EUR USD: E SE SI FOSSE ESAURITA LA SPINTA RIALZISTA DELL’EURO?

EUR USD: E SI SE FOSSE ESAURITA LA SPINTA RIALZISTA DELL’EURO?

Nelle ultime settimane la dialettica su quanto possa essere manipolato il cambio eur usd si è spinta fino a toccare i livelli più elevati dell’establishment finanziario. La stessa BCE per voce di alcuni membri del Direttorio ha preso forti posizioni sul tema.

Il gradimento di un dollaro debole da parte dell’Amministrazione USA ha generato forte perplessità nei mercati e tolto credibilità all’azione dell’Autorità monetaria.

L’importanza del confronto e delle possibili conseguenze  di un ulteriore debolezza del dollaro è così sentita da congelare l’elasticità degli scambi tra 1.22/1.25  da ormai due mesi a questa parte.

Oggi erano molto attese non tanto la conferenza di Mario Draghi, quanto piuttosto le reazioni del mercato alle sue parole. La conferma di una linea di policy strutturalmente immutata rispetto alle altre audizioni ha convinto i traders a tentare di vendere euro contro dollaro. Il transito di una barriera con valenze tecniche ed implicazioni macro significative a quota 1,2550, ha respinto ancora una volta le pressioni rialziste.

Credo siano condivise e condivisibili le potenziali implicazioni generate da un break up di area 1,25 eur usd sulle prospettive di crescita dell’Eurozona e soprattutto delle aree periferiche dell’Unione.

Nell’ultimo mese,  visitando molte aziende esportatrici che  hanno beneficiato nei tre anni precedenti di un euro debole,  ho raccolto umori più preoccupati. Gli ordini provenienti dagli Usa piuttosto che da altre aree appartenenti al polo valutario del dollaro, si sono raffreddati.

Il dato di questa mattina relativo agli ordinativi dell’industria tedesca conferma un rallentamento del momentum positivo che l’economia europea in generale ha vissuto negli ultimi 24 mesi.  Statisticamente gennaio e marzo sono due mesi  in cui le rilevazioni risultano deboli. Tuttavia anche gli indici di sentiment, PMI Markit manifatturiero (Purchase Manager Index), rivelano un’iniziale flessione del clima di fiducia delle aziende tedesche in linea con le medesime valutazioni su scala europea.

PMI MARKIT MANUFACTORING GERMANY

PMI MARKIT MANUFACTORING GERMANY

 

PMI MARKIT MANUFACTORING EUROZONE

PMI MARKIT MANUFACTORING USA

Di converso negli USA lo stesso indicatore mette in evidenza un miglior grado di ottimismo.

Come ho avuto modo di raccontare uno dei miei speech recenti, invitato a commentare gli scenari post elettorali in Italia, uno dei temi più critici riguarda la competitività delle imprese e di conseguenza del livello dei tassi di cambio.  Le dissertazioni sulla competitività meritano profonde analisi, tuttavia la leva valutaria svolge una funzione fondamentale per il raggiungimento dell’equilibrio nel rapporto con i mercati globali. Non a caso assistiamo a continue contrapposizioni tra macro sistemi che si traducono in continue guerre valutarie.

Per l’Italia il tema assume rilevanza straordinaria. Il cambio rappresenta la leva più immediata ed efficace per mettere in condizioni le aziende per esportare al meglio. Tutti gli altri discorsi, per quanto ricchi di eleganza intellettiva, non trovano per ragioni politiche applicazione immediata.  Alle nostre aziende rimane quindi di fondamentale  importanza seguire e gestire la leva del cambio per  migliorare il loro pricing power.

Sono convinto che anche all’interno del Board della Banca centrale ci sia questa consapevolezza e che quindi si cerchi di fare qualsiasi cosa per salvaguardare la crescita dell’export per proteggere la ripresa dell’economia.

Come ho scritto nelle precedenti settimane  quota 1,25 rappresenta la linea del Piave per l’eur usd e quindi per le industrie  del Made in Italy. Auspichiamo una progressiva perdita di momentum in grado di spingere i  prezzi sotto area 1.22/1.20 per dare nuovamente vigore all’export.  Flessioni dei corsi sotto tale fascia contribuiscono, al di là dei sempre possibili interventi “fuori mercato”, a rianimare le vendite di euro con riposizionamenti di portafoglio anche strategici.  Le attuali condizioni tecniche potrebbero essere d’aiuto.

 

WB ANALYTICS: EUR USD LONG TERM TREND

 

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM TREND ECB MEETING

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