IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER LE IMPRESE INDUSTRIALI

LA FINE DEL QE SEGNERÀ ANCHE LA FINE DEL “WHATEVER IT TAKES” LANCIATO DA MARIO DRAGHI ALLA BCE NEL 2012?

Come  i mercati in continua evoluzione impattano sulle strategie di Risk Management delle imprese?

Nell’ultimo meeting di giugno la BCE ha dichiarato che il programma di stimoli monetari, Quantitative Easing,  attivato per sostenere l’Eurozona sarà definitivamente chiuso a dicembre di quest’anno.

L’annuncio ha indebolito l’euro nei confronti delle principali monete spingendo le quotazioni verso i minimi già fissati a fine maggio. L’evoluzione delle politica monetaria in Europa, contrapposta a quella americana, non mancherà di influenzare quindi ulteriormente le dinamiche e gli equilibri sui mercati valutari e sull’andamento dei rispettivi tassi d’interesse.

La preoccupazione degli operatori è ulteriormente aggravata dai forti squilibri presenti all’interno dell’Eurosistema Target2, soprattutto dalle traiettorie divergenti dei saldi di conto tra Germania che registra un surplus delle partite pari a 950 miliardi di euro, contro i disavanzi di Italia e Spagna (Italia superiore a 440 miliardi di euro).

L’asimmetria presente su diversi aggregati economici ha aperto da tempo ampi dibattiti in Europa sul funzionamento dell’euro moneta. Lo sviluppo di questi dibattiti tenderà ad influenzare i mercati ed il posizionamento competitivo delle imprese italiane.

Ciò rende sempre più importante dal punto di vista strategico attuare politiche di preservazione dei margini nelle attività di import ed export denominate in valuta. Il ruolo del Risk Manager  diventa centrale nelle funzioni dei decision maker  in azienda. Il coordinamento tra il Team che elabora le conversioni dei listini da euro in divisa, a chi redige i budget di conto economico ed il Team che controlla e gestisce i rischi derivanti dai relativi flussi forex based, assume ruolo strategico nell’ambito della governance aziendale.

Partendo dall’evoluzione degli scenari economici e finanziari che stanno catturando l’attenzione di tutto il mondo, il seminario, organizzato da AITI e WB Advisors, metterà a fuoco in termini operativi  il valore di strategie e procedure che hanno lo scopo di attuare politiche che dal posizionamento competitivo dell’azienda mira a gestire e preservare dai rischi finanziari i margini operativi.

                  Wlademir Biasia

 

PROGRAMMA RISK MANAGEMENT

PROGRAMMA RISK MANAGEMENT

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Seminario organizzato grazie alla collaborazione di

AITI  WB ADVISORS e  ARPER 

Bisogna muovere da una gestione del rischio orientata a rispondere alle sole emergenze, verso una gestione orientata alla elasticità al rischio, ovvero ad una maggiore reattività e adattabilità delle strutture al cambiamento dei contesti, anche in situazioni non di emergenza diretta

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER L’INTERNALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

 

Il documento World Economic Forum’s Global Risk  propone alcune riflessioni, valide anche a livello aziendale:

Ai principali rischi globali evidenziati nel passato si aggiungono rischi emergenti:
I decision maker  devono affrontare la  complessità e la velocità dei cambiamenti, in un mondo fortemente interdipendente.

Fattori comuni a tutti i rischi evidenziati nel rapporto sono velocità e interconnessione; pertanto la principale sfida è il governo della complessità. Quanto più complessi sono i sistemi, tanto più grande è il rischio da governare ma, parimenti, tanto maggiore è il potenziale per cogliere opportunità anche nel business.

Strumenti di comunicazione che agevolino la condivisione delle informazioni e meccanismi collaborativi decisionali diventano fattori critici di successo per la gestione delle complessità nella gerarchia aziendale.

I. RISK ASSESSMENT DI BUSINESS

  Analisi di scenario e contesto competitivo
Mappatura dei rischi di business finalizzato agli andamenti di mercato
Definizione di un modello di Governance organizzativo
Identificazione dei presidi e delle deleghe operative

 

II. RISK ASSESSMENT OPERATIVO

  Posizionamento competitivo del listino cambi
Costruzione del budget e mappatura  dei rischi e delle opportunità
Valutazione quantitativa dei rischi
Analisi  worst/ best case scenario

 

III. RISK MANAGEMENT

  Piano finalizzato al controllo ed alla gestione del rischio di cambio
Gestione Dinamica versus Gestione Statica: le ragioni di una scelata
Gestione ex-ante ed ex-post dei rischi
Strumenti operativi: identificazione degli strumenti di copertura e mitigazione del rischio

 

IV. RISK MANAGEMENT REPORT

  Definizione del piano di RM e presentazione al CDA

 

L’ENTERPRISE RISK MANAGEMENT  E’ IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE,  MISURAZIONE, CONTROLLO E GESTIONE DEL RISCHIO
L’ATTIVITA’ DI RISK MANAGEMENT E’ PARTE INDISPENSABILE DEL SISTEMA DI GESTIONE E COMPONENTE INTEGRALE DEL PROCESSO DECISIONALE DELL’AZIENDA.

L’ incontro avrà luogo mercoledì, 27 giugno 2018 a Monastier di Treviso presso la sede di ARPER, in via Lombardia, 19 La partecipazione è gratuita e le adesioni dovranno essere effettuate online al seguente link

LA GESTIONE DEL RISCHIO CAMBIO IN UNA STRATEGIA DI ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

La gestione del rischio di cambio nell’ambito del percorso di internazionalizzazione dell’azienda, può essere definita come lo sviluppo delle attività d’impresa che si pone l’obbiettivo di collocarsi sui mercati perseguendo da un lato il posizionamento competitivo, dall’altro la protezione e l’ottimizzazione della propria marginalità

Gestire il rischio di cambio non significa semplicemente cercare di prevedere i tassi futuri, quanto piuttosto definire una politica di strategia aziendale orientata alla pianificazione dei rischi e la definizione di strumenti ed operatività orientati a sterilizzare le componenti di rischio preservando due aspetti essenziali per il successo del proprio business: margini e competitività.

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EVERYTHING MADE IN ITALY

EVERYTHING MADE IN ITALY

1.25 :  l’euro  rischia di mettere freno alla ripresa dei paesi periferici dell’Europa. Quanto è importante e strategica la crescita dell’export in Italia ?

 

Mercoledì 28 sono stato invitato da un gruppo di imprenditori a parlare di internazionalizzazione, economia e mercati. Si tratta di un tema che mi appassiona molto e per il quale dedico gran parte dei miei studi. Internazionalizzazione, economia e mercati costituiscono un equazione funzionale  a diversi punti interconnessi. Oggi i mercati, la finanza, costituiscono una parte fondamentale della supply chain globale assieme alla concorrenza fra connettività di sistemi.

Il nostro paese, l’Italia, per diverse ragioni e non ultima quella relativa allo squilibrio finanziario, si trova in una delle  fratture tra le  faglie tettoniche della geopolitica e può costituire un punto di rottura. Nonostante la grave crisi, per certi versi imposta, il tessuto connettivo dell’economia italiana è riuscito ad imporra una forza resiliente in grado di evitare il collasso.

L’internazionalizzazione naturalmente forzata ha premiato le quote di esportazione dell’Italia verso economie mature ed emergenti. Nel 2016  gli esportatori del made in Italy hanno saputo presidiare con valori crescenti sia le aree del Nord America che quelle asiatiche. L’Italia si colloca in nona posizione tra i principali paesi che esportano verso il Nord America, facendo registrare performance di crescita significative, al pari dei competitor tedeschi e superiori a quelle di Inghilterra, Corea del Sud e Giappone.

La performance di tutto rilievo ha consentito al Paese di ritornare ad esprimere tassi di crescita del Pil positivi. Sarebbe miope, tuttavia, considerare tali successi omettendo il ruolo giocato dal mercato dei cambi. La debolezza dell’euro negli ultimi quattro anni, ha consentito di mettere a profitto la miglior competitività dei prodotti europei.

Oggi gli effetti di questa leva si stanno diluendo a causa di un rafforzamento dell’euro, nonostante i toni ancora ultra accomodanti della politica monetaria della BCE. Una prova diretta di questo effetto è data dalla diversa prestazione dei listini azionari europei rispetto a quelli americani anche in questa recente fase correttiva.

Per l’Italia l’equilibrio valutario rappresenta una leva in più rispetto ad altri competitors. Il fatto che l’euro contro il dollaro da inizio anno si sia stabilizzato temporaneamente tra 1,20 ed 1,25, costituisce un fattore di rischio e potenziale agente di frattura nella faglia Atlantica.

Che si esporti in divisa piuttosto che in euro, il problema non cambia. Anzi per gli operatori che vendono i loro prodotti senza un’esposizione al cambio, viene a mancare la leva della flessibilità data dalla possibilità offerta da un’adeguata strategia di copertura che possa preservare i termini di competitività. Molti osservatori, investitori e policy maker, ritengono l’Italia, a ragione, più vulnerabile ad una perdita di questi vantaggi. In termini prospettici la sensibilità dell’economia del Paese alle fluttuazioni del cambio si ripercuote direttamente sulla performance economica e quindi su quella del Prodotto Interno.

La dialettica politica tra le due faglie USA – UEM, passa anche attraverso un braccio di forza tra i rapporti di cambio. Quota 1,25 eur usd, non a caso costituisce la linea di demarcazione tra due diversi scenari.  Da un lato vi è il programma America First su cui si sta impegnando l’amministrazione Trump, dall’altro vi è la linea politica della BCE che fa le veci al vuoto espressivo del Governo europeo. Ambedue perseguono un indebolimento della propria moneta.

In mezzo l’Italia gioca un ruolo strategico nelle vie di connessione della supply chain Atlantica. Non a caso gira l’idea che un euro eccessivamente forte rischia di nuocere alla costruzione stessa della moneta unica.

Tali ammonimenti prendono spunto dall’ipotesi che in assenza di una leva valutaria la crescita del Pil italiano possano implodere e con esso la sostenibilità del debito. Ancora equazioni.

Mario Draghi ha denunciato in più occasioni, contravvenendo al protocollo istituzionale, la manipolazione del cambio da parte degli americani.

I mercati tuttavia sanno cogliere in situazioni di stress le opportunità offerte dalla perdita di contatto delle equazioni complesse con la realtà. In altri termini la loro perenne ricerca di opportunità consente di riportare  quindi gli eccessi verso una situazione di equilibrio tra valore intrinseco e valore scambiato. Queste fasi possono offrire l’occasione  per posizionare in termini di competitività in modo più strutturale la propria azienda nel processo di internazionalizzazione a partire dal posizionamento dei listini in divisa.

Siamo tutti connessi in questo processo, non c’è via di fuga; sia che si operi esclusivamente in euro sia che si operi utilizzando le divise siamo esposti alle correnti di competitività.

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE: DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE?

INTERNAZIONALIZZAZIONE: DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE?

 

INTERNAZIONALIZZAR2018

DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE?

  • DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE? 

    • ELEZIONI: C’È UN RISCHIO PER L’ITALIA?
    • 2018 UNA VISIONE SULL’ECONOMIA DEL MONDO PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI PROPRI BUSINESS NEI MERCATI PIÙ PROMETTENTI.
    • L’OUTLOOK SUL MERCATO DEI CAMBI E DEI TASSI D’INTERESSE
    • L’ANDAMENTO DEL CICLO DELLE COMMODITY
    • STRUMENTI, RISORSE, METODOLOGIE COERENTI PER LA PROTEZIONE DEI MARGINI DI PROFITTO ED IL POSIZIONAMENTO COMPETITIVO DELL’AZIENDA

Ecco l’agenda dell’appuntamento con cui  riparte il ciclo di incontri promossi da  «officina delle Imprese» che con grande piacere ospita il Prof. Wlademir Biasia che ci condurrà verso la trattazione di temi  fondamentali per tutte le aziende che vogliono elaborare un’efficace strategia di internazionalizzazione del proprio business e migliorarne le performance nei mercati più promettenti.

Il suo intervento prende spunto da un’analisi dell’ Italia alla vigilia delle elezioni politiche per mettere a fuoco i rischi e le opportunità nel contesto di una piccola, ma mutabile ripresa economica del Paese, mettendo in relazioni economia, mercati ed elezioni. Si prenderà in esame l’andamento dei tassi di cambio in un contesto di competitività globale alla luce delle politiche monetarie condotte dalle banche centrali nel mondo. Infine delineerà alcune metodologie operative per prevenire e gestire le opportunità ed i rischi che si devono affrontare  nei programmi di internazionalizzazione.

 

Mercoledì 28 febbraio 2018 dalle 17.30

Ecco la  nuova data a disposizione delle aziende per un ulteriore  edizione  dell’evento

DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE?

 

Dato l’interesse dimostrato nei confronti del tema e le innumerevoli adesioni pervenute «officina delle imprese»  e il Prof. Biasia saranno lieti di incontrare le aziende in una seconda edizione dell’evento, fissata per il 28 febbraio 2018 a partire dalle 17.30 fino alle 19.30 presso la sede di ORG.04  in  Via Monte Grappa n° 25, 31020 Lancenigo di Villorba (TV).

 

Per esigenze organizzative, poiché l’evento è a numero chiuso, vi invitiamo a confermare la vostra presenza rispondendo alla presente mail e indicando numero di partecipanti e loro nominativo.

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*questi dati sono obbligatori

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

LA GESTIONE DI COMMESSE E LISTINI IN VALUTA MIGLIORA  PERFORMANCE E COMPETITIVITA’ DELL’AZIENDA

Essere presenti nei mercati internazionali significa anche avere una conoscenza del loro andamento e del comportamento delle loro monete. I cambi rappresentano sempre più la leva che aiuta a migliorare la competitività dei sistemi paese.

E’ per questo che le banche centrali tengono monitorati i loro livelli.

Fissare, gestire e controllare le dinamiche dei cambi  aiuta ad ottimizzare i margini operativi nella continua competizione che ogni giorno misura la performance delle nostre aziende con i mercati globali.

Esportare nella divisa del Cliente migliora la visibilità dell’azienda ed offre un servizio più completo che facilita le vendite.

Per le aziende italiane, i canali di crescita maggiormente attivi coincidono con l’internazionalizzazione del business di ogni impresa. Esportare ed Importare, acquistare materie prime, nell’attuale scenario macroeconomico sempre più competitivo, dinamico ed instabile, accentua la complessità dei processi gestionali e le continue evoluzioni normative richiedono alle aziende di successo una rinnovata capacità di proteggere e massimizzare le fonti di valore, materiali e immateriali, che caratterizzano il proprio modello di business.

Valutare e prevenire i rischi che potrebbero pregiudicare i valori e gli obiettivi di ogni azienda, nonché stimare proattivamente potenziali opportunità sono da sempre parte integrante dello spirito di innovazione ed eccellenza professionale su cui si fonda storicamente l’identità di WB Advisors.

L’internazionalizzazione delle imprese richiede ad un sistema di Corporate Governance, l’introduzione di un modello “proattivo” di governo dei rischi; un modello che consenta, in modo sistematico e strutturato, l’identificazione, l’analisi e la valutazione delle aree di rischio che possono compromettere il conseguimento degli obiettivi strategici e che, nel contempo, fornisca al Consiglio di Amministrazione e al Top Management gli strumenti necessari all’assunzione di decisioni finalizzate ad anticipare e gestire gli effetti di tali rischi e sfruttare proattivamente opportunità di business addizionali rispetto a quanto prospettato in sede di pianificazione strategica.

 

 

 

 

LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA NELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL BUSINESS DELLE AZIENDE

Il 2018 si annuncia con un quadro dinamico delle mutazioni ambientali dei mercati, della politica e dell’evoluzione sociale, ricco quindi di potenziali cambiamenti. L’Unione europea si appresta ad affrontare radicali riforme che potenzialmente potrebbero modificare il perimetro organizzativo dell’Eurozona. Gli Stati Uniti stanno per affrontare una storica riforma fiscale, la Cina ha appena concluso il quinquennale Congresso del partito Comunista fissando priorità ed obbiettivi per il paese estremamente ambiziosi in grado di modificare gli equilibri globali.

Le faglie di crisi nel quadro geopolitico rimangono in forte movimento.

Nell’evoluzione del quadro globale, i tassi d’interesse, ancora straordinariamente ai minimi secolari,  stanno accumulando dinamiche che tenderanno a cambiare gli attuali equilibri sui mercati dei tassi di cambio, delle commodity, sulle aspettative di crescita, e conseguentemente sul posizionamento del proprio business.

Tutto ciò tende a riflettersi sull’andamento di ogni singola area d’affari, determinando nuovi equilibri che inevitabilmente pongono continui interrogativi sulle scelte strategiche ed operative delle aziende.

Per le aziende italiane, i canali di crescita maggiormente attivi coincidono con l’internazionalizzazione del business di ogni impresa. Esportare ed Importare, acquistare materie prime, nell’attuale scenario macroeconomico sempre più competitivo, dinamico ed instabile, accentua la complessità dei processi gestionali e le continue evoluzioni normative richiedono alle aziende di successo una rinnovata capacità di proteggere e massimizzare le fonti di valore, materiali e immateriali, che caratterizzano il proprio modello di business.

Valutare e prevenire i rischi che potrebbero pregiudicare i valori e gli obiettivi di ogni azienda, nonché stimare proattivamente potenziali opportunità sono da sempre parte integrante dello spirito di innovazione ed eccellenza professionale su cui si fonda storicamente l’identità del Team Analytics di Riskoo.

L’internazionalizzazione delle imprese richiede ad un sistema di Corporate Governance, l’introduzione di un modello “proattivo” di governo dei rischi; un modello che consenta, in modo sistematico e strutturato, l’identificazione, l’analisi e la valutazione delle aree di rischio che possono compromettere il conseguimento degli obiettivi strategici e che, nel contempo, fornisca al Consiglio di Amministrazione e al Top Management gli strumenti necessari all’assunzione di decisioni finalizzate ad anticipare e gestire gli effetti di tali rischi e sfruttare proattivamente opportunità di business addizionali rispetto a quanto prospettato in sede di pianificazione strategica.

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

 

Identificare il rischio di cambio è di fondamentale importanza per un azienda capire l’intera esposizione a partire dalla comprensione di come nascono i rischi, perché sono significativi e come interagiscono. Ogni operatore che promuove l’internazionalizzazione del proprio business si espone a vari livelli di rischio:

  • Rischi transattivi: quelli derivanti da flussi di cassa conosciuti o contabilizzati: acquisti, vendite, transazioni di finanziamento, pagamenti per dividendi all’interno del gruppo.
  • Rischi economici: quelli derivanti da flussi di cassa anticipati o previsti: acquisti, vendite, transazioni di finanziamento, pagamenti per dividendi all’interno del gruppo.
    Anche le aziende con operatività esclusivamente domestica, nel senso che non sono né esportatrici né importatrici, sono di fatto esposte al rischio economico di cambio.
  • Rischi contabili: la contrapposizione dei flussi  rappresentato dalla variazione del valore delle fatture attive/passive denominate in valute diverse da quella di conto, tra il momento del sorgere del credito/debito e l’incasso/pagamento.
  • Rischi strategici: quelli derivanti dal comportamento dei prezzi dei concorrenti o da esposizioni che interessano clienti o fornitori. Rischi contingenti: quelli che sorgono attraverso l’offerta su contratti o piani di fusione e acquisizione

Una volta individuate le fonti di rischio, valutiamo la loro importanza per il business del nostro cliente. Le problematiche relative alla misurazione includono:

  1. l’impatto delle passività in valuta estera sui rapporti di debito e sul tasso di interesse;
  2. l’orizzonte appropriato del tempo per valutare il rischio di cambio. Ad esempio, è possibile modificare il sourcing dei fornitori, aumentare i prezzi e la durata del ciclo produttivo;
  3. la misura in cui i prezzi d’entrata, anche quando denominati in una moneta, sono correlati ad altre valute.

RISKOO aiuta  le aziende a trovare le risposte adeguate a tutte queste variabili traducendole in un piano strategico operativo. Il piano definisce scenari di rischio e di opportunità ed un programma di Risk Management libero da ogni conflitto d’interesse al di fuori di quello dell’azienda.

Ogni azienda ha una meta da raggiungere, noi da trent’anni elaboriamo strumenti e scenari per raggiungere gli obbiettivi e le performance attese dai nostri Clienti.
La storia dei nostri Clienti è la nostra storia.

Chiedi come costruire il tuo piano di Enterprise Risk Management per il 2018