programma Qe e anche in questo caso se sarà necessario oltre chiusura del programma.

Fin qui davvero pochi gli spunti o le novità.

Quando la parola passa a Mario Draghi, il primo riferimento del banchiere centrale, che come di consueto incontra la stampa al termine del consiglio, è però sufficientemente eloquente. Il banchiere centrale fa infatti riferimento a segnali di rallentamento nella crescita economica della zona euro, fenomeno almeno in parte inatteso dalla stessa Bce, per quanto possa essere legato a effetti di natura temporanea.

Ed è per questo — perché intende capire quale sia la vera natura del modesto deterioramento della congiuntura — che Francoforte ha preferito non trattare nemmeno il tema delle future mosse di politica monetaria durante la discussione del consiglio.

Da sei settimane a questa parte, del resto, gli ultimi numeri macro hanno messo in evidenza un concreto rallentamento della congiuntura.

Hanno chiaramente evocato un deterioramento della crescita nel corso del primo trimestre per lo meno Banca d’Italia e Bundesbank: grazie all’andamento particolarmente deludente della produzione industriale, nel bollettino mensile di Via Nazionale del 13 aprile la stima sul Pil al 31 marzo è di 0,2% da 0,3% degli ultimi tre mesi, mentre nell’ultimo rapporto mensile dell’istituto centrale tedesco fa riferimento a una crescita “decisamente inferiore” nei primi tre mesi del 2018.

Difficile però immaginare una qualsiasi modifica della cosiddetta retorica Bce, per lo meno fino alla diffusione dell’aggiornamento trimestrale delle stima macro dello staff che avverrà soltanto in giugno.

E’ infatti proprio in occasione della riunione del 7 giugno che dovrebbe essere presa una qualche decisione sul futuro degli acquisti Qe, che sulla carta si chiude in settembre ma potrebbe essere esteso fino a fine anno.

Rispetto all’ultimo consiglio di politica monetaria, riunitosi l’8 marzo, per lo meno a giudicare dai tassi impliciti si sono aggiustate lievemente al ribasso le aspettative sul percorso di normalizzazione da parte della Bce.

Secondo elemento di assoluta rilevanza il livello del cambio, considerando che il cross dell’euro/dollaro viaggia al di sotto di 1,22 — sui minimi delle ultime otto settimane — contro 1,2310 della chiusura Usa dell’8 marzo, quando l’euro era brevemente balzato oltre 1,24 dollari.

Nella seduta odierna, in tarda mattinata, i derivati che misurano le aspettative sull’inflazione della zona euro hanno visto un’accelerazione con una punta a 1,718, record delle ultime otto settimane, a riflesso delle tensioni sui corsi del greggio e delle materie prime.

Appuntamento quindi alla prima settimana di giugno.

 

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MARKET MOVER 26 APRILE 2018

MARKET MOVER 26 APRILE 2018

Buongiorno,

Il grafico che questa mattina pongo alla vostra attenzione, mette in relazione l’andamento del Dollar Index (curva rosso-magenta) verso l’oro quotato in usd/oncia (curva bleu). Il loro andamento rispetta un rapporto di correlazione negativo (inverso) pressochè stabile nel tempo. Da inizio anno il Dollar Index ha costruito una base attorno a quota 90 (sotto 1.25 contro euro), mentre l’oro in più occasioni ha tentato di violarea l’area 1390 usd/oz. Se volete il rapporto dell’oro risulta diretto con quello dell’euro. I due strumenti hanno tentato di violare il primo area 1390 il secondo 1.25 contro dollaro. La grande maggioranza degli Uffici Studi di banche ed Hedge Fund hanno stimato il break up di oro ed euro come evento certo  per la prima parte del 2018.

Più recentemente molti media hanno in più occasioni riportato articoli in merito alla de dollarizzazione in corso e ad un suo ridimensionamento in termini di valore.

Noi invece avevamo fissato a quota 90.40 il punto di break up per il dollaro, mentre quello di break out per l’oro a 1320. In questi giorni di fine aprile i due strumenti stanno confermando simultaneamente che avevamo ragione. Come nostra consuetudine cercheremo le opportune conferme nelle prossime ore, ma l’evento complessivamente da forza alla nostra tesi. La violazione di 1320 usd/oz per l’oro conferma definitivamente uno scenario di ripresa del dollaro.

 

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

Contro euro ciò significa che l’abbandono di 1.22 spingerà velocemente i valori verso 1.2050 & 1.18/1.17, come già scritto, per avviare una ridistribuzione dell’euro che incorpora a nostro avviso significati macro economici estremamente significativi. Se ciò dovesse trovare conferma durante la primavera e l’estate dovremmo prepararci ad uno scenario non propriamente inedito. Prima di anticipare tuttavia le stime sul medio termine preferiamo analizzare cautelativamente i prossimi passi del mercato. In particolare verificheremo quale atteggiamento adotteranno i fondi speculativi al test dell’area 1,2050-1.20. Se su tali ordini di prezzo non si riscontrerà alcuna significativa reazione anticiperemmo il nostro Outlook di medio lungo termine.

Nel frattempo ricordiamo che tra 1.23 ed 1.25 abbiamo suggerito di aggiornare le strategie di copertura del rischio di cambio sia per le attività export che import, accumulando ad esempio per quest’ultimi le coperture proprio nel range indicato.

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

Sui mercati azionari abbiamo registrato nella giornata di ieri una breve reazione verso la chiusura di wall street. e’ probabile che il mercato voglia tentare nuovamente di assorbire le recenti vendite; ciò significa che ci aspettiamo un ulteriore tentativo di recupero verso l’attuale supply line 2690/700 di S&P 500. Qualora dovesse fallire nuovamente il tentativo dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente sul futuro prossimo venturo. Nel frattempo la linea 2600/580 costituisce il punto su cui focalizzare l’alert.

Wlademir Biasia

CONSIGLIO BCE – Appuntamento clou della seduta quello con il consiglio di politica monetaria di Francoforte, per quanto non si prevedano novità né sul fronte dei tassi né sulla cosiddetta ‘exit strategy’ dal programma degli acquisti Qe. L’attenzione sarà soprattutto rivolta a come Draghi commenterà l’assestamento della crescita economica messo in luce dai recenti dati macro. L’ultimo sondaggio Reuters tra gli economisti mostra la mediana delle attese che ipotizza un ritocco verso l’alto di 15 punti base sul riferimento dei depositi marginali nel secondo trimestre dell’anno prossimo.

FOREX – Il dollaro si assesta appena sotto i massimi da tre mesi e mezzo sulle principali controparti valutarie negli scambi asiatici ma resta comunque sostenuto dalla risalita dei rendimenti dei Treasuries. Intorno alle 7,30, l’indice del biglietto verde è piatto a 91,164, dopo una fiammata a 91,261. Il dollaro scivola a 109,32 yen da 109,41 yen della chiusura precedente; biglietto verde in marginale flessione anche nei confronti dell’euro, che sale a 1,2173 dollari da 1,2159 dollari della precedente chiusura; euro/yen stabile in area 133,10.

GREGGIO – Quotazioni del greggio in rialzo sulle piazze asiatiche, supportate dall’aspettativa di una reintroduzione delle sanzioni contro l’Iran da parte degli Usa, oltre che dalla discesa della produzione venezuelana unita ad una domanda che si mantiene solida. I futures sul Brent salgono di 46 centesimi a 74,46 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 32 centesimi a 68,37 dollari il barile.
TREASURIES – Chiusura in calo per i governativi Usa, con il rendimento del decennale in rialzo oltre il 3%, sui timori legati all’aumento dell’offerta per compensare la riduzione del gettito legata alla riforma fiscale voluta da Trump. Il tasso del decennale Usa ha terminato la seduta a 3,027%, in rialzo di quasi 5 centesimi rispetto alla precedente chiusura.
POLITICA INTERNA – Nuovo giro di consultazioni per il presidente della Camera Fico, chiamato ad esplorare la possibilità di un’intesa sul governo tra Pd e 5 Stelle. Tra i democratici, se il segretario reggente Martina ed altri esponenti come Franceschini invitano a non escludere il dialogo, i renziani chiudono decisamente la porta ad un accordo. L’agenda odierna di Fico prevede per le 11,00 l’incontro con il Pd e per le 13,00 quello con i 5 Stelle. Il presidente della Camera dovrà poi tornare al Colle per riferire a Mattarella l’esito degli incontri, chiedendo eventualmente altro tempo.
CDM – E’ stato convocato per le 11,00 un consiglio dei ministri che, secondo due fonti governative, dovrebbe decretare la proroga dei termini del prestito ponte per Alitalia. Secondo quanto riportato stamane da ‘Il Sole 24 Ore’, sul tavolo del Cdm ci sarà anche il Def, che, scrive il quotidiano, potrebbe proiettare una crescita di 1,5%, di un decimale più bassa di quella ipotizzata nei giorni scorsi, alla luce del rallentamento della congiuntura nel primo trimestre. In ogni caso, come riferito da due fonti a Reuters nei giorni scorsi, è previsto un rallentamento nel prossimo biennio, per l’impatto recessivo dell’aumento automatico di Iva e accise, inevitabile in uno scenario tendenziale.
OFFERTA ITALIA – Secondo appuntamento con le aste di fine mese. Tocca al Bot semestrale, di cui il Tesoro mette a disposizione un ammontare di 6 miliardi di euro identico ai fondi in scadenza. In serata sul mercato grigio di Mts il Buono 31 ottobre 2018 offre un rendimento pari a -0,405% da -0,43% — minimo da dicembre — del collocamento di fine marzo. Nel pomeriggio è prevista la riapertura riservata agli operatori specialisti del collocamento di martedì su Ctz e BtpEi: 300 milioni della quarta tranche del Ctz 30 marzo 2020, 174 milioni dell’indicizzato maggio 2028 e 118 del titolo settembre 2032.
BTP – Tra volumi di scambio particolarmente sottili, il premio di rendimento Btp/Bund sul tratto decennale si è stretto ieri fino a 111 punti base — nuovo minimo da aprile 2016 — per poi terminare a quota 115. Nel caso del benchmark a dieci anni febbraio 2028 il riferimento della chiusura, sempre secondo dati TradeWeb, è di 1,779%.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice Gfk fiducia consumatori maggio (8,00) – attesa 10,8.
SPAGNA
Tasso disoccupazione trim1 (9,00) – attesa 16,2%.
USA
Ordini beni durevoli marzo (14,30) – attesa 1,6%.
Stima bilancia commerciale marzo (14,30).
Stima scorte ingrosso e dettaglio marzo (14,30).
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 230.000.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 6 miliardi Bot sei mesi scadenza 31/10/2018 (184 giorni).
USA
Washington, Tesoro offre 29 miliardi dollari titoli Stato 7 anni 30/4/2018.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, Riksbank annuncia decisioni tassi e pubblica rapporto di politica monetaria (11,00).
Zona euro, riunione consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi (14,30).
Zona euro, intervento Nouy a seminario Eurofi a Sofia (17,20).
ASIA
Giappone, banca centrale inizia riunione politica monetaria; termina il 27 aprile.
APPUNTAMENTI
EUROPA
Atene, presidente Commissione Ue Juncker in visita.
Pristina, presidente Consiglio Ue Tusk in visita.
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MARKET MOVER 23 APRILE 2018

MARKET MOVER 23 APRILE 2018

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

Il grafico mette in evidenza l’andamento del Dollar Index rapportato allo spread tra il 10 Y Yield US DE ed il rendimento sul T Note a 10 anni.

Venerdì l’eur usd ha violato come atteso il primo dei livelli tecnici utili per spingere il mercato a collaudare l’importante supporto in transito a 1.2260/20.  La chiusura settimanale chiede per avvalorare un break out tecnico con valenze regressive la violazione di 1.2220. Come da alcune settimane scriviamo, nonostante la permanenza in area 1.23/1.25 abbia accompagnato numerose asserzioni tendenziali a favore dell’eurol’euro, la moneta europea ha invece via via perso momentum deteriorando la costruzione espansiva che l’aveva spinta in più occasioni a premere su area 1,25.

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

Attendiamo ancora la violazione di 1.2220 per catturare il trigger definitivo che tenderà, per effetto delle ricoperture sul dollaro, a spingere i corsi verso 1.2060/50 ed 1.18 nel breve termine. La violazione dell’area implica in termini di timing l’attivazione di significative strategie di gestione del rischio di cambio per posizioni verso l’export e soprattutto verso l’import nell’ambito dell’attività di Risk Management.

La settimana si presenta ricca di spunti macro economici a partire dal meeting della BCE e dalla lettura  preliminare del GDP USA relativa al 1° trimestre 2018. Il mercato nonostante attenda un dato sotto tono rispetto all’andamento tendenziale, ha nelle ultime sessioni riportato il rendimento a 10 anni US sotto la soglia del 3% dopo aver consolidato sopra 2.70 (il nostro supporto fondamentale, nonché minimo per la prima parte dell’anno era rappresentato da quota 2.65%). Anche questo episodio costituisce un market mover assai importante per il mercato azionario. Il mercato non ama gli strappi  aggressivi, necessita di tempo per assorbire gli effetti di un rialzo dei tassi, compresi quelli appartenenti al tratto lungo della curva.

L’S&P 500 ha infatti corretto i recenti rialzi testando quota 2660. La tenuta di questo livello rappresenta una prova di forza significativa, soprattutto se accompagnata da un break up di 2705.

Nel frattempo il Brent ha avvicinato la nostra area target prossima ai 75 usd/bvar. D. Trump non ha mancato di twittare un messaggio volto a raffreddare il rialzo in corso. Al test del nostro target suggeriamo di prendere momentaneamente beneficio in attesa che si apra una correzione. Ciò nonostante restiamo al momento strutturalmente al rialzo.

Per quanto riguarda il mercato italiano rileviamo lo spread in area target 120. Mentre lo spread verifica il nostro prezzo obbiettivo, il 10 anni sul BTP fissa un doppiuo minimo sopra 1.70%. Si raccomanda di prestare molta attenzione ad eventuali rialzi oltre la soglia 1.8250; la violazione confermerebbe definitivamente il reversal della tendenza dominante con spinte veloci verso 1.90/1.95.

Il FTSE Mib verifica nuovamente l’area 24000. Ci sembra prematura una violazione di questo livello; i significati tecnici implicano un potenziale alla cui base si sconterebbe condizioni strutturalmente favorevoli per il mercato italiano. Le mani forti stanno guardando oltre all’impasse governativa? oppure hanno un’idea ben precisa di come evolverà la situazione?
Un’eventuale correzione a questi livelli non esclude veloci flessioni verso 23500. Il livello costituisce un trigger per ulteriori vendite di breve.

APPUNTAMENTI SETTIMANALI DI RILIEVO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI CAMBIO

Vertice di politica della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea annuncerà la decisione sui tassi di interesse giovedì alle 11:45 GMT (7:45AM ET). Si prevede che la BCE deciderà di lasciare invariati i tassi di interesse. La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi, che potrebbe fornire delle indicazioni sul futuro del massiccio programma di stimolo della BCE in corso nella zona euro, da 2,5 mila miliardi di euro. I verbali dell’ultimo vertice della BCE hanno mostrato che i policymaker potrebbero rivedere la propria posizioni, alimentando le speculazioni su una possibile riduzione dell’imponente programma di stimolo monetario.

La BCE ha ridotto gli acquisti da 60 miliardi di euro a 30 miliardi di euro ad ottobre, ma ha esteso il programma fino a fine settembre 2018, a causa dell’inflazione sotto tono. Oltre che sulla BCE, gli occhi saranno puntati sui dati PMI sui settori manifatturiero e terziario attesi per lunedì, oltre che sui dati dell’Istituto IFO fiducia delle imprese tedesche.

Annuncio di politica monetaria della BoJ

La Banca del Giappone annuncerà la decisione sulla politica monetaria nella mattinata asiatica di venerdì. Secondo le fonti, la banca centrale del Giappone manterrà i tassi a meno 0,1%. La decisione sarà seguita dalla conferenza stampa Governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda. La banca centrale del Giappone rilascerà le previsioni trimestrali, che contengono le previsioni sull’economia e sull’inflazione.  L’economia nipponica, la terza economia mondiale, ha registrato una crescita dell’1,6% nell’ultimo trimestre, continuando la serie più lunga di incrementi dai 12 trimestri consecutivi registrati negli anni Ottanta.

PIL USA 1° TRIMESTRE – Dati preiliminari

Gli USA rilasceranno i dati preliminari sul PIL del primo trimestre questo venerdì alle 8:30AM ET (12:30GMT).
Si prevede una lettura di una crescita del 2,0%, nel trimestre gennaio marzo, rispetto al tasso annuo del 2,9%, visto il forte calo registrato nelle spese dei consumatori rispetto al trimestre precedente.

Regno Unito – Lettura preliminare del PIL 1° trimestre

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà la lettura preliminare sul prodotto interno lordo del 4° trimestre giovedì alle 08:30GMT (4:30AM ET).

Si prevede un aumento dello 0.3% nel trimestre gennaio marzo, dopo la crescita dello 0,4% nel trimestre precedente. Su base annua, l’economia britannica dovrebbe registrare una crescita dell’1,4%, invariata dal trimestre precedente.
La BoE ha lasciato invariati i tassi questo mese, ma due membri hanno votato a favore di un aumento, avvalorando l’ipotesi di un aumento dei tassi a maggio, per la seconda volta dopo la crisi del 2008. Gli occhi restano puntati sulla politica, ora che i negoziati sulla Brexit stanno entrando nella fase chiave. Sebbene la Gran Bretagna sia un po’ indietro rispetto alla ripresa globale, la situazione è migliore di quella prevista dopo il voto del 2016 con il quale il paese ha deciso di lasciare l’UE.

AGAINST ALL ODDS

AGAINST ALL ODDS

Le scorse settimane ho più volte sottolineato alcune incongruenze sul rialzo dell’euro negli ultimi nove mesi. Contro ogni probabilità ho messo in evidenza l’ipotesi che l’euro possa avviare una correzione sul dollaro evitando di superare la soglia critica di 1,25. La distribuzione che si sta completando all’interno del range 1.25-1.22 dovrebbe predisporre le condizioni per l’avvio di una correzione la cui ampiezza potrebbe rivelarsi significativa. E’ prematuro stabilire quali possano essere i tempi necessari per maturare il break out definitivo del range, tuttavia le discese sotto 1.2280/70 nel brevissimo contribuirebbero a confermare il percorso atteso.

Al momento, secondo quanto mette in evidenza il report sul COT, Commitment of Trades, diffuso dalla CFTC, U.S. COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION, i Large Speculators detengono robuste posizioni lunghe in futures ed options denominate in euro contro il dollaro. I Commercials invece sono posizionati in termini speculari. Evidentemente hanno colto il rialzo dell’euro per coprire i flussi futuri in dollari.

Tale impostazione dei grandi fondi speculativi ha il difetto di subire un cost of carry significativo il cui carico pesa mediamente 2.5, 2.7% su base annua. Ciò significa che a lungo andare, ovvero in assenza della direzionalità attesa (rialzo dell’euro), tali detenzioni producono parziali perdite. Se a ciò si aggiunge una perdita di momentum il gioco è fatto. La violazione dei primi livelli tecnici di supporto possono spingere molti possessori di euro contro dollaro a chiudere precauzionalmente le posizioni.

L’attivazione di potenziali stop loss order posizionati sotto area 1.22/1.2150 contribuirebbe a far aumentare la volatilità spingendo le quotazioni verso un primo target in area 1.2050, ovvero verso il target di breve termine segnalato nel nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES ©.

Oggi molti Uffici Studi quotano target per l’autunno sopra  area 1.30/1.35 eur usd.  Come abbiamo già scritto per raggiungere tale livello è necessario che il mercato violi quota 1,25. Sinceramente già a questi valori le compagnie europee palesano una certo rallentamento degli ordinativi provenienti dai paesi che operano in dollari.  I recenti dati pubblicati sull’export tedesco hanno messo in rilievo una regressione che rischia di appesantarsi qualora il cambio dovesse rafforzarsi ulteriormente. I dati che rilevano la fiducia delle aziende in Eurozona esprimono da tre mesi a questa parte una perdita di valore. Il manifatturiero ha fatto segnare un declino che al momento non risulta preoccupante, ma nel caso in cui la flessione dovesse acuirsi si alzerebbe un segnale di allarme anche da parte della BCE.

WB ANALYTICS: EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD

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MARKET MOVER 12 APRILE 2018

MARKET MOVER 12 APRILE 2018

Buongiorno,

non vi sono grandi sorprese sugli andamenti dei mercati rispetto a quanto scritto nel nostro outlook mensile WB PERSPECTIVES di aprile.
Le borse si sono prese una pausa di riflessione ma rimangono inserite nel percorso che abbiamo stimato nel report.

Questa mattina sono uscite le minute del consiglio FOMC tenuta dal Board della Fed come riporta Reuters. I mercati dopo aver riportato l’eur usd al centro del range di attuale dominio 1.25/1.22 potrebbero impostare parziali vendite di euro in direzione di 1.2290/80.  Questo passaggio per quanto apparentemente insignificante costituisce un pezzo di verifica rispetto all’ipotesi (noiosa nella sua lunga costruzione) di un ulteriore tentativo di rottura della parte basa della banda che osserviamo da inizio anno.  Talvolta i mercati sono fatti di grande pazienza.

Questa mattina in una intervista rilasciata a LE FONTI TV   ho commentato l’attuale struttura del mercato dei cambi sottolineando come il COCommitments of Traders  reports evidenzi tuttora una forte base di large speculators esposta al rialzo di euro. Si noti che la detenzione speculativa di euro contro dollaro ha oggi un cost of carry del 2.75%  circa (base annua). Ciò significa che la posizione rischia di appesantirsi qualora non produca performance. Se a questo si aggiunge l’ipotesi di una break down del range potremmo assistere all’attivazione veloce di stop loss order in grado di attivare la correzione sul cambio.

Eur usd COT CFTC
Eur usd COT CFTC

 

 

 

 

VERBALI FED – Tutti gli esponenti della Federal Reserve concordano nel ritenere che l’economia statunitense si rafforzerà ulteriormente e che l’inflazione salirà nei prossimi mesi, secondo i verbali del comitato di politica monetaria del 20-21 marzo, che ha deciso all’unanimità il ritocco verso l’alto del costo del denaro di un quarto di punto.

FOREX – Dollaro in marginale rialzo sullo yen in Asia, anche se i guadagni restano limitati dai crescenti timori di un’azione militare occidentale in Siria, che offrono supporto alla valuta giapponese in quanto asset rifugio. Intorno alle 7,20 il biglietto verde sale a 106,93 yen da 106,78 yen della precedente chiusura; il dollaro si apprezza marginalmente anche sull’euro, che scivola a 1,2357 dollari da 1,2365 dollari dell’ultima chiusura, dopo aver guadagnato lo 0,7% circa dall’inizio di questa settimana; la valuta unica è in frazionale recupero su yen a 132,15 yen da 132,06 yen dell’ultima chiusura.

GREGGIO – Le quotazioni dei derivati del petrolio restano vicine ai massimi dalla fine del 2014, sostenute dai timori di un’escalation militare in Siria, sebbene l’aumento della produzione negli Usa contribuisca a mettere un tetto ai guadagni. I future sul Brent salgono di 8 centesimi a 72,14 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 22 centesimi a 67,04 dollari il barile.

CRISI SIRIANA – Resta alta la tensione sui mercati finanziari per l’escalation, finora solo verbale, tra Stati Uniti e Russia sulla questione del sospetto attacco chimico in Siria. Trump ha assicurato che “i missili arriveranno” e ha sferzato Mosca — dichiaratasi pronta ad abbattere i missili in caso di attacco Usa in Siria – per il suo supporto ad Assad.

ASTE TESORO – Decisamente corposa l’offerta del Tesoro italiano, che mette a disposizione fino a 9,25 miliardi in Btp a 3, 7, 20 e 30 anni, tra cui il nuovo benchmark aprile 2021, cedola 0,05%. Quest’ultimo in chiusura sul mercato grigio Mts offriva un rendimento in area 0,07%, mentre a marzo l’attuale benchmark, ottobre 2020, cedola 0,2%, venne assegnato a rendimento zero.

CONSULTAZIONI – Al via la seconda tornata di consultazioni sulla formazione di un nuovo governo che, stando ad una fonte vicina al Presidente della Repubblica, potrebbe concludersi con l’attribuzione di un mandato esplorativo a una “carica istituzionale”. Finora i contatti tra i partiti non sono riusciti a produrre intese, a causa di una serie di veti incrociati, che potrebbe rendere necessario un terzo giro di consultazioni.

ASSE LEGA-5 STELLE – Lega e Movimento Cinque Stelle — nonostante l’assenza di formali passi avanti su un’allenza di governo — hanno trovato l’intesa per votare il deputato leghista Nicola Molteni alla guida della commissione speciale sugli atti del governo. Un’analoga commissione si è insediata in Senato ed ha come presidente Vito Crimi (M5s).

BCE – Abbastanza corposa l’agenda di interventi di esponenti di Francoforte. Iscritti a parlare sono Coeuré, Weidmann e Constancio. Ad un evento Bce, Draghi non è entrato nel merito delle esternazioni di Nowotny, che aveva definito possibile un aumento del tasso dei depositi a -0,2% da -0,4% una volta archiviato il Qe. Un portavoce di Francoforte ha poi precisato che la posizione di Nowotny non rappresenta quella dell’istituto. Di tono prudente le dichiarazioni di Hansson, che ha sottolineato come la Bce debba procedere in maniera molto graduale nella rimozione dello stimolo.

PRODUZIONE ZONA EURO – In arrivo da Eurostat i numeri della produzione industriale della zona euro a febbraio. La mediana delle attese raccolte da Reuters tra gli economisti suggerisce un incremento mensile di 0,1% dopo -1% segnato a gennaio, ma sulla stima pende qualche rischio al ribasso dopo che i dati nazionali di Italia, Francia e Germania hanno segnalato la possibilità di un assestamento della crescita all’inizio dell’anno, dopo il picco segnato in chiusura di 2017.

BOJ – Il governatore di Banca del Giappone Kuroda ha mostrato ottimismo sulla possibilità di centrare l’obiettivo di un’inflazione al 2%, ma ha sottolineato come l’istituto continuerà a mantenere un orientamento ultra-accomodante.

 

TREASURIES – Chiusura positiva per i governativi Usa, sostenuti dai timori di un’imminente azione militare in Siria, che spingono gli investitori a cercare rifugio. La discesa dei rendimenti è comunque limitata dai contenuti rialzisti dei verbali dell’ultimo Fomc. Da segnalare come lo spread tra tassi 2/10 anni si sia stretto al massimo da un decennio, cosa che, secondo gli analisti, suggerisce la possibilità di uno scenario in cui la Fed procederà a strette sul costo del denaro mentre le aspettative del mercato sull’inflazione restano basse. Il tasso del decennale Usa ha archiviato la seduta a 2,783% da 2,797% del finale di seduta di martedì.

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Prezzi al consumo finali marzo (8,45) – attesa dato nazionale 1,1% m/m; 1,7% a/a.

GRECIA

Tasso disoccupazione gennaio (11,00).

ZONA EURO

Produzione industriale febbraio (11,00) – attesa 0,1% m/m; 3,8% a/a.

USA

Prezzi import marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m.

Prezzi export marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m.

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 230.000.

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 3,5-4 miliardi nuovo Btp a 3 anni scadenza 15/4/2021, cedola 0,05%; 2-2,5 miliardi terza tranche Btp a 7 anni scadenza 15/5/2025, cedola 1,45%; 0,750-1,250 miliardi seconda tranche Btp a 20 anni scadenza 1/9/2038, cedola 2,95%; 1-1,5 miliardi sesta tranche Btp a 30 anni scadenza 1/3/2048, cedola 3,45%.

USA

Tesoro offre 13 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/2/2048.

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Norvegia, intervento governatore Olsen a Stavanger (9,30).

Zona euro, Bce pubblica resoconti riunione politica monetaria 7-8 marzo (13,30).

Zona euro, Coeuré (Bce) e vicepresidente Bundesbank Buch partecipano a convegno a Parigi (14,15).

Zona euro, intervento membro board Bundesbank Dombret su unione bancaria a Monaco (17,00).

Zona euro, intervento Weidmann (Bce e presidente Bis) a Berlino (18,15).

Zona euro, intervento Constancio (Bce) a seminario a Bruxelles (18,55).

USA

Odessa (Texas), intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,00).

Minneapolis, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (23,00).

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, atteso secondo turno consultazioni al Quirinale.

Roma, convegno organizzato da Rappresentanza di Roma della Commissione Europea su “L’economia italiana vista dall’Europa. Presentazione del Country Report 2018” (15,00).

Roma, presentazione del volume “Central banking in turbulent times” con Salvatore Rossi, Lorenzo Bini Smaghi (14,30)

Milano, conferenza Ispi su “Guerre commerciali. Cosa rischiano l’Italia e l’Europa” con DG Federacciai Bregant, vice presidente e Country Head Italy Morgan Stanley Siniscalco, capo economista Sace Tersulli (17,30).

Milano, termina 9° edizione de ‘Il salone del risparmio’ su “La sfida della nuova globalizzazione”.

EUROPA

Bruxelles, presidente Consiglio Ue Tusk incontra Primo Ministro slovacco Pellegrini (15,30).

Lussemburgo, riunione Consiglio Affari Generali Ue.