MARKET MOVER 2 FEB 2018

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MARKET MOVER 2 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

BTP – Hanno corso i Btp nell’ultima seduta, stringendo su Germania fin sotto quota 130 punti base, ai minimi da fine settembre del 2016. Il mercato, ancora ampiamente sottopesato su Italia, sembra progressivamente convincersi che le elezioni del 4 marzo non porteranno rischi significativi; lo scenario cui si guarda è sempre più quello di un governo di ampia coalizione, dove le posizioni più estreme saranno smussate. Stamane l’obbligazionario italiano riparte da uno spread su Bund di 131 punti base e da un tasso decennale di 1,96% (dopo un minimo ieri a 1,94%).

VERSO IL VOTO: BERLUSCONI – In un’intervista a ‘Libero’ il leader di Forza Italia si dice certo che il centrodestra avrà la maggioranza dei seggi e spiega di aver assicurato ai vertici europei che assicurerà un governo responsabile e rispettoso degli impegni presi. Sulle larghe intese con Renzi dopo le elezioni, l’ex premier dice di avere un’opinione diversa da Confalonieri, che nei giorni scorsi non aveva escluso tale possibilità. A una domanda relativa ad un eventuale ruolo di Draghi in un governo super-partes, in caso di stallo post-elettorale, Berlusconi risponde sottolineando che il presidente Bce “potrebbe essere la persona giusta per qualsiasi incarico” ma che, dal canto suo, Draghi è stato molto chiaro nell’escludere un suo diretto coinvolgimento in politica.

VERSO IL VOTO: DI MAIO – Il candidato premier M5s è tornato a smentire le aperture alla possibilità che il M5s partecipi a un governo di grande coalizione, come riportato da Reuters dopo l’incontro di mercoledì a Londra del candidato premier con rappresentanti della comunità finanziaria. “Non ho mai prospettato un governo di larghe intese” ha affermato. Lo stesso Di Maio ha incontrato ieri gli imprenditori lombardi in Assolombarda: il presidente Bonomi ha parlato di un “buon confronto” sottolineando però il disaccordo col M5s sul tema del Jobs Act.

VERSO IL VOTO: SALVINI – E Salvini torna a escludere qualsiasi accordo con il M5s, anche qualora Di Maio avesse l’incarico e andasse in aula a chiedere il voto su specifiche misure. Riportando i contenuti del forum che si è svolto ieri a ‘La Stampa’, il quotidiano torinese ripete quanto già detto da Salvini su vari temi: abolizione della legge Fornero, estensione dei dazi europei ad altri settori. Il leader del Carroccio definirebbe “vittoria” ottenere i numeri per un governo di centrodestra. “Spero che la Lega prenda un voto in più di Forza Italia. In quel caso il presidente del consiglio sarò io”. Salvini definisce inoltre “scandalosa” la visita di Erdogan a Roma, rivendicando invece la vicinanza culturale con Putin. Per quanto riguarda il patto atlantico, dice: “L’Italia resterà nella Nato, sono a favore delle basi americane ma contro l’eccesso di servitù militari”.

INFLAZIONE ITALIA – Istat pubblica i dati preliminari sui prezzi al consumo di gennaio che dovrebbero confermare la tendenza al rallentamento mostrata già nei giorni scorsi da quelli tedeschi, spagnoli e della zona euro in generale (in controtendenza si è mossa solo la Francia, con un’inflazione salita oltre le attese all’1,5%). Sull’Italia le stime indicano un’inflazione in calo allo 0,8% tendenziale dallo 0,9% di dicembre per l’indice nazionale, e a 0,9% da 1,0% per l’armonizzato. Oggi Istat rende inoltre noto l’aggiornamento 2018 del paniere dei beni per il calcolo dei prezzi al consumo.

BCE – Praet ha confermato ieri che la dinamica dell’inflazione nella zona euro resta debole, con una convergenza verso il target del 2% ancora solo graduale. In tali condizioni, ha spiegato, “un ampio grado di accomodamento monetario resta necessario”. Il banchiere centrale austriaco Nowotny ha affermato invece che il momento sarebbe già ora opportuno per porre fine agli acquisti del Qe, cosa che favorirebbe anche un incremento dei tassi d’interesse a lungo termine; il programma continuerà comunque fino a settembre, ha ricordato, ed entro allora la Bce prenderà una decisione su quello che accadrà dopo.

BOND GRECIA – Della fase positiva dei bond periferici europei approfitta la Grecia, che ha annunciato la costituzione di un sindacato di banche per il lancio di un nuovo titolo di Stato in euro, con probabile scadenza a 7 anni, secondo quanto riportato dal servizio Ifr di Thomson Reuters. Il lancio dell’operazione potrebbe avvenire già la settimana prossima.

PAYROLL USA – I dati principali della giornata saranno quelli del mercato del lavoro Usa relativi a gennaio, chiamati a confermare le attese di un nuovo rialzo dei tassi Fed già nel prossimo meeting di marzo, dopo il nulla di fatto di questa settimana. Per i ‘payroll’ le stime danno 180.000 nuovi posti rispetto ai 148.000 di dicembre e un tasso di disoccupazione stabile al minimo da 17 anni del 4,1%. Una buona indicazione è già giunta in settimana dal rapporto Adp sul settore privato, che in gennaio ha evidenziato 234.000 nuovi occupati, più di quelli previsti. Sul fronte Fed, gli operatori continuano al momento a convergere sull’ipotesi di tre rialzi complessivi nel corso del 2018.

GREGGIO – Il rispetto della scelta di tagli alla produzione da parte dell’Opec e di altri Paesi produttori, Russia compresa, riescono a controbilanciare e offuscare le preoccupazioni sul rialzo della produzione Usa. Attorno alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 69,86 dollari il barile (+0,21), il Nymex a 66,10 dollari (+0,31).

FOREX – Nonostante il rialzo dei rendimenti Usa e malgrado un marginale rialzo dai livelli di chiusura di ieri, il dollaro si avvia a chiudere una settimana in perdita, con il mercato che si concentra sulla rinnovata forza economica della zona euro. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,2489/90 da 1,2508 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 109,78/80 da 109,39; euro/yen a 137,12/14 da 138,81.

TREASURIES – I titoli del Tesoro Usa hanno iniziato un febbraio nel segno dell’affaticamento, mentre oggi sul mercato dominerà l’attesa del dato Usa sull’occupazione. Il benchmark decennale Usa attorno alle 7,30 scende di 4/32 in termini di prezzo per un rendimento a 2,790%, dopo un nuovo massimo dei quattro anni a 2,797%, con gli investitori che si riaggiustano dopo la Fed.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, paniere prezzi al consumo anno 2018 (10,00).
Istat, stima prezzi al consumo gennaio (11,00) – attesa dato Nic 0,3% m/m; 0,8% a/a; dato Ipca -1,8% m/m; 0,9% a/a.

ZONA EURO
Prezzi alla produzione dicembre (11,00) – attesa 0,3% m/m; 2,3% a/a.

USA
Occupati non agricoli gennaio (14,30) – attesa 180.000.
Tasso disoccupazione gennaio (14,30) – attesa 4,1%.
Media guadagni gennaio (14,30) – attesa 0,3% m/m; 2,6% a/a.
Media ore lavorate settimanali gennaio (14,30) – attesa 34,5 ore.
Indice Ism New-York gennaio (15,45).
Revisione ordini beni durevoli dicembre (16,00).
Ordini all’industria dicembre (16,00) – attesa 1,5% m/m.
Università Michigan, fiducia consumatori finale gennaio (16,00) – attesa 95,0.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, intervento Coeuré (Bce) a Kranj (Slovenia) (11,00).
Zona euro, interventi governatore banca centrale francese Villeroy de Galhau e governatore banca centrale irlandese Lane a Dublino (15,00).

USA
Austin, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,30).
San Francisco, intervento presidente Fed San Francisco Williams (21,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, ministro Calenda incontra Amazon al Mise (12,00).
Bologna, presentazione programma Pd (15,00).

EUROPA
Cipro, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Paesi Bassi, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.
Finlandia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Slovacchia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Svezia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Efsf, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Esm, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

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