MARKET MOVER 11 OTTOBRE 2018

Nella giornata di ieri sono scattati per molti indici azionari i livelli di protezione a partire dagli indici USA. In Europa Eurostoxx e Dax stanno violando i minimi dell’anno attivando anche in questo caso i nostri segnali di warning.  In giornata pubblichiamo per tutti gli indici mondiali i livelli di stop e le stime di ampiezza sui potenziali ribassi attesi. Le vendite sull’azionario porteranno nuovi flussi sull’obbligazionario aprendo una fase di correzione al rialzo dei rendimenti sulla parte lunga della curva. Il 10 anni USA tenderà a scendere verso area 3.20/10  aprendo una pausa sul movimento rialzista che iniziava a preoccupare i mercati. Si potrebbe azzardare uno switch verso le scadenze lunghe avendo la consapevolezza che al momento si opera in condizioni di contrarian rispetto al trend dominante.

Qualche segnale di allentamento della tensione sta emergendo anche sul differenziale di rendimento a 10 anni tra Italia e Germania. Lo spread riparte da 296 punti dopo aver fluttuato attorno a quota 300 per alcune sedute. Pensiamo, nonostante le dichiarazioni di FITCH, che il differenziale possa scendere parzialmente verso 265/260, conservando tuttavia le vulnerabilità delle ultime settimane. Quota 300 nel frattempo continuerà a rappresentare la linea critica, mentre 230 il punto sotto il quale ritenere superata la fase di maggior tensione. Sullo sfondo 330 punti base continuerà a costituire il punto oltre il quale si riaccendono al massimo livello le tensioni.

Attendiamo nel frattempo le elezioni in Baviera. Il Governo tedesco attende un rallentamento della crescita economica per l’anno in corso e per il 2019: le cause risultano  legate innanzitutto alle possibili contese commerciali. Il governo, che ufficializzerà le stime giovedì, ha ridotto le sue previsioni di crescita per il 2018 e il 2019 all’1,8%, rispetto alle precedenti previsioni rispettivamente del 2,3% e del 2,1%. Il Dax quota in apertura sotto i minimi dell’anno attivando come già scritto segnali di protezione.

La discesa subita ieri dal cambio usd jpy conferma i segnali di avversione al rischio che stiamo leggendo in modo diffuso su tutti mercati. In tal senso gioca il livello in transito in area 111,50 usd sotto cui le tensioni sui mercati azionari assumono ulteriore forza. L’eur usd invece ha corretto parzialmente dai minimi verso l’atteso livello 1.1550.  Riteniamo che i valori possano proseguire la reazione verso 1.1570 ed in estensione 1.1650.

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 TRUMP RALLY – MEDIA MOBILE 200 GG

 

MARKET MOVER DI OGGI (FONTE REUTERS)

ASTE MEDIO LUNGO – Anche per le aste Btp si va verso un rialzo dei rendimenti, così come per il Bot a 12 mesi, collocato ieri per i previsti 6 miliardi allo 0,949% (dal precedente 0,436%), massimo da metà ottobre 2013 . L’offerta a medio lungo, fino a 6,5 miliardi totali, prevede il nuovo 3 anni ottobre 2021 cedola 2,30% e le riaperture dei benchmark a 7 e 15 anni e dell’off-the-run febbraio 2037 . Ieri in chiusura, sul mercato grigio, il nuovo tre anni scambiava al rendimento di 2,37%, oltre un punto percentuale sopra l’1,20% dell’asta di metà settembre, quando in offerta c’era il vecchio benchmark aprile 2021 cedola 0,05%: si tratterebbe di un massimo d’asta da ottobre 2013.

 

BTP – In attesa dei collocamenti a medio lungo e di novità di rilievo sul fronte della manovra e dei rapporti tra Roma e Ue, il mercato sembra aver preso una pausa rispetto alle recenti pesanti vendite sui Btp, pur confermandosi altamente volatile. Sullo sfondo di uno ‘short’ ormai ampio sul debito italiano, le ultime sedute hanno visto qualche ricopertura, scattata quando i tassi decennali sono saliti sensibilmente sopra quota 3,50%. I Btp ripartono stamane da un rendimento decennale di 3,51% e da uno spread su Bund di 296 pb, dopo un’ultima seduta partita in calo ma poi passata in positivo, durante la quale il differenziale Italia-Germania non ha mancato di oltrepassare nuovamente i 300 pb .

 

JP MORGAN SU BTP – “C’è volatilità sui Btp ma se gestita può essere un’opportunità” afferma in un’intervista a il Sole 24Ore Nick Gartside, capo della divisione reddito fisso di JP Morgan AM. “Lo spread Btp/Bund non si attesterà oltre la soglia di allarme dei 400 punti”. Gartside ritiene che l’incertezza politica italiana “sia adeguatamente remunerata”, ragion per cui, spiega, alcuni dei fondi di JP Morgan AM stanno aumentando l’esposizione in Btp. “I problemi dell’Italia sono ben noti ma non si possono trascurare i punti di forza come il surplus della bilancia commerciale e l’avanzo primario”. “Il problema numero uno per l’Italia è il debito ma, allo stato attuale, la sua sostenibilità non è in discussione. La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia” aggiunge .

 

FITCH SU NADEF – Fitch esprime dubbi e segnala i rischi connessi al nuovo quadro di finanza pubblica delineato dal NaDef. L’agenzia vede in particolare rischi sui target forniti dal governo soprattutto per gli anni dopo il 2019: secondo Fitch infatti il deficit/Pil italiano del 2020 sarà più vicino al 2,6% previsto dalla stessa agenzia a fine agosto che al 2,1% stimato dal governo, portando il debito/Pil su livelli più alti rispetto a quelli indicati nel NaDef. Fitch conclude che i dettagli e la realizzazione pratica della politica di bilancio annunciata dal governo saranno elementi fondamentali per la valutazione del merito di credito italiano — attualmente BBB con outlook negativo — su cui l’agenzia tornerà ad esprimersi nel primo trimestre 2019 .

 

NADEF – La Stampa cita questa mattina una fonte dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) — che ha già bocciato i numeri del Nadef — secondo cui “le previsioni sulla crescita del Pil nominale non trovano una spiegazione nei numeri”. La fonte sottolinea che “c’è uno scarto troppo ampio per poter validare le previsioni del governo”; in ballo, si legge, ci sono 5-6 miliardi che possono cambiare il rapporto debito/Pil: “in passato con scostamenti dello 0,2% abbiamo dato l’ok, ma qui la forbice oscilla tra 0,4 e 0,7, troppo alta”. Oggi intanto prendono il via in aula al Senato e alla Camera i lavori sul NaDef. Sulla base delle stime fornite alla Camera da Tria la legge di Bilancio 2019 aumenta l’indebitamento netto di circa 22 miliardi a fronte di misure di copertura per 15 .

 

REGLING SU ITALIA – I target fiscali del governo non piacciono al numero uno del fondo salva stati Esm Regling, secondo cui tuttavia non c’è nell’immediato un pericolo che l’Italia perda accesso ai mercati, cosa peraltro mai successa durante la crisi, né che venga downgradata sotto l’investment grade, grazie alla forza sottostante del paese. È giusto essere preoccupati, spiega Regling durante un evento del Fmi a Bali, ma occorre aspettare tutti i dettagli della manovra; il governo, osserva, ha già compiuto alcuni aggiustamenti e quindi c’è speranza che la questione possa ancora evolversi. Ieri sera invece il ministro delle Finanze tedesco Scholz ha affermato in un’intervista a Handelsblatt che il governo italiano deve occuparsi in prima persona dell’alto debito del paese, senza che la responsabilità venga scaricata sui partner europei.

 

LAGARDE SU ITALIA – Sulla questione italiana è intervenuta in mattinata anche il numero uno del Fmi Lagarde. Secondo quanto riporta RaiNews, nella conferenza stampa introduttiva della riunione annuale di Fmi e Banca Mondiale a Bali Lagarde ha spiegato che la posizione del Fondo sull’Italia “è abbastanza ben conosciuta: di sicuro sosteniamo il consolidamento fiscale che deve essere d’aiuto alla crescita”. Rispondendo a una domanda sulla manovra e su eventuali preoccupazioni per un possibile “contagio” dall’Italia, Lagarde ha ribadito che i paesi membri dell’Ue devono rispettare le regole alle quali si sono impegnati.

 

RESOCONTI BCE – La Bce pubblica i resoconti del meeting del 13 settembre, nel quale Francoforte ha “anticipato” che il programma di Qe verrà chiuso a fine 2018 e confermato le aspettative di un primo intervento sui tassi non prima della fine dell’estate dell’anno prossimo. Tuttavia nelle tre settimane trascorse dalla riunione c’è stato in particolare un nuovo intervento di Draghi, in cui il presidente della Bce ha parlato di una ripresa dell’inflazione sottostante “relativamente vigorosa”: parole che, nonostante gli inviti alla cautela di diversi esponenti della banca centrale, alcuni investitori hanno interpretato come segnale di un percorso più veloce di normalizzazione della politica monetaria.

 

INFLAZIONE – Sul fronte macro, in chiave banche centrali l’attenzione andrà soprattutto ai dati di inflazione, che giungeranno prima da Francia e Spagna (numeri finali di settembre) e da altri paesi della zona euro, poi nel pomeriggio dagli Usa. Per la Francia si parte dalla stima flash di 2,5% tendenziale, mentre per la Spagna il riferimento è il preliminare a 2,2% sia per l’indice nazionale sia per l’armonizzato: in tutti i casi ampiamente sopra il target Bce del 2%. Passando agli Usa, dove sembrano ormai ben radicate le attese di un nuovo rialzo dei tassi a dicembre (il quarto del 2018), le stime indicano una discesa dell’inflazione al 2,4% in settembre dal 2,7% del mese precedente; per l’indice ‘core’ le attese sono invece per un rafforzamento al 2,3% dal 2,2%.

 

GREGGIO – I prezzi petroliferi estendono la flessione già vista nella seduta di ieri portandosi sui minimi da due settimane in scia al netto e generalizzato calo delle borse. Inoltre gli ultimi dati Api evidenziano un aumento superiore alle attese delle scorte settimanali di greggio Usa mentre si allentano anche i timori legati all’uragano Michael, che ha raggiunto la Florida, senza però causare danni significativi alle infrastrutture petrolifere. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 81,57 dollari il barile (-1,52), il Nymex a 71,95 dollari (-1,22).

 

FOREX – Dollaro sulla difensiva, appesantito dal calo dell’azionario e in particolare di Wall Street, nonostante il ruolo tradizione di divisa sicura del biglietto verde. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1557/60 da 1,1518 dell’ultima chiusura, in risalita di quasi una figura dal minimi di 1,1477 visto ieri. Dollaro/yen a 112,15/16 da 112,27, dopo un calo stamane fino a 111,98, minimi di ottobre; euro/yen a 129,60/63 da 129,32.

 

TREASURIES – Il clima di avversione al rischio che accompagna l’ampio calo delle borse porta nuovi acquisti sui Treasury nelle contrattazioni dell mattinata dopo quelli già registrati nella seduta di ieri. Il benchmark decennale Usa sale di 19/32, rendimento a 3,155%.

 

 

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Prezzi consumo finali settembre (8,45) – attesa -0,2% m/m; +2,5% a/a.

 

GRECIA

Tasso disoccupazione luglio (11,00).

 

IRLANDA

Prezzi consumo settembre (12,00).

 

PORTOGALLO

Prezzi consumo settembre (12,00).

 

SPAGNA

Prezzi consumo finali settembre (9,00) – attesa +0,2% m/m; +2,2% a/a.

Prezzi consumo armonizzati finali settembre (9,00) – attesa +0,6% m/m; +2,2% a/a.

 

USA

Prezzi consumo settembre (14,30) – attesa +0,2% m/m; +2,4% a/a.

Prezzi consumo ‘core’ settembre (14,30) – attesa +0,2% m/m; +2,3% a/a.

Salari reali settimanali settembre (14,30) – attesa +0,1% m/m.

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 206.000.

Eia pubblica scorte settimanali prodotti petroliferi (17,00).

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “L’economia italiana in breve” di settembre.

 

EUROPA

Zona euro, Bce pubblica resoconto riunione politica monetaria del 12 e 13 settembre (13,30).

Zona euro, Coeuré (Bce) partecipa a riunione annuale Fmi/Banca Mondiale, a Bali.

 

TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 3-3,5 miliardi euro prima tranche Btp 15/10/2021 cedola 2,30%, 1-1,5 miliardi terza tranche Btp 15/11/2025 cedola 2,50% e 1-1,5 miliardi cumulativi 14esima tranche Btp 1/9/2033 ceodla 2,45% e 28esima tanche Btp 1/2/2037 cedola 4,00%.

 

USA

Washington, Tesoro offre 15 miliardi dollari titoli Stato 30 anni 15/8/2048.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Conte inizia visita in Etiopia ed Eritrea; termina il 12 ottobre.

Roma, manovra, atteso Nadef in aula Camera e Senato.

Roma, Camera, audizione Boeri a commissione Lavoro (9,30).

Milano, ‘Italian Energy Day’; partecipa Firpo del Mise, attese conclusioni Crippa del Mise.

Milano, Fondazione Fiera Milano, cerimonia firma del finanziamento erogato da Bei e pool coordinato da Banca Intesa; partecipa vice presidente Bei Scannapieco (11,30).