MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 10 MAGGIO 2018

Buongiorno,

la nostra analisi sul rischio di cambio dell’euro verso le principali monete ci porta a ritenere che sia in atto un significativo cambiamento di bias sul mercato. La gestazione di questo cambiamento di scenario parte dal dollaro. Come abbiamo scritto durante la fase di rialzo dell’euro, in particolare tra settembre 2017 e marzo 2018, l’apprezzamento dell’ eur usd verso 1.25 avrebbe contribuito ad esacerbare i segnali di crescita presenti in forme diverse nell’Eurozona. mentre molte banche proiettavano le loro stime a 1,30 ed oltre, noi scrivevamo che la violazione di 1.25 avrebbe spinto l’economia verso un drastico rallentamento della crescita, mettendo in crisi la struttura stessa dell’euro.

Per tali ragioni ritenevamo il rialzo frutto di pressioni politiche dall’America verso l’Unione operate per richiamare i partner, nonché alleati, ad un riallineamento alla politica estera USA.

Probabilmente per pura coincidenza con il recente viaggio di Macron e Merkel a Washington l’euro ha perso momentum. Siamo scesi versola nostra prima area target 1.18 (1.17) fissando una prima gamba del ribasso di cui stiamo analizzando le proiezioni per dare risposte in termini di rischio cambio alle possibili strategie di Risk management per chi esporta ed importa.

In chiave Intermarket il segnale prodotto dal dollaro è estremamente importante. Domani terrò un intervento, presso la Camera di Commercio di Milano a Palazzo Turati sul tema. Si tratta di un’esposizione tecnica che mette in luce le interrelazioni che al momento la divisa americana sta operando nei confronti di quella europea e non solo.

Dobbiamo ora capire quanto la possibile reazione dell’euro alla recente debolezza, possa ritracciare  prima di riattivare la seconda gamba del ribasso. Il passaggio risulterà decisivo per lo scenario di medio lungo termine. Abbiamo quindi fissato in area 1.2050 ed 1.22 i punti su cui postare il controllo del rischio cambio nell’ambito di una strategia di Risk Management esplicitata nella nostra piattaforma Riskoo per le imprese che importano ed esportano.

In queste sere ho anche commentato presso la Rubrica di Rai 1 Economia, la risposta dei mercati all’attuale processo di formazione del Governo. A parte le reazioni dello spread, la Borsa sta esattamente confermando il break-up rialzista sopra 24000/23800. Il segnale che stiamo osservando in via di ulteriore consolidamento è strutturalmente significativo. Costituirà un potenziale cambiamento di paradigma verso l’attenzione per il nostro mercato azionario.

Rileviamo con la chiusura di ieri un altrettanto significativo segnale positivo proveniente dal NYSE, mentre il Brent dopo aver più volte testato il nostro target a 75 usd/bar si appresta a salire verso area 90/95 usd (nel medio periodo).

Wlademir Biasia

 

 

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso Libertà e tempo perso
E nessuno, Nessuno che dice se sbagli sei fuori

Niente nuovo Governo,
la Borsa che avanza e lo spread che se la suona e canta…
è una vita spericolata direbbe il buon Vasco.
Vivere o cantare, Fare soldi e non pensare, Parlare sempre e non ascoltare.
E’ una vita in vacanza.

Un Italia che fa finanza.

Il Ftse Mib sale oltre la barriera dei 24000. Non lo superava da oltre dieci anni. I tentativi di recupero avanzati durante le fasi di ripresa dal 2009 si sono tutti frantumati proprio a ridosso di quest’area. Lo spread non interessa a nessuno, salvo a noi analisti, reduci da un’esperienza terrificante, utile per imporre opzioni politicamente sgradite.

L’euforia, perché di questo si tratta se decliniamo caos politico, crisi strutturale e stagnazione letale, ha preso il sopravvento perché  da un lato il mercato preferisce soluzioni istituzionali a esperimenti politici inediti. Dall’altro vede il ritorno di forza del dollaro verso l’euro la riproposizione dei giorni magici dell’export.

Credetemi l’eur usd a ridosso della soglia di 1,25 ha fatto tremare i polsi a chi effettivamente ha le redini del grande gioco.  La gran parte delle investment bank stimava una prosecuzione della debolezza della moneta americana ben oltre la soglia che avevamo fissato come linea del Piave (siamo in Italia).  La tenuta prima, il ribasso dopo hanno rimesso in azione le attese su una ripresa dell’export che per nostra fortuna era soltanto rallentata negli ultimi mesi.

MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

          MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

I dati sul PMI Markit, indice che rileva la fiducia delle aziende, (Purchasing Managers Index®) pubblicato da IHS Markit relativo al settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, è diminuito ad aprile e per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il valore di 53.5 in discesa da 55.1 di marzo. L’ultimo valore PMI è stato il più basso registrato dall’indagine da gennaio 2017.

Il rallentamento è stato principalmente registrato dalle aziende produttrici di beni intermedi, questo sotto settore ha sofferto, infatti, di una  stagnazione e di una simultanea contrazione sia degli ordini totali che di quelli esteri. In contrasto le aziende manifatturiere di beni di investimento hanno continuato a riportare una forte produzione e nuovi ordini.

In questa prima parte del 2018 abbiamo più volte messo all’indice i danni che il rialzo dell’euro avrebbero prodotto sulla crescita in italia. I dati PMI lo confermano nei sondaggi fatti ai managers delle aziende.

WB ADVISORS ANALYTICS: USA TRADE DEFICIT & IMPORT EXPORT

WB ADVISORS ANALYTICS: USA TRADE DEFICIT & IMPORT EXPORT

 

Mentre richiamavamo l’attenzione su queste criticità, mettevamo in evidenza l’ipotesi che il rialzo del cambio rispondesse più a leve di natura geopolitica che non a forze intrinseche alla moneta unica. L’abbandono di 12350/12280 ha portato come conseguenza tecnica la chiamata in sequenza di notevoli stop loss order su posizioni lunghe di euro e corte di dollari. Il cost of carry di queste strategie ha contribuito ad innescare i successivi ribassi.

Stiamo lavorando su stime secondo cui proiettano il cambio verso nuovi minimi di assoluto rilievo ed a tutt’oggi non condivisi da molti degli uffici studi che continuano a vedere il dollaro super debole. Nel nostro Outlook di maggio, in fase di elaborazione, abbiamo messo a fuoco il nuovo potenziale ciclo definendo i punti critici su cui concentrare l’eventuale azione di controllo del rischio cambio in una strategia di Risk Management.

L’agenda geopolitica/geoeconomica del mese di maggio è intensa di temi le cui ripercussioni determineranno significativi impatti sul dollaro e di conseguenza su tutti i rapporti cambio. In sintesi il Dollar Index, paniere composto da diverse valute in rapporto al dollaro, ha superato dopo una congrua fase di accumulazione livelli tecnici significativi  passando da una media a 89,50 agli attuali 92,50. Il trend punterà a nostro avviso a riavvicinare il livello del basket tra 9450/95 prima di aprire una fase di consolidamento. Gli sviluppi che tale fase assumerà ci dirà molto sulle potenzialità del trend rialzista da poco avviato.

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX TECHNICAL

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX TECHNICAL

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX ADVANCE CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX ADVANCE CYCLE

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MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 2 MAGGIO 2018

Buongiorno

La riapertura dei mercati dopo la pausa del I° maggio (Europa) propone la lettura dei dati relativi all’indice PMI relativi al comparto manifatturiero dell’Euro-zona (Purchase Managers Index) elaborato da Markit. In generale il mercato stima un ulteriore flessione della fiducia delle aziende. Indubbiamente il dato riflette l’elevato livello dell’euro sul dollaro e la percezione di un rischio di cambio non certamente in equilibrio, nonchè il timore per l’imposizione dei dazi da parte degli USa verso l’UE. Come ampiamente diffuso nella giornata di ieri D Trump ha rinviato l’applicazione della decisione a fine mese.

Nel frattempo in poche sedute l’eur usd è crollato da 1.2350 a 1.20, passando per il nostro target intermedio di breve 1.2050. Al momento la reazione alla discesa dei corsi ha evitato rimbalzi corposi. Le eventuali nuove reazioni non dovranno superare 1.2050/1.21 per mantenere il cambio all’interno della tendenza riflessiva.

 

Segnaliamo sempre dal punto di vista delle divise e della lettura del rischio cambio, anche in un ottica di Risk management per le proprie posizioni export, che il Dollar Index, dopo una lunga fase di accumulazione ha violato al rialzo con determinazione area 90.45/60.  Ci aspettiamo di conseguenza un primo consolidamento tra 92.50/91.50; in sucessione la conferma della tenuta di 91.50 spingerà il dollaro verso 94.50.

Sotto questo profilo le borse europee dovrebbero capitalizzare il reversal dell’eur usd e  tentare di assorbire la flessione avviata a febbraio. Il comportamento dello Standard & Poor 500 fornirà la leva necessaria per poterlo fare qualora saprà contenere eventuali flessioni sopra 2630 e cancellare i dubbi crescenti sullo stato di difficoltà superando area 2680/690.

Il Brent  e le commodity sono entrate in una fase di prese di beneficio di breve. Sullo sfondo rimangono aperte le opzioni per ulteriori rialzi visto la scadenza sulle decisioni relative all’accordo sul nucleare pattuito con l’Iran e la nuova proxy war  avviata da Israele nell’area.

Nel report mensile abbiamo messo a fuoco il tema del petrolio nel contesto geopolitico; più in generale abbiamo affrontato lo scenario sull’energia e sull’innovazione tecnologica che presto rivoluzionerà il comparto e di conseguenza il mondo.

Wlademir Biasia

ORA FX DATO  IN PUBBLICAZIONE CONSENSUS MARZO
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Apr) 54,2 54,8
09:30   CHF Indice SVME dei direttori acquisti (Apr) 59,9 60,3
09:45   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Apr) 54,4 55,1
09:50   EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Apr) 53,4 53,4
09:55   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Apr) 58,1 58,1
10:00   EUR Tasso mensile di disoccupazione italiano (Mar) 10,90% 10,90%
10:00   EUR Indice PMI manifatturiero (Apr) 56 56
10:30   GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni (Apr) 50,5 47
11:00   EUR PIL italiano (Annuale) (1° trim.) 1,40% 1,60%
11:00   EUR PIL italiano (Trimestrale) (1° trim.) 0,30% 0,30%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Trimestrale) 0,40% 0,60%
11:00   EUR PIL EUROZONA (Annuale) 2,50% 2,70%
11:00   EUR Tasso di disoccupazione (Mar) 8,50% 8,50%

 

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX

 

Market mover le notizie che aiutano a gestire il rischio di cambio

MARKET MOVER

 

 

 

FOREX – Il dollaro galleggia sui massimi di quattro mesi nei confronti di un paniere di divise, sostenuto dalla prospettiva di solidità per l’economia Usa e dal rialzo dei tassi. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1995, in rialzo dello 0,02%, dopo aver chiuso a 1,1993. Alla stessa ora dollaro/yen a 109,78, in calo di 0,07% dopo una chiusura a 109,85 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,02% a 131,76 (chiusura a 131,78).
POLITICA – Dopo gli infruttuosi mandati esplorativi dei presidenti di Camera e Senato e dopo la chiusura del Pd al dialogo con il M5S, resa nota dall’ex premier Renzi, toccherà al capo dello Stato esprimersi, forse già venerdì, per cercare di sbloccare l’impasse in cui è finita la politica italiana dopo il 4 marzo. Lascia invece aperte le porte al negoziato coi pentastellati la Lega, mentre Fi e FdI propongono che venga affidato un governo al centrodestra. Secondo i quotidiani però Salvini non ha esluso la possibilità di chiedere un preincarico per fare un governo. Sembra invece tramontata l’ipotesi di un ritorno alle urne a giugno — invocata da Di Maio — dopo l’altolà di Mattarella. In attesa della direzione Pd di domani, in cui verrà ufficializzata la linea del partito, ieri il Capo dello Stato ha lanciato un “richiamo a responsabilità di tutti”.
DEF – In vista delle previsioni economiche di primavera, che verranno rese note domani, secondo le indiscrezioni raccolte da ‘Repubblica’, Bruxelles non chiederà all’Italia una correzione immediata del deficit (aspettando la formazione del nuovo governo) ma la manovra ‘bis’ potrebbe essere più pesante del previsto, sfiorando i 5 miliardi di euro rispetto ai 3,5 preventivati lo scorso novembre.
BTP – La carta italiana riparte da un tasso decennale di 1,78% e da uno spread di 122, livelli cui è giunta lunedì al termine di una seduta in cui ha pagato salata la prospettiva di elezioni a giugno. A zavorrare il secondario italiano hanno contribuito anche i volumi quasi festivi dell’ultima seduta che hanno inevitabilmente accentuato i movimenti di mercato.
DAZI – Trump ha deciso di rinviare al primo giugno l’entrata in vigore dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti di Ue, Canada e Messico per concedere altro tempo ai negoziati, in una decisione che, secondo Bruxelles, alimenta però l’incertezza per le imprese. L’Ue chiede infatti una esenzione permanente.
PIL ITALIA – È attesa una crescita dello 0,3% congiunturale per il Pil italiano nel primo trimestre dell’anno, stabile rispetto ai tre mesi finali del 2017. Il dato sarà diffuso in mattinata dall’Istat e dovrebbe confermare il rallentamento della crescita dopo il forte andamento della fase precedente. Banca d’Italia ha fornito una stima di +0,2% per il Pil del primo trimestre, con una variazione della produzione industriale “pressoché nulla” dopo il +0,9% del quarto trimestre 2017. Per l’intera zona euro le stime sul Pil del primo trimestre — anch’esse in uscita oggi — indicano un’espansione dello 0,4%, contro il precedente +0,6%. In mattinata arriveranno anche i dati di marzo sul mercato del lavoro italiano: il tasso di disoccupazione è previsto invariato al 10,9% del mese precedente.
PMI – Le indagini congiunturali di aprile sull’andamento del manifatturiero offriranno nuovi spunti di riflessione sulla congiuntura, dopo che anche la Bce ha parlato di “moderazione” rispetto agli elevati tassi dell’anno scorso, sebbene Francoforte abbia anche citato l’effetto di fattori temporanei. Per l’Italia il Pmi manifatturiero è atteso in ulteriore calo, per il terzo mese consecutivo, a 54,4 punti, dopo aver segnato in marzo quota 55,1, il livello più basso da luglio dell’anno scorso. Per Germania, Francia e zona euro sono attesi i dati finali di aprile, dopo i preliminari diffusi nei giorni scorsi, che per la zona euro nel suo complesso avevano segnalato una discesa dell’indice manifatturiero a quota 56,0, minimo da 14 mesi, da 56,6 di marzo.
PRIMARIO – Sul mercato primario è in agenda l’offerta tedesca, con 3 miliardi di euro di quinquennali aprile 2023. Intanto sul fronte italiano, con le riaperture (praticamente deserte) di Btp e Ccteu di lunedì scorso si è chiusa la tornata di aste di fine aprile, che ha portato a quasi il 43% la copertura delle esigenze di rifinanziamento 2018 del Tesoro, indicate dal responsabile del debito pubblico Davide Iacovoni tra 390 e 400 miliardi.
FED – Non sono attese nuove mosse da parte della Fed al termine del meeting di politica monetaria, in serata, dopo il rialzo dei tassi effettuato in marzo. La banca centrale Usa ha più volte ribadito che il percorso dei tassi sarà graduale e prevede al momento almeno altri due interventi quest’anno. Ma secondo gli operatori potrebbero esserci spazi anche per tre nuovi rialzi entro fine 2018. L’ultima rilevazione sull’indice Pce Usa, una misura dei prezzi al consumo seguita dalla Fed, si è attestata in marzo, a livello ‘core’, all’1,9% su anno, livello ormai prossimo al target ufficiale del 2%.
MERCATO LAVORO USA – Sempre in chiave Fed c’è attesa per i dati di aprile sul mercato del lavoro Usa. Questi usciranno venerdì ma verranno come da tradizione anticipati in giornata dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato: le stime sono per 200.000 nuovi posti dopo i 241.000 di marzo.
PMI CINA – Accelerazione inaspettata ad aprile per la crescita del settore manifatturiero cinese. La lettura finale del Pmi a cura di Caixin ha mostrato infatti il mese scorso un rialzo a 51,1 da 51 di marzo, minimo di quattro mesi, a fronte di attese per 50,9.
DATI GIAPPONE – L’attività del settore dei servizi giapponese si è espansa ad aprile al ritmo più rapido in sei mesi sulla scia del rafforzamento dei nuovi ordini. Il Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è salito infatti a 52,5 su base destagionalizzata, rispetto a 50,9 di marzo.
GREGGIO – Prezzi in rialzo sulla scia dei timori che gli Usa possano imporre di nuovo sanzioni nei confronti dell’Iran mentre l’aumento delle scorte Usa limita i guadagni. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 9 cent a 73,22 dollari il barile e quelli sul greggio Usa guadagnano 31 cent a 67,55 dollari.
TREASURIES – Governativi Usa in lieve calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 1/32 con un tasso di 2,9794%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit/Adaci, Pmi manifattura aprile (9,45) – attesa 54,4.
Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,9%.
Istat, stima preliminare Pil trim1 (11,00) – attesa 0,3% t/t; 1,4% a/a.
Ministero Trasporti, dati auto aprile (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale aprile.
FRANCIA
Markit, Pmi manifattura finale aprile (9,50) – attesa 53,4.
GERMANIA
Markit/Bme, Pmi manifattura finale aprile (9,55) – attesa 58,1.
GRECIA
Pmi manifattura aprile (10,00).
SPAGNA
Pmi manifattura aprile (9,15) – attesa 54,2.
ZONA EURO
Markit, Pmi manifattura finale aprile (10,00) – attesa 56,0.
Stima flash Pil trim1 (11,00) – attesa 0,4% t/t; 2,5% a/a.
Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 8,5%.
USA
Adp, occupati settore privato aprile (14,15) – attesa 200.000.
Indice Ism New York aprile (15,45).
Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Belgio, Tesoro offre titoli Stato a breve termine.
Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bobl 5 anni scadenza 14/4/2023.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, intervento governatore Riksbank Ingves a Londra (14,00).
Zona euro, intervento Angeloni (Bce) a conferenza ‘FT-Fitch Global Banking’ su “The Lending Landscape and Financial Stability Ten Years On” a Londra (13,40).
USA
Washington, termina riunione Fomc; annuncio tassi (20,00).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, in Senato presentazione disegno legge conversione decreto-legge su Alitalia (11,00).
Milano, Consob-Università Cattolica, nono seminario su banca e finanza (11,30)
EUROPA
Berlino, conferenza stampa ministro Finanze tedesco Scholz presentazione legge bilancio 2018 e 2019 (12,30).

 

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DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

DRAGHI: SEGNALI RALLENTAMENTO CRESCITA ALERT BREAK OUT EUR USD

 

WB ADVISORS COMMENTO ALLE REAZIONI ODIERNE

Dopo la chiusura della conferenza stampa della BCE  l’eur usd è ritornato ad essere oggetto di vendite. Come abbiamo anticipato nelle nostre news giornaliere  sul cambio  sono scattate le vendite generate dall’esecuzione degli stop loss orders presenti sul mercato su gran quantità di posizioni lunghe di euro.

Si conferma in tal modo il nostro scenario di fondo che  contempla la possibilità che i prezzi possano scivolare verso 1,17/1,18 a breve termine. Come scriviamo nel commento tecnico che fa parte del report dedicato all’attività di Risk management per la gestione del rischio di cambio per le aziende che esportano ed importano,  l’evento odierno costituisce un primo passaggio verso una fase di rinnovata criticità per l’euro..

Su queste basi riteniamo che vi sia ancora una prova su cui concentrare l’attenzione del comportamento degli operatori: un’eventuale re reazione a 1,2050.

Se tale reazione si rivelerà di basso profilo la discesa successiva verso il target indicato  costituirà soltanto una passaggio intermedio all’interno di un ciclo riflessivo più ampio.

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

WB ANALYTICS: EUR USD AFTER ECB

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MILANO (Reuters) – Il presidente della Bce Mario Draghi, oggi ha confermato l’impegno a mantenere il costo del denaro sui livelli attuali per un “periodo prolungato”, comunque ben oltre il termine del programma degli acquisti Qe, che proseguiranno al ritmo mensile di 30 miliardi fino a fine settembre, ma se necessario anche oltre. Confermato anche quello di reinvestire i titoli che giungono a scadenza, sempre nel programma Qe e anche in questo caso se sarà necessario oltre chiusura del programma.

Fin qui davvero pochi gli spunti o le novità.

Quando la parola passa a Mario Draghi, il primo riferimento del banchiere centrale, che come di consueto incontra la stampa al termine del consiglio, è però sufficientemente eloquente. Il banchiere centrale fa infatti riferimento a segnali di rallentamento nella crescita economica della zona euro, fenomeno almeno in parte inatteso dalla stessa Bce, per quanto possa essere legato a effetti di natura temporanea.

Ed è per questo — perché intende capire quale sia la vera natura del modesto deterioramento della congiuntura — che Francoforte ha preferito non trattare nemmeno il tema delle future mosse di politica monetaria durante la discussione del consiglio.

Da sei settimane a questa parte, del resto, gli ultimi numeri macro hanno messo in evidenza un concreto rallentamento della congiuntura.

Hanno chiaramente evocato un deterioramento della crescita nel corso del primo trimestre per lo meno Banca d’Italia e Bundesbank: grazie all’andamento particolarmente deludente della produzione industriale, nel bollettino mensile di Via Nazionale del 13 aprile la stima sul Pil al 31 marzo è di 0,2% da 0,3% degli ultimi tre mesi, mentre nell’ultimo rapporto mensile dell’istituto centrale tedesco fa riferimento a una crescita “decisamente inferiore” nei primi tre mesi del 2018.

Difficile però immaginare una qualsiasi modifica della cosiddetta retorica Bce, per lo meno fino alla diffusione dell’aggiornamento trimestrale delle stima macro dello staff che avverrà soltanto in giugno.

E’ infatti proprio in occasione della riunione del 7 giugno che dovrebbe essere presa una qualche decisione sul futuro degli acquisti Qe, che sulla carta si chiude in settembre ma potrebbe essere esteso fino a fine anno.

Rispetto all’ultimo consiglio di politica monetaria, riunitosi l’8 marzo, per lo meno a giudicare dai tassi impliciti si sono aggiustate lievemente al ribasso le aspettative sul percorso di normalizzazione da parte della Bce.

Secondo elemento di assoluta rilevanza il livello del cambio, considerando che il cross dell’euro/dollaro viaggia al di sotto di 1,22 — sui minimi delle ultime otto settimane — contro 1,2310 della chiusura Usa dell’8 marzo, quando l’euro era brevemente balzato oltre 1,24 dollari.

Nella seduta odierna, in tarda mattinata, i derivati che misurano le aspettative sull’inflazione della zona euro hanno visto un’accelerazione con una punta a 1,718, record delle ultime otto settimane, a riflesso delle tensioni sui corsi del greggio e delle materie prime.

Appuntamento quindi alla prima settimana di giugno.

 

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MARKET MOVER 26 APRILE 2018

MARKET MOVER 26 APRILE 2018

Buongiorno,

Il grafico che questa mattina pongo alla vostra attenzione, mette in relazione l’andamento del Dollar Index (curva rosso-magenta) verso l’oro quotato in usd/oncia (curva bleu). Il loro andamento rispetta un rapporto di correlazione negativo (inverso) pressochè stabile nel tempo. Da inizio anno il Dollar Index ha costruito una base attorno a quota 90 (sotto 1.25 contro euro), mentre l’oro in più occasioni ha tentato di violarea l’area 1390 usd/oz. Se volete il rapporto dell’oro risulta diretto con quello dell’euro. I due strumenti hanno tentato di violare il primo area 1390 il secondo 1.25 contro dollaro. La grande maggioranza degli Uffici Studi di banche ed Hedge Fund hanno stimato il break up di oro ed euro come evento certo  per la prima parte del 2018.

Più recentemente molti media hanno in più occasioni riportato articoli in merito alla de dollarizzazione in corso e ad un suo ridimensionamento in termini di valore.

Noi invece avevamo fissato a quota 90.40 il punto di break up per il dollaro, mentre quello di break out per l’oro a 1320. In questi giorni di fine aprile i due strumenti stanno confermando simultaneamente che avevamo ragione. Come nostra consuetudine cercheremo le opportune conferme nelle prossime ore, ma l’evento complessivamente da forza alla nostra tesi. La violazione di 1320 usd/oz per l’oro conferma definitivamente uno scenario di ripresa del dollaro.

 

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

WB ANALYTICS: DOLLAR IDX vs GOLD

Contro euro ciò significa che l’abbandono di 1.22 spingerà velocemente i valori verso 1.2050 & 1.18/1.17, come già scritto, per avviare una ridistribuzione dell’euro che incorpora a nostro avviso significati macro economici estremamente significativi. Se ciò dovesse trovare conferma durante la primavera e l’estate dovremmo prepararci ad uno scenario non propriamente inedito. Prima di anticipare tuttavia le stime sul medio termine preferiamo analizzare cautelativamente i prossimi passi del mercato. In particolare verificheremo quale atteggiamento adotteranno i fondi speculativi al test dell’area 1,2050-1.20. Se su tali ordini di prezzo non si riscontrerà alcuna significativa reazione anticiperemmo il nostro Outlook di medio lungo termine.

Nel frattempo ricordiamo che tra 1.23 ed 1.25 abbiamo suggerito di aggiornare le strategie di copertura del rischio di cambio sia per le attività export che import, accumulando ad esempio per quest’ultimi le coperture proprio nel range indicato.

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

WB ANALYTICS: EUR USD TRIGGER

Sui mercati azionari abbiamo registrato nella giornata di ieri una breve reazione verso la chiusura di wall street. e’ probabile che il mercato voglia tentare nuovamente di assorbire le recenti vendite; ciò significa che ci aspettiamo un ulteriore tentativo di recupero verso l’attuale supply line 2690/700 di S&P 500. Qualora dovesse fallire nuovamente il tentativo dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente sul futuro prossimo venturo. Nel frattempo la linea 2600/580 costituisce il punto su cui focalizzare l’alert.

Wlademir Biasia

CONSIGLIO BCE – Appuntamento clou della seduta quello con il consiglio di politica monetaria di Francoforte, per quanto non si prevedano novità né sul fronte dei tassi né sulla cosiddetta ‘exit strategy’ dal programma degli acquisti Qe. L’attenzione sarà soprattutto rivolta a come Draghi commenterà l’assestamento della crescita economica messo in luce dai recenti dati macro. L’ultimo sondaggio Reuters tra gli economisti mostra la mediana delle attese che ipotizza un ritocco verso l’alto di 15 punti base sul riferimento dei depositi marginali nel secondo trimestre dell’anno prossimo.

FOREX – Il dollaro si assesta appena sotto i massimi da tre mesi e mezzo sulle principali controparti valutarie negli scambi asiatici ma resta comunque sostenuto dalla risalita dei rendimenti dei Treasuries. Intorno alle 7,30, l’indice del biglietto verde è piatto a 91,164, dopo una fiammata a 91,261. Il dollaro scivola a 109,32 yen da 109,41 yen della chiusura precedente; biglietto verde in marginale flessione anche nei confronti dell’euro, che sale a 1,2173 dollari da 1,2159 dollari della precedente chiusura; euro/yen stabile in area 133,10.

GREGGIO – Quotazioni del greggio in rialzo sulle piazze asiatiche, supportate dall’aspettativa di una reintroduzione delle sanzioni contro l’Iran da parte degli Usa, oltre che dalla discesa della produzione venezuelana unita ad una domanda che si mantiene solida. I futures sul Brent salgono di 46 centesimi a 74,46 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 32 centesimi a 68,37 dollari il barile.
TREASURIES – Chiusura in calo per i governativi Usa, con il rendimento del decennale in rialzo oltre il 3%, sui timori legati all’aumento dell’offerta per compensare la riduzione del gettito legata alla riforma fiscale voluta da Trump. Il tasso del decennale Usa ha terminato la seduta a 3,027%, in rialzo di quasi 5 centesimi rispetto alla precedente chiusura.
POLITICA INTERNA – Nuovo giro di consultazioni per il presidente della Camera Fico, chiamato ad esplorare la possibilità di un’intesa sul governo tra Pd e 5 Stelle. Tra i democratici, se il segretario reggente Martina ed altri esponenti come Franceschini invitano a non escludere il dialogo, i renziani chiudono decisamente la porta ad un accordo. L’agenda odierna di Fico prevede per le 11,00 l’incontro con il Pd e per le 13,00 quello con i 5 Stelle. Il presidente della Camera dovrà poi tornare al Colle per riferire a Mattarella l’esito degli incontri, chiedendo eventualmente altro tempo.
CDM – E’ stato convocato per le 11,00 un consiglio dei ministri che, secondo due fonti governative, dovrebbe decretare la proroga dei termini del prestito ponte per Alitalia. Secondo quanto riportato stamane da ‘Il Sole 24 Ore’, sul tavolo del Cdm ci sarà anche il Def, che, scrive il quotidiano, potrebbe proiettare una crescita di 1,5%, di un decimale più bassa di quella ipotizzata nei giorni scorsi, alla luce del rallentamento della congiuntura nel primo trimestre. In ogni caso, come riferito da due fonti a Reuters nei giorni scorsi, è previsto un rallentamento nel prossimo biennio, per l’impatto recessivo dell’aumento automatico di Iva e accise, inevitabile in uno scenario tendenziale.
OFFERTA ITALIA – Secondo appuntamento con le aste di fine mese. Tocca al Bot semestrale, di cui il Tesoro mette a disposizione un ammontare di 6 miliardi di euro identico ai fondi in scadenza. In serata sul mercato grigio di Mts il Buono 31 ottobre 2018 offre un rendimento pari a -0,405% da -0,43% — minimo da dicembre — del collocamento di fine marzo. Nel pomeriggio è prevista la riapertura riservata agli operatori specialisti del collocamento di martedì su Ctz e BtpEi: 300 milioni della quarta tranche del Ctz 30 marzo 2020, 174 milioni dell’indicizzato maggio 2028 e 118 del titolo settembre 2032.
BTP – Tra volumi di scambio particolarmente sottili, il premio di rendimento Btp/Bund sul tratto decennale si è stretto ieri fino a 111 punti base — nuovo minimo da aprile 2016 — per poi terminare a quota 115. Nel caso del benchmark a dieci anni febbraio 2028 il riferimento della chiusura, sempre secondo dati TradeWeb, è di 1,779%.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice Gfk fiducia consumatori maggio (8,00) – attesa 10,8.
SPAGNA
Tasso disoccupazione trim1 (9,00) – attesa 16,2%.
USA
Ordini beni durevoli marzo (14,30) – attesa 1,6%.
Stima bilancia commerciale marzo (14,30).
Stima scorte ingrosso e dettaglio marzo (14,30).
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 230.000.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 6 miliardi Bot sei mesi scadenza 31/10/2018 (184 giorni).
USA
Washington, Tesoro offre 29 miliardi dollari titoli Stato 7 anni 30/4/2018.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, Riksbank annuncia decisioni tassi e pubblica rapporto di politica monetaria (11,00).
Zona euro, riunione consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi (14,30).
Zona euro, intervento Nouy a seminario Eurofi a Sofia (17,20).
ASIA
Giappone, banca centrale inizia riunione politica monetaria; termina il 27 aprile.
APPUNTAMENTI
EUROPA
Atene, presidente Commissione Ue Juncker in visita.
Pristina, presidente Consiglio Ue Tusk in visita.
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MARKET MOVER 23 APRILE 2018

MARKET MOVER 23 APRILE 2018

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

ANDAMENTO DEL DOLLAR INDEX vs Spread US DE 10 Y yield

Il grafico mette in evidenza l’andamento del Dollar Index rapportato allo spread tra il 10 Y Yield US DE ed il rendimento sul T Note a 10 anni.

Venerdì l’eur usd ha violato come atteso il primo dei livelli tecnici utili per spingere il mercato a collaudare l’importante supporto in transito a 1.2260/20.  La chiusura settimanale chiede per avvalorare un break out tecnico con valenze regressive la violazione di 1.2220. Come da alcune settimane scriviamo, nonostante la permanenza in area 1.23/1.25 abbia accompagnato numerose asserzioni tendenziali a favore dell’eurol’euro, la moneta europea ha invece via via perso momentum deteriorando la costruzione espansiva che l’aveva spinta in più occasioni a premere su area 1,25.

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

WB ANALYTICS: EUR USD BREAK OUT

Attendiamo ancora la violazione di 1.2220 per catturare il trigger definitivo che tenderà, per effetto delle ricoperture sul dollaro, a spingere i corsi verso 1.2060/50 ed 1.18 nel breve termine. La violazione dell’area implica in termini di timing l’attivazione di significative strategie di gestione del rischio di cambio per posizioni verso l’export e soprattutto verso l’import nell’ambito dell’attività di Risk Management.

La settimana si presenta ricca di spunti macro economici a partire dal meeting della BCE e dalla lettura  preliminare del GDP USA relativa al 1° trimestre 2018. Il mercato nonostante attenda un dato sotto tono rispetto all’andamento tendenziale, ha nelle ultime sessioni riportato il rendimento a 10 anni US sotto la soglia del 3% dopo aver consolidato sopra 2.70 (il nostro supporto fondamentale, nonché minimo per la prima parte dell’anno era rappresentato da quota 2.65%). Anche questo episodio costituisce un market mover assai importante per il mercato azionario. Il mercato non ama gli strappi  aggressivi, necessita di tempo per assorbire gli effetti di un rialzo dei tassi, compresi quelli appartenenti al tratto lungo della curva.

L’S&P 500 ha infatti corretto i recenti rialzi testando quota 2660. La tenuta di questo livello rappresenta una prova di forza significativa, soprattutto se accompagnata da un break up di 2705.

Nel frattempo il Brent ha avvicinato la nostra area target prossima ai 75 usd/bvar. D. Trump non ha mancato di twittare un messaggio volto a raffreddare il rialzo in corso. Al test del nostro target suggeriamo di prendere momentaneamente beneficio in attesa che si apra una correzione. Ciò nonostante restiamo al momento strutturalmente al rialzo.

Per quanto riguarda il mercato italiano rileviamo lo spread in area target 120. Mentre lo spread verifica il nostro prezzo obbiettivo, il 10 anni sul BTP fissa un doppiuo minimo sopra 1.70%. Si raccomanda di prestare molta attenzione ad eventuali rialzi oltre la soglia 1.8250; la violazione confermerebbe definitivamente il reversal della tendenza dominante con spinte veloci verso 1.90/1.95.

Il FTSE Mib verifica nuovamente l’area 24000. Ci sembra prematura una violazione di questo livello; i significati tecnici implicano un potenziale alla cui base si sconterebbe condizioni strutturalmente favorevoli per il mercato italiano. Le mani forti stanno guardando oltre all’impasse governativa? oppure hanno un’idea ben precisa di come evolverà la situazione?
Un’eventuale correzione a questi livelli non esclude veloci flessioni verso 23500. Il livello costituisce un trigger per ulteriori vendite di breve.

APPUNTAMENTI SETTIMANALI DI RILIEVO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI CAMBIO

Vertice di politica della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea annuncerà la decisione sui tassi di interesse giovedì alle 11:45 GMT (7:45AM ET). Si prevede che la BCE deciderà di lasciare invariati i tassi di interesse. La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi, che potrebbe fornire delle indicazioni sul futuro del massiccio programma di stimolo della BCE in corso nella zona euro, da 2,5 mila miliardi di euro. I verbali dell’ultimo vertice della BCE hanno mostrato che i policymaker potrebbero rivedere la propria posizioni, alimentando le speculazioni su una possibile riduzione dell’imponente programma di stimolo monetario.

La BCE ha ridotto gli acquisti da 60 miliardi di euro a 30 miliardi di euro ad ottobre, ma ha esteso il programma fino a fine settembre 2018, a causa dell’inflazione sotto tono. Oltre che sulla BCE, gli occhi saranno puntati sui dati PMI sui settori manifatturiero e terziario attesi per lunedì, oltre che sui dati dell’Istituto IFO fiducia delle imprese tedesche.

Annuncio di politica monetaria della BoJ

La Banca del Giappone annuncerà la decisione sulla politica monetaria nella mattinata asiatica di venerdì. Secondo le fonti, la banca centrale del Giappone manterrà i tassi a meno 0,1%. La decisione sarà seguita dalla conferenza stampa Governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda. La banca centrale del Giappone rilascerà le previsioni trimestrali, che contengono le previsioni sull’economia e sull’inflazione.  L’economia nipponica, la terza economia mondiale, ha registrato una crescita dell’1,6% nell’ultimo trimestre, continuando la serie più lunga di incrementi dai 12 trimestri consecutivi registrati negli anni Ottanta.

PIL USA 1° TRIMESTRE – Dati preiliminari

Gli USA rilasceranno i dati preliminari sul PIL del primo trimestre questo venerdì alle 8:30AM ET (12:30GMT).
Si prevede una lettura di una crescita del 2,0%, nel trimestre gennaio marzo, rispetto al tasso annuo del 2,9%, visto il forte calo registrato nelle spese dei consumatori rispetto al trimestre precedente.

Regno Unito – Lettura preliminare del PIL 1° trimestre

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà la lettura preliminare sul prodotto interno lordo del 4° trimestre giovedì alle 08:30GMT (4:30AM ET).

Si prevede un aumento dello 0.3% nel trimestre gennaio marzo, dopo la crescita dello 0,4% nel trimestre precedente. Su base annua, l’economia britannica dovrebbe registrare una crescita dell’1,4%, invariata dal trimestre precedente.
La BoE ha lasciato invariati i tassi questo mese, ma due membri hanno votato a favore di un aumento, avvalorando l’ipotesi di un aumento dei tassi a maggio, per la seconda volta dopo la crisi del 2008. Gli occhi restano puntati sulla politica, ora che i negoziati sulla Brexit stanno entrando nella fase chiave. Sebbene la Gran Bretagna sia un po’ indietro rispetto alla ripresa globale, la situazione è migliore di quella prevista dopo il voto del 2016 con il quale il paese ha deciso di lasciare l’UE.

AGAINST ALL ODDS

AGAINST ALL ODDS

Le scorse settimane ho più volte sottolineato alcune incongruenze sul rialzo dell’euro negli ultimi nove mesi. Contro ogni probabilità ho messo in evidenza l’ipotesi che l’euro possa avviare una correzione sul dollaro evitando di superare la soglia critica di 1,25. La distribuzione che si sta completando all’interno del range 1.25-1.22 dovrebbe predisporre le condizioni per l’avvio di una correzione la cui ampiezza potrebbe rivelarsi significativa. E’ prematuro stabilire quali possano essere i tempi necessari per maturare il break out definitivo del range, tuttavia le discese sotto 1.2280/70 nel brevissimo contribuirebbero a confermare il percorso atteso.

Al momento, secondo quanto mette in evidenza il report sul COT, Commitment of Trades, diffuso dalla CFTC, U.S. COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION, i Large Speculators detengono robuste posizioni lunghe in futures ed options denominate in euro contro il dollaro. I Commercials invece sono posizionati in termini speculari. Evidentemente hanno colto il rialzo dell’euro per coprire i flussi futuri in dollari.

Tale impostazione dei grandi fondi speculativi ha il difetto di subire un cost of carry significativo il cui carico pesa mediamente 2.5, 2.7% su base annua. Ciò significa che a lungo andare, ovvero in assenza della direzionalità attesa (rialzo dell’euro), tali detenzioni producono parziali perdite. Se a ciò si aggiunge una perdita di momentum il gioco è fatto. La violazione dei primi livelli tecnici di supporto possono spingere molti possessori di euro contro dollaro a chiudere precauzionalmente le posizioni.

L’attivazione di potenziali stop loss order posizionati sotto area 1.22/1.2150 contribuirebbe a far aumentare la volatilità spingendo le quotazioni verso un primo target in area 1.2050, ovvero verso il target di breve termine segnalato nel nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES ©.

Oggi molti Uffici Studi quotano target per l’autunno sopra  area 1.30/1.35 eur usd.  Come abbiamo già scritto per raggiungere tale livello è necessario che il mercato violi quota 1,25. Sinceramente già a questi valori le compagnie europee palesano una certo rallentamento degli ordinativi provenienti dai paesi che operano in dollari.  I recenti dati pubblicati sull’export tedesco hanno messo in rilievo una regressione che rischia di appesantarsi qualora il cambio dovesse rafforzarsi ulteriormente. I dati che rilevano la fiducia delle aziende in Eurozona esprimono da tre mesi a questa parte una perdita di valore. Il manifatturiero ha fatto segnare un declino che al momento non risulta preoccupante, ma nel caso in cui la flessione dovesse acuirsi si alzerebbe un segnale di allarme anche da parte della BCE.

WB ANALYTICS: EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD

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MARKET MOVER 12 APRILE 2018

MARKET MOVER 12 APRILE 2018

Buongiorno,

non vi sono grandi sorprese sugli andamenti dei mercati rispetto a quanto scritto nel nostro outlook mensile WB PERSPECTIVES di aprile.
Le borse si sono prese una pausa di riflessione ma rimangono inserite nel percorso che abbiamo stimato nel report.

Questa mattina sono uscite le minute del consiglio FOMC tenuta dal Board della Fed come riporta Reuters. I mercati dopo aver riportato l’eur usd al centro del range di attuale dominio 1.25/1.22 potrebbero impostare parziali vendite di euro in direzione di 1.2290/80.  Questo passaggio per quanto apparentemente insignificante costituisce un pezzo di verifica rispetto all’ipotesi (noiosa nella sua lunga costruzione) di un ulteriore tentativo di rottura della parte basa della banda che osserviamo da inizio anno.  Talvolta i mercati sono fatti di grande pazienza.

Questa mattina in una intervista rilasciata a LE FONTI TV   ho commentato l’attuale struttura del mercato dei cambi sottolineando come il COCommitments of Traders  reports evidenzi tuttora una forte base di large speculators esposta al rialzo di euro. Si noti che la detenzione speculativa di euro contro dollaro ha oggi un cost of carry del 2.75%  circa (base annua). Ciò significa che la posizione rischia di appesantirsi qualora non produca performance. Se a questo si aggiunge l’ipotesi di una break down del range potremmo assistere all’attivazione veloce di stop loss order in grado di attivare la correzione sul cambio.

Eur usd COT CFTC
Eur usd COT CFTC

 

 

 

 

VERBALI FED – Tutti gli esponenti della Federal Reserve concordano nel ritenere che l’economia statunitense si rafforzerà ulteriormente e che l’inflazione salirà nei prossimi mesi, secondo i verbali del comitato di politica monetaria del 20-21 marzo, che ha deciso all’unanimità il ritocco verso l’alto del costo del denaro di un quarto di punto.

FOREX – Dollaro in marginale rialzo sullo yen in Asia, anche se i guadagni restano limitati dai crescenti timori di un’azione militare occidentale in Siria, che offrono supporto alla valuta giapponese in quanto asset rifugio. Intorno alle 7,20 il biglietto verde sale a 106,93 yen da 106,78 yen della precedente chiusura; il dollaro si apprezza marginalmente anche sull’euro, che scivola a 1,2357 dollari da 1,2365 dollari dell’ultima chiusura, dopo aver guadagnato lo 0,7% circa dall’inizio di questa settimana; la valuta unica è in frazionale recupero su yen a 132,15 yen da 132,06 yen dell’ultima chiusura.

GREGGIO – Le quotazioni dei derivati del petrolio restano vicine ai massimi dalla fine del 2014, sostenute dai timori di un’escalation militare in Siria, sebbene l’aumento della produzione negli Usa contribuisca a mettere un tetto ai guadagni. I future sul Brent salgono di 8 centesimi a 72,14 dollari il barile; i derivati del Nymex salgono di 22 centesimi a 67,04 dollari il barile.

CRISI SIRIANA – Resta alta la tensione sui mercati finanziari per l’escalation, finora solo verbale, tra Stati Uniti e Russia sulla questione del sospetto attacco chimico in Siria. Trump ha assicurato che “i missili arriveranno” e ha sferzato Mosca — dichiaratasi pronta ad abbattere i missili in caso di attacco Usa in Siria – per il suo supporto ad Assad.

ASTE TESORO – Decisamente corposa l’offerta del Tesoro italiano, che mette a disposizione fino a 9,25 miliardi in Btp a 3, 7, 20 e 30 anni, tra cui il nuovo benchmark aprile 2021, cedola 0,05%. Quest’ultimo in chiusura sul mercato grigio Mts offriva un rendimento in area 0,07%, mentre a marzo l’attuale benchmark, ottobre 2020, cedola 0,2%, venne assegnato a rendimento zero.

CONSULTAZIONI – Al via la seconda tornata di consultazioni sulla formazione di un nuovo governo che, stando ad una fonte vicina al Presidente della Repubblica, potrebbe concludersi con l’attribuzione di un mandato esplorativo a una “carica istituzionale”. Finora i contatti tra i partiti non sono riusciti a produrre intese, a causa di una serie di veti incrociati, che potrebbe rendere necessario un terzo giro di consultazioni.

ASSE LEGA-5 STELLE – Lega e Movimento Cinque Stelle — nonostante l’assenza di formali passi avanti su un’allenza di governo — hanno trovato l’intesa per votare il deputato leghista Nicola Molteni alla guida della commissione speciale sugli atti del governo. Un’analoga commissione si è insediata in Senato ed ha come presidente Vito Crimi (M5s).

BCE – Abbastanza corposa l’agenda di interventi di esponenti di Francoforte. Iscritti a parlare sono Coeuré, Weidmann e Constancio. Ad un evento Bce, Draghi non è entrato nel merito delle esternazioni di Nowotny, che aveva definito possibile un aumento del tasso dei depositi a -0,2% da -0,4% una volta archiviato il Qe. Un portavoce di Francoforte ha poi precisato che la posizione di Nowotny non rappresenta quella dell’istituto. Di tono prudente le dichiarazioni di Hansson, che ha sottolineato come la Bce debba procedere in maniera molto graduale nella rimozione dello stimolo.

PRODUZIONE ZONA EURO – In arrivo da Eurostat i numeri della produzione industriale della zona euro a febbraio. La mediana delle attese raccolte da Reuters tra gli economisti suggerisce un incremento mensile di 0,1% dopo -1% segnato a gennaio, ma sulla stima pende qualche rischio al ribasso dopo che i dati nazionali di Italia, Francia e Germania hanno segnalato la possibilità di un assestamento della crescita all’inizio dell’anno, dopo il picco segnato in chiusura di 2017.

BOJ – Il governatore di Banca del Giappone Kuroda ha mostrato ottimismo sulla possibilità di centrare l’obiettivo di un’inflazione al 2%, ma ha sottolineato come l’istituto continuerà a mantenere un orientamento ultra-accomodante.

 

TREASURIES – Chiusura positiva per i governativi Usa, sostenuti dai timori di un’imminente azione militare in Siria, che spingono gli investitori a cercare rifugio. La discesa dei rendimenti è comunque limitata dai contenuti rialzisti dei verbali dell’ultimo Fomc. Da segnalare come lo spread tra tassi 2/10 anni si sia stretto al massimo da un decennio, cosa che, secondo gli analisti, suggerisce la possibilità di uno scenario in cui la Fed procederà a strette sul costo del denaro mentre le aspettative del mercato sull’inflazione restano basse. Il tasso del decennale Usa ha archiviato la seduta a 2,783% da 2,797% del finale di seduta di martedì.

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Prezzi al consumo finali marzo (8,45) – attesa dato nazionale 1,1% m/m; 1,7% a/a.

GRECIA

Tasso disoccupazione gennaio (11,00).

ZONA EURO

Produzione industriale febbraio (11,00) – attesa 0,1% m/m; 3,8% a/a.

USA

Prezzi import marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m.

Prezzi export marzo (14,30) – attesa 0,2% m/m.

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 230.000.

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 3,5-4 miliardi nuovo Btp a 3 anni scadenza 15/4/2021, cedola 0,05%; 2-2,5 miliardi terza tranche Btp a 7 anni scadenza 15/5/2025, cedola 1,45%; 0,750-1,250 miliardi seconda tranche Btp a 20 anni scadenza 1/9/2038, cedola 2,95%; 1-1,5 miliardi sesta tranche Btp a 30 anni scadenza 1/3/2048, cedola 3,45%.

USA

Tesoro offre 13 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/2/2048.

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Norvegia, intervento governatore Olsen a Stavanger (9,30).

Zona euro, Bce pubblica resoconti riunione politica monetaria 7-8 marzo (13,30).

Zona euro, Coeuré (Bce) e vicepresidente Bundesbank Buch partecipano a convegno a Parigi (14,15).

Zona euro, intervento membro board Bundesbank Dombret su unione bancaria a Monaco (17,00).

Zona euro, intervento Weidmann (Bce e presidente Bis) a Berlino (18,15).

Zona euro, intervento Constancio (Bce) a seminario a Bruxelles (18,55).

USA

Odessa (Texas), intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,00).

Minneapolis, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (23,00).

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, atteso secondo turno consultazioni al Quirinale.

Roma, convegno organizzato da Rappresentanza di Roma della Commissione Europea su “L’economia italiana vista dall’Europa. Presentazione del Country Report 2018” (15,00).

Roma, presentazione del volume “Central banking in turbulent times” con Salvatore Rossi, Lorenzo Bini Smaghi (14,30)

Milano, conferenza Ispi su “Guerre commerciali. Cosa rischiano l’Italia e l’Europa” con DG Federacciai Bregant, vice presidente e Country Head Italy Morgan Stanley Siniscalco, capo economista Sace Tersulli (17,30).

Milano, termina 9° edizione de ‘Il salone del risparmio’ su “La sfida della nuova globalizzazione”.

EUROPA

Bruxelles, presidente Consiglio Ue Tusk incontra Primo Ministro slovacco Pellegrini (15,30).

Lussemburgo, riunione Consiglio Affari Generali Ue.

MARKET MOVER 9 APRILE 2018

Buongiorno,

Venerdì lo Standard & Poor 500 ha nuovamente avvicinato l’area sopra cui si sono formati i minimi a partire dal mese di febbraio.  Questa mattina i future sul Globex reagiscono nuovamente in positivo respingendo le quotazioni in territorio positivo. L’ennesimo collaudo dell’area 2600/580 richiama l’attenzione degli investitori allertando ulteriormente il controllo del rischio relativo ad un sempre più possibile break out. In realtà ci attendiamo almeno un’altra reazione al rialzo prima che il mercato tenti di violare il sostegno indicato.

Delle recenti tensioni registrate negli USA, l’Europa ha sofferta in parte minore. L?Eurostoxx rimane strutturalemten ancora impostato per una reazione positiva. I punti di sostegno più significativi da osservare in giornata si collocano in area 3350 contrapposti ad un livello di resistenza già presente a quota 3420.

Mentre in Italia prosegue il percorso esplorativo verso la formazione del nuovo Governo, i mercati continuano a mantenere un basso profilo di tensione verso spread, rendimenti e borsa.
Unico segnale che stiamo rilevando nelle ultime ore è dato da una maggior precauzione nell’esplorare nuovi minimi su spread e 10 anni Italia. I rendimenti fluttuano attornoa a quota 1.80/1.176. Dal 20 febbraio scendono senza reagire.  L’area 1,83/85 costituisce al moneto il punto di maggior difesa nel caso in cui vi fosse una reazione generata da timori attualmente non palesati. Diversamente la violazione di quota 1.78/75 spingerebbe i rendimenti sul BTP a 10 anni verso un inedito quanto straordinario ribasso verso area 1.60/55.

Il FTSE MIB si è fermato sotto 23000 ma rimane impostato positivamente nel breve sopra 22350.

Il mercato dei cambi ha messo in evidenza una settimana favorevole al dollaro. Il mercato ha tentato in due occasioni di violare area 1.2245 senza grande successo.  Il range che osserveremo oggi colloca i massimi sempre a 1,2350 ed i minimi a 1,2240 eur usd. L’impostazione rimane ancora negativa per l’euro.

MARKET MOVER 9 APRILE 2018

USA-CINA – La possibile guerra commerciale tra Usa e Cina resta per ora sul piano delle minacce e delle aperture. Dopo aver paventato nuove tariffe all’importazione per 100 miliardi di dollari su prodotti cinesi, ieri Trump ha scritto su Twitter di prevedere che Pechino abbassi le proprie barriere commerciali, dando un segnale di ottimismo per la soluzione della vicenda, nonostante l’escalation di tensioni tra le due principali economie mondiali e le conseguenti turbolenze che si sono riversate sui mercati nell’ultima settimana.
POLITICA ITALIA – Il fine settimana non sembra aver prodotto passi decisivi verso lo sblocco dell’impasse politica post elettorale in Italia. Il centrodestra (che si presenterà unito al prossimo giro di consultazioni) dopo l’incontro di ieri tra Salvini, Berlusconi e Meloni chiede la guida del governo e riafferma la propria unità. Tuttavia la Lega tiene al contempo aperto il dialogo con il M5s, che a sua volta continua a porre il veto su Berlusconi e anzi ribadisce l’apertura al Pd: “è ora di “sotterrare l’ascia di guerra” ha detto di Maio sabato in un’intervista a Repubblica. Nella stessa intervista di Maio afferma che nell’eventuale Def del M5s il rapporto deficit/Pil sarebbe mantenuto all’1,5%.
TARGET 2 – Banca d’Italia pubblica i dati sulla posizione delle banche italiane con la Bce e sul debito Target 2 Italia a fine marzo. In febbraio il debito Target2 dell’Italia ha segnato un nuovo massimo storico a 444,4 miliardi di euro, a fronte dei 433,2 miliardi di euro di gennaio e con il precedente massimo storico di 439,02 miliardi, segnato nel dicembre 2017.
BTP – Riparte stamane da un rendimento decennale di 1,78% e da uno spread di 129 punti base il secondario italiano. I Btp hanno chiuso in discesa la seduta di venerdì, riducendo tuttavia le perdite rispetto alla prima parte della giornata, in cui il tasso è risalito sopra quota 1,80%. Il calo è apparso come la prosecuzione del movimento di correzione partito nella parte finale della scorsa settimana dopo il precedente rally, acuito nell’ultima seduta dai rinnovati timori di guerra commerciale tra Usa e Cina.
PRIMARIO – A mercati chiusi il Tesoro annuncia i dettagli delle aste a medio-lungo italiane di giovedì prossimo, dopo aver comunicato per mercoledì un’offerta di Bot a 12 mesi per 6 miliardi di euro, cifra analoga a quella in scadenza. Unicredit prevede un’offerta fino a 8 miliardi complessivi del nuovo Btp a 3 anni e delle riaperture delle scadenze 7 e 15 anni. Alla vigilia di questa nuova tornata d’aste, via XX settembre ha coperto circa il 34% delle esigenze di rifinanziamento di quest’anno (valutate attorno ai 387 miliardi).
SENTIX – Tra i dati economici della giornata c’è l’indice Sentix relativo ad aprile. In marzo l’indicatore che misura il morale degli investitori della zona euro si era deteriorato ulteriormente, anche a causa dei timori legati ai rischi di politiche protezionistiche di Trump, scendendo a 24,0 dal 31,9 di febbraio. Per aprile le attese sono di un ulteriore calo a 20,3.
ORBAN VINCE ELEZIONI UNGHERIA – Nuova vittoria elettorale in Ungheria per il nazionalista di destra Viktor Orban, che si assicura il terzo mandato consecutivo alla guida del paese dopo una campagna basata sui temi anti immigrazione. Il partito di Orban, Fidesz, conquista due terzi del parlamento secondo i dati preliminari, con 133 seggi su 199 totali.
DATI GIAPPONE – Segna un avanzo di 2.076 miliardi di yen (circa 16 miliardi di euro) la bilancia delle partite correnti giapponese in febbraio, più ampio rispetto ai 607,4 miliardi di gennaio. Il dato è leggermente inferiore alle stime degli economisti, fissate a 2.160 miliardi di yen. Resta invece invariato l’indice di fiducia dei consumatori giapponesi, relativo a marzo, ai 44,3 punti del mese precedente.
GREGGIO – I segnali di distensione lanciati da Trump nei confronti della Cina favoriscono la risalita stamane dei prezzi petroliferi dopo il calo di circa il 2% subito nella seduta di venerdì. Sotto la lente dei mercati c’è inoltre la situazione in Siria a seguito della notizia, smentita dal Pentagono, secondo cui un missile americano ha colpito una delle principali basi aeree del paese. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 67,40 dollari il barile (+0,29), il Nymex a 62,31 dollari (+0,25).
FOREX – Si stabilizza il dollaro, oggetto di vendite venerdì scorso sui rinnovati timori di guerra commerciale tra Usa e Cina, ma anche a causa dei deboli dati occupazionali giunti dagli Stati Uniti. L’euro/dollaro tratta a 1,2278/79 da 1,2281 dell’ultima chiusura; la settimana scorsa, prima dei ‘payroll’ Usa, il cambio era sceso al minimo da un mese di 1,2215. Dollaro/yen a 106,98/99 da 106,91, dopo un massimo da cinque settimane giovedì scorso a 107,49. Euro/yen a 131,35/39 da 131,30.
TREASURIES – Un clima di maggiore appetito per il rischio si respira oggi anche sul mercato dei Treasury, in calo nelle contrattazioni della mattinata dopo gli acquisti registrati nella seduta di venerdì. Il benchmark decennale Usa cede 6/32, con rendimento in rialzo a 2,795%.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali marzo.
GERMANIA
Bilancia commerciale febbraio (8,00) – attesa 21,4 miliardi.
PORTOGALLO
Bilancia commerciale febbraio (12,00).
ZONA EURO
Indice Sentix aprile (10,00) – attesa 20,3.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp in asta il 12 aprile.
EUROPA
Francia, Tesoro offre titoli di Stato a breve termine.
Norvegia, Tesoro offre titoli di Stato a breve termine.
USA
Tesoro offre 48 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 12/7/2018 e 42 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 11/10/2018.
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica: dati su posizione banche italiane con Bce e debito Target 2 Italia a fine marzo; attesa dal 9 al 16 aprile pubblicazione indagine sulle aspettative di inflazione e crescita (trimestrale) di marzo.
EUROPA
Zona euro, Constancio presenta rapporto Bce 2017 a Commissione ECON a Bruxelles (15,00).
Zona euro, intervento Praet (Bce) a Francoforte (18,45).
APPUNTAMENTI
ITALIA
Milano, tavola rotonda Ispi su “Crisi finanziaria globale: può tornare a colpire?” con Codogno, Giuseppe Parigi di Banca d’Italia (15,30).
EUROPA
Copenaghen, May incontra Primo Ministro danese Rasmussen su Brexit.
Varsavia, vice presidente commissione Ue Timmermans in visita per colloqui su principio di legalità.
Grecia, mercati chiusi.
USA
Washington, Fmi pubblica “Analytical Chapters of the April 2018 World Economic Outlook (WEO).
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MARKET MOVER 29 MARZO

Buongiorno

questa mattina a LE FONTI TV   ho commentato l’articolo che ho pubblicato ieri nel mio profilo  Linkedin  in merito agli obbiettivi della strategia promossa dalla Casa Bianca in materia di dazi e governo delle monete. L’eur usd, come abbiamo più volte messo in evidenza nelle ultime due settimane, sta perdendo momentum. Ciò accade mentre il mercato continua ad essere dominato da prevalenti strategie rialziste sull’euro. Questa distonia può innescare una correzione di euro dollaro qualora i corsi dovessero cedere area 1.2230/1.22. L’evento costringerebbe molti operatori ad intervenire applicando le opportune protezioni a dette strategie contribuendo ad incrementare la domanda di dollari per ricoperture.

Ieri il Bureau of Economic Analysis (BEA) ha pubblicato l’ultimo dato relativo alla crescita del GDP negli USA nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Il dato è risultato superiori alle stime precedenti fissando una crescita  del 2.9% rispetto ad un’attesa del 2,7% e comunque superiore alla precedente stima del 2.5%.

14:30   USD PIL (Trimestrale) (4° trim.) 2,9% 2,7% 2,5%
GDP USA BEA

GDP USA BEA

La positività del dato riflette la crescita dell’economia americana in un quadro in cui ha rallentato meno di quanto precedentemente stimato nel quarto trimestre, grazie all’incremento della spesa per consumi migliore da tre anni, che ha parzialmente compensato l’impatto negativo di un aumento delle importazioni.

Il prodotto interno lordo della prima economia mondiale è cresciuto al ritmo annualizzato di 2,9% nei tre mesi finali del 2017, secondo la terza lettura diffusa oggi dal Dipartimento del Commercio, mentre la precedente stima aveva evidenziato una crescita di 2,5% tra ottobre e dicembre.

Nel terzo trimestre il Pil statunitense aveva segnato una crescita annualizzata di 3,2%.

La revisione al rialzo della stima del Pil del quarto trimestre riflette anche una minore riduzione delle scorte di quanto riportato in precedenza. L’economia Usa ha archiviato l’intero 2017 con una crescita media di 2,3% contro +1,5% registrato nel 2016.

Rimane quindi ancora aperta l’opzione per i rialzi dei tassi così come preannunciato dalla FED nel corso dell’anno.

Questo dovrebbe tenere quantomeno aperta l’attenzione verso il dollaro. La violazione di 1.2230 apre quindi un processo di ritracciamento in direzione dell’area 1.20 con un ribilanciamento del cambio a medio termine (3/6 mesi) in direzione di 1.18/1.15.

Le borse continuano a soffrire delle tensioni che provengono dall’attenzione politica indirizzata ai titoli FAANG. In particolare anche Amazon è stata oggetto di critiche in tal senso. Ciò ha spinto il Nasdaq 100 ma anche l’S&P 500 verso significativi livelli di sostegno tecnico dai quali ci attendiamo una reazione quantomeno tecnica. Per rasserenare il clima lo Standard & Poor dovrà superare almeno quota 2700.

La prossima settimana pubblicheremo il nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES dove approfondiremo tutti questi temi.

WB Analytics – Wlademir Biasia

WB ANALYTICS: EUR USD DAY

WB ANALYTICS: EUR USD DAY

 

 

FOREX – Dollaro ancora debole su yen, a parziale correzione del forte recupero di ieri — miglior performance giornaliera degli ultimi sei mesi — innescato da scommesse di una soluzione alle tensioni commerciali tra Usa e Cina. A monte delle oscillazioni del dollaro/yen anche gli aggiustamenti delle posizioni in vista di fine mese. Intorno alle 7,40 euro/dollaro 1,2329/31 da 1,2307 ieri sera in chiusura, dollaro/yen 106,45/48 da 106,86 ed euro/yen 131,25/27 da 131,47.

GREGGIO – Nuovo rialzo da circa mezzo punto percentuale per i derivati sul greggio, che beneficiano della prospettiva che i tagli alla produzione dei paesi Opec e dei principali alleati non Opec vengano protratti fino a fine anno. L’accelerazione dei prezzi è comunque contenuta in considerazione del nuovo accumulo delle scorte Usa messo in evidenza dai dati settimanali Eia di ieri. Intorno alle 7,40 il futures Brent a maggio viaggia a 69,87 dollari il barile, in rialzo di 0,49%, e l’equivalente Nymex a 64,66 dollari, con un recupero di 0,43%.

TREASURIES – Governativi Usa sulle posizioni negli ultimi scambi sulla piazza asiatica, con il decennale di riferimento in rialzo di 1/32 al tasso di 2,772%.

POLITICA INTERNA – Si alzano i toni dello scontro tra Matteo Salvini e Luigi di Maio: il candidato 5 Stelle non intende tirarsi indietro per Palazzo Chigi e quello della Lega non intende fare “il suo ministro”, evocando entrambi l’ipotesi di un ritorno alle urne. Intenzionato a stare all’opposizione si dice il Pd, che si lamenta però di essere stato escluso dai posti chiave delle Camere. Ai microfoni di radio 105 ieri sera Salvini spiegava che nell’ipotesi di un governo con i 5 Stelle la Lega chiederebbe Economia, Interni e Agricoltura.
Le consultazioni al Quirinale si aprono dopo la pausa pasquale, con i presidenti delle Camere e Giorgio Napolitano mercoledì mattina al Colle. Mattarella, scrive il Corriere, potrebbe decidere di fare due giri di consultazioni. Tra le tante incognite, una delle ultime riguarda la possibile apertura dei 5 Stelle a un dialogo anche con il Pd, con l’idea che nei prossimi giorni Di Maio possa nuovamente contattare il ‘reggente’ Martina. Dopo lo scontro sulle nomine, tuttavia, il Pd sarebbe contrario a un incontro con Di Maio. Le mosse del Movimento avrebbero la conseguenza di rafforzare l’asse Lega-Forza Italia.

M5S SU PARTECIPATE STATALI – Per Andrea Roventini, candidato dei 5 Stelle al ministero dell’Economia, il governo uscente non può decidere “da solo” sulle nomine nelle partecipate statali. Nei casi in cui non si possa attendere la nascita del nuovo esecutivo, come per Saipem (liste da presentare entro il 9 aprile e pubblicare il 12), si dovrà procedere “con intese di carattere generale che coinvolgano l’esecutivo uscente e l’attuale parlamento”. Tra le imprese strategiche Roventini cita Cdp, che “può e deve assumere un ruolo chiave nello sviluppo industriale dell’Italia”. Secondo una fonte M5s, il rilancio di Cdp richiede comunque un avvicendamento ai vertici. Di poche parole Claudio Costamagna, presidente Cdp, secondo cui “Saipem non è in vendita”.
Sul tema della nomine si è fermato ieri sera anche Salvini, sempre ai microfoni di Radio 105, che chiede a Mattarella di impedire al governo uscente di Paolo Gentiloni di conferire incarichi nelle partecipate pubbliche.

VERSO DEF – A due settimane dalla scadenza ultima per il varo del Documento di economia e finanza, Via XX Settembre pare orientata a confermare la stima di crescita di 1,5% sul 2018 e vede segnali di accelerazione sia nel 2019 che nel 2020, con proiezioni che potrebbero essere ritoccate al rialzo rispetto agli attuali 1,5% e 1,3%. Lo riferiscono fonti governative e vicine al dossier, precisando che il testo ribadirà anche per quest’anno un indebitamento netto tendenziale a 1,6% del Pil, uguale all’obiettivo programmatico su cui si basa la legge di bilancio. Il governo uscente si riserva la possibilità di non presentare il Def se, a ridosso del 10 aprile, si constatasse che è prossima una maggioranza parlamentare, spiega una fonte di Palazzo Chigi.

REDDITO CITTADINANZA, STIME AL CONFRONTO – Botta e risposta tra presidente Inps e M5s sul costo del reddito di cittadinanza, misura chiave della campagna elettorale dei 5 stelle. Tito Boeri quantifica l’esborso annuo tra 35 e 38 miliardi; replica la senatrice M5S Nunzia Catalfo, che ha presentato il provvedimento in Parlamento nella passata legislatura, secondo cui il costo è di “14,9 miliardi più i 2,1 che abbiamo previsto per la riforma dei Centri per l’impiego”.

MERCATO – Ben assorbita l’asta a medio-lungo, che ha visto il collocamento dell’importo massimo di 7,5 miliardi sui Btp 5 e 10 anni insieme al CctEu. L’interesse degli investitori si è concentrato in particolare sul Buono marzo 2023. Deserta invece la riapertura da 600 milioni riservata agli operatori specialisti dopo l’offerta di martedì di 6 miliardi in Bot semestrali. Riferimento per l’apertura di stamattina sono 135 punti base per il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto febbraio 2028 e 1,843% — minimo da metà dicembre — per il tasso del decennale italiano.

CONGIUNTURA ITALIA, PROMETEIA E S&P – Lieve ritocco delle stime macro sul prossimo biennio da parte dell’ufficio studi Prometeia e Standard & Poor’s. Il primo vede per quest’anno un frazionale rallentamento della crescita a 1,4% — un decimo al di sotto della stima precedente — e proietta il Pil 2019 a 1,3%. L’istituto bolognese ritiene comunque possibile un moderato rientro del rapporto debito/Pil (130,3% da 130,5% previsto in dicembre) nonostante il rallentamento nel ritmo del consolidamento del bilancio. Passando invece al quadro prospettico dell’agenzia di rating, l’idea di S&P per la crescita italiana è di 1,5% quest’anno (1,3% la previsione di ottobre) e 1,3% il prossimo.

BANCA D’ITALIA APPROVA BILANCIO – Si riunisce l’assemblea ordinaria di Via Nazionale per il via libera al bilancio 2017, che sarà comunque occasione per una relazione di Ignazio Visco.

PREZZI CONSUMO GERMANIA – A dominare l’agenda macro le anticipazioni sull’inflazione tedesca di marzo. Si parte di consueto con i laender — prima della lista la Sassonia alle 9, ultimo il Baden-Wuerttemberg alle 12 — per arrivare alle 14 al dato nazionale. Le aspettative degli analisti indicano prezzi al consumo in crescita di 0,5% su mese sia per l’indice nazionale sia per l’armonizzato, con un tasso annuo pari nel primo caso a 1,7% e nel secondo a 1,6%. Si tratterebbe per entrambi gli indicatori di una decisa accelerazione rispetto a febbraio, il cui dato aveva ampiamente deluso le attese. Pubblicata lunedì, la lettura preliminare dell’indice spagnolo ha disatteso il consensus con un tasso annuo armonizzato di 1,3%, due decimi inferiore alle attese dopo l’1,2% di febbraio.

DATI TEDESCHI – Sempre dall’istituto di statistica federale in arrivo i dati sui disoccupati di marzo, che secondo la mediana delle attese raccolte da Reuters dovrebbero mostrare un calo di 15.000 unità su base destagionalizzata per un tasso di disoccupazione in lieve discesa a 5,3% da 5,4% di febbraio.

DATI GIAPPONE – Le vendite al dettaglio di febbraio mostrano un’espansione annua al ritmo di 1,6%, di un decimo al di sotto della mediana delle attese raccolte da Reuters ma di un decimo superiore al +1,5% rivisto di gennaio.

 

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, prezzi produzione industria e servizi febbraio 2018 e trim4 2017 (10,00).

GERMANIA
Tasso disoccupazione marzo (10,00) – attesa 5,3%.
Stima prezzi consumo marzo (14,00) – attesa indice nazionale 0,5% mese e 1,7%, tasso armonizzato 0,5% mese e 1,6% anno.

GRAN BRETAGNA
Bank of England, crediti al consumo, mutui e offerta moneta M4 febbraio (10,30).
Pil trim4 (10,30) – attesa 0,4% trimestre, 1,4% anno.

USA
Consumi reali, redditi personali e indice prezzi ‘Pce’ febbraio (14,30) – attesa 0,4% mese per redditi.
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 230.000.
Fiducia consumatori Università di Michigan finale marzo (16,00) – attesa 102,0.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia, assemblea ordinaria annuale con relazione governatore Ignazio Visco (10,00).

USA
New York, intervento presidente Fed Filadelfia Harker (19,00).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Milano, asset allocation Reuters marzo (13,00).
Milano, conferenza stampa Intesa Sanpaolo su “I distretti industriali” in occasione di pubblicazione Rapporto economia e finanza dei distretti industriali 2017 con Ceo Messina (11,00).